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![]() RAC, 32 anni spritzina di una volta CHE FACCIO? Je suis Colette Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ![]() MA NON E’ DESTINATO A VOI. ![]() ![]() HO VISTO si.. tutti nudi! ---------------- STO ASCOLTANDO oh tico tico! ABBIGLIAMENTO del GIORNO verde bosco con la frangia marina ORA VORREI TANTO... baciiiii da lupi STO STUDIANDO... il modo per non sbadigliare alla prima ora OGGI IL MIO UMORE E'... variabile dal registro come lei ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
-------------------------- ![]() -------------------------- Viandante, son le tue orme la via, e nulla più; viandante, non c’è via, la via si fa con l’andare. Con l’andare si fa la via, e nel voltare indietro la vista si vede il sentiero che mai si tornerà a calcare. Viandante, non c’è via, ma scie sul mare. (Antonio Machado) ----------------------------
sabato 18 febbraio 2006 - ore 01:09 berlusconi is not jesus christ il pittoresco mondo della politica italiana visto dagli occhi di una giornalista americana: internazionaleprimopiano COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 17 febbraio 2006 - ore 22:37 credibilità ed ironia morale Ai binari fermi alla stazione tutti i passaggi che ho perso sono già arrivati ed i miei seri passatempi ogni volta che s’incrociano si salutano dai finestrini e fanno l’inchino. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 10 febbraio 2006 - ore 23:57 - es mia - ![]() World Press Photo 2006 Primo premio, ritratti, foto singole Pieter Hugo, Sudafrica, Corbis Mallam Gahadima Ahamadu con la sua iena Jamis, Abuja, Nigeria press’a poco così: billy e la sua lupa.. [McCarthy Cormac, Oltre il confine] LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 10 febbraio 2006 - ore 16:19 memoria parola più bela, più dolce de quela che a mi mà insegnà da picolo el santolo mia mama, me pare, la Gigia comare, e1 barba soldà. Col sì se se cresima col sì se va a scola col sì la parola d’onore se dà i frati e le moneghe lo parla in convento dal mille dozento i gà scominzià Ocio, fradei, za me capì, noi semo tutti, zente del sì! Scolteme a mi, scolteme a mi, no val le ciacole, ghe vol el sì! Al putelo apena nato a dir “mama” se ghe insegna nol sa niente, ma el se insegna “mama! mama!” a balbetar Se “papà” no basta e “mama” se ghe azunze “vin” e “pan” ma se ‘l pianze opur se ‘l ciama sempre parla in italian. Al bambin apena nato i ghe insegna “majco moja” ma la lengua se ghe imbroia, “mama, mama” el torna a dir. E sui banchi della scola se fadiga e no s’impara nela lingua la più amara ben più amara del velen. Lasè pur che i canti e i subi e che i fazi pur la spia nela Patria de Paravia no se parla che italian COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 10 febbraio 2006 - ore 00:21 not enough not enough NOT ENOUGH NOT ENOUGH NOT ENOUGH n o t - e n o u g h NOT.. ENOUGH....... Not enough! "nnnooottteennoouugghh"![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK giovedì 9 febbraio 2006 - ore 02:09 02:06 anima sbilenca senza gravità galleggia davanti allo specchio le mani afferrano un appiglio, dolcissima violenza per guardarsi fisso, e poi nè viso nè occhi nel riflesso solo una nuca che rifiuta di voltarsi. Alle ore 02:06 del 06.02 dell’anno 2006 la persona in questione addormentata supina, sommersa da coperta e piumone da circa quaranta minuti, si svegliò d’improvviso. La stanza era rischiarata dalla luce del lampione, in strada, che proveniva debole dalle persiane spalancate, lasciate sù, sebbene fosse inverno. Di tanto in tanto giungeva una macchina e i fari puntavano giusto sull’orlo delle tende, prima di voltare la curva, creando