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scriccy, 34 anni
spritzina di Padova(provincia)
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D.Pennac, Diario di scuola (interrotto)


Z.Smith , White teeth (meraviglia!)

Siri Hustvedt, Quello che ho amato Einaudi (letto)

Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, Einaudi, 2005.

Doris Lessing, Gatti molto speciali, Feltrinelli (letto d’un fiato)

Nadine Godimer, Beethoven era per un sedicesimo nero, Feltrinelli (letto d’un fiato)

V.Andreoli,lettera ad un professore

S.Benni, il bar sotto al mare (letto)
A. Northomb , Nè di Eva nè di Adamo (letto)
N.Ammaniti, ti prendo e ti porto via (appena finito con tanta malinconia).
Doris Lessig, nonne, Feltrinelli (letto)
n.ammaniti, Fango, feltrinelli (finito)
N.Ammaniti, Io non ho paura (finito), Mondadori
S.Benni La grammatica di Dio, Feltrinelli(finito)
Sam Savage, Firmino, Einaudi (STUPENDOO)
Haruki Murakami, Norwegian WooD (sospirooo! stupendooo)
H.Murakami, l’uccello che girava le viti del mondo (folle magia)
H.Murakami, tutti i figli di Dio danzano.(illuminato)
H.Murakami , L’elefante scomparso.( intimo)
H.Murakami, La ragazza dello Sputnik (malinconico)
Haruki Murakami Kafka sulla spiaggia (finished! grande Haruki)
Mishima Yukio Una virtù vacillante (ambiguo)
Yasunari Kawabata , il disegno del piviere
Baus, Voracità (finished.. delirante)
Almodovar, Patty Dhusya(folle!)
K Ishiguro, notturni, Einaudi (melodico)
Matsume Soseki, io sono un gatto,
F.Volo, un giorno in più (un libro da treno e da bagno ma carino)
L’eleganza del riccio (così comsà, fine indegna)
La vita emotiva dei gatti(tenero)
Murakami l’arte di correre(lento)troppo
Ammaniti, che la festa cominci (ruzzolante)
Mishima la voce delle onde( salino)
Z.Smith della bellezza (multietnico profondo meraviglioso travolgente)
A.Grandes Le età di Lulù
(passionale, forte)
H.Murakami After dark

HO VISTO

troppa ingiustizia

STO ASCOLTANDO

il rimbombo della pancia

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

etnico

ORA VORREI TANTO...

un lavoro serio

STO STUDIANDO...

master numero 4

OGGI IL MIO UMORE E'...

much better

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Gli addii
2) Rimanere schiacciato dagli eventi
3) Ti svegli la mattina, apri pure gli occhi piano piano e ti accorgi che nulla è cambiato.
4) Dimenticare
5) Pensare continuamente ad una persona....anche se è quella sbagliata...
6) essere lasciate per colei ke secondo lui era solo e semplicemente il passato
7) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
3) lasciar passare il tempo..x arrivare a pensare ad una storia finita...con un sorriso..
4) guardare negli occhi la ragazza con cui hai appena fatto l'amore, e scoprire che quel che è successo è piaciuto ad entrambi
5) Sentirti piacevolmente diverso dal mondo intero... unico ed irripetibile..
6) ...una persona che con un solo sguardo, un sorriso, una parola, ti fa stare bene...


I’M ALICE IN WONDERLAND!!!



Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di PAROLE SCELTE sapientemente,
di fiori detti PENSIERI,
di rose dette PRESENZE,
di SOGNI che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti....
Ho bisogno di POESIA,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le EMOZIONI e dà COLORI nuovi.

Alda Merini


La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.

L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola - a me.

E.Dickinson

"Con una bella ferita sono venuto al mondo. È stato tutto il mio corredo".
"L’età della ferita, più della sua profondità e del suo propagarsi ne costituisce la dolorosità. Essere continuamente squarciato nel medesimo canale della ferita, vedere medicata la ferita già operata infinite volte, ecco il guaio".

