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HO VISTO

si.. tutti nudi!
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STO ASCOLTANDO

oh tico tico!


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

verde bosco con la frangia marina

ORA VORREI TANTO...

baciiiii da lupi


STO STUDIANDO...

il modo per non sbadigliare alla prima ora

OGGI IL MIO UMORE E'...

variabile dal registro come lei


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata










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Viandante, son le tue orme
la via, e nulla più;
viandante, non c’è via,
la via si fa con l’andare.
Con l’andare si fa la via,
e nel voltare indietro la vista
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante, non c’è via,
ma scie sul mare.

(Antonio Machado)
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SONDAGGIO: QUAL È IL SOGGETTO DI QUESTA FOTO?




la ruta de El Hidalgo Quijote
casette di nani nella mancha
turista sfigato a caccia di mulini da fotografare
el poulet asado

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mercoledì 20 dicembre 2006 - ore 15:00


(Ovvero "un pirata in pensione"). La fiaba più terribile della mia infanzia.
(categoria: " Cinema ")


BARBABLU’

C’era una volta un uomo, il quale aveva palazzi e ville principesche, e piatterie d’oro e d’argento, e mobilia di lusso ricamata, e carrozze tutte dorate di dentro e di fuori.

Ma quest’uomo, per sua disgrazia, aveva la barba blu: e questa cosa lo faceva così brutto e spaventoso, che non c’era donna, ragazza o maritata, che soltanto a vederlo, non fuggisse a gambe dalla paura.

Fra le sue vicinanti, c’era una gran dama, la quale aveva due figlie, due occhi di sole. Egli ne chiese una in moglie, lasciando alla madre la scelta di quella delle due che avesse voluto dargli: ma le ragazze non volevano saperne nulla: e se lo palleggiavano dall’una all’altra, non trovando il verso di risolversi a sposare un uomo, che aveva la barba blu. La cosa poi che più di tutto faceva loro ribrezzo era quella, che quest’uomo aveva sposato diverse donne e di queste non s’era mai potuto sapere che cosa fosse accaduto.

Fatto sta che Barba-blu, tanto per entrare in relazione, le menò, insieme alla madre e a tre o quattro delle loro amiche e in compagnia di alcuni giovinotti del vicinato, in una sua villa, dove si trattennero otto giorni interi. E lì, fu tutto un metter su passeggiate, partite di caccia e di pesca, balli, festini, merende: nessuno trovò il tempo per chiudere un occhio, perché passavano le nottate a farsi fra loro delle celie: insomma, le cose presero una così buona piega, che la figlia minore finì col persuadersi che il padrone della villa non aveva la barba tanto blu, e che era una persona ammodo e molto perbene. Tornati di campagna, si fecero le nozze.


In capo a un mese, Barba-blu disse a sua moglie che per un affare di molta importanza era costretto a mettersi in viaggio e a restar fuori almeno sei settimane: che la pregava di stare allegra, durante la sua assenza; che invitasse le sue amiche del cuore, che le menasse in campagna, caso le avesse fatto piacere: in una parola, che trattasse da regina e tenesse dappertutto corte bandita.

"Ecco", le disse, "le chiavi delle due grandi guardarobe: ecco quella dei piatti d’oro e d’argento, che non vanno in opera tutti i giorni: ecco quella dei miei scrigni, dove tengo i sacchi delle monete: ecco quella degli astucci, dove sono le gioie e i finimenti di pietre preziose: ecco la chiave comune, che serve per aprire tutti i quartieri. Quanto poi a quest’altra chiavicina qui, è quella della stanzina, che rimane in fondo al gran corridoio del pian terreno. Padrona di aprir tutto, di andar dappertutto: ma in quanto alla piccola stanzina, vi proibisco d’entrarvi e ve lo proibisco in modo così assoluto, che se vi accadesse per disgrazia di aprirla, potete aspettarvi tutto dalla mia collera."

Ella promette che sarebbe stata attaccata agli ordini: ed egli, dopo averla abbracciata, monta in carrozza, e via per il suo viaggio.

Le vicine e le amiche non aspettarono di essere cercate, per andare dalla sposa novella, tanto si struggevano dalla voglia di vedere tutte le magnificenze del suo palazzo, non essendosi arrisicate di andarci prima, quando c’era sempre il marito, a motivo di quella barba blu, che faceva loro tanta paura. Ed eccole subito a sgonnellare per le sale, per le camere e per le gallerie, sempre di meraviglia in meraviglia. Salite di sopra, nelle stanze di guardaroba, andarono in visibilio nel vedere la bellezza e la gran quantità dei parati, dei tappeti, dei letti, delle tavole, dei tavolini da lavoro, e dei grandi specchi, dove uno si poteva mirare dalla punta dei piedi fino ai capelli, e le cui cornici, parte di cristallo e parte d’argento e d’argento dorato, erano la cosa più bella e più sorprendente che si fosse mai veduta. Esse non rifinivano dal magnificare e dall’invidiare la felicità della loro amica, la quale, invece, non si divertiva punto alla vista di tante ricchezze, tormentata, com’era, dalla gran curiosità di andare a vedere la stanzina del pian terreno.

