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Ricky82, 26 anni
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La Grande Italia

HO VISTO

C’è troppo marciume in giro, e tocca a noi giovani vedere di cambiare le cose. Spazio non ce lo daranno mai, bisognerà prenderselo!

STO ASCOLTANDO

Dance anni ’90 (per la precisione 1993-94)

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Jeans e maglietta manica corta finalmente!

ORA VORREI TANTO...

Ho una voglia matta di partite per gli Usa e farmi un bel coast to coast!
In alternativa mi accontento anche di una coast sola!

STO STUDIANDO...

Sto preparando l’esame di Stato (gli esami non finiscono mai...)!

OGGI IL MIO UMORE E'...

Allegro ma scazzato!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) stare davanti al caminetto che scoppietta mentre nevica con la persona amata, e abbracciati, guardarsi negli occhi, in silenzio
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) Essere in Fossa a San Siro quando segna Gattuso.....
4) Goldrake, Jeeg Robot D'Acciao, e tutti i cartoni animati giapponesi.
5) Tornare a casa dopo lavoro, togliersi le scarpe, stravaccarsi sul divano e spararsi un bel DVD o una bella partita a Pro Evolution Soccer con un amico (con la maschera antigas).....
6) sapere che nel momento del bisogno hai qualcuno su cui contare...sapere che non sei solo ma che hai accanto qualcuno che ti vuole bene e che è pronto a sostenerti in ogni momento


Ciao a tutti, sono Riccardo, neolaureato in Farmacia e ho 25 anni.

In questo blog troverete solo cose che mi riguardano, miei pensieri, emozioni, riflessioni e vi renderò partecipi delle mie scelte e delle cose che la Vita mi regala.
troverete anche temi di attualità, critiche e commenti a quanto succede intorno a me, in Italia e nel Mondo, ma sempre tematiche a me care e raccontate dal mio punto di vista.

Visitatemi, commentate e per chi vuole contattatemi, sono sicuro che non ve ne pentirete!


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giovedì 20 settembre 2007 - ore 20:27


Scusate il ritardo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ridendo e scherzando è una vita che non scrivo sul mio blog, però vedo che qualche malaugurato avventore è passato lo stesso di qui!

In questi giorni sono stato abbastanza preso per motivi di studio e impegni politici vari, ma mi riprometto di tornare ad allietare le vostre giornate con i miei commenti con la continuità che voi tutti meritate e che un blog simil-serio deve avere.

Parte dell’assenza in questi 10 giorni è da addebitare a quegli incompetenti che Liero Infostrada ha come dipendenti.
Grazie a loro sono stato 4 giorni senza linea e ora mi sto divertendo io a bersagliarli di telefonate di reclamo e di rimborso, visto sopratttto che tutt’ora la linea viene e va senza apparenti motivi e per brevi periodi, però quel tanto che basta per rompere le balle!

E preparatevi, perchè in questo periodo la politica e la para-politica sta tenendo banco e anche io ho le mie belle cose da dire e le mie considerazioni da condividere con voi!

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lunedì 10 settembre 2007 - ore 23:31


Che belle figure!
(categoria: " Riflessioni ")


Sabato sera ero anche io tra gli 89000 spettatori a San Siro a vedere la partita di calcio tra Italia e Francia.

Ho avuto il grande dispiacere di vivere quell’obrobrio che gli Italiani hanno mostrato in mondovisione, quei 2 minuti di fischi durante l’inno francese prima del calcio d’inizio.

Mi sono vergognato! Non c’è motivo di arrivare a tanto disprezzo per una partita di calcio!
Posso accettare e ho partecipato agli sfottò, ho fischiato anche io quando i tifosi francesi iniziavano a incitare i loro beniamini o quando facevano i cori contro gli azzurri e contro noi tifosi. Queste sono cose che nello sport, o forse solo nel calcio, esistono e rendono l’atmosfera dello stadio bella anche per questo.
Ma a tutto c’è un limite! Noi abbiamo giocato in Francia a Settembre ’06, a poche settimane dal nostro trionfo mondiale battendo proprio i "galletti" in finale, però al momento del nostro inno nazionale sono stati in silenzio, rispettosi.
Noi abbiamo dimostrato che non valiamo neanche metà di loro, abbiamo offerto loro altre scuse per pavoneggiarsi e ritenersi migliori di noi! E come dargli torto! Tutto il mondo ha visto il nostro schifo, tutto il mondo ha sentito che persone ci sono in Italia.
Qualcuno può dire che se la sono cercata con la loro presunzione, con le loro dichiarazioni pre-partita e anche in tante altre occasioni, però non è questo il modo per vendicarsi, per ridicolizzarli.