F.Kafka

LENTAMENTE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e
i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza,
per inseguire un sogno, chi non si permette
almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un
progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

P.Neruda



RICORDATEVI CHE CIASCUNO DI NOI, DA SOLO, NON VALE NULLA.

Ernesto Che Guevara
L’ipotesi di Calamandrei.

"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."

Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950


Quando un dotto di prim’ordine sente parlare della via, la segue rispettosamente. Quando un dotto di mezza levatura sente parlare della via, ora la mantiene ora la perde. Quando un dotto d’infimo ordine sente parlare della via, si fa una grande risata.

LAO TZU

Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno.
Euripide

oroscopo 2009

"Ho visto un angelo nel marmo e ho scolpito fino a liberarlo" disse una volta Michelangelo. Lui non creava una statua, ma la liberava da tutto il marmo superfluo da cui era avvolta.Nel 2009 ti consiglio di provare il suo metodo. Avrai la possibilità di creare una cosa eccezionale -forse anche due- se riusirai a eliminare con lo scalpello tutto il materiale inutile che nasconde la vera bellezza.

"il mio razzismo mi fa evitare programmi demenziali di tribune elettorali"
F.Battiato

sono una piccola ape furibonda...
mi piace cambiare di colore e di misura
A.Merini


«E’ l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.»


Albert Einstein


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martedì 13 marzo 2007 - ore 00:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Sorriso Di Atlantide C.Consoli

Questo pensiero d’improvviso mi scuote
e annienta ogni pudore ed ogni difesa
Avevo soffocato quella stupida attitudine
ai voli pindarici ed alle struggenti eroiche attese
e sopravviverò a questa mancanza di ossigeno
malgrado le insidiose correnti arriverò
In fondo agli abissi tra antichi splendori
di un mondo sommerso da migliaia di anni
stupidamente ho temuto l’immensa e spietata
bellezza la profondità dei tuoi occhi
Questo pensiero rende soave il risveglio
scomodando il torpore la consueta pigrizia
rivivono fragranze estinte e tramonti d’incanto
Le grandi speranze travolte dall’ira di oceani in tempesta
avvolta da una prodigiosa atmosfera Atlantide
sorride intatta e volge un sguardo amichevole
In fondo agli abissi antichi splendori
di un mondo sommerso da migliaia di anni
stupidamente ho temuto l’immensa e spietata bellezza
la profondità dei tuoi occhi



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martedì 13 marzo 2007 - ore 00:38


centro di eccellenza (demenza) Porto Marghera
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Set: Istituto Vega
Sceneggiatura: aule BIANCHE. luci a neon che infioccinano il soffitto.
NESSUNA finestra. Areatori che sbobinano aria fredda, verso sera sempre più fredda. Porta chiusa.
sgabelli col poggia appunti sbilenco che ti tocca accavallare le gambe in alternanza se vuoi riuscire ad appuntare qualcosa.

al di fuori: odore rancido di mensa, mobilio verde bottiglia.
mura BIANCHE.

C.Consoli
Madre Terra

Più che mai
cullami e avvolgimi
con un caldo abbraccio
Più che mai
parlami nutrimi
madre terra
…..
Più che mai
cullami e avvolgimi
con un caldo abbraccio
Più che mai
parlami nutrimi
madre terra
Le caldi notti di agosto
talvolta indossano un sorriso esotico
di un Africa gioiosa ed intensa
violata abusata ed offesa Materna e fiera
Più che mai
cullami e avvolgimi
con un caldo abbraccio
Più che mai
parlami nutrimi
madre terra

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lunedì 12 marzo 2007 - ore 09:26


