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IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cose interessanti


OGGI IL MIO UMORE E'...
nzomma


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)





“Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo. ”

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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:57
(categoria: "Vita Quotidiana")





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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:54
(categoria: "Vita Quotidiana")





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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:51
(categoria: "Vita Quotidiana")





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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:46
(categoria: "Vita Quotidiana")





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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:43
(categoria: "Vita Quotidiana")



LE CIFRE DEL MASSACRO...

VIVISEZIONE
500 i centri di sperimentazione in Italia
86% gli esperimenti su animali fatti senza alcuna forma di anestesia
150 gli animali che ogni giorno sono sfigurati e intossicati in Europa dall'industria cosmetica
3.000 gli animali vivisezionati ogni giorno in Italia
300.000.000 gli animali torturati e uccisi ogni anno in tutto il mondo per la ricerca
PELLICCE
200 i volt utilizzati per provocare la morte tramite scarica elettrica
50 i visoni necessari per fare una pelliccia
180 gli scoiattoli necessari per fare una pelliccia
400.000 i cuccioli di foca tramortiti e scuoiati vivi ogni anno
300.000 gli animali da pelliccia rinchiusi negli allevamenti italiani
20.000.000 gli animali massacrati per il solo mercato italiano
200.000.000 gli animali uccisi ogni anno in tutto il mondo per le pellicce

ALIMENTAZIONE
40.000.000 le galline imprigionate negli allevamenti in batteria
20 cm. x 20 cm. lo spazio a disposizione delle galline negli allevamenti
18% la percentuale di emissioni di metano nell'atmosfera derivanti dagli allevamenti animali
500.000 i chili di lumache bollite vive ogni anno in Italia
25.000 le oche torturate e uccise ogni anno per produrre il patè de fois gras
destinato al mercato italiano
1.500.000 i vitelli mangiati ogni anno nel nostro paese
600.000.000 gli animali uccisi ogni anno in Italia per alimentazione (esclusi i pesci)
10.000.000.000 gli animali uccisi ogni anno in tutto il mondo per alimentazione (esclusi i pesci)

CACCIA E PESCA
250.000.000 gli animali vittime ogni anno, in Italia, dei cacciatori
3.300.000.000 il giro d'affari della caccia
5.300.000.000 il finanziamento alla Federcaccia dal Totocalcio
17.500 le tonnellate di pallini di piombo dispersi nell'ambiente
3.000.000 i pesci pescati in Italia ogni anno
1.000.000 i molluschi
500.000 i crostacei
100.000.000 gli squali uccisi ogni anno nel mondo
80.000.000 le tonnellate di pesce pescato in tutto il mondo ogni anno
ZOO - CIRCO - COMMERCIO
87% le scimmie morte durante il viaggio a causa del commercio illegale
35% gli uccelli morti per lo stesso motivo
98% i rettili morti per lo stesso motivo
1.500.000.000 i contributi pubblici straordinari ricevuti dai circhi con animali
10.000.000 i rettili importati illegalmente in vari Paesi
3.000.000 gli uccelli rari
300.000.000 i pesci catturati ogni anno nei luoghi d'origine
COMBATTIMENTI E FESTE
5.000 i cani vittime ogni anno dei combattimenti in Italia
1.000 i miliardi delle scommesse clandestine sulle lotte tra cani
1.000.000 gli animali attualmente rinchiusi a vita negli zoo del mondo
4.500 i tori uccisi nelle corride spagnole in un anno
200 cavalli morti nelle corride spagnole in un anno
12 i tori seviziati e linciati ogni anno a Coria (Spagna)
durante i festeggiamenti per S. Giovanni
100 le "feste" religiose e popolari in Italia dove si torturano animali
ABBANDONO
60.000 i cani premeditatamente abbandonati in Italia (dati 1998)
200 le persone morte (decennio 1984/93) per incidenti d'auto
dovuti ad animali abbandonati
727 Articolo del Codice Penale che considera l'abbandono un reato
1.000 (circa) i cani abbandonati nella provincia di Como (1998)
91.000.000 i chili di carcasse di animali morti
trasportati nel 1989 all'USLL 10 di Roma