Sabato sera mi sono vergognato per le 80000 persone che fischiavano, mi sono vergognato di essere li e di essere un italiano "tifoso" come loro!

Spero che tutto questo cambi, non c’è niente di cui vantarsi. C’è solo da stare zitti e crescere!

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mercoledì 5 settembre 2007 - ore 21:33


Gli scarcerati per clemenza costano il doppio dei detenuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Roma - Indulto vuol dire sensibile aumento dei crimini, dal ’62 a oggi è sempre stato così. E questo si traduce anche in più del raddoppio del costo per la società di un singolo detenuto che, dietro le sbarre pesa sullo Stato per 70mila euro, ma fuori ha un costo sociale di 150mila euro. Non solo. L’indulto ha un doppio effetto negativo sul mercato criminale: mette a disposizione potenziali delinquenti e diminuisce l’effetto deterrenza della detenzione, perché crea nei criminali l’aspettativa di nuovi atti di clemenza. Sono le conclusioni di una ricerca condotta su dati Istat e Abi da due economisti italiani specializzatisi in Usa: Giovanni Mastrobuoni, assistant professor al Collegio Carlo Alberto di Torino e Alessandro Barbarino della Federal Reserve Board di Washington. Sulla base dei dati del passato si può fare una proiezione sui 25mila usciti dalle carceri grazie all’indulto del 2006: in un anno verrebbero commessi 1.348.500 reati in più. Ma sentiamo come Mastrobuoni ci spiega la sua ricerca.

Qual è la principale scoperta che avete fatto?
«Abbiamo studiato gli effetti dell’indulto, spesso collegato a un’amnistia, dal ’62 ad oggi. In questi anni è stato liberato tra il 20 e il 50 per cento della popolazione carceraria e si è ogni volta registrato un significativo aumento dei reati: considerati i dati del 2004, si può dire che per ogni persona liberata si registra ogni anno lo 0,38 in più di rapine in banca (serve liquidità appena fuori), il 3,8 di furti d’auto, l’1,5 di furti di moto, il 41 di altri furti, soprattutto borseggi, il 5 di frodi, lo 0,02 di omicidi, lo 0,03 di tentati omicidi, l’1,25 di altre rapine, lo 0,6 di crimini legati alla droga. Parliamo sempre di medie e di previsioni, naturalmente, basate sull’esame degli effetti degli atti di clemenza del ’63, ’66, ’70, ’78, ’81, ’86, ’90, mentre per il 2006 avevamo solo i dati dell’Abi».

Vuol dire che ogni atto di clemenza provoca un’impennata di criminalità?
«Sì, e quelli che vengono chiamati effetti marginali hanno dei costi sociali importanti. Si vara un indulto o un’amnistia per sfollare le carceri, considerando che ciascun detenuto costa 70mila euro l’anno. Ma i crimini che un detenuto liberato può commettere, alcuni in particolare, sono costosi per la società e, secondo il nostro studio, questo si può valutare il 150mila euro l’anno per ognuno degli interessati. Cioè, più del doppio del costo della detenzione».

Insomma, il rapporto costi-benefici economicamente è sfavorevole.
«Costerebbe molto meno allo Stato creare un modello da fornire ai magistrati per decidere caso per caso quali detenuti liberare, sull’esempio di quanto si fa in Usa. Si sa, per esempio, che gli anziani hanno meno probabilità di essere recidivi ( e infatti negli anni ’70-80 è successo che per gli ultra65enni si raddoppiasse il numero di anni condonati) e così anche le donne. E poi si può valutare il tipo di crimine commesso, distinguendo tra occasionali e abituali, oltre a calcolare l’indice di costosità di ognuno. Il codice penale prevede che i criminali abituali non beneficino di atti di clemenza, ma nel ’90 e anche nel 2006 questa eccezione non è stata fatta».

Una specie di indulto «ad personam»?
«Questa è la proposta che facciamo: valutare come vengono fatti oggi gli indulti e se c’è un modo per selezionare con più efficienza, in base ad una serie di variabili, gli elementi da liberare o no. Così si eviterebbero costi enormi per la collettività».

