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scriccy, 34 anni
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D.Pennac, Diario di scuola (interrotto)


Z.Smith , White teeth (meraviglia!)

Siri Hustvedt, Quello che ho amato Einaudi (letto)

Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, Einaudi, 2005.

Doris Lessing, Gatti molto speciali, Feltrinelli (letto d’un fiato)

Nadine Godimer, Beethoven era per un sedicesimo nero, Feltrinelli (letto d’un fiato)

V.Andreoli,lettera ad un professore

S.Benni, il bar sotto al mare (letto)
A. Northomb , Nè di Eva nè di Adamo (letto)
N.Ammaniti, ti prendo e ti porto via (appena finito con tanta malinconia).
Doris Lessig, nonne, Feltrinelli (letto)
n.ammaniti, Fango, feltrinelli (finito)
N.Ammaniti, Io non ho paura (finito), Mondadori
S.Benni La grammatica di Dio, Feltrinelli(finito)
Sam Savage, Firmino, Einaudi (STUPENDOO)
Haruki Murakami, Norwegian WooD (sospirooo! stupendooo)
H.Murakami, l’uccello che girava le viti del mondo (folle magia)
H.Murakami, tutti i figli di Dio danzano.(illuminato)
H.Murakami , L’elefante scomparso.( intimo)
H.Murakami, La ragazza dello Sputnik (malinconico)
Haruki Murakami Kafka sulla spiaggia (finished! grande Haruki)
Mishima Yukio Una virtù vacillante (ambiguo)
Yasunari Kawabata , il disegno del piviere
Baus, Voracità (finished.. delirante)
Almodovar, Patty Dhusya(folle!)
K Ishiguro, notturni, Einaudi (melodico)
Matsume Soseki, io sono un gatto,
F.Volo, un giorno in più (un libro da treno e da bagno ma carino)
L’eleganza del riccio (così comsà, fine indegna)
La vita emotiva dei gatti(tenero)
Murakami l’arte di correre(lento)troppo
Ammaniti, che la festa cominci (ruzzolante)
Mishima la voce delle onde( salino)
Z.Smith della bellezza (multietnico profondo meraviglioso travolgente)
A.Grandes Le età di Lulù
(passionale, forte)
H.Murakami After dark

HO VISTO

troppa ingiustizia

STO ASCOLTANDO

il rimbombo della pancia

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

etnico

ORA VORREI TANTO...

un lavoro serio

STO STUDIANDO...

master numero 4

OGGI IL MIO UMORE E'...

much better

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Gli addii
2) Rimanere schiacciato dagli eventi
3) Ti svegli la mattina, apri pure gli occhi piano piano e ti accorgi che nulla è cambiato.
4) Dimenticare
5) Pensare continuamente ad una persona....anche se è quella sbagliata...
6) essere lasciate per colei ke secondo lui era solo e semplicemente il passato
7) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
3) lasciar passare il tempo..x arrivare a pensare ad una storia finita...con un sorriso..
4) guardare negli occhi la ragazza con cui hai appena fatto l'amore, e scoprire che quel che è successo è piaciuto ad entrambi
5) Sentirti piacevolmente diverso dal mondo intero... unico ed irripetibile..
6) ...una persona che con un solo sguardo, un sorriso, una parola, ti fa stare bene...


I’M ALICE IN WONDERLAND!!!



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di PAROLE SCELTE sapientemente,
di fiori detti PENSIERI,
di rose dette PRESENZE,
di SOGNI che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti....
Ho bisogno di POESIA,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le EMOZIONI e dà COLORI nuovi.

Alda Merini


La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.

L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola - a me.

E.Dickinson

"Con una bella ferita sono venuto al mondo. È stato tutto il mio corredo".
"L’età della ferita, più della sua profondità e del suo propagarsi ne costituisce la dolorosità. Essere continuamente squarciato nel medesimo canale della ferita, vedere medicata la ferita già operata infinite volte, ecco il guaio".

F.Kafka

LENTAMENTE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e
i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno, chi non si permette
almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

P.Neruda



RICORDATEVI CHE CIASCUNO DI NOI, DA SOLO, NON VALE NULLA.

Ernesto Che Guevara
L’ipotesi di Calamandrei.

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950


Quando un dotto di prim’ordine sente parlare della via, la segue rispettosamente. Quando un dotto di mezza levatura sente parlare della via, ora la mantiene ora la perde. Quando un dotto d’infimo ordine sente parlare della via, si fa una grande risata.