Attualmente attuale...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sessantadue anni fa americani e giapponesi si combatterono nella decisiva battaglia di Iwo Jima. Qualche decennio più tardi vennero ritrovate centinaia di lettere mai spedite dei combattenti giapponesi.
È a partire da queste che Clint Eastwood realizza un altro capolavoro speculare a Flags of Our Fathers. Quelle feritoie che si aprivano nel film precedente per sparare sugli americani in questo film le conosciamo molto prima che entrino in azione. Solo un regista del suo spessore umano poteva portarci a ’vedere’ la guerra con gli occhi degli ’altri’, del ’nemico’. Ci racconta anche dei loro comandanti alcuni dei quali fanatici e talvolta velleitari e altri invece consapevoli delle loro responsabilità di guide dei loro uomini che, nella grande maggioranza, non vogliono perdere la propria vita inutilmente. Tra loro emerge il Generale Tadamichi Kuribayashi che aveva studiato negli Stati Uniti. Grazie a questo personaggio Eastwood riesce a portare sullo schermo, senza mai assumere atteggiamenti predicatori, un messaggio molto intenso. Se si conoscesse davvero chi si ha di fronte forse non lo si odierebbe come invece accade in tutte le guerre. Attenzione però: non si tratta di un messaggio retoricamente pacifista. Eastwood è troppo consapevole della molteplicità degli elementi messi in gioco da un conflitto (e in particolare dalla Seconda Guerra Mondiale) per ridurre tutto a un banale appello alla fratellanza umana. È proprio grazie alla differenza delle personalità descritte che può permettersi di uscire dall’immagine stereotipa fatta solo di ’banzai’ e kamikaze che tanto cinema ci ha propinato. È un cinema contro le facili illusioni il suo ma anche contro le retoriche guerrafondaie. Le lettere che i soldati nipponici scrivono o ricevono da casa differiscono ben poco da quelle dei militari americani. Lettere da Iwo Jima il cinema si fa al contempo spettacolo, narrazione storica e monito alle coscienze. Si fa, cioè, Cinema.



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lunedì 12 marzo 2007 - ore 02:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sfortunatamente felice.

però...RESET.


catatonizzata
dall’ennesima emozione.
bloccata dal flusso di me.
piccola in una frenabile e garrula paurosa emozione.

nono reset.

RESET.

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domenica 11 marzo 2007 - ore 12:16


voi che dite?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


io perme ( e speriamo che me la cavo) il frigo si puo’ lasciare aperto. mi dispiace per lo spreco di energia. trovo molto poco aggressivi i maschi. sono d’accordo sul cerchio di vita. mi piacciono i turchi. Jacop fatte na canna!

vi svelo un segreto gelosamente custodito dai maschi per migliaia di anni.
Indiscutibilmente l’uomo è attratto dalle parti appariscenti della donna: tette, sedere, gambe.
Ma sarebbe un grave errore pensare che il nostro desiderio sia principalmente legato a queste forme.
Molti uomini sarebbero disposti a farsi impiccare per negarlo perché ci piace questo stereotipo di bestie selvagge e senza cuore.
Attenzione non voglio menarla che anche noi siamo romantici anche se si vede poco…
Per capire la vera molla del desiderio maschile bisogna penetrare nelle differenze psicologiche tra i due sessi.
E questo si può spiegare senza far discorsi difficili…
La femmina è capace di dare la vita, di portarla dentro, di farla crescere. La femmina ha una capacità miracolosa di curare, accudire, proteggere i piccoli. Una mamma è mamma ininterrottamente. Non c’è un solo momento nel quale smette di essere tesa verso il benessere delle sue creature. Anche una donna che non ha figli ha comunque questa potente capacità di agire in modo continuato, senza nessuna battuta di arresto. Il maschio invece ha una natura genetica legata a azioni brevi: fecondare, difendere dalle belve le donne e i bambini, trovare il cibo.
Il maschio riesce a mettere tutte le energie in un solo gesto, ma poi crolla in stato catatonico fino alla prossima impresa.
Il maschio non cerca il sesso di per sé.
Il maschio cerca di diventare bersaglio di questa meravigliosa attenzione ininterrotta della femmina.
Può sembrare ridicolo che io affermi questo. Se si guarda l’aggressività sessuale maschile parrebbe che l’uomo voglia solo dominare la donna.
Ma questa è la reazione isterica alla difficoltà di ottenere quel che desidera intimamente.
Le relazioni sessuali oggi non sono più regolate dalla semplice naturalità degli istinti. La repressione sessuale, la mancanza di informazione sull’anatomia del piacere eccetera eccetera, provocano che il maschio non si senta soddisfatto e la sua fame di amore e di sesso si trasforma in aggressività.
Non dico questo per giustificare i comportamenti di potere del maschio ma solo per cercare di capire da dove vengano.
Anche i maschi da piccoli sono teneri e buoni…
Scontiamo 5 mila anni di segregazione della donna…
Se c’è un buon rapporto di coppia, con un’attività sessuale mediamente smodata e soddisfacente, il maschio dovrebbe via via rilassarsi e tornare alla naturalità gentile del proprio istinto.
Ma ciò non avviene se l’uomo non capisce e non smonta certi atteggiamenti prepotenti.
Ma d’altra parte la donna è anche lei vittima di questo stato di cose e tende a barricarsi dietro comportamenti difensivi che non l’avvantaggiano.