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domenica 7 dicembre 2003
ore 18:42
(categoria: "Vita Quotidiana")



DA LIBERO - 5 DICEMBRE 2003 - ITALIA

Una pelliccia per coprirsi anche d'estate

Non più un capo da signora, è protagonista delle collezioni, diventa accessorio e conquista sempre più i giovani

Non solo è tornata di moda, ma sarà addirittura una delle tendenze per la prossima estate. Due mesi fa a Riccione ha sfilato fra le anticipazioni un bikini in pelliccia. Cavalli, Gucci, Fendi, Ferrè hanno inserito la pelliccia nelle loro collezioni per l'estate 2004, tanto da scatenare l'ira degli animalisti che sulla passerella di Ferrè hanno mandato un emissario vestito da prete. Modificata nel suo concetto base, la pelliccia è entrata alla grande dell'Olimpo della moda. Non a caso il Centro Studi Associazione Italiana Pellicceria sta organizzando un archivio dei pezzi più importanti della storia della pellicceria che aprirà a marzo a Milano per il Mifur (Fiera Internazionale della Pellicceria e della Pelle). La conferma che la pelliccia non è più il capo da sciura, disprezzato e bandito dalle fashion victims arriva da guru insindacabili. Anne Wintour mitico direttore di Vogue America, considerata fra le donne più eleganti del mondo, ama sfoggiare capi soprattutto in cincillà, la pelliccia più costosa che per un cappotto richiede la pelle di 200 animaletti. Sempre in ostentata polemica con i signori della P.E.T.A. gli animalisti integralisti americani, che per le campagne usano simpatizzanti doc, come Goran Visnjic, il fascinoso pediatra Kovac di E.R., fotografato con il suo cane Bugsy. Privata da quell'odiosa aureola da simbolo del lusso che ne aveva fatto l'oggetto di strali e pomodori dei Sessantottini, la pelliccia è ora un capo accessibile, per tutti. Fra le venti-trentenni impazza il giaccone in murmasky della Woolrich e il giubbotto di lapin. Pelliccia non significa più il pretenzioso visone, ma la borsa, lo stivale, la cintura, il cappello. Furla oltre che la mini borsa Fox con coda di volpe fluttuante ha presentato manopole in volpe argentata, baschi di lapin, colli in volpe del deserto per scaldare a sorpresa giacche e cappotti. Sulla borsa di lapin. Cavalli applica fiori di pelle, su quella di volpe, Laura Biagiotti fa brillare degli strass. Cesare Paciotti per la linea Heroes propone stivali e borse in mongolia rossa e gialla. Ralph Lauren li realizza in coyote. Ritornano pezzi in pelliccia dimenticati come il manicotto o la mantellina striminzita che copre appena le spalle come quella dell'Emporio Armani, piuttosto che la stola, in collezione da Armani. Pinko crea un collo di visone sciallato anni quaranta da portare magari sul trench bon ton. Brioni per il suo gentleman applica un collo di colinsky al cappotto di vigogna con effetto Amarcord. Per la donna, invece, recupera l'ineffabile breitschwanz per piccoli spencer, borse e pochette. Sempre di più la pelliccia viene fata oggetto di elaborate ricerche tecnologiche. Fra i maestri Fendi, che per l'uomo inventa la pelliccia sottovuoto. Un persiano marrone e miele che pressato sottovuoto con una pellicola trasparente diventa giacca calda e antipioggia. Anche per la donna recupera la contaminazione plastica-pelliccia e sul cappotto in plastica trasparente inserisce balze di pelliccia di capra del Tibet. A Parigi lo scorso marzo le pellicce hanno invaso le passerelle, tanto da provocare più di una volta entrate plateali degli animalisti. Come da Christian Dior che ha fatto sfilare visoni e volpi puntando sul bianco e sul look da grande diva. O Jean Paul Gaultier che si è divertito a smitizzare la pelliccia con giochi di patchwork.