LAO TZU

Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno.
Euripide

oroscopo 2009

"Ho visto un angelo nel marmo e ho scolpito fino a liberarlo" disse una volta Michelangelo. Lui non creava una statua, ma la liberava da tutto il marmo superfluo da cui era avvolta.Nel 2009 ti consiglio di provare il suo metodo. Avrai la possibilità di creare una cosa eccezionale -forse anche due- se riusirai a eliminare con lo scalpello tutto il materiale inutile che nasconde la vera bellezza.

"il mio razzismo mi fa evitare programmi demenziali di tribune elettorali"
F.Battiato

sono una piccola ape furibonda...
mi piace cambiare di colore e di misura
A.Merini


«E’ l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.»


Albert Einstein


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giovedì 26 giugno 2008 - ore 19:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Benvenuto alle Previsioni per la seconda metà del 2008 (parte 2), Bilancia. È ora di controllare i tuoi progressi nei compiti che ti sono stati assegnati alla fine dell’anno scorso. Immagino che avrai già cominciato a rinnovare le fondamenta del tuo mondo. Spero che tu abbia fatto quei cambiamenti coraggiosi che ti permetteranno di ancorare e stabilizzare i frutti delle tue fatiche nei prossimi anni. Prevedo che entro il 1 gennaio 2009 ricoprirai la posizione di potere che meriti e che, lottando per i tuoi ideali, dimostrerai più vigore e flessibilità di quanto tu non abbia fatto finora.



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mercoledì 25 giugno 2008 - ore 14:20


Grazie Berlusconi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non bastavano i problemi con la magistratura, la storia delle intercettazioni per "proteggere" la privacy dei cittadini.
Eh no!

Per migliorare i conti pubblici verranno soppressi circa 130.000 posti di lavoro.
Questa modifica porterà alla modifica dei programmi, alla riduzione delle ore di lezione, alla riduzione del tempo pieno , alla riduzione del sostegno all’handicap.
Mi sembra la scelta più giusta per ridurre il precariato scolastico, la qualità della istruzione che vede l’Italia agli ultimi posti e gli obiettivi del programma istruzione e formazione europeo 2010, per non parlare della Life long education.
I miei soldi li hai voluti dopo che passato il test, tasse per 2 anni per un ammontare di 4.000 euro, benzina, spostamenti, libri , cene e pranzi fuori e ore di connessione.

maledetto te e tutti i coglioni che ti anno permesso ancora una volta di gestire un paese secondo le tue necessità!

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mercoledì 25 giugno 2008 - ore 01:22


You can get anything you want at Alice’s Restaurant
(categoria: " Vita Quotidiana ")





"Alice’s Restaurant" è la più famosa canzone di Arlo Guthrie, il figlio di Woody Guthrie. È una canzone che racconta una storia, basata su avvenimenti veramente accaduti, che dura 18 minuti e 20 secondi ed occupa infatti l’intera facciata A dell’album di debutto di Arlo Guthrie, del 1967, anch’esso intitolato Alice’s Restaurant.

La canzone fu adattata nel 1969 in un film, anch’esso intitolato Alice’s Restaurant diretto da Arthur Penn, con lo stesso Guthrie nella parte di se stesso e Patricia Quinn nella parte di Alice, mentre alla vera Alice era riservato un cameo.

La canzone è una pungente satira contro la leva obbligatoria durante la guerra del Vietnam e racconta un’avventura vera (ma un po’ esagerata per aumentare l’effetto ironico) accaduta un Giorno del Ringraziamento. L’avventura iniziò appunto al ristorante di Alice, dove "puoi avere quello che ti pare (tranne Alice)". Alice era la proprietaria del ristorante Alice Brock, che viveva in una chiesa sconsacrata a Great Barrington, Massachussets. La canzone racconta di come Guthrie fu processato per aver illegalmente scaricato della spazzatura di Alice dopo aver scoperto che la discarica comunale era chiusa per il giorno del Ringraziamento, e di come a causa di questo crimine che risultava sulla fedina penale, fu successivamente rifiutato e dichiarato non abile per il servizio militare, quando fu richiamato nell’esercito.

I personaggi della storia, compreso Alice e l’agente Obie che lo arrestò, divennero famosi in seguito alla canzone. L’agente Obie fece la parte di sé stesso nel film, sembra perché preferiva fare lui stesso la parte dello stupido pittosto che vedere qualcun altro che faceva la parte dello stupido con il suo nome.