Ed eccoci al dunque. Qualunque uomo rifletta un poco sulla sua storia sarà certamente in grado di dirti quando si è innamorato di te. Quando ha sentito quella cosa pazzesca capace di sconvolgerlo completamente e di spingerlo a fare qualunque cosa. Non si tratta del perdersi nella tua scollatura esplosiva o nel movimento sinuoso dei tuoi fianchi.
No. Quel che l’ha fatto impazzire è un semplice sguardo. Uno sguardo preciso, inequivocabile, che ogni donna produce ogni tanto, magari senza rendersene conto… Se lo sapesse che in quello sguardo è racchiuso tanto potere…
Ce l’ho chiaro davanti agli occhi.
Lei che si gira leggermente verso di te, con il capo appena inclinato di lato, un lieve sommovimento nei capelli, e ti dice con gli occhi qualcosa tipo: “Tu sei dentro il mio cerchio della vita”. Cavolo, mi rendo conto che ho usato le parole del film “Caro ti presento i miei”. Quello con Robert de Niro che fa l’ex agente della Cia paranoide. Possiamo usare altri termini: “tu sei della mia famiglia”, “tu hai la chiave per entrare nella mia casa”. Mettici le parole che preferisci, l’importante è capirsi.
Una simile domanda di “essere parte di” esiste veramente nel centro della testa dei maschi. Si chiama senso di appartenenza ed è qualche cosa di potentissimo per tutti ma centrale per il maschio.
La donna non ha bisogno di appartenere al un cerchio della vita del marito. La donna ha il suo. La donna cerca chi sappia vigilare i confini del cerchio e sappia riempirlo di cose buone.
Certo la donna impazzisce se si sente esclusa da qualche cosa… ma in modo diverso: non sopporta quando non si sente riconosciuta, considerata, amata, rispettata, quando si sente tradita. Ma comunque possiede lei la chiave della vita.
Solo una donna che abbia subito intense e prolungate violenze e privazioni psicologiche potrà perdere il senso di essere principio della vita.
Nessun maschio invece avrà mai questo.
La base delle psiche maschia è: “Essere forte, abile e coraggioso per ottenere la stima delle donne e l’appartenenza al loro cerchio. L’ACCOGLIENZA. Essere accolto. Questo è il parametro essenziale.
Il totem racchiuso nell’idea di penetrare.
Il dramma della cultura maschilista è proprio privare il maschio della coscienza che l’obiettivo è essere accolto, non entrare di forza. Non c’è piacere nell’entrare senza venir accolti.

Tutto il resto ne discende. La passione per le tette ad esempio… o il culto per i rapporti orali. Sicuramente pochi gesti hanno un significato maggiore in questo senso: se mi prendi in bocca è chiaro che mi accetti e mi accogli…
Ovviamente in pratica questo può non essere vero ma l’archetipo è questo.

