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Sono rimasto impantanato a metà di un numero di "Dragonero". La cosa mi turba...

HO VISTO

La negligenza e la sincerità; la furbizia becera e la dedizione;
lo sclero e l’amore.

Ma anche vari episodi di "Paw Patrol": in parole pavore, un cartone animato su cani che fanno cose da cristiani.

STO ASCOLTANDO

L’autoradio, andando a scuola.
Lo stereo del soggiorno, quando sono a casa da solo.
Il piccolo lettore audio messo in cucina da mia moglie, per ascoltare radiogiornali funesti, canzoni leggere e anche storie per i pupi, per niente funeste.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Elegantino, quando lavoro.
Da sìngano, appena torno a casa.

ORA VORREI TANTO...

Che tutto andasse sempre bene. Anche in futuro.
Rimanere calmo e compassato. Sempre.
Avòjja!

STO STUDIANDO...

Le possibili soluzioni per tenere a bada 25 e passa tosetti in maniera che imparino anche qualcosa.
Ogni giorno, eh.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Speranzoso...così dev’essere.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..



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"SPINGERE UN MASSO CONTROCORRENTE...
MEGLIO DELLA COERENZA DI CHI NON CREDE IN NIENTE."




giovedì 18 agosto 2005 - ore 21:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


C'è un libretto scritto alcuni decenni fa, il cui protagonista a un certo punto dice:

"Prendete la gente che si consuma gli stramaledetti occhi a forza di piangere per le cretinate balorde dei film, e nove volte su dieci in fondo in fondo sono degli schifosi bastardi. Senza scherzi."

Ora, non mi accuserò di essere uno schifoso bastardo, però ho il sospetto di portarmi dietro anch'io la mia brava dose di ipocrisia.

(Non avrei mai pensato che The passion of the Christ potesse essere così toccante, per uno che è agnostico fino ai tarzanelli.)



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martedì 16 agosto 2005 - ore 21:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il signor Barnes è sempre stato un uomo preciso. L’anno scorso mi mostrò un quadratino di legno il cui lato arrivava sì e no al centimetro, e se ne uscì con qualcosa come:
“Questo è uno dei copricannoni del galeone in scala che mi sono costruito tempo fa. Per un po’ sono andato avanti con i modellini in scatola, ma non mi divertivo. E’ già tutto pronto e devi solo montare: che gusto c’è?”
Ma la vera passione del signor Barnes è la musica. Quando andò in pensione, una ventina di anni fa, volle provare a costruirsi un violino. Si informò, si procurò i legni più adatti e gli strumenti per lavorarli e cominciò a darci dentro. La pazienza, come sappiamo, non gli mancava, e il tempo libero nemmeno. Alla fine la cosa riuscì bene e inequivocabilmente si era divertito: quindi, perché non continuare?
Fu proprio quello che fece negli anni seguenti, cimentandosi anche con altri strumenti a corda: mandolini, chitarre, bassi, archi di vario tipo e chi più ne ha più ne metta.

Il sabato il laboratorio del nostro uomo è sempre pieno. Musicisti e strimpellatori di tutti i generi e le età lo riempiono di lavoro: c’è chi vuole correggere i difetti del basso elettrico che perde l’accordatura, chi chiede consigli per la manutenzione, chi porta chitarre cadute dalle scale nella speranza di vederle tornare in vita, chi cerca di commissionare uno strumento su misura.
E il vecchino continua a sfoderare la sua proverbiale pazienza...quindi ascolta, dà consigli, insegna, protesta in caso lo paghiate troppo.

Oggi, complici le vacanze, il laboratorio era vuoto: come al solito abbiamo cominciato a parlare di musica e siamo finiti a parlare di tutto un po’. Sono delle gran chiacchierate, se vi piace questo genere di cose (Mentre seguite il discorso un cagnone pacioso verrà ad arruffianarsi da voi, strusciandosi contro le vostre gambe e annusandovi i marroni. Poi si stravaccherà languidamente ai vostri piedi implorandovi di fargli più coccole che potete).
Insomma, il Barnes non è un semplice liutaio, ma un vero e proprio maestro di vita; una di quelle persone le cui perle di saggezza vanno acoltate, accolte, ripensate e tenute a mente per il futuro.

Come si fa a non ammirare una persona così?



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mercoledì 10 agosto 2005 - ore 01:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene. Citando un'ormai ex-collega, giunse l'ora di andare a godersi il meritato riposo...e per amor di precisione, specifico che il suddetto godimento verrà consumato a zonzo per la Toscana con tre lazzaroni a me ben noti.
Ma prima di partire, un po' di convenevoli, che non guastano mai. Li sintetizzerò in due punti fondamentali:

1- Un bacio in bocca con molta lingua e catarro quanto basta a chiunque mi voglia bene. Per fortuna che ci siete.
(Per gli uomini aggiungo pure una slinguata nell'orecchio, via.)