Alcune stazioni radio americane suonano Alice’s Restaurant regolarmente per ogni giorno del Ringraziamento. Non è invece suonata spesso al di fuori delle occasioni speciali, per la sua durata poco radiofonica.

La prima registrazione di Alice’s Restaurant faceva parte di un album pubblicato nel 1967 e raggiunse il #17 delle classifiche Billboard. Il film tratto da "Alice’s Restaurant" fu pubblicato il 19 agosto 1969, pochi giorni dopo il festival di Woodstock a cui Guthrie aveva preso parte suonando la canzone.

"Alice’s Restaurant" fu riveduta e aggiornata alcuni anni dopo in riferimento alla politica di Reagan, ma questa seconda versione non è stata pubblicata su nessun album. Esistono anche diverse parodie della canzone. Guthrie stesso scrisse anche un seguito raccontando che Richard Nixon possedeva una copia della canzone, e suggerendo per scherzo che questo spiegava i famosi 18 minuti e mezzo di silenzio nei nastri dello scandalo Watergate.

Nel 1991, Guthrie ha comprato la chiesa dove aveva abitato Alice Brock, che era stata resa famosa dalla canzone, e la trasformò nel Guthrie Center, un luogo di incontro intereligioso.


The new organizations are dedicated to all those around the world who believe that there is one truth and infinite ways to approach it. As the world becomes smaller we must find ways to embrace the spiritual journeys of those whose traditions are different, without abandoning our own. The skills needed for healthy future are different from the ones needed to preserve the past, and both are required to live in the moment.

http://www.guthriecenter.org/index.php?content=about


http://www.youtube.com/watch?v=5_7C0QGkiVo[

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martedì 24 giugno 2008 - ore 10:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


con gran gioia anuncio che farò ENTRAMBI i corsi di recupero...
sono troppo contenta!

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lunedì 23 giugno 2008 - ore 21:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tagliati tutti i fondi ambientali
Secondo quanto riportano i Verdi, per coprire finanziariamente il decreto sull`Ici e sull`Irap il governo Berlusconi ha di fatto eliminato tutti i fondi ministeriali destinati all’ambiente.
Azzerato il Fondo per la riforestazione (150 milioni di euro in tre anni), il Fondo per il trasporto pubblico locale (400 mln), quello per le Isole minori (60 mln), il Fondo per il trasporto pubblico alternativo nei centri storici tutelati dall`Unesco (20 mln), il Fondo contro il dissesto idrogeologico nei piccoli comuni (8 mln) e l’importantissimo Fondo per la ristrutturazione della rete idrica nazionale (80 mln).
Cancellate infine le bonifiche nelle aree militari (30 mln).
I prossimi a rischiare sono i fondo schiena.
(Fonte articolo http://www.verdi.it/apps/news.php?id=19870)



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lunedì 23 giugno 2008 - ore 21:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’Italia accusata di complicità con Guantanamo!
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=5237

Lo dice questo spaventoso articolo di Repubblica che ripubblichiamo.

L’INCHIESTA. I legali di 6 tunisini detenuti: Roma complice, rimpatriateli
Ll’11 giugno hanno fatto arrivare un dettagliato rapporto in Italia
Gli "italiani" di Guantanamo
"Interrogati da agenti del Sismi"
dal nostro inviato CARLO BONINI

Adel Al HakimiWASHINGTON - Gli spettri della Guerra al Terrore tornano a bussare alla porta di Palazzo Chigi. E questa volta hanno il volto di sei cittadini tunisini e di una giovane donna dai capelli biondi, che si è caricata sulle spalle il loro destino. Adel Al Akimi, Hisham Sliti, Hedi Hamamy, Lofti Bin Ali, Saleh Sassi, Abdel Ben Mabrouk, quarantatré anni il più vecchio, trentotto il più giovane, sono gli "italiani" di Guantanamo. Perché della Tunisia hanno conservato solo il passaporto.