E non potendo più stare alle mosse, senza badare alla sconvenienza di lasciar lì su due piedi tutta la compagnia, prese per una scaletta segreta, e scese giù con tanta furia, che due o tre volte ci corse poco non si rompesse l’osso del collo.

Charles Perrault


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martedì 19 dicembre 2006 - ore 13:54


enjoy the silence
(categoria: " Accadde Domani ")




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giovedì 14 dicembre 2006 - ore 22:05


L’INVERNO
(categoria: " Poesia ")




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giovedì 14 dicembre 2006 - ore 20:33


giorni in fila come le perle come me
(categoria: " Fotografia e arte.. ")




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martedì 12 dicembre 2006 - ore 19:36


MONDO CRACK
(categoria: " Informatica ")


RISULTATI DEL SONDAGGIO:
" DOVE MANDERESTE LA RAC? "

TOTALE VOTI: 25


4 voti (16% In una grande città piena di amici intellettuali e fermento metropolitano.

5 voti (20% A provare i letti e i divani dell’’Ikea il sabato pomeriggio.

3 voti (12% Negli spazi siderali a giocare a domino (e vincere) con gli alieni.

7 voti (28% Nuda in campeggio a mangiare le foglie di eucalipto.

1 voti (4% Con Alice e la gattina Nerina al di là dello specchio (magari quello che avete in bagno).

5 voti (20% Afffffffffffff.........ulo! (terrò conto dell’’i.p. di chiunque tra di voi che opterà per questa risposta).
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TADAàààà
INEVITABILMENTE LA NUDITA’ (SE PUR LA MIA) SEGNA LA VITTORIA FINALE DI QUESTO SONDAGGIO!
MANDERò DELLE CARTOLINE.

A PARIMERITO L’"IKEA" E "IL TOUR IN MESSICO SUL MULO" (MA CHE AVEVATE CAPITO? .

MENTRE, ATTENDO CON ANSIA CHE SI DICHIARI IL POSSIBILE REGISTA DI "LA RAC AL DI Là DELLO SPECCHIO" PER PROPORMI MATRIMONIALMENTE E CHISSà... VADO A GENNAIO.
E IL MONDO MI GIRA COME L’OCCHIO DI UN CALEIDOSCOPIO.

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lunedì 11 dicembre 2006 - ore 14:11


AUTOGESTIONE
(categoria: " Lavoro ")


La costruzione della città:

(quando una cosa è seria, è seria!)


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venerdì 8 dicembre 2006 - ore 19:29


ascolto
(categoria: " Riflessioni ")



Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l’angolo del cielo
dove è scritto il tuo nome,
dove è scritto nel ferro...

Nel cerchio d un anello...
dove ancora mi innamoro
e mi fa sospirare così...
adesso e per quando tornerà l’incanto

E se mi trovi stanco
e se mi trovi spento
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi
che troppo e per poco e non basta ancora
ed è una volta solo

E ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà l’incanto...
l’incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore
freddo nel sole
e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato
se non ci sono stato
se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore
adesso e per quando tornerà il tempo...
il tempo per partire...
il tempo di restare
il tempo di lasciare
il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna
in pena e in povertà
nella gioia e nel clamore
nel lutto e nel dolore
nel freddo e nel sole
nel sonno e nel rumore
ovunque proteggi la grazia del mio cuore
...ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male
ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.
V.C.


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venerdì 8 dicembre 2006 - ore 15:03


Tutti vogliono essere il 10.000
(categoria: " Scienza e Tecnica ")




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mercoledì 6 dicembre 2006 - ore 20:14


..come il velo di panna che si forma sul latte caldo
(categoria: " Ricette ")




occhio a chi non si guarda mai


.. Saluti ruffiani baciamo le mani
caliamo i calzoni e in alto le mani
Chi prende il potere allunga le mani
chi sfugge al dovere se ne lava le mani
Le mani, le mani, che sanno tradire, che sanno soffrire e che sanno sbranare
Le mani spietate che danno la fine, le mani, le mani assassine
Le mani, le mani, le mani spietate che danno la fine, le mani assassine
Le mani, le mani, le mani legate le mani ferite, le mani pulite

Apriamo le mani, le mani più avare
che stringono ancora quei 30 denari
Mettiamo le mani, le mani sul cuore
più sono sincere e più danno calore
Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane ... De.C


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lunedì 4 dicembre 2006 - ore 22:39


Lascia il tuo indirizzo lì quando te ne vai via.
(categoria: " Accadde Domani ")


Beh, dimmi,
quanto lontano
abita il passato..
e se riuscirò a salire
per un caffè un giorno di questi.
Se basterà il ripetersi
di più sguardi profondi e chiari
a rompere il diverso colore
che assumono gli occhi
quando odiano
e amano
assieme
senza distinzione.
O se davvero
a ferire
ugualmente
saranno
dei desideri
sfumati su di un foglio,
a tre quarti.


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