nella stanza strani disegni d’ombre. Alle 02:10 la porta dello studio si aprì e il passo paterno diede avviso d’essere sul punto di coricarsi. Lei raccolse con un gesto le coperte e si voltò dall’altra parte. pensando al sogno si accorsa di essere piena zeppa di sudore! Cercò di concentrarsi sulle immagini che le erano rimaste nella mente e poi quel lamento, il suo, sentito prima del tempo. Un rumore la distrasse da questi pensieri: dallo studio suo padre attraversò il corridoio e passò alla camera. Lo sguardo andò sull’orologio che segnava le 02:10, si tranquillizzò e si voltò dall’altra parte. Non è che fosse proprio un sogno sembrava più un incubo ma neanche, perchè tutto aveva tranne che sembianze di fantasia mentale. Non si poteva certo dire che questa cosa fosse frutto di un’esperienza corporea perchè il peso non vi era quasi percepito anzi, piuttosto, il corpo giaceva in assenza di gravità e nè braccia nè mani ottenevano di stare ancorate a terra perfettamente. Non era la sensazione del vuoto ma più propriamente come se la forza naturale di attrazione non fosse la stessa, ma inversamente manifestasse la sua potenza lasciando me non per niente, stupefatta. Non era reale, quindi, sebbene vicenda e persone fossero assolutamente reali e credibili. Ma in un certo senso le cose apparivano negate o contrarie. Inspiegabili. Ad esempio non si sa come si trovava a percorrere una strada contromano, all’indietro, oppure ascoltava un clip-audio di qualcosa che non era ancora stato detto, ma ancor più strano era alzarsi di notte come se fosse giorno o guardarsi allo specchio e non riuscire a veder altro che le proprie spalle. Non era niente vero, tutto, e il passo non sconosciuto, quale fu, rimise le cose in sede come se nulla fosse accaduto. Ed infatti non lo era. Oddio..le 02:06! ok è il 6 oggi, non c’è niente dormivo.. fine..eppure mi sono appena addormentata... Come le altre volte. Ma è colpa del training stavolta. Mi sembrava che..ho sudato e non riuscivo a stare ferma cazzo e poi mi sono avvicinata per guardarmi meglio ed era come se non riuscissi. Che bruttura. Chissà da dove l’ha presa il mio cervello quella immagine lì orrenda ho la testa in sovraccarico..non capisco più niente.. con quel i-pod pure a letto poi rolling stone ed ero stanca che non riuscita a finire nemmeno la canzone e poi ho cercato di spegnere la luce ficco la testa sotto e si dorme rannicchiata al caldo così....... ma respira quella?.... Respira? .... si dai ..immobile però..nel sonno profondo d’altra parte è notte.. e poi nessuno se ne accorgeva infatti neanche adesso se ne accorge nessuno che ero lì che stavo ....si..mentre tutti come se niente fosse ed io volando via.. ma li ho ricevuti..davvero? ora accendo il cellulare e vedo se mi arrivano. respira ora la sento, non fa tanto rumore..sto asino di buridano non mi ha scritto, se mi arrivavano morivo lì. Che occhiata che mi ha dato l’altro giorno quando è sceso dalla macchina!! boh magari è l’effetto di quella paresi che gli prende metà faccia che impressione sgradevole..diabolica quasi, sorride ma è come se ti fissasse con odio con degli occhi che paiono ...puntaspilli. strano cmq mi sembrava di averlo già fatto sto sogno, ero a casa di x ma non è possibile se l’ho fatto anche solo l’anno scorso non potevo sapere di essere lì a meno che ..mannò c’era anche y ma il sogno era diverso perchè in realtà io c’ero rimasta male quella volte..comunque vabbè..pensavo di aver capito ma non so più se ho capito a dire la verità poi perchè la mia voce? cazzo sembrava era la mia davvero...abulafia...aaabulafiiaa ..se fosse un numero lo giocherei al lotto checcc’è? è ancora sveglio? meglio sta andando a letto