2- Il mio più cordiale, sincero e spontaneo augurio di andare a fare in culo passando dal via a chiunque se lo meriti. E questo è quanto, egregi.

Gut. La benedizione di sir SRV, zio Jimi e Giannino Boscoverde discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Andate in pace, figliuoli cari.

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domenica 7 agosto 2005 - ore 03:10


Happy holidays, Mr.President
(categoria: " Riflessioni ")



C’è qualcosa di malato nell’immagine di Mr.G.W.Bush in vacanza nel suo ranch di Crawford.
Questo signore in camicia a quadri e cappello da cowboy che guida il pick up nella tenuta, va a pesca e cucina al barbecue mi dà un’impressione singolare, ambivalente, che allo stesso tempo è di smisurata coglionerìa e di smisurata astuzia.
Le vacanze del signor G.W. durano in media da quattro a cinque settimane. Più di un mese durante il quale l’uomo più influente del pianeta (almeno sulla carta) si sottrae dal prendere decisioni che al momento possono risultare troppo scomode o sconvenienti. In un articolo di un paio di giorni fa, Vittorio Zucconi di Repubblica considera come queste ferie cadano in un momento provvidenziale e necessario per il Presidente, che non può permettersi il lusso di apparire sbiadito o zoppicante dopo una serie di passi falsi in politica interna ed estera. Del resto, l’indice di popolarità di Mr.President ha raggiunto il minimo storico dall’inizio del primo mandato e l’americano medio sembra manifestare più di qualche perplessità per il cul de sac iracheno.
E allora, molto meglio allentare la tensione, andarsene in vacanza, godersi un po’ di meritato riposo, aspettando che l’elettore si rilassi anche lui e si concentri su più lieti eventi.
Chissà come la pensano le famiglie dei suoi 1820 compatrioti che finora hanno lasciato la pelle nella guerra al terrorismo. No, scusate, quale guerra, ho sbagliato. Adesso si dice ”Lotta all’estremismo radicale globale”. Che è tutto un altro paio di maniche, no?


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sabato 6 agosto 2005 - ore 17:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alzi la mano chi non ha mai guardato i propri genitori a metà strada fra l'esasperato e lo schifato pensando: "io non sarò MAI come te!"

Se c'è qualcuno che effettivamente se ne sta davanti allo schermo a far prendere aria all'ascella, penso che sia comunque in minoranza schiacciante.
Sull'idiosincrasia fra genitori e figli, sul non-dialogo e via dicendo sono stati scritte pagine e pagine e pagine e non ne discuterò qui.
Però vale la pena di riportare la teoria di un mio amico, che mi è sembrata tanto semplice da sfiorare la genialità.
In parole povere, la grande fregatura sarebbe nella confidenza. Più confidenza hai con una persona, più facilmente ci sfoghi sopra le tue frustrazioni...gli affetti funzionerebbero più o come una valvola di sfogo automatica.
Ovviamente, non può essere tutto qui. Però mi sembra che qualcosa di vero ci sia eccome.

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mercoledì 3 agosto 2005 - ore 13:30



(categoria: " Pensieri ")


È il medioevo: le classifiche pullulano di professionisti eccezionali, magnifici conoscitori dell’arte dell’arrangiamento e della produzione, orribili mestieranti che hanno ridotto finalmente e definitivamente la musica al ruolo di occupazione lavorativa con sindacati, tasse, percentuali, taglieggiamenti, raccomandazioni, il riverbero Dox sul rullante invece che il riverbero Fiss sulla voce, il servizio in terza pagina su “Rockesirizza” che quei figli di puttana non hanno messo perché non gli abbiamo comprato la pubblicità, ecc...
Ma nella musica ufficiale è sempre stato così.
Ora però anche le indipendenti, da fucina di talenti musicali, sono diventate fucina di nuovi piccoli manager-produttori-musicologi. Mostri con la faccia intelligentissima, gli occhi intelligentissimi e che sanno anche il karate. E non c’è SPAZIO per nessun altro.

E Glicine del Cosmo mi dice: “Lo capisci vero Manuel che non combinerai mai un cazzo?”


(Agnelli, Il meraviglioso tubetto)


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lunedì 1 agosto 2005 - ore 17:51


Due cose.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



La prima triste.

