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lunedì 16 maggio 2005
ore 09:25 (categoria:
"Fotografia e arte..")
ANGELO ANNUNCIANTE

Nell'Angelo annunciante, che sembra una curiosa incarnazione della Nike di Samotracia, si assommano in perfetta sintesi tutti gli aspetti che rendono straordinario questo monumentale ciclo, che ha richiesto all'autore due anni interi di lavoro: l'invenzione della forma suggerita dall'inconscio e modellata con plasticità; la conquista dello spazio in cui essa si assesta dialogando con le altre componenti; la naturalezza che l'idea convertita in termini zoomorfi conferisce all'immagine, la quale, se assume una dimensione umana, non perde l'astrattezza dell'idolo nell'essere simbolo di una condizione vagheggiata. La figura nella sua definizione artistica si arricchisce nell'involucro che la adorna di raffinatezze estreme per i colori e i lucori che rimandano alle proprietà dei materiali impiegati, a partire dalle terre pregne di feconde sostanze fino agli smalti che riflettono celesti armonie.
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I COMMENTI (4)
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lunedì 16 maggio 2005
ore 09:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
E LE LACRIME FANNO SOLO DA CORNICE...
MINUETTO Mia Martini (Califano-Baldan Bembo)
E' un'incognita ogni sera mia... Un'attesa pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no! E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho! Il mio cuore si ribella a te ma il mio corpo no! Le mani tue strumenti su di me che dirigi da maestro esperto quale sei E vieni a casa mia quando vuoi nelle notti piu' che mai dormi qui te ne vai sono sempre fatti tuoi Tanto sai che quassu' male che ti vada avrai tutta me se ti andra' per una notte
E cresce sempre piu' la solitudine nei grandi vuoti che mi lasci tu Rinnegare una passione no! Ma non posso sempre dirti si' nel sentirmi piccola cosi' tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te Troppo cara la felicita' per la mia ingenuita' Continuo ad aspettarti nelle sere Per elemosinare amore Sono sempre tua quando vuoi nelle notti piu' che mai dormi qui te ne vai sono sempre fatti tuoi Tanto sai che quassu' male che ti vada avrai tutta me se ti andra' per una notte Sono tua la notte a casa mia sono tua sono mille volte tua
E la vita sta passando su noi di orizzonti non ne vedo mai Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu il resto di una gioventu' che ormai non ho piu' E continuo sulla stessa via sempre ubriaca di malinconia ora ammetto che la colpa forse e' solo mia avrei dovuto perderti invece ti ho cercato
Io non so l'amore vero che sorriso ha Pensieri vanno e vengono. La vita e' cosi' Minuetto suona per noi la mia mente non si ferma mai Io non so l'amore vero che sorriso ha Pensieri vanno e vengono. La vita e' cosi'.
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lunedì 16 maggio 2005
ore 08:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LA PAZZIA
Sondaggione: Se una persona nasconde un ipotetico biglietto d'entrata ad una festa in macchina, e nel momento in cui gli chiedi spiegazioni ti risponde: "l'ho nascosto proprio perchè immaginavo mi avresti chiesto spiegazioni, e dato che NON MI RICORDO da dove arriva non avrei saputo dartene", si tratta di deficenza o di pazzia? Io resto in ogni caso molto perplessa circa l'idiozia che regna sovrana tra il genere maschile.
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I COMMENTI (16)
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giovedì 12 maggio 2005
ore 11:19 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LA GENIALITA' E' INFINITA PAZIENZA
Goethe
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I COMMENTI (1)
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giovedì 12 maggio 2005
ore 10:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Oggi sono particolarmente giù...mi sento di ascoltare De Gregori...la sua poesia mi riempie come sempre il cuore e gli occhi.
