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| Da parte mia, contro il male di vivere del topo nel tostapane o della falena spiaccicata sul radiatore non posso oppormi, ma contro il male fatto di proposito dai miei simili su altri miei simili, sì, mi sento di dover combattere: è poca cosa e non so a quali risultati porterà, ma so che è mio dovere farlo.
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venerdì 19 dicembre 2003
ore 17:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
DUE SUORE INVESTONO UN CANE E SCAPPANO. POI SPIEGANO: "MA E' SOLO UN CANE!"
ahahah hahah hah hhah hsuore!!!! Che cretine!!!!Non le sopporto.
Inseguite e raggiunte dal proprietario, le religiose si sono giustificate spiegando la differenza del valore della vita degli esseri umani rispetto a quella degli animali. Il presidente nazionale della Protezione animali, Paolo Manzi: "E' un episodio figlio di inammissibili distorsioni teologiche. Denunceremo le due suore"
Roma, 18 dicembre 2003 - Due suore hanno investito un cane mentre viaggiavano in automobile e sono scappate. Inseguite dal proprietario del piccolo carlino e raggiunte, le due religiose hanno giustificato il loro allontanamento spiegando la differenza del valore della vita umana rispetto a quella degli animali.
E' successo oggi, poco dopo le 13,30, a Zagarolo, in provincia di Roma. Ad essere investito mentre stava attraversando la strada con i suoi due proprietari (una coppia), un piccolo carlino di sette mesi. Le due suore, accortesi del fatto, prima si sono fermate, poi si sono scappate. L'uomo, subito dopo l'investimento, ha inseguito l'auto delle religiose e, quando le ha raggiunte, le due suore si sono giustificate spiegando che in alcun modo la vita di un animale può essere paragonata a quella di un essere umano. Hanno inoltre detto al proprietario: "E' solo un cane, lei è malato!"
Ora il piccolo carlino è in cura dal veterinario. Probabilmente ha subìto la frattura del bacino e delle due zampe posteriori. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri. Il caso è ora seguito dall'Ufficio legale della sezione di Roma dell'Enpa, che valuterà le opportune iniziative, prima tra tutte la denuncia delle due suore.
"L'episodio che si è verificato a Zagarolo - ha spiegato il presidente nazionale della Protezione animali, Paolo Manzi - è figlio del grande equivoco creato dai gesuiti, i quali alcune settimane fa hanno affermato che gli animali non hanno anima e, di conseguenza, non sono portatori di diritti. Così non è, così non può essere. Quale esempio danno le due suore d i fronte alla una frettolosa fuga e alle gravi affermazioni? Hanno investito un piccolo carlino di pochi mesi - ha aggiunto il presidente dell'Enpa - trincerandosi dietro spiegazioni teologiche che non possono in alcun modo compensare il dolore della coppia né possono essere accettate. E' un cattivo esempio, un esempio di non-amore e di intolleranza. Le denunceremo".
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I COMMENTI (6)
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venerdì 19 dicembre 2003
ore 17:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ma dove cazzo lo si trova una merda di indirizzo di mc donald???? Mamma mia quanto mi fa incazzare sta gente infame!
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giovedì 18 dicembre 2003
ore 13:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cagnolino Ucciso a Bastonate Tra Indifferenza Passanti (AGI) - Arce (Frosinone), 16 dic. - E' stato massacrato a colpi di bastone, tra l'indifferenza di decine di passanti. Ad essere colpito a morte e' stato un cagnolino "reo" di aver infastidito un uomo di 64 anni con il suo continuo abbaiare. La povera bestiola e' stata massacrata con un bastone, davanti agli occhi dei proprietari che hanno cercato, ma invano, di bloccare l'uomo completamente fuori di se'. Quando sono arrivati i carabinieri per il povero animale non c'era piu' nulla da fare. Il 64enne e' stato denunciato.
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giovedì 18 dicembre 2003
ore 13:39 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ma quanto siete noiosi tutti quanti!! Mi avete rotto le palle.