Perché la loro casa, le loro famiglie sono in Italia, dove hanno vissuto per anni, non da clandestini né da ricercati, ma da uomini liberi con un regolare permesso di soggiorno. La donna si chiama Cori Crider. E’ un avvocato americano che si divide tra Londra e gli Stati Uniti dove difende, per "Reprieve", associazione legale anglo americana, le ragioni di chiunque abbia sceso l’ultimo gradino nella scala dei diritti. In un anno di indagini difensive, ha messo insieme un rapporto di 26 pagine che, ora, accusa il governo di Roma di "complicità nella violazione dei diritti umani" dei suoi assistiti, prigionieri da sei anni nelle gabbie della base navale di Cuba, sfidandolo a sollecitarne il rimpatrio in Italia. Un documento essenziale nella violenza dei suoi dettagli, nella capacità di svelare sul conto dei "Gitmo six" (di cui pure era nota l’esistenza) il destino che li ha travolti, la ferocia della loro prigionia, la violenza psicologica e giuridica sofferta per mano di funzionari del Sismi che ebbero ad interrogarli tra il 2002 e il 2003.

L’11 giugno Cori Crider ha fatto recapitare, insieme al rapporto, una lettera di tre cartelle al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro di Giustizia Angelino Alfano, a quello dell’Interno Roberto Maroni, a quello degli Esteri Franco Frattini. Si legge: "Egregio Presidente, con mio rincrescimento, devo informarla che le autorità italiane, in piena violazione del diritto internazionale, appaiono complici nella cattura dei sei cittadini tunisini che difendo e negli abusi che hanno subito nell’isola di Guantanamo. Siamo infatti in grado di dimostrare che i detenuti in questione, come del resto la maggior parte di quelli rinchiusi a Guantanamo, hanno raggiunto l’isola di Cuba attraversando lo spazio aereo italiano. Abbiamo inoltre appreso che i sei detenuti sono stati interrogati tra il 2002 e il 2003 da agenti delle forze dell’ordine e dell’intelligence militare italiana, il Sismi, in un periodo cioè in cui gli interrogatori sotto tortura hanno costituito prassi regolare nella prigione. Ciò che è peggio, le informazioni raccolte dagli agenti italiani sono state condivise con i Servizi americani e con il regime tunisino, consentendo che nel loro paese di origine, la Tunisia, i miei assistiti venissero in tal modo condannati in absentia a lunghe pene detentive prive di qualsiasi base giuridica, ma tali da impedire oggi il loro rientro in quel Paese".

Al governo italiano viene prospettata un’alternativa: "I miei assistiti - prosegue la lettera - hanno trascorso gli ultimi sei anni in un Inferno che avrebbe reso orgoglioso Dante. E, oggi, rischiano di precipitare in un girone ancor più terribile, quello della detenzione e della tortura in Tunisia. Dunque, riteniamo che il governo italiano, come già accaduto in Germania e Spagna, possa compensare i danni già arrecati ai sei cittadini in questione rimpatriandoli in Italia, dove erano regolarmente residenti. Qualora questo non avvenga, l’Italia, alla luce di quanto previsto dalla Convenzione internazionale contro la tortura, sarà ritenuta giuridicamente responsabile di quanto sin qui accaduto e di un’eventuale consegna dei miei assistiti alla Tunisia".

Il governo italiano non ha dato alcun cenno. A Palazzo Chigi, la questione deve apparire evidentemente di nessuna rilevanza né diplomatica, né giuridica. A dispetto della macchina "risarcitoria" che uno studio legale anglo-americano è in grado di mettere in moto. A dispetto delle implicazioni politiche che il rapporto documenta e che fanno dell’affare una questione assai seria.

Le storie di Adel Al Akimi, Hisham Sliti, Hedi Hamamy, Lofti Bin Ali, Saleh Sassi, Abdel Ben Mabrouk si somigliano come gocce d’acqua. Vivono in Italia per molti anni. Chi a Bologna (Adel), chi a Milano, chi a Torino (Saleh). Ottengono il permesso di soggiorno e per ragioni diverse lasciano il Paese nei mesi precedenti l’11 settembre. Chi per raggiungere il Pakistan (Adel qui si sposa e qui mette incinta la moglie di una bambina che ha oggi sei anni e che lui non ha visto nascere). Chi l’Afghanistan (Hisham, che tenta di liberarsi della dipendenza dall’eroina, raggiunge il cugino che ha aperto una macelleria).