Quale altra lezione si può trarre dal vostro lavoro?
«Abbiamo voluto studiare l’economia del crimine, esaminando i dati dell’Istat e dell’Abi anche in relazione a quanto avviene regione per regione, per considerare le variazioni della criminalità rispetto agli atti di clemenza. E abbiamo verificato che nelle regioni in cui maggiore è il numero di liberati per indulto-amnistia la criminalità sale».

E che cosa comporta questo anche a livello di esempio per il resto della popolazione?
«La stima che abbiamo fatto riguarda gli effetti della detenzione sul crimine. Tra questi c’è anche l’"effetto incapacità", incapacità di delinquere naturalmente. Mettere una persona in carcere ha due effetti: 1) sottrarla al mercato criminale, 2) deterrenza per chi sta fuori e viene disincentivato a delinquere. Ma se così stanno le cose si può anche dire che l’indulto-amnistia ha un duplice effetto: 1) mettere sul mercato criminale potenziali delinquenti, 2) ridurre l’effetto deterrenza, provocando l’aspettativa di nuovi atti di clemenza. In sostanza, conviene commettere un crimine prima di un indulto, non subito dopo».

Queste vostre conclusioni, però, configurano anche un fallimento delle politiche di rieducazione, riabilitazione, formazione al lavoro e reinserimento nella società dei detenuti.
«Non sappiamo come sarebbe stata la situazione senza questo tipo di politiche, basate sulla pena che punta alla rieducazione. Ma, se la situazione è come emerge dalla nostra ricerca, non sembra che abbiano influito in modo determinante. Nel ’62 ogni 100mila abitanti avevamo 700 crimini, nel ’95 erano 4mila. E dopo l’ultimo indulto le nostre carceri sono di nuovo quasi piene».

di Anna Maria Greco
da www.ilgiornale.it

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martedì 4 settembre 2007 - ore 22:13


Finalmente qualcosa di giusto!
(categoria: " Università / Scuola ")


Il ministro per la Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha annunciato che i programmi scolastici saranno nuovamente toccati ma questa volta per tornare al tradizionale insegnamento di alcune materie fondamentali di cui si era persa traccia e importanza a discapito di una cultura qualunqiusta e massimalista, che aveva come risultato finale alla fine del ciclo di studi la promozione di una massa di caproni ingnoranti.

Si torna quindi a insegnare le tabelline, grammatica e sintassi!
E inoltre si torna a dare un peso considerevole alla capacità di scrittura, di leggere i nostri Autori e capirli, capacità di esposizione orale!
Ancora si tornerà a valorizzare Storia e Geografia, senza dimenticare le discipline introdotte con il precedente Governo Berlusconi, ovvero Inglese, Informatica e lo studio di una seconda lingua comunitaria.

Finalmente la sinistra si sta adoperando in una manovra intelligente e di difesa della cultura italiana, e va a colmare un vuoto, per non dire voragine, lasciato dal precedente ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti.
Ora però bisognerebbe fare quel passo in più che permetta di rendere reali e defficaci questi misure: un metro di giudizio degli insegnanti che sia valido, che dia la possibilità ai docenti di poter fermare quegli alunni che per indisciplina o per mancanza di capacità non siano stati in grado di apprendere sufficientemente quanto è stato loro insegnato, facendo del bene a loro e del bene alla società che di sicuro trarrà giovamento in una cultura media superiore e in una popolazione capace di ragionare con la sua testa e che non sia legata a mode e a ragionamenti altrui.

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lunedì 3 settembre 2007 - ore 20:53


I costi dei Ministeri
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Roma - Clemente Mastella si sente nel mirino, in questo clima di caccia agli sprechi nella Pubblica amministrazione. E, chiudendo la festa dell’Udeur a Telese, indirizza una provocazione al suo collega dell’Economia.

«A Padoa-Schioppa, che parla di tagli alle spese - dice il Guardasigilli - rispondo di eliminare il ministero della Giustizia perché senza soldi non si cantano le messe».

Il fatto è che il dicastero di via Arenula risulta tra quelli più spendaccioni, con i suoi quasi 460 milioni per le consulenze, i 100 milioni per «sorveglianza e custodia», i 21 milioni per assistenza psicologica e religiosa, i quasi 28 milioni per carburanti, i 19 milioni per cancelleria e gli 11 per la carta.

Le classifiche della spesa pubblicate ieri da Il Sole-24 Ore indicano in cima alla lista proprio il ministero della Giustizia, insieme a quello dell’Istruzione, che solo per «pulizia e lavanderia» spende 507 milioni e per carta e cancelleria 50 milioni.