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mercoledì 17 dicembre 2003
ore 14:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 17 dicembre 2003
ore 14:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 17 dicembre 2003
ore 14:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 17 dicembre 2003
ore 13:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ROVASENDA (Vercelli) - Legato al paraurti dell'auto. Trascinato per centinaia di metri. Salvato dalla polizia stradale. Sequestrato dall'autorità giudiziaria. Affidato alla cure dei volontari dell'associazione «Quattro zampe nel cuore». Curato per mesi. Dissequestrato con ordine di restituzione al proprietario, vale a dire al «carnefice». Questa la storia di Briciolo, simpatico pechinese di quattro anni. E' il 17 agosto quando una pattuglia della Stradale ferma, in prossimità di Arona (Novara), un'auto che procede a zig zag. È un controllo di routine per contestare un'infrazione al codice della strada. Mentre un agente identifica i quattro occupanti, l'altro gira intorno all'auto per controllarne la targa. E trova un piccolo cane legato con il guinzaglio al paraurti. L'animale è immobile sull'asfalto. Perde sangue, ha le zampe tumefatte. Scattano i soccorsi. In pochi minuti il cagnolino viene trasferito nella clinica Lago Maggiore di Arona.
I veterinari non lasciano molte speranze. Briciolo ha abrasioni su tutto il corpo, una frattura esposta a una zampa, i polpastrelli sono piagati dall'attrito sull'asfalto. «Se si salverà, difficilmente potrà tornare a correre», dicono. Luca P., proprietario dell'animale, viene denunciato per maltrattamento (articolo 727 del codice penale). La Lav presenta istanza urgente di sequestro, accolta dalla Procura. L'animale viene affidato ai volontari di Rovasenda. Secondo atto. Briciolo inizia le cure. Ha una bella e confortevole cuccia. Non riesce a muoversi, alza appena la testa per mangiare dalle mani dei volontari. Per due mesi resta immobile.
I volontari fanno a turno per tenergli compagnia, gli preparano bocconcini speciali, facili da masticare. «Mi faceva una terribile pena - spiega Luciano Lazzarato, responsabile dell'associazione - ma mostrava anche tanta riconoscenza. Durante i mesi di immobilità mi guardava con i suoi grandi occhi. Cercava di alzarsi, ma appena appoggiava le zampe a terra lanciava un guaito di dolore e si accasciava». Con il passare delle settimane Briciolo diventa il beniamino del canile. Viene «adottato» dagli altri quattro zampe. C'è chi gli si avvicina per spronarlo a giocare, c'è chi, come Trillo, si sdraia accanto a lui quasi a proteggerlo. Una storia che sarebbe piaciuta a Walt Disney.
Finalmente, dopo due mesi, vengono tolte le fasciature. Ma la lunga e forzata immobilità ha reso Briciolo troppo debole. Esercizio dopo esercizio, però, il pechinese riprende a trotterellare sul prato. Solo la zampetta posteriore destra non ha ancora recuperato completamente. Lieto fine, dunque. Invece no. Briciolo deve essere restituito al proprietario, all'uomo che lo ha legato al paraurti e trascinato come uno straccio. Lo ha disposto, a sorpresa, il sostituto procuratore della Repubblica di Novara.
L'ordinanza è stata consegnato alcuni giorni fa ad un incredulo responsabile del canile. Mauro Bottigelli, responsabile della Lega antivivisezione, è avvilito. «Ci siamo affidati alla magistratura per la tutela di Briciolo e ci ritroviamo con una decisione che lo riaffida al suo carnefice. Non ci resta che tentare di bloccare l'ordinanza rivolgendoci al tribunale». I volontari del canile di Rovasenda sono decisi a tutto. «Chi lo ha maltrattato in quel modo - spiega Bottigelli - non può dimostrare che il cane è di sua proprietà in quanto il pechinese non ha tatuaggio né microchip di riconoscimento. Ci batteremo fino in fondo per tenerlo con noi e trovargli una casa piena di amore».
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martedì 16 dicembre 2003
ore 13:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 15 dicembre 2003
ore 21:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
voglio tagliarmi i capelli...corti...rasati...tutti
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