avremo altri nomi e altri modi per perderli di nuovo.
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 17 luglio 2009 - ore 09:10
Ceravamo tanto amati (30/31x9)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E lattimo che ti stringo, con un gatto che gira indisturbato nella stanza e i Massimo Volume e Seychelles 81, che capisco che potrei continuare a fare ancora laltra, come in una canzone dei Pooh, sacrificandomi al tuo amore per una rockstar... checche isteriche!
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martedì 14 luglio 2009 - ore 13:41
Sciopero!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 13 luglio 2009 - ore 09:46
Dopo essere entrato fino alle ginocchia nell’acqua gelida
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Leo, è questo che siamo?
Ottanta chilometri in autostrada, le mie mani nelle tue mani, radio Virgin e il thè verde della San Benedetto. Il senso di sollievo di lasciare il cervello a casa, la voglia di abbracciare un’amica perfetta, Emidio e gli altri, la città delle biciclette.
Rotoliamo per Ferrara, resto stordita per gli incontri casuali ma necessari mentre il telefono non squilla, e in apnea per l’apprensione, cerco di far piacere persone che mi piacciono.
Vicino a noi Vasco Brondi mentre sotto il palco mi dici se mi ricordo del cd che mi avevi fatto a Parigi. Ah già, una vita fa, quel cd che è riuscito ad arrivare a Berlino prima di me e ora forse è rimasto dimenticato in un cassetto o buttato fuori da un finestrino, come faceva lui con tutte le cose che mi appartenevano, quando si sentiva ferito.
Aspetto le parole scivolarmi addosso.
Ed è stato come cantava Emidio davanti a noi.
Gli eletti riuniti in una casa che cadeva a pezzi, immersi nel silenzio dei pomeriggi d’agosto e fuori la peste.
Grazie. A tutti e due. Ma uno speciale ringraziamento va all’Icaro con le Cipster dell’Autogrill di Occhiobello.
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lunedì 6 luglio 2009 - ore 15:07
Cara A.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mio solito disfattismo suggerirebbe di far esplodere Lisbona lasciando intatte nella deflagrazione solo le case di fado.
Immagini Amalia Rodriguez cantare e fuori il disastro tra piastrelle scheggiate, interiora di pesce, ananas in scatola che rotola gù dalle strade, sandali con gli alluci ancora attaccati dei turisti inglesi e il tram 28 che continua imperterrito la corsa fino ad Alfama come il trenino della Gig nella camera di un bambino disordinato?
Ecco.
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lunedì 6 luglio 2009 - ore 14:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Scrivo queste parole che è un venerdì di fuoco e ho mandato a fanculo una nazione intera e ho cento euro nel portafoglio e guardo una cartina alla stazione. Segno la strada con un dito, ho un biglietto in mano e un treno bombato come un frigo retrò è il solo a parlare la mia lingua.
Dove cazzo sono, penso, mentre Cristo in croce mi si appiccica sul finestrino e poi le inferriate del ponte si portano via come tergicristalli il mare, il cielo, il porto, e mi restituiscono una collina, le capre, stazioni una dopo laltra, passeggeri uno dopo laltro che si siedono e poi si alzano e scendono e il capolinea non arriva più.
Loceano è solo acqua, lo sai anche tu, e lo guardo fingendo stupore, e lascio le briciole dei crackers ai pesci che non ci sono.
Ma non ci sei neanche tu, no?
Sono quei giorni che i treni per il ritorno passano uno allora e tutto va storto e resti a piangere sulla sedia di una sala daspetto con la testa che frigge contro lo sporco degli azuleios.
Saluti dalla peninsula di Troia.
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domenica 28 giugno 2009 - ore 00:15
Bòa Noite...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le notti prima di partire.
E i viaggi meditati per così tanto tempo. Le città che avresti voluto conoscere con più ingenuità e tante balle in testa, ora che sembra così anacronistico pagare per la prima volta la tassa per il bagaglio da stiva e lassicurazione.