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa sta facendo le pulci al budget 2007 dei dicasteri e pretende tagli per almeno 10-15 miliardi. Sta preparando la Finanziaria 2008 ed entro il 10 settembre, come ha confermato il sottosegretario all’Economia Mario Lettieri, i vari ministeri dovranno comunicare a Via XX Settembre il piano di tagli alle spese.

In un’epoca di risparmi forzati, di provvedimenti anti-sprechi e dopo i tagli della Finanziaria 2007 non si può tollerare l’impennata delle spese per manifestazioni e convegni del 61,77 per cento (in testa alla classifica c’è il ministero del Lavoro con 18 milioni) o di quelle del 35,23 per cento per il noleggio di hardware (qui a spendere di più è il ministero dei Trasporti), né l’esplosione dei costi amministrativi per la partecipazione a organismi internazionali, con un più 390 per cento che si traduce in oltre 39 milioni.

La pubblica amministrazione, secondo un’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, costa a ogni cittadino italiano 5.564 euro. Ci supera solo la Francia con 5.765 euro pro capite, ma l’efficienza Oltralpe è ben diversa.

Così, il ministero di Via XX Settembre punta il dito anche sull’aumento di bollette telefoniche (più 6 per cento ed è il ministero dell’Interno a spendere di più, con 62 milioni tra fisso e mobile) e valori bollati (più 74,96 per cento), su costi di rappresentanza (più 14,10) e di assistenza psicologica, sociale e religiosa (più 15,71 per cento, per quasi 23 milioni).

Per i costi del personale si supereranno quest’anno i 74,5 miliardi, l’88,86 per cento degli oneri complessivi e 73 miliardi sono solo per gli stipendi, aumentati dell’1 per cento rispetto al 2006. Il peso maggiore è sopportato dal ministero dell’Istruzione, con quasi 40mila milioni di euro, seguono Difesa, Interno, Giustizia ed Economia.

Le consulenze ministeriali rappresentano un capitolo a parte, da tempo sotto accusa da parte della Corte dei conti. Negli ultimi mesi dell’anno scorso c’è stato un giro di vite che ha fatto diminuire la spesa del 5,47 per cento, ma complessivamente si rimane su uscite di circa 900 milioni e, malgrado critiche e avvertimenti, c’è stato addirittura un aumento in alcuni settori, dalle consulenze tecnico-scientifiche a quelle per interpreti e traduzioni.

In cima alla lista nera ecco il ministero della Giustizia, seguito da Pubblica istruzione (82 milioni) ed Economia (80).

Padoa-Schioppa, quindi, dovrà cominciare a stringere la cinghia in casa sua, visto che il dicastero di Via XX Settembre figura ai primi posti anche per spese di cancelleria (quasi 4 milioni) e carburanti (quasi 16 milioni).

Per il dispendio della benzina si distingue, però, il ministro della Difesa che arriva a 153 milioni, mentre per le voci in crescita di cancelleria e carta è leader quello dell’Istruzione con, rispettivamente, quasi 25 milioni e 24 milioni. Tre classifiche in cui il dicastero di Mastella si piazza, comunque, al secondo posto.

A quanto sembra, Padoa-Schioppa per dare il buon esempio ha tagliato carne e pesce dal menù della sua foresteria. Il collega della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha commentato acre che è un fortunato, perché da lui la mensa neppure c’è e si va avanti a panini.

di Anna Maria Greco
da www.ilgiornale.it

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sabato 1 settembre 2007 - ore 13:25


Martire oppure un po’ pu***na?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sono ricorsi i 10 anni della tragica morte di lady Diana in un tunnel a Parigi, in circostanze ancora oggi non chiare e con responsabilità attribuite alla folta orda di paparazzi che li inseguiva e in parte anche all’autista dell’auto di Diana e del suo amante, che secondo alcune fonti era in stato di ebrezza.

Ogni anno centinaia di persone fanno visita al luogo della tragedia e altre centinaia partecipano alle celebrazioni annuali per la morte della principessa.
Quest’anno, essendo il decennale, il tutto è stato ancora di più osannato e ha raccolto ancora più partecipanti e audience, con una messa trasmessa in tutto il Regno Unito e anche oltre.

