BLOG MENU:


scriccy, 34 anni
spritzina di Padova(provincia)
CHE FACCIO? ENGLISH TEACHER!
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO

D.Pennac, Diario di scuola (interrotto)


Z.Smith , White teeth (meraviglia!)

Siri Hustvedt, Quello che ho amato Einaudi (letto)

Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, Einaudi, 2005.

Doris Lessing, Gatti molto speciali, Feltrinelli (letto d’un fiato)

Nadine Godimer, Beethoven era per un sedicesimo nero, Feltrinelli (letto d’un fiato)

V.Andreoli,lettera ad un professore

S.Benni, il bar sotto al mare (letto)
A. Northomb , Nè di Eva nè di Adamo (letto)
N.Ammaniti, ti prendo e ti porto via (appena finito con tanta malinconia).
Doris Lessig, nonne, Feltrinelli (letto)
n.ammaniti, Fango, feltrinelli (finito)
N.Ammaniti, Io non ho paura (finito), Mondadori
S.Benni La grammatica di Dio, Feltrinelli(finito)
Sam Savage, Firmino, Einaudi (STUPENDOO)
Haruki Murakami, Norwegian WooD (sospirooo! stupendooo)
H.Murakami, l’uccello che girava le viti del mondo (folle magia)
H.Murakami, tutti i figli di Dio danzano.(illuminato)
H.Murakami , L’elefante scomparso.( intimo)
H.Murakami, La ragazza dello Sputnik (malinconico)
Haruki Murakami Kafka sulla spiaggia (finished! grande Haruki)
Mishima Yukio Una virtù vacillante (ambiguo)
Yasunari Kawabata , il disegno del piviere
Baus, Voracità (finished.. delirante)
Almodovar, Patty Dhusya(folle!)
K Ishiguro, notturni, Einaudi (melodico)
Matsume Soseki, io sono un gatto,
F.Volo, un giorno in più (un libro da treno e da bagno ma carino)
L’eleganza del riccio (così comsà, fine indegna)
La vita emotiva dei gatti(tenero)
Murakami l’arte di correre(lento)troppo
Ammaniti, che la festa cominci (ruzzolante)
Mishima la voce delle onde( salino)
Z.Smith della bellezza (multietnico profondo meraviglioso travolgente)
A.Grandes Le età di Lulù
(passionale, forte)
H.Murakami After dark

HO VISTO

troppa ingiustizia

STO ASCOLTANDO

il rimbombo della pancia

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

etnico

ORA VORREI TANTO...

un lavoro serio

STO STUDIANDO...

master numero 4

OGGI IL MIO UMORE E'...

much better

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Gli addii
2) Rimanere schiacciato dagli eventi
3) Ti svegli la mattina, apri pure gli occhi piano piano e ti accorgi che nulla è cambiato.
4) Dimenticare
5) Pensare continuamente ad una persona....anche se è quella sbagliata...
6) essere lasciate per colei ke secondo lui era solo e semplicemente il passato
7) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
3) lasciar passare il tempo..x arrivare a pensare ad una storia finita...con un sorriso..
4) guardare negli occhi la ragazza con cui hai appena fatto l'amore, e scoprire che quel che è successo è piaciuto ad entrambi
5) Sentirti piacevolmente diverso dal mondo intero... unico ed irripetibile..
6) ...una persona che con un solo sguardo, un sorriso, una parola, ti fa stare bene...


I’M ALICE IN WONDERLAND!!!



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di PAROLE SCELTE sapientemente,
di fiori detti PENSIERI,
di rose dette PRESENZE,
di SOGNI che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti....
Ho bisogno di POESIA,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le EMOZIONI e dà COLORI nuovi.

Alda Merini


La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.

L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola - a me.

E.Dickinson

"Con una bella ferita sono venuto al mondo. È stato tutto il mio corredo".
"L’età della ferita, più della sua profondità e del suo propagarsi ne costituisce la dolorosità. Essere continuamente squarciato nel medesimo canale della ferita, vedere medicata la ferita già operata infinite volte, ecco il guaio".