200 i volt utilizzati per provocare la morte tramite scarica elettrica
50 i visoni necessari per fare una pelliccia
180 gli scoiattoli necessari per fare una pelliccia
400.000 i cuccioli di foca tramortiti e scuoiati vivi ogni anno
300.000 gli animali da pelliccia rinchiusi negli allevamenti italiani
20.000.000 gli animali massacrati per il solo mercato italiano
200.000.000 gli animali uccisi ogni anno in tutto il mondo per le pellicce
http://www.kartasia.info/magazine/massacro.htm


Gli animali allevati per la pelliccia vivono in gabbie ridottissime, non possono muoversi e socializzare con gli altri. Le zampe poggiano su reti di metallo e sono sempre coperte da ferite infette. I denti deteriorati per la continua ricerca di spezzare le maglie delle gabbie in cui sono imprigionati.
Perennemente esposti al gelo, al vento, al freddo dell'inverno, per far sì che la pelliccia diventi più folta e più morbida. La loro morte è fra le più crudeli e feroci che esista. Per salvare il pelo, fonte di commercio, gli animali vengono trucidati con scosse elettriche o elettrocuzione (scariche elettriche inferte con elettrodi introdotti nella bocca o nell'ano.), spaccatura del cranio mediante bastonate, vertebre cervicali spezzate con torsione della testa. Per non parlare delle tagliole in cui poveri esseri rimangono intrappolati. Per fuggire queste disgraziate creature arrivano a staccarsi la zampetta da soli.
Aggiungiamo anche questo all'articolo così leggero e assurdo che stiamo leggendo. Sapete quanto è grande un cincillà?? E una volpe del deserto??
Sapete quante volpi ci vogliono per fare un cappotto??
Conoscete il metodo usato per avere una pelliccia di agnellino più morbida possibile?
Gli stilisti hanno il cervello imbottito di fogli della zecca dello stato, supportati da tutti quelli che al posto della materia grigia hanno solo un grande contenitore vuoto.
Solo persone vuote di mente e di cuore possono pensare di ricoprirsi di cadaveri e trovarsi attraenti.


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venerdì 5 dicembre 2003
ore 13:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


Boicottiamo Nestlé
"Un bambino allattato con latte in polvere è 25 volte più a rischio di morire di dissenteria di uno allattato al seno, in posti dove l'acqua non è sicura." UNICEF

Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlè viola il codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla stessa UNICEF, che proibisce la promozione dell'uso di latte in polvere per l'alimentazione dei neonati.

L'uso di tale latte, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno. Ciò ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell'UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all'anno nel Sud del mondo perchè non più nutriti al seno.

Nestlé è uno dei simboli della globalizzazione, della distruzione di ciò che non è mercato globale, ma anzi uno dei promotori dell'appiattimento globale, per favorire i loro profitti di grandi economie, prodotti unificati per tutti i consumatori del pianeta, un po' come il McDonald's, di cui è infatti sempre più spesso partner, anche con Disney, per aggredire i piccoli consumatori del nord del mondo.

Una delle ultime azioni contro tutti noi (esclusi gli azionisti Nestlè) è stato quello di far passare la possibilità di etichettare come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, quindi sempre più da un lato cibo uscito dai compilatori di materia* e dall'altro un nuovo mezzo per far ribbassare i prezzi ai contadini del sud del mondo produttori di cacao.