Con l’inizio delle ostilità, vengono catturati dall’esercito pachistano e venduti all’intelligence americana come "pericolosi terroristi di Al Qaeda" (Hisham ha la pessima idea di allungare 20 dollari a un tassista afgano perché gli faccia superare il confine con il Pakistan. E il tipo lo consegnerà per 5.000 alla prima pattuglia americana). Arrivano tutti a Guantanamo tra il gennaio del 2002 e il febbraio del 2003. A bordo di aerei che fanno regolarmente scalo nella base americana di Incirlic, Turchia. Si legge nel rapporto: "I piani di volo ottenuti dalle autorità aeronautiche spagnole e portoghesi ci consentono di dire che è altamente probabile che gli aerei in questione, come del resto almeno altri 28 voli carichi di prigionieri diretti a Cuba, abbiano attraversato lo spazio aereo italiano, con il permesso delle autorità di governo e in piena violazione delle leggi italiane ed europee".

E’ un problema. Ma non il solo. Perché quando, nel maggio scorso, l’avvocato Cori Crider ha finalmente accesso ai suoi clienti nelle gabbie di Guantanamo, le loro testimonianze illuminano quale sia stato, tra il 2002 e il 2003, il lavoro condotto a "Camp Delta" non solo dai nostri agenti di polizia e dai militari dei carabinieri (la circostanza era nota), ma dai funzionari del Sismi, la cui presenza sull’isola era rimasta sino ad oggi segreta. Evidentemente per dissimulare la piena consapevolezza che Palazzo Chigi aveva di quanto accadeva a Guantanamo nei suoi giorni più bui.

Racconta Adel Al Akimi: "La prima volta venni ascoltato da sei uomini della polizia italiana e la conversazione fu civile, perché scoprii che uno dei poliziotti, un napoletano, era parente del mio amico Giovanni, il proprietario della "Trattoria la Mela" di Bologna, dove avevo lavorato per anni. Quando ci salutammo i poliziotti mi dissero di non preoccuparmi. Perché era chiaro che non avevo fatto nulla e che sarei tornato a casa presto. Mesi dopo, però, arrivarono altri italiani che mi dissero di essere del "Servizio"". Sono due funzionari del Sismi.

Adel ne ricorda le fattezze e i modi: "Uno alto e uno basso, con i capelli grigi. Giocavano al buono e al cattivo. Quello alto mi consolava, quello basso mi riempiva di accuse e di apprezzamenti razzisti. Ricordo che mi disse: "Sei qui perché vuoi creare lo Stato islamico e conquistare l’Occidente". E quando mi lamentai delle torture che subivo, rispose: "Lo so come vanno le cose qui"".

A Hisham Sliti va peggio. Il suo regime di detenzione è infernale. I suoi carcerieri gli vietano per mesi indumenti puliti ("mi diedero da indossare le mutande sporche di un altro prigioniero"), lo picchiano se accenna un gesto di ribellione. "King Kong", il più violento tra gli americani che lo interroga, lo sfregia scaraventandogli sul volto un frigorifero portatile. E così, quando arriva la visita degli italiani, il disgraziato crede si sia accesa una luce. Hisham non ricorda con esattezza se fossero carabinieri o polizia. O, almeno, soltanto carabinieri o polizia.

Ricorda solo due cose: "Dopo avermi interrogato e mostrato un album di fotografie, mi dissero che ero proprio "un nessuno". E ricordo uno di loro, basso, con un’uniforme della Marina militare italiana (il che lascerebbe pensare a un militare del Sismi ndr) che nel congedarsi mi disse "Fatti i cazzi tuoi"". I "cazzi suoi" Hisham se li è fatti e da Guantanamo non si è mosso. Mentre una corte tunisina lo condannava a 40 anni sulla scorta delle informazioni raccolte nella sua gabbia.

Il copione si ripete con Hedi Hamamy. I due funzionari del Sismi gli fanno visita nel febbraio del 2003, questa volta accompagnati da un americano che assisterà in silenzio all’interrogatorio e al commiato che lo chiude: "Quello dei due italiani che sembrava il capo, mi disse: "Qui dentro ci resterai finché non metti i capelli bianchi"". Hedi, oggi, ha 39 anni e a 10 lo ha condannato una corte tunisina.

Dopo sei anni, per il Dipartimento della Difesa americano, i "Gitmo six" sono inutili zavorre. Privi quali sono, ormai, di qualsiasi valore di intelligence. Oggi, gli avvocati di "Reprieve" renderanno disponibile on line il rapporto sul loro caso.