F.Kafka

LENTAMENTE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e
i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno, chi non si permette
almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

P.Neruda



RICORDATEVI CHE CIASCUNO DI NOI, DA SOLO, NON VALE NULLA.

Ernesto Che Guevara
L’ipotesi di Calamandrei.

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950


Quando un dotto di prim’ordine sente parlare della via, la segue rispettosamente. Quando un dotto di mezza levatura sente parlare della via, ora la mantiene ora la perde. Quando un dotto d’infimo ordine sente parlare della via, si fa una grande risata.

LAO TZU

Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno.
Euripide

oroscopo 2009

"Ho visto un angelo nel marmo e ho scolpito fino a liberarlo" disse una volta Michelangelo. Lui non creava una statua, ma la liberava da tutto il marmo superfluo da cui era avvolta.Nel 2009 ti consiglio di provare il suo metodo. Avrai la possibilità di creare una cosa eccezionale -forse anche due- se riusirai a eliminare con lo scalpello tutto il materiale inutile che nasconde la vera bellezza.

"il mio razzismo mi fa evitare programmi demenziali di tribune elettorali"
F.Battiato

sono una piccola ape furibonda...
mi piace cambiare di colore e di misura
A.Merini


«E’ l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.»


Albert Einstein


(questo BLOG è stato visitato 16299 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



sabato 21 aprile 2007 - ore 01:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Buone e cattive
Elif Shafak
Ogni anno in Turchia decine di giovani donne vengono uccise dai loro fratelli, cugini e padri