Nestlé è il più grande produttore di cibo mondiale, il gigante del settore agroalimentare, con stabilimenti in più di 80 paesi ed un giro d'affari di circa 52 miliardi di dollari. Con un budget pubblicitario di circa 8 miliardi di dollari all'anno, Nestlè ha un notevole vantaggio sulle donne che producono naturalmente il latte per i loro neonati e non hanno "una fortuna" da investire per promuovere la bontà del loro prodotto.
Nestlè ha infatti dalla fine del 1999 iniziato una vera e propria operazione di contropropaganda, a partire dalla Gran Bretagna, che cercasse di ridare lustro al marchio della compagnia oramai logorato dai 23 anni di boicottaggio, che si sono fatti sentire ed hanno lasciato il segno nell'opinione pubblica, e che hanno posto problemi, come quello di avere campagne pubblicitarie bloccate perchè giudicate ingannevoli dalla Advertising Standard Authority o dal fatto che il parlamento europeo vorrebbe convocare delle multinazionali in audizioni pubbliche per gli abusi e i danni da queste causate negli anni. Nestlè è la prima compagnia che vorrebbero mettere in questa scomoda posizione.
Così Nestlè ha cercato di incrementare, e molto pubblicizzare, le sue iniziative di beneficienza verso attività dedicate ai bambini ed alle chiese. La loro nuova tattica comprende anche arrivare a mettere la pubblicità su media abbastanza rispettati per i loro contenuti attenti (come "The Big Issue") per recuperare immagine anche nei settori che più sono stati attenti ai motivi del boicottaggio e per cercare di cancellare l'immagine che si è diffusa negli anni ossia che Nestlè tragga i suoi massimi profitti succhiando con avidità dai paesi del terzo mondo (ma in effetti è così). Ed anche per far recedere le chiese che si sono molto impegnate nelle campagne di boicottaggio a causa della devastante pratica di diffondere il latte in polvere nei paesi poveri con la susseguente mortalità dovuta a diarrea, che non si verificherebbe con l'allattamento al seno (secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità più di un milione di bambini muoiono ogni anno a causa di una nutrizione con biberon/latte in polvere fatta in modo non igienico, solitamente a causa delle acque non potabili).
In pratica un bambino ogni 30 secondi.

Nestlé controlla il 40% del mercato mondiale del latte per bambini, pubblicizzandolo con molta aggrssività nei paesi del terzo mondo, cercando anche di scoraggiare l'allattamento al seno. Chiaramente dopo un piccolo periodo di allattamento da biberon il latte della madre si asciuga e non viene più prodotto dall'organismo... un nuovo consumatore è nato.

Nestlè "incoraggia" gli operatori della sanità a spingere i suoi prodotti. Lo fanno facendo donazioni, per esempio agli ospedali del Gabon (Africa), malgrado il governo di quel paese abbia chiesto alla Nestlé di farla finita. Nelle Filippine la compagnia ha dovuto subire lo scandalo di essere stata scoperta a "affittare" delle infermiere diplomate in funzione di "educatrici sanitarie" per andare per le case e convincere le madri ad usare i prodotti Nestlé. Ignorando i consigli della Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda che i cibi complementari debbono essere utilizzati dopo i sei mesi di vita, i prodotti Nestlè sono etichettati come utilizzabili dopo la seconda settimana di vita. Le etichette non forniscono informazioni chiare, e, in alcuni casi, in lingue che le madri non possono capire.

Nestlè esporta il suo latte nelle "colonie" fin dal 1873, sono 126 anni che la compagnia ignora le leggi. Attualmente Nestlè è sotto processo in India per via delle etichette, ma per fare un altro esempio, nel 1939 la compagnia esportava i suoi prodotti in Singapore e Malesia etichettati come "ideali per bambini delicati", mentre era stata vietata la commercializzazione in Gran Bretagna per via dei casi di cecità e rachitismo.



Nestlé produce quasi tutto quello che nel settore alimentare può essere confezionato e venduto. Qui di seguito c'è l'impressionante serie di marchi e prodotti commercializzati dalla Nestlè, che è comunque in continua espansione e come uno squalo continua ad ingoiare società più piccole. Quindi questa lista è spesso in ritardo nel segnalare le nuove acquisizioni. Avete però a disposizione un bel numero di prodotti da boicottare, sconsigliare, trasformare le pubblicità... etc. etc. ;->


Caffè e simili: Nescafè, Orzoro, Nesquik, Malto Kneipp


Biscotti e simili: Dorè, Cheerios,


Pasta e riso: Buitoni, Pezzullo, Curtiriso, Bella Napoli


Surgelati: Surgela, Mare fresco, Valle degli Orti


Gelati: Motta, Alemagna, Antica gelateria del corso, McDonald's McFlurry


Acqua: Acqua Vera, S. Bernardo, S. Antonio, S. Pellegrino, Perrier, Claudia, Panna, Pejo, Levissima, Lora recoaro


Soft drinks: One-O-One, Chinò, Aranciata S. Pellegrino, Acqua Brillante Recoaro, Beltè, Gingerino Recoaro, Nestea, Nestè, Sanbitter