Essere svegliati dalla vicina che manda a fare in culo il marito.
Praticamente ogni mattina.
Triste non tanto per chi si sveglia, che altrimenti rischierebbe di far colazione a mezzogiorno, quanto per il marito sfanculato.

La seconda piacevole.

Scoprirsi contenti della serenità altrui. Indipendentemente dal fatto che il signor Altrui in questione lo si conosca ben poco.

E Nessuno osi tacciare di buonismo tutto ciò. Ho una vicina avvezza a mandare a fare in culo e potrei usarla.

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sabato 30 luglio 2005 - ore 15:00


Reato sì, reato no
(categoria: " Riflessioni ")



Cito dal giornale di ieri:

“Glorificare pubblicamente le SS pronunciando la frase ‘Gloria e onore alla Waffen-SS’ non è reato. Lo ha sentenziato la Corte tedesca di Cassazione, che ha assolto tre neonazisti che avevano registrato come formula di saluto la frase nella segreteria telefonica dell’organizzazione. I giudici hanno argomentato che la frase non è mai stata usata dai nazisti e quindi non è punibile”.

Per analogia, questo mi fa venire in mente certi banchi dei mercati nostrani. Finora ne ho visti un paio, di cui uno in Prato della Valle il sabato mattina. Gli egregi commercianti in questione si guadagnano da vivere vendendo magliette e bandiere recanti l’effigie di Mussolini e croci celtiche.

Tutto ciò è deprimente. Più che lasciarmi perplesso, mi deprime e mi fa incazzare.
Ci si può chiedere fino a dove sia lecito fare arrivare la censura, quale sia lo spartiacque (se esiste) fra legittimità dell’imposizione e imposizione pura e semplice.
Forse dove non arriva la legge dovrebbe arrivare il buon senso.
Ma ho l’impressione che non ci sia da farvi troppo affidamento.


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mercoledì 27 luglio 2005 - ore 23:08


Der Bruce Ohne Eigenschaften
(categoria: " Riflessioni ")



Pensavo ieri sera a Capitan Tsubasa. Cioè, un ragazzino nipponico con un taglio di capelli alquanto improbabile e, soprattutto, un talento innato per il calcio. Meglio noto al pubblico italiano come Oliveràtton. In uno dei primi episodi della serie omonima lo sentii dire qualcosa come: “Vedete, la mia tecnica mi consente di fare cose che gli altri ragazzi della mia età neppure si sognano!”
Cosa che, sul momento, mi sembrò degna del più odioso e deprecabile sbruffone che si possa immaginare.
Capitan Tsubasa aveva un’ossessione costante: doveva a tutti i costi andare a giocare a calcio in Brasile. Alla fine ovviamente ci riusciva, visto che stiamo parlando di un cartone animato. Del resto, l’autoconsiderazione calcistica di Tsubasa non era infondata: il ragazzino con la fissa del Brasile era davvero una spanna sopra a chiunque altro, e quella che a prima vista poteva sembrare millanterìa era semplicemente una lucida conoscenza nei confronti dei propri mezzi.
Insomma, per farla breve, Tsubasa ci sapeva fare e alla fine ottenne ciò che voleva.

Nella squadra del fuoriclasse dal capello sparato giocava un tizio particolarmente incapace, rispondente al nome di Bruce Harper. Era l’antitesi perfetta del suo capitano: totalmente privo di talento, molto incline alle figure di merda e pure brutto. Che io sappia, il buon Bruce non coltivava alcun sogno calcistico in particolare: era già tanto giocare, figurarsi sognare un futuro da professionista!

Ora, possiamo chiederci perché Bruce Harper giocasse. Non sarebbe stato più saggio starsene tranquillo a studiare, magari prendersi una laurea in ingegneria meccanica e poi andare a progettare motori a quattro tempi per la Kawasaki? Non aveva alcun senso imbarcarsi in qualcosa che contraddiceva la logica e il buonsenso: era chiaro che per lui non esisteva un futuro calcistico.

Dunque, Perché?



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mercoledì 27 luglio 2005 - ore 22:06



(categoria: " Pensieri ")


"Se comunica qualcosa è proprio l'odio che sento per questa gente, è il male che essi incarnano, è la distruzione che hanno portato con sé, facendo uso dei loro interessi acquisiti e della loro influenza, dei loro privilegi e del loro controllo assoluto e paralizzante su tutti i centri di potere; è come ci hanno messo tutti nella condizione di non nuocere, è come si sono divisi fra loro tutto questo maledetto paese."

(J.Coe)

Guarda un po', anche estrapolate dal contesto originario queste righe funzionano bene. Anche troppo bene. Chissà perché.

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