Le notti che la stanchezza è più forte dellansia. Milano che ci terrà per mano quel tanto che basta per farci partire. Un padrone di casa ansiogeno, i cracker e i biscotti dellIperlando, la valigia che non si chiude, il costume avanzato da qualche adolescenza fa, io che non mi cimento più nel ruolo di turista da spiaggia da quando Giuseppe Berto mi ha pagato la trasferta calabrese.
Alla ricerca della saudade in odor di porto, si diceva.
Sulla linea ventotto, quella con gli occhiali, sono io.
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venerdì 26 giugno 2009 - ore 12:10
Der Großvater
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ritornare in stanze note che sanno di chiuso.
Il cortile lasciato a se stesso, che è morto anche il cane, per la tristezza.
Ritornare agli odori, la macchina in garage con il crocifisso che pende dallo specchietto, i trattori sporchi di terra sotto il barco, i muri che si sgretolano, un portone arrugginito.
Penso ai colori che aveva quella casa quando nascondevi i cioccolatini e i bicchieri buoni per gli ospiti nella credenza in salotto, e ascoltavi il rosario a palla e dicevi ’chezzo!" quando proprio ti arrabbiavi.
Quando c’era sempre un posto per le mie mani fra le tue mani e una carezza e un ’rebegoeo’, per riempire il nostro silenzio.
Scusa nonno, se alla mia età mi nascondo ancora dentro al frigo.
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giovedì 25 giugno 2009 - ore 08:56
Martin battezza le strade.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse sono troppo sensibile. Forse ho i capelli troppo lunghi. Forse mangio troppo.
E ci sono canzoni da ascoltare in bagno, salmodiando davanti ad uno specchio Wir sind die Turken von Morgen, ci sono paure che lascio a riposare come il pan di spagna nelle pubblicità del Mulino Bianco, ci sono le notti che ti sogno e non so perchè, e resto giorni e giorni con langoscia che ti sia successo qualcosa, ma di chiamarti no no no...
Cè stato un tempo che non ci ricordiamo più. Gli amici svedesi, i mandarini e lanima nera, le buone notizie, le partenze... Cè stata Parigi, il numero di Rodolfo che suona sempre libero, unestate di disastri nucleari e mani sfinite. Ci sono stati colpi di spugna, rotazioni e maggese, come nelle illustrazioni dei libri delle medie.
Mi chiedo se basti tenere a bada i nervi.
(Invece di pensare, continua a salmodiare.)
Mi chiedo se basti chiudere tutto dentro una valigia.
Forse.
Adieu.
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venerdì 19 giugno 2009 - ore 10:57
...di quei farabutti di Adamo ed Eva.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Noi siamo quelli delle fotocopie. Delle multe da pagare. Della pizza surgelata e la spesa al Lidl.
Siamo quelli delle notti a far conti, la vita che è un casino, quelli che la macchina li lascia a piedi per strada.
Noi siamo quelli sconclusionati, che ci piace tutto ma non sappiamo mai di niente, che non riusciamo mai a finire niente, che la burocrazia li spaventa, che i concorsi non li passano, che a malapena parlano la loro lingua.
Neanche Spessotto vuole più stare dalla mia parte.
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mercoledì 17 giugno 2009 - ore 09:29
Sindrome di Stoccolma
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Succede solo a Stoccolma di chiamare un figlio Gösta.
Di poterlo mettere al mondo in tutta tranquillità (leggesi, in condizioni di benessere, con una casa con un affitto decente perchè lo Stato tutela i nuclei famiiari giovani, il lavoro assicurato o comunque uno stipendio assicurato anche in caso di disoccupazione per un anno fino a nuova assunzione, la protezione della donna lavoratrice prima e dopo la gravidanza, istruzione e tanti altri servizi pagati certo dal cittadino con una tassazione importante, ma pur sempre resi!).
Di avere venticinque anni e diventare genitori, che se gli chiedi se non è troppo presto, ti rispondono per cosa.
Magari non succederà solo a Stoccolma di riuscire a realizzare un progetto, ad esempio la propria vita, prima di andare in menopausa.
Ma ho molti dubbi che possa succedere qui.
Fortunello dovevano chiamarti...altro che Gösta!
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