Viviamo in un paese che proibisce alle sue figlie di amare. Un paese che punisce, consuma e cancella le sue ragazze perché si innamorano, sono folli e coraggiose, seguono il loro cuore, sono capaci di sognare e sperare.
Ogni anno in Turchia decine di giovani donne vengono uccise dai loro fratelli maggiori, fratelli minori, cugini e padri. Sfioriscono nella primavera della loro vita. E noi che viviamo in altre zone del paese, che siamo "lontani", pronunciamo un paio di frasi di compassione e continuiamo a vivere nell’indifferenza, come se fossero solo problemi "locali".
Ma i delitti d’onore non possono essere liquidati ricorrendo a spiegazioni etniche o localistiche, né dicendo che "accadono in qualche villaggio remoto, dove noi non andremo mai e quindi non ci riguardano".
Questi fatti attirano l’attenzione dei mezzi d’informazione, ma poi tutto finisce lì. Una o due fotografie accompagnate da una storia raccontata in fretta e incentrata sulla vittima piuttosto che sull’assassino.
Tutto qui. E i politici? La cosa non li interessa. Quanti deputati sono pronti ad affrontare questo doloroso problema con sufficiente determinazione? Quando succedono questi fatti i nostri deputati non agiscono in modo veloce e coerente, non lo considerano neanche necessario.
Mentre i parlamentari perdono tempo, ogni giorno ci sono nuovi delitti. A parte organizzazioni eccezionali come Kamer, che opera con grande impegno e su base completamente volontaria, nessuno è disposto a tendere una mano alle vittime dei delitti d’onore. Alle giovani donne che hanno più bisogno di aiuto e di guida, che sono le meno istruite perché non possono andare a scuola, che non hanno soldi, che non hanno nessuno che le sostenga, che sono impotenti e sole, semplici numeri nelle statistiche.
In questa situazione drammatica, la direzione affari culturali della città di Sanliurfa ci ha gentilmente fornito una definizione di delitto d’onore. Possiamo stare tranquilli. A quanto pare non c’è nulla di cui preoccuparsi. Secondo questa definizione, infatti, "il delitto d’onore si applica solo alle donne che fuggono senza informare la famiglia o che ingannano i loro mariti, e non si applica alle innocenti". Il che significa che i delitti d’onore sono una seccatura solo per alcune donne cattive. Le donne turche oneste e perbene che restano a casa per tirare su i figli non dovrebbero preoccuparsi per le loro sorelle assassinate così giovani.
Non dovrebbero provare pietà per loro. Perché qui le donne sono ufficialmente divise in due categorie: quelle buone (che sono degne di rispetto) e quelle cattive (che meritano qualsiasi cosa, anche di essere uccise).
Ma chi sono in realtà queste donne cattive? Come facciamo a riconoscerle? Ridono in modo volgare e disgustoso, in modo sfrontato, come nei vecchi film turchi? È lì che dobbiamo andare a cercarle? Chi e con quale diritto decide quali sono le donne buone e quelle cattive? Chi può esercitare il potere e l’autorità di dividere gli esseri umani in categorie, con condiscendenza, come si fa con i "bianchi e con i neri", e decidere che una persona non è innocente, e quindi merita la violenza? In base a quale diritto gli uomini possono giudicare, stigmatizzare, estromettere e firmare la condanna a morte di una giovane donna?
Basta dare un’occhiata agli articoli di giornale sui delitti d’onore degli ultimi tre anni per farsi un’idea: raccontano tutte le tragedie che avvengono nel nostro paese e tra le comunità turche nel mondo: Antep, Mardin, Divarbakir, Istanbul, Berlino. Quelle ragazze assassinate, quelle donne, sono una vergogna e una sofferenza per tutti noi.
Come se non bastasse averle lasciate morire, c’è chi ha il coraggio di insinuare che erano "donne cattive". Come si fa ad avere una coscienza simile? È naturale e comprensibile da parte degli amministratori locali di Sanliurfa amare la loro città e cercare di valorizzarla. Probabilmente si sentono a disagio quando il suo nome viene associato ai delitti d’onore, e forse hanno anche ragione. Ma non è certo coprendo il problema con qualche bella parola o accusando le vittime che si cambia questa situazione intollerabile.
Negare l’esistenza dei delitti d’onore o dire che "non bisogna esagerarne l’importanza", provare a farlo passare per un problema che riguarda solo alcune donne malvagie, tutto questo non libera la coscienza di nessuno e non aiuta né Sanliurfa né la Turchia.
I delitti d’onore sono un problema grave e diffuso che dobbiamo affrontare adeguatamente.
Nessuno lo sta esagerando. Ci ferisce tutti, ci interessa tutti, e se tutti agissimo con un po’ di buon senso e di coscienza, questi delitti diminuirebbero, e forse un giorno sparirebbero per sempre dalla nostra terra.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 20 aprile 2007 - ore 17:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un qualunque posto fuori o dentro di te
Gatto Panceri
Tienimi con te in una foto dove vuoi
nelle tasche dei tuoi jeans
nell’aria dei respiri tuoi
in fondo agli occhi, la notte
di giorno sempre un po’ in mente
io vorrei essere per te
una presenza vigile.

Con te verrei dovunque vai
sotto la doccia se mi vuoi
come un anello al dito che
ormai fa parte un po’ di te
sotto le unghie dipinte
dietro le rughe della fronte.

io vorrei essere con te
steso in un prato, su di te
non sono mica matto
è questo il fatto
il fatto è che mi devi dare un posto
un qualunque posto
un qualunque posto fuori o dentro di te.

Se vuoi sarò li
quando ti senti un po’ cosi
e quando ti addormenterai
chiudendo gli occhi mi vedrai
piano piano poi
sotto la pelle ti sarei
c’è tanto posto dentro te
e basta un angolo per me

che vorrei esserti ogni giorno
nella piega che hai nel collo
tra i capelli come un nodo
o piantato come un chiodo
alle pareti del cuore
con un martello indolore

(alle pareti del cuore).

E sentirai dentro di te
quanto appetito avrai di me
non sono mica matto
(è questo il fatto).
Il fatto è che mi devi dare un posto
un qualunque posto.