La donna cannone Francesco De Gregori (1983)
Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno giuro che lo farò e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò quando la donna cannone d'oro e d'argento diventerà senza passare per la stazione l'ultimo treno prenderà in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà dalle porte della notte il giorno si bloccherà un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà dalla bocca del cannone una canzone esploderà e con le mani amore per le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò e non avrò paura se non sarò bella come dici tu e voleremo in cielo in carne ed ossa non torneremo più e senza fame e senza sete e senza ali e senza rete voleremo via così la donna cannone quell'enorme mistero volò tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò tutti chiusero gli occhi l'attimo esatto in cui sparì altri giurarono spergiurarono che non erano mai stati li e con le mani amore per le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu e voleremo in cielo in carne ed ossa non torneremo più e senza fame e senza sete e senza ali e senza rete voleremo via
 La montagna azzurra (1909) Guggenheim Museum, New York
"Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita". Wassily Kandinsky
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lunedì 9 maggio 2005
ore 10:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A proposito di Cenerentola...
Per la serie...come smontare una favola...
"CENERENTOLA
Qualche tempo fa un amico laziale mi ha comunicato che a Roma esiste l'espressione: "Fare le scarpe a qualcuno", che significa "prevalere su qualcuno, essergli superiore". Nel vocabolario è scritto: "fare le scarpe a qualcuno: fargli del male nascondendosi sotto una falsa apparenza di amico". Il senso latente è che chi è superiore a qualcuno gli fa del male, lo evira, come il Padre dell'orda primordiale evirava i giovani maschi che gli erano inferiori di forze. "Fargli le scarpe" equivale ad avere il controllo sul suo piede - pene. A questo proposito mi sono ricordato di quello che racconta James G.Frazer in Il ramo d'oro, raccontandoci del rito da consumarsi, presso alcuni selvaggi, quando si crede che un uomo abbia perso la sua anima: "...certi Indiani riprendono l'anima smarrita di un uomo per mezzo delle scarpe e gliela restituiscono facendogliele calzare" (Boringhieri, Torino 1973, vol.I, p.292). Sembrerebbe che i primitivi associno inconsciamente piede = pene con anima, poiché questa si trova nelle scarpe, come il piede.
Un altro punto: Freud ci ha mostrato come la scarpa sia un simbolo genitale femminile ("Simbolismo del sogno", in Opere, B.Boringhieri, Torino 1989, vol.VIII p.329). L'espressione "fare le scarpe a qualcuno" condensa, quindi, anche un altro significato: renderlo femmina. Infatti, Freud e Abraham ci hanno mostrato come il bambino creda che il maschio, durante il rapporto sessuale, eviri la femmina del suo pene e così facendo le infligge una ferita che la rende tale. L'atto sessuale viene interpretato, nella psiche infantile, come un atto di sopraffazione - evirazione che il maschio perpetra sulla femmina (S.Freud, «Una nevrosi infantile», in op.cit., vol.VII, p.552); K. Avraham, «Complesso Femminile di Evirazione», in Opere, B.Boringhieri, Torino 1975 e 1995, vol .I, pp.113 -- 114). Chi "fa le scarpe a qualcuno" lo evira, lo rende inferiore, e tramuta il suo pene in "scarpa", ovvero, in genitale femminile. La fiaba di Cenerentola, che perde la sua scarpa mentre fugge a mezzanotte, ci racconta della stessa fantasia infantile di deflorazione - evirazione femminile. Non è un caso che Cenerentola perda la sua scarpa in mezzo a una danza, che come ogni movimento ritmico simboleggia l'eccitazione che si accompagna al rapporto sessuale (S. Freud, "Simbolismo nel sogno", in op.cit, p. 329), e scendendo a precipizio su una scalinata (su salire e scendere le scale, vedi ibidem). Ovvero, al punto saliente dell'eccitazione sessuale, ella perde la scarpa = genitale = verginità. Inoltre, proprio allo scoccare della mezzanotte. Il pulsare delle lancette dell'orologio è stato equiparato da Freud al pulsare della clitoride ("Comunicazione di un caso di paranoia in contrasto con la teoria psicoanalitica", 1915, in op.cit., vol VIII, p. 166). Quindi, l'ora che scade, il tempo che arriva, equivalgono alla scarica libidica dell'orgasmo genitale."

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lunedì 9 maggio 2005
ore 10:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Per la rubrica: OGGI MI SENTO MOLTO...

Principe...vieni a cercarmi? Cavolo, mica ci saranno tante pricipesse con un trentanove di piedi! Uffa!