Dolci: KitKat, Galak, Lion, Crunch, Smarties, After Eight, Quality Street, Toffee, Polo


Formaggi, latticini: Locatelli (Pizzaiola), Fiorello, Fruttolo, Formaggino Mio,


Cibi per animali: Friskies, Buffet


Salumi: King


Cioccolato: Perugina (Cacao, Le Ore Liete, Baci Perugina), Nestlè (Cioccoblocco, Galak)


Brodo: Maggi


Cosmetici: L'Oreal


Varie: Diger Seltz







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giovedì 4 dicembre 2003
ore 14:25
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 4 dicembre 2003
ore 14:21
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 4 dicembre 2003
ore 14:14
(categoria: "Vita Quotidiana")



Non solo farmaci, coloranti, cosmetici e prodotti chimici. Su cani e gatti l’industria sperimenta gli stessi cibi a loro destinati. Sono stati denunciati dal Sunday Express esperimenti di laboratorio per conto della IAMS (proprietà della multinazionale Procter & Gamble e responsabile del marchio Eukanuba) su cani e gatti, alcuni dei quali sono stati mutilati ed uccisi. Nessuno può dire con esattezza se gli esperimenti condotti tra il 1991 e il 2000 proseguano o meno. Il Sunday Express riferisce: «a ventiquattro cani è stato asportato il rene destro e il sinistro è stato parzialmente danneggiato per studiare come le proteine agiscono su cani colpiti da danni renali. Otto cani sono stati uccisi per analizzare i tessuti renali. I cani con evidenti segni di malattia non venivano curati perché ciò avrebbe inficiato la natura degli esperimenti». A ventiquattro cani, adulti, giovani, femmine gravide, è stato indotto un danno renale acuto: si è proceduto incidendo l’addome, rimuovendo un rene e distruggendo il 75% del rene superstite, riducendo l’apporto di sangue necessario, lasciando gli animali con un ottavo della normale funzionalità renale. Il rene impossibilitato a svolgere il normale filtraggio del sangue dalle sostanze nocive e dalle tossine porta all’avvelenamento dell’animale. Sono stati studiati cani sofferenti con seri danni renali per quattordici mesi. Ai cani che si disitratavano venivano reimmessi fluidi senza altro trattamento.


Quattro cani sono stati soppressi durante l’esperimento a causa di uremia (eccessiva pesenza di tossine nel sangue, che si manifesta anche con crisi di nausea, vomito, disidratazione). Dopo sette mesi sono stati uccisi anche altri otto cani per analizzare le condizioni della porzione di rene rimasta. È grazie a questi esperimenti, probabilmente, che le confezioni di cibo IAMS vantano la scritta «Questo cibo contribuisce al buon funzionamento delle vie urinarie». Altri esperimenti condotti per la IAMS riguardavano l’induzione di obesità ad alcune gatte sterilizzate da sottoporre poi a drastica dieta. Ancora vivisezione nel nome dei mangimi. Per analizzare l’effetto della somministrazione di fibre ai felini non si esita ad esportare lo stomaco di un gatto; si fanno esperimenti sulle allergie indotte in cuccioli; infine, per studiare la relazione tra dieta e guarigione di lesioni cutanee, queste vengono provocate in laboratorio.


Alle proteste giunte da tutto il mondo IAMS- Eukanuba ha risposto con il supporto di una tra le maggiori agenzie di comunicazione industriale nel mondo (Fleissmann- Hillard Inc.). IAMS ha difeso la validità degli esperimenti condotti e affermato che non parteciperà più a ricerche che comportino l’eutanasia di cani e gatti; ammette tuttavia queste pratiche fino al marzo del 2001. L’azienda di San Marino glissa volutamente su alcuni punti:


non garantisce che non verranno più condotti esperimenti che comportino sofferenza, mutilazione o angoscia per gli animali;
non assicura che gli animali sottoposti ad esperimenti non fossero sani e fatti ammalare appositamente nei laboratori;
non chiarisce se siano in corso esperimenti con eutanasia su animali che non siano cani e gatti.


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