Se vuoi starò li
in una tasca dei tuoi jeans
e quando l’ora guarderai
tra le lancette mi vedrai.
Poi quando sarò
nel posto tuo più intimo
farò più dolce che si può
e un po’ per sempre resterò
sulle tue labbra socchiuse
nelle tue idee un po’ confuse.

lo vorrei essere per te
quasi invisibile perché
un poco mi nascondo
(in questo mondo)

ma in fondo sto chiedendo solo un posto
e lo voglio adesso ... si
un qualunque posto
fuori o dentro di te.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 20 aprile 2007 - ore 17:29


meno male!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri si sono svolte presso il Tribunale di Este le due udienze che hanno portato a sentenza i due procedimenti riguardanti la prima e la seconda riapertura del cinema Astoria, spazio storico della città che per più di un anno è tornato a vivere in risposta al violento sgombero del Laboratorio Sociale “No War”.
Tutti assolti per non aver commesso il fatto e perchè il fatto non sussiste.
Nel primo caso, dopo il ritiro della querela da parte di Sergio Pippa, il proprietario dell’ex cinema, che in un primo momento dopo l’avvenuta riapertura, sembrava addirittura essere propenso a cercare una mediazione tra gli occupanti e comune, nemmeno l’audizione di tre giornalisti che scrissero articoli sulla vicenda è servita a dimostrare che l’occupazione ha avuto per protagoniste più di dieci persone. Soprattutto non è stato possibile dimostrare che qualcuno degli imputati, individuati tra coloro che si prestarono in quei giorni a far rivivere uno spazio divenuto bene comune in conflitto con amministratori che lo volevano ancora in abbandono in una città fortemente carente di spazi di aggregazione e partecipazione, e individuati per questo come i “portavoce” dalla stampa locale, avessero materialmente riaperto il cinema Astoria, o fossero stati successivamente più o meno coinvolti nella sua gestione e nella sua frequentazione di quanto lo fossero le persone che nei mesi s
uccessivi attraversarono e contribuirono a far rivivere questo spazio.
Nel secondo caso i sigilli posto per sequestro preventivo dello spazio sociale furono adirittura dichirati illegitimmi dalla stessa magistratura.

Da Global Project una corrispondenza all’uscita dall’udienza che rilancia l’appello per la conquista e la difesa degli spazi sociali come esercizio in autogestione del bene comune, a partire dalla manifestazione nazionale di sabato 21 aprile a sostegno del CSO Bruno (l’appuntamento è in P.zza Mazzini a Monselice alle ore 10.45).

Articolo da “Il Gazzettino” di Padova del 19 aprile 2007
Este Tutti assolti, tutti a casa: si è concluso con un’assoluzione, perché il fatto non sussiste, il processo per l’occupazione del cinema Astoria di Monselice, avvenuta durante la manifestazione di piazza del settembre 2003. Gli imputati erano Francesco Miazzi, Mirco Agostini, Giorgio Brasola e Sara Voltolina. Erano stati accusati di invasione del cinema, ma dopo il ritiro della querela di Sergio Pippa, proprietario dello stabile, era necessario dimostrare che l’occupazione aveva riguardato più di 10 persone. Sull’argomento sono stati sentiti tre giornalisti, Ferdinando Garavello del Gazzettino, Enrico Ferro del Mattino di Padova e Fabrizio Ghedin, all’epoca corrispondente da Monselice per lo stesso quotidiano. Dalle testimonianze dei tre, che avevano seguito da vicino gli eventi di quei giorni, non è emerso nulla che potesse incolpare gli imputati. Lo stesso pm, dopo le dichiarazioni dei testimoni, ha chiesto il non doversi procedere. Altre persone a giudizio, pure assolte perché i
l fatto non sussiste, erano accusate di aver violato i sigilli della Digos all’entrata dell’ex cinema nel maggio dell’anno successivo: sono Roberto Barison, Gianfranco Bertazzo, Giorgio Brasola, Maristella Gomiero, Massimo Mafezzoni, Erika Pedron, Stefano Rando, Mirko Scalabrin e Filippo Tagliati.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 20 aprile 2007 - ore 13:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Compiti per tutti. Scrivi un breve saggio su "Come ho creato qualcosa dal nulla".