La donna a volte è incazzosa. Alza la voce, diventa ripetitiva come un timbro, fino allo sfinimento.
Si tratta di un comportamento che discende dalla mancanza di autostima.
La donna usa una metodologia sostanzialmente maschile, rinunciando all’arte magica che risiede nella capacità di accoglienza.
Se non chiudi il frigorifero la donna s’imbestialisce perché vede in questo il non rispetto per la casa, il suo luogo.
Ma non funziona: proprio perché in presenza di un comportamento maschil, antagonista, il maschio tende a reagire praticando l’amnesia. Non può accettare di aver sposato un maschio, si sente una criptochecca!

Cara femmina, prova invece a sorprenderlo con un gesto di complicità quando, per errore, riesce a chiudere il frigorifero.
Usa quello sguardo: è magico.
Per approfondire questo discorso consiglio a tutte la lettura dei deliziosi romanzi della prima investigatrice privata del Botzwana (“Le lacrime della giraffa”, “Morale e belle ragazze”). La signora (di corporatura tradizionale) mette in atto una straordinaria strategia per indurre il suo uomo a fare quel che lei desidera senza che lui se ne accorga sentendosi umiliato. E a noi uomini piace questo.
Quando invece di un’azione semplice (“Chiudi il frigorifero!”), c’è di mezzo qualche cosa che riguarda i desideri intimi, la donna si intimidisce e, inspiegabilmente, divente riottosa a parlare, pensa:”Se mi ama capirà” e non dice esattamente quel che desidera. Sarebbe più semplice se essa, non chiedendo direttamente, trovasse il momento giusto per descrivere positivamente, nei dettagli, un’azione che la soddisfala o una sua fantasia! E’ così facile se inclini leggermente il capo…
Sì perché spesso il maschio non produce i comportamenti giusti non per pigrizia o malanimo ma solo perché non ha capito, non ha focalizzato.
Diglielo.
Ricordandoti che però questo piccolo essere è sempre spaventato dall’idea di essere inadatto, di veder defraudato il suo ruolo di coraggioso difensore.
Ad esempio il maschio, di fronte a una profferta sessuale diretta, in realtà si spaventa. A parole i maschi magnificano le donne che ti saltano addosso. In realtà ne hanno terrore.
Se togli al maschio la soddisfazione di essere lui attivo lo disorienti. E questo è male, provoca effetti contrari a quelli che desideri.
Provocare il maschio significa invece fargli capire che è giunto il momento nel quale tu sei conquistabile, se si impegna.
Gli devi comunque dare un segnale doppio, è questo che lo galvanizza: ”In questo momento potrei anche fare cose turche con te ma ancora non sono sicura che tu sia il mio Turco…”
Attenzione: non sto proponendo una serie di atteggiamenti falsi e costruiti.
Questo è il gioco naturale e spontaneo tra maschi e femmine. Questi linguaggi sono innati. Quel che noi facciamo è reprimerli, deviarli. Si tratta di riscoprirli. E comprendere che il gioco è di per sé legato al divertimento e allo stupore che il falso produce: “Giochiamo al dottore?”. E’ chiaro che non è vero che io sono il dottore. Ma il divertimento sta proprio lì.
Rifiutarsi di giocare perché il gioco contiene la bugia vuol dire rinunciare al grande mistero del divertimento.
Ora chiedo se questo discorso ti convince.
Ma chiedo alle donne di ripagare il mio sforzo di sincerità svelando qual è l’emozione che le scatena.

J.Fo



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domenica 11 marzo 2007 - ore 11:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")




A.Warhol

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domenica 11 marzo 2007 - ore 10:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Scelsi un film che dalla critica sembrava carino invece era una "palla".

troppo destroyed ora mi metto a correggere, 280 scritti. ahhhhhh

che poi da lun c’è il delirio....


va beh ammetto le mie debolezze, anche oggi niente teatro. forse non è passione o forse sono troppe cose che mi rendono stanca... devo lavorare, preparare tesine, ho frequenza tutti i giorni a Marghera, (!!!!).Almeno mi libero del traffico insano di Pd e dei deliri dei viaggiatori. E dei fighetti.
Ritornerò ai ritmi lenti del Signor treno ....




p.s. ho fregiato la darling twingo per il suo ritorno di