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lunedì 23 giugno 2008 - ore 20:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")



I Girasoli gigati piantati giovedì scorso hanno germogliato!
Qualcosa si muove in questa estate...

la morale cristiana indotta ripropone troppi quesiti alla coscienza... c’è bisogno di lavorare per tornare a non pensare...

Serata acquagym... dopo l’anno impegnativo era ora di fare scricchiolare un po’ le ossa...


La Volvo è ancora là
è pronta per partire
idea di libertà
di una giornata al mare
chissà se partirà
se non si fermerà
Ci vuole volontà
E determinazione
E combattività
Per arrivare al mare
Chi ti fermerà
Verso la libertà
E nel tuo sogno cammini
Su una spiaggia privata
E non lo sai
Chissà se te ne accorgerai ..ai ai ai
Resta sempre uguale a come sei
Un comunista al sole
(Un comunista al sole…)
Non cambiare tanto resterai
Per sempre un sognatore
Per sempre un sognatore
Ma che golisità questa giornata al mare
Sublime voltuttà
Sentirsi un po’ Briatore
Chi ti fermerà verso l’ingenuità
E nel tuo sogno cammini
Su una spiaggia minata e non lo sai
Che forse te ne pentirai …ai ai ai …
Resta sempre uguale a come sei
Un comunista al sole
Non cambiare tanto resterai
per sempre un sognatore
Chi ti fermerà
Verso l’ingenuità
Amico mio che mi cerchi
Sotto l’ombrellone
Nel tuo sogno ritroverai la mia generazione

Un comunista al sole
Un comunista al sole
Non cambierai tanto resterai per sempre un sognatore
Per sempre un sognatore



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lunedì 23 giugno 2008 - ore 12:16


hispandeutsch
(categoria: " Vita Quotidiana ")


io che sono di mentalità hispanica per tutto ciò che riguarda l’accoglienza, il compartir, il ridere, il fare tarda notte, il casino, lo stile tra il vagabndo e il trash hispanico, ho anche una mentalità rigida e ferrea , tedesca, per gli orari, gli accordi, la parla data, l’affidabilità, mi scontro con la mentalità cazzona italiota dove il detto si può sempre ritrattare, dove gli accrdi sono barlugimi di accordo. dove una promessa è si ma anche forse no e forse sì.
questo modo di agire mi influenza sempre di più più per legittima difesa che per convinzione.
il problema è che tuttociò è estensibile a qualsiasi campo della vita italiana. di lavoro e non.
a meno che non c’entril’interese personale e i soldi.

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lunedì 23 giugno 2008 - ore 11:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Una fotografia per raccogliere in uno scatto tutta l’angoscia dell’esistenza. Nati nella parte sbagliata del mondo, nel posto peggiore (un bordello), dove la tristezza è impressa nei lineamenti del volto e il destino un’illogica certezza. Oscar per il miglior Documentario nel 2005, Born into Brothels si immerge con discrezione e disincanto nella sporcizia e nella povertà del quartiere a luci rosse di Calcutta, raccontando le fatiche di un gruppo di bambini costretti a confrontarsi quotidianamente col loro peccato originale: essere nati in un bordello, figli o fratelli di donne obbligate a prostituirsi per sopravvivere alla miseria. La fotografia come mezzo d’espressione ed emancipazione, è questo quello che la fotografa professionista Zana Briski e il documentarista Ross Kauffman, realizzano attraverso il loro film.
La realtà senza speranza trasformata attraverso gli scatti fotografici in un desiderio di rinascita, un disagio filtrato, uno strumento per guardarsi intorno e regalarsi un’istruzione che possa dar voce all’infanzia negata e restituire la dignità perduta. Iniziato nel 1998 – quando la Briski si trasferisce a Calcutta per vivere fra le prostitute – Born into Brothels è un documento straordinario, privo di retorica, necessario. Le fotografie che negli anni hanno fatto il giro del mondo - frutto del talento degli otto ragazzi - sono la dimostrazione di come la fantasia e la curiosità siano fondamentali per uscire da una condizione di estremo disagio, mentre il lottare quotidiano diventa l’elemento fondamentale per raggiungere la salvezza. Un documentario per chi ha ancora la forza di indignarsi.


E s indigna anche alla fine perchè la forza del riscatto è adombrata dalla realtà.

Trailer:http://www.mymovies.it/poster/?id=41868

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sabato 21 giugno 2008 - ore 11:48


BUON INIZIO ESTATE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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