Bilancia (23 settembre - 22 ottobre)
Potresti coltivare convolvoli in una discarica di rifiuti tossici, Bilancia. Potresti tirare su di morale un bambino che è cresciuto nella più atroce povertà. Ecco quanto potere benefico hai in questo momento. Potresti addirittura riuscire a localizzare una falda d’acqua sotterranea nel deserto, o a resuscitare un sogno morto, oppure ad alleviare metà delle tue più profonde sofferenze. Non so se puoi trasformare il piombo in oro, ma so che per te questo è il momento migliore per provarci.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 20 aprile 2007 - ore 02:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


IO SONO UNA DONNA MOLTO FORTUNATA.








HO TUTTO. TUTTO PER ESSERE FELICE.

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



giovedì 19 aprile 2007 - ore 01:45


le vite degli altri
(categoria: " Vita Quotidiana ")





stasera nella sala prima di vedere questo film ho incontrato una mia carissima amica dell’università , che strano come le vite si incrocino...

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 18 aprile 2007 - ore 01:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La felicità in un triangolo
Chi ha un frigorifero grande è meno felice di chi ne ha uno piccolo: un frigo grande, infatti, spesso comporta una maggiore distanza tra casa e supermercato. E quindi più tempo passato in macchina e più stress.

Lo racconta il triangolo dello scienziato Robert Putnam pubblicato su Web worker daily. I tre angoli sono: dove dormi? dove lavori? dove vai a fare la spesa?



"Se vivi a Pasadena, lavori a Hollywood e vai a fare shopping nella Valley puoi passare anche due ore in macchina, guidando da una parte all’altra", scrive Putnam. "E in più non hai una comunità. Più il triangolo è piccolo, maggiore è la felicità".

Lavorare da casa però non aiuta: in quel caso l’angolo work/sleep si fonde e tutto l’equilibrio va in frantumi. Quindi una persona è più felice se ha un piccolo triangolo e un piccolo frigorifero: "the bigger the refrigerator, the lonelier the soul".


LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



martedì 17 aprile 2007 - ore 22:37



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ce l’ho fatta.
ho vinto contro la burocrazia... lottando come una pazza scatenata ma , madidia di sudore e di sangue ho vinto la mia battaglia con lo stato burocrate.

potrò iscrivermi per entrambe le abilitazioni!

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



martedì 17 aprile 2007 - ore 09:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")





have a nice day!

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



lunedì 16 aprile 2007 - ore 21:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il pernicioso fenomeno del vanity sizing
16 apr - È una pratica immorale ma sembra che negli Stati Uniti e a Londra sia molto diffusa.

"Se pensavate di aver conservato una splendida taglia 42 negli ultimi dieci anni, preparatevi a un’amara delusione". Come rivela un’inchiesta del SUNDAY TIMES, molte case di moda mentono sulle taglie dei vestiti, soprattutto dei jeans, per lusingare i loro clienti. Celeberrime marche d’abbigliamento come Gap, H&M e Zara cuciono sugli abiti delle etichette che indicano una taglia più piccola rispetto a quella reale solo per compiacere gli eventuali compratori, sia donne sia uomini, che quando escono dal camerino si sentono probabilmente più magri. Siamo in Gran Bretagna e le misure vengono prese in pollici: la differenza media tra taglia reale e taglia percepita è di 3 pollici, ben 7,7 centimetri. La marca più "sporca" di tutte sembra essere French connection dove per un modello di jeans da uomo è stata rilevata una differenza di ben 15 centimetri.

Orca...meglio non stareallegri con i capi comprati in Spagna da Zara e da H. and M. in Germany!

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


Irenek ecce_ Panocia Pippiri Telete pancio77 violavale Chiara@ Jane_D agricolo biankaneve

BOOKMARKS


Il blog di Beppe Grillo
(da Informazione / Notizie del Giorno )
Peace reporter
(da Informazione / Agenzie di Stampa )
internazionale
(da Informazione / Agenzie di Stampa )
Amnesty
(da Informazione / Agenzie di Stampa )


UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30