anche lui...faccio finta di niente così quasi quasi mi gioco il 2 e il 6 poi sono passati 4 minuti infatti sono le 02:10 se mi addormento prima è meglio ho ancora 5 ore da dormire oppure sto ancora un pò sveglia a pensare così domani non me lo dimentico- è lunedì..tutto chiuso abulafia..boh la prossima volta gli chiedo della sua famiglia così ne scopro di più..meglio non guardare tanto non cambia sapere ed ora mi riaddormento..anche così...mah -.abulafia..meglio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 5 febbraio 2006 - ore 10:22 definitivo: stronzissima! Tanto per rompere il silenzio vorrei bruciare in un solo attimo tutti gli argomenti bloggabili dalla serata di ieri: - sia equo o pari non ha importanza..il punto è che so (dove)parcheggiare e vado più veloce - il ghetto non è un reticolato romano e le strade a piedi sono obiettivamente più lunghe - le coppie scoppiano ma se ne accorgono dopo (o a volte mai) - about killercoke : attore o studente di conservatorio?? nessuno dei due! l’uomo indefinibile dei carichi - vecchi e giovani : dipende dal contesto - liceali da strapazzo - il futuro: bambini, cena tra amici impegnata (topic di politica/cinema/arte) o chitarrino e bonghi? io lo so.. bye! LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK giovedì 26 gennaio 2006 - ore 23:37 orrore dell’oblio LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 24 gennaio 2006 - ore 22:51 La mia amica dell’altra sera era la migliore fra tutte: a 9 anni voleva diventare una giornalista per salire in aereo e lasciare marito e passeggino giù in sala d’aspetto, si drogava assieme a te di liquirizia e divideva penfriend, amori e il mondo che stava nell’intercapedine tra i muri delle scuole (avete mai provato a battere il pugno e avvicinare l’orecchio dove faTOC?). In realtà c’erano solo streghe-bidelle, extraterrestri con le orecchie lunghe da coniglio e cadaveri di bambini fatti a pezzi ma era un gran segreto, perchè non lo conosceva nessuno. Chi era la più fantasiosa non è dato di sapere, perchè io pensavo fosse lei ma poi quella si interessava di più alle cause sociali: ingiustizie, abusi, discriminazioni di sesso, razza, età ecc e in più si vantava che il suo maggior pregio fosse "riorganizzare l’ordine delle parole in una frase". Così quando in autobus, sopra quel ponte lunghissimo, ci hanno messo in mano un foglietto sul quale dovevamo esprimere un pensierino ispirato di quello che vedavamo fuori dal finestrino il mio "Il Pò è un grosso uovo" non è stato per nulla capito! che talento sprecato.. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 22 gennaio 2006 - ore 11:04 "A 46 anni bisogna essere avari, aver tempo soltanto per le cose essenziali"V.W Come fa la pecora: "BEE" come fa la capra? "BEE". La capra non può fare come la pecora. Vuoi che la capra faccia "BEE" come la pecora? E va bene, ma sì, hai ragione tu: ascolta tutti e poi ascolta solo il silenzio. E vai decisa per la tua strada. Come quando scendi giù da una montagna, salta da un sasso all’altro, non perdere il ritmo, non ti fermare. Salta capretta, corri, pensa solo a saltare! Cerca il prossimo sasso, e da quello all’altro, cerca la forza prima del salto! Cerca l’arco prima della freccia! Salta capretta, non ci pensare. Senti come l’aria che ti passa accanto trascina le altre nel ritmo della corsa, dall’una all’altra duna giù fino alle onde, salta finchè la corsa non diventa danza. Il tuo pensiero saldo è la tua stanza. Il tuo pensiero saldo è la tua stanza! Laura Curino, Una stanza tutta per me ovvero: se Shakeaspeare avesse avuto una sorella LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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