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lunedì 9 maggio 2005
ore 09:21 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Il dopo week end è sempre un'agonia cercare di spiegare com è andata...devo dire che il venerdì sera mi ha piacevolmente stupito, ricordando ai profani della mia mentalità che per me solitamente è una serata pacchissima e tristissima, dove vedo tutti che fanno festa tranne la sottoscritta...la realtà è che anch'io faccio festa, ma non la festa che vorrei! Venerdì invece ho avuto una fantastica e inaspettata sorpresa... Concerto dei subsonica!
Tutti i miei sbagli Tu sai difendermi e farmi male Ammazzarmi e ricominciare A prendermi vivo Sei tutti i miei sbagli A caduta libera E in cerca di uno schianto Ma fin tanto che sei qui Posso dirmi vivo
Tu affogando per respirare Imparando anche a sanguinare Nel gioco che sfugge il tempo reale sei tu Tu a difendermi a farmi male Sezionare la notte e il cuore Per sentirmi vivo In tutti i miei sbagli
Non m' importa molto se Niente è ugule a prima Le parole su di noi Si dissolvono così
Tu affogando per respirare Imparando anche a sanguinare Nel giorno che sfugge Il tempo reale sei tu Tu a difendermi e farmi male Sezionare la notte e il cuore Per sentirmi vivo In tutti i miei sbagli Tu affogando per respirare...
Tu il mio orologio che può aspettare E anche quando c'è più dolore Non trovo un rimpianto Non riesco ad arrendermi A tutti i miei sbagli Sei tutti i miei sbagli Sei tutti i miei sbagli Sei tutti i miei sbagli

Il resto del week end tranquillità e pace...e va bene così...
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giovedì 5 maggio 2005
ore 10:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
DELUSIONE E DESIDERIO
Se prendere delle posizioni risulta così difficile, o almeno così mi si vuol far credere, perchè prenderle? In fin dei conti non mi sembra così strano provare delle emozioni...anche se contrastanti, anche se forti, anche se irrazionali...e cercare di rinchiuderle e soffocarle in decisioni frettolose, poco ragionate e troppo razionali mi sembra veramente stupido. Immaturo e stupido. Ma va bene così, questo serve anche per ri-valutare le situazioni e dare un peso diverso alle persone. L'unica associazione mentale che posso fare ora è legata a questa canzone
Tiromancino La Descrizione Di Un Attimo (2000) La Descrizione Di Un Attimo
La descrizione di un attimo le convinzioni che cambiano e crolla la fortezza del mio debole per te anche se non sei più sola perché sola non sai stare e credi che dividersi la vita sia normale ma la mia memoria scivola mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri la sensazione che in un attimo qualunque cosa pensassimo poteva succedere E poi cos'è successo aspettami oppure dimenticami ci rivediamo adesso dopo quasi cinque anni e come sempre sei la descrizione di un attimo per me e come sempre sei un'emozione fortissima e come sempre sei bellissima Mi hanno detto dei tuoi viaggi mi hanno detto che stai male che sei diventata pazza ma io so che sei normale mi chiedi di partire adesso perchè i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare vorrei poterti credere sarebbe molto più facile rincontrarci nei pensieri distesi come se fossimo sospesi ancora nell'attimo in cui poteva succedere E poi cos'è successo aspettami oppure dimenticami ci rivediamo presto fra almeno altri cinque anni e come sempre sei la descrizione di un attimo per me e come sempre sei un'emozione fortissima e come sempre sei bellissima perchè come sempre sei la descrizione di un attimo
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martedì 3 maggio 2005
ore 13:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
I MESSAGGI...
Ore 01.14 3 maggio 2005
Ehi Martina se posso dire la mia senza ovviamente fraintendimenti sei una tipa molto sveglia e particolare. Fai fatica nel tuo essere a non farti notare e soprattutto dai l'idea di essere molto sicura di te stessa. I miei complimenti perchè sei a mio modoo di pensare una donna a tutti gli effetti.
LA PAZZIA...E QUESTO PERCHE' UNA SERA PARLO DI SESSO!
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