Ma io ora vorrei porre a tutti voi una domanda: è veramente giusto rendere tutto questo omaggio a una persona come lei, fedifraga per non dire pu***na?
Da viva ha sostenuto un sacco di cause per i diritti del bambino, contro la fame nel mondo e tantissime altre belle iniziative, su questo non discuto e non voglio neanche nasconderlo, però la sua vita privata non è stata molto regale, non è stata cosi immacolata!
Ha sempre dato scandalo, si contano diversi flirt da sposata e dopo il divorzio da quel povero fesso che è il principe Carlo.
La tanto celebrata e rimpianta principessa è morta in auto con il suo ennesimo amante, dopo mesi di foto e riprese di bagni nudi e baci hot sulle varie barche del figlio del proprietario di Harrod’s, al Fayhet.

Sicuramente per i figli non è bello dire tutto ciò, rimane la loro madre e quidni la memoria va rispettata, però alla luce di queste e tante altre cose non credo meriti tutto questo merchandising e questa popolarità, ci sono persone che hanno fatto e fanno molto di più nell’ombra il cui nome non verrà mai alla ribalta e con una vita privata molto più immacolata e sana.
Per il rispetto di queste persone, magari morte nel silenzio in maniera anche più tragica facendo del bene per gli altri, bisognerebbe porre un freno a tutto questo incensare di lodi Diana, e aiutare chi veramente si adopera per gli altri!

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venerdì 31 agosto 2007 - ore 13:14


Verrà mantenuta la promessa?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Abbasseremo le tasse!"

Non so a voi, ma a me pare di averla già sentita questa frase, e per la precisione la collocherei nel periodo elettorale del 2006, in occasione delle elezioni del nuovo Parlamento Italiano.
Questi inni alla diminuzione della pressione fiscale erano uno dei cavalli di battaglia della sinistra e del suo programma elettorale nel periodo suddetto, poi stranamente questo non si verificò e ci siamo ritrovati una Finanziaria per il 2007 che ha creato non pochi problemi alle tasche di molti Italiani e di molte attività.
Questo aumento fu giustificato dal fatto che la situazione economica Italiana era in piena crisi e bisognava sistemare i conti. Non più tardi di qualche settimana dall’inizio del nuovo anno, il 2007, giunse voce che in realtà i conti non era cosi in rosso e che anzi c’era un "tesoretto" da amministrare. Di quel tesoretto, dopo mille proposte sull’utilizzo, non so che fine abbia fatto, intanto gli Italiani pagheranno di più per un anno e dei loro soldi che lo Stato si è trovato in più non credo riavranno molto, anzi niente!

Ora, a distanza di 18 mesi si torna a parlare di abbassare le tasse e che i conti sono di nuovo a posto.
Mi sorge una domanda allora: ma se c’era il tesoretto i conti non erano già a posto a Dicembre ’06?
Ma soprattutto, dopo i proclami della campagna elettorale ’06, ci sarà ancora da fidarsi? Questa tregua fiscale ci sarà davvero oppure c’è da aspettarsi nelle prossime settimane qualche nuova scusa per venire a rubare nelle nostre tasche e magari aumentarsi di qualche altro centinaia di euro mensili il loro "povero" stipendio a "onorevoli" anche se non credo meritino questo titolo?

Solo il tempo risponderà a questo quesito, però credo e temo di sapere già la risposta...

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giovedì 30 agosto 2007 - ore 22:51


Sulla pena di morte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni qual volta che negli USA viene condannata una persona alla pena di morte si scatenano mille dimostrazioni in ogni parte del mondo, e non da ultima l’ennesima moratoria consegnata all’ONu al fine di porre termine a questa barbarica giustizia umana.

Notizia di oggi riportata da Tg e giornali radio vari, è una nuova pubblicazione dell’associazione "Nessuno tocchi Caino", secondo la quale nell’ultimo anno ci sarebbero state 5000 esecuzioni in tutto il mondo.
Si fa tanto parlare di esecuzioni negli Stati Uniti d’America, ma ora voglio solo riportare un po’ di dati che sono andato orora a cercarmi sul sito dell’associazione sopra citata:
- USA: 36 esecuzioni e 3350 detenuti nel braccio della morte
- Arabia Saudita: 119 esecuzioni più 126 minori nel braccio della morte
- Iran: 148 esecuzioni
- Pakistan: 24 esecuzioni e 7400 detenuti nel braccio della morte

E ora il dato più bello che riporto pari pari come è scrtto sul sito e che riguarda la Cina: "In base alle sole notizie rese pubbliche, Amnesty International stima che almeno 1.770 persone sono state giustiziate e almeno 3.900 condannate a morte in Cina nel 2005, ma i dati reali si ritiene siano molti più alti. Nel marzo 2005, Liu Renwen, un esperto legale molto noto, ha dichiarato che "arrivano a 8.000" le persone giustiziate ogni anno in Cina." E ancora: "7 giugno 2007: secondo la Fondazione Dui Hua, le esecuzioni capitali in Cina sono diminuite da quando, sei anni fa, le Olimpiadi del 2008 sono state assegnate a Pechino. Secondo John Kamm, fondatore della Dui Hua (Dialogo), che si occupa di prigionieri politici in Cina, le esecuzioni sono diminuite in questi anni del 40%, vale a dire sono state circa 7.500 all’ anno. ’Questo - spiega l’attivista - significa che nel complesso 25mila persone non sono state messe a morte’."

Beh, i dati dicono tutto, adesso bisognerebbe solo tacere oppure iniziare a portare anche in altri posti le tanto belle parole di cui i benpensanti e ignoranti gli riempiono la bocca!

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lunedì 27 agosto 2007 - ore 23:45


Le ultime parole famose!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri il Senatur Umberto Bossi ha fatto un discorso che ha fatto molto clamore, e giustamente! Il leader del Carroccio infatti, parlando delle tasse e dello sciopero fiscale di cui tanto si parla in questi giorni, non ha escluso l’uso del fucile da parte degli Italiani del Nord in segno di rivolta a questa pressione fiscale.
Parole sicuramente sbagliate e che lascio volentieri alla Sinistra radicale, a quei comunisti che in passato e poi recentemente hanno impugnato le armi sotto il nome di Brigate Rosse, certi atteggiamenti sono da terroristi e noi di destra non lo siamo sebbene per propaganda molti ci facciano apparire cosi!

Ma detto questo volevo soffermarmi su una dichiarazione in risposta a queste frasi di Bossi, e più precisamente a quanto detto da Rosy Bindi, candidata alla leadership del Partito Democratico: "[..]Le tasse devono essere pagate da tutti!"
Bellissima frase, giustissimo, ma come mai non va a dirlo al loro alleato Caruso? Non è forse lui uno di quelli che pur percependo almeno 15000 (quindicimila per chi avesse difficoltà a leggere grosse cifre) euro mensili come parlamentare, dichiara al fisco di essere nullatenente?
Questa sinistra mi fa veramente morire dal ridere, sono veramente dei buffoni, e devono stare attenti, perchè prima o poi la gente del Nord Italia si stancherà di mantenere l’economia Italiana e allora per qualcuno saranno guai seri, e non parlo di fucili...

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venerdì 24 agosto 2007 - ore 22:09


Nuovo tesoretto
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa sera ho sentito questa notizia al telegiornale: esisterebbe un nuovo tesoretto, una cifra che ora sinceramente non ricordo, dovuta a un pagamento extra delle tasse da parte degli Italiani, pari al 21% in più rispetto all’anno precedente.

Non voglio entrare in discorsi politici questa volta ma attenermi ai fatti: se gli Italiani hanno pagato tasse in più rispetto al previsto, non è giusto che questi soldi tornino nelle tasche di coloro che hanno speso in più? Penso ne gioverebbero in primis gli Italiani stessi, e sprattutto l’economia Italiana in quanto sarebbbe un gruzzoletto di soldi in più che potrebbero invogliare il cittadino medio a qualche spesa extra e quindi un vantaggio economico un po’ per tutti.

Facendo un discorso in chiave politica e polemica ora: possibile che in un anno di governo la sinistra sia riuscita a crearsi ben 2 tesoretti ai danni delle tasche di noi poveri fessi di Italiani, aumentando ingiustificatamente le tasse, e poi questi soldi spariscano in qualche non ben chiara operazione senza che venga restituiti al legittimo proprietario?
Possibile che questi comunisti del menga non abbiano niente da dire in difesa dei loro tanto amati cittadini? Credo che per una pressione fiscale maggiore ne risentano molto di più operai, proletari e pensionati medio-bassi che non il cittadino borghese come viene da loro definito. Credo che alle classi meno agiate farebbero comodo un po’ di soldi indietro.
Evidentemente hanno avuto il loro bel tornaconto economico, come tutta la sinistra, da questo extragettito, e quindi ben lungi dalla loro mente bacata pensare a difendere chi sta peggio.

Strano nessuno manifesti per tali abusi di potere e veri e propri furti ai danni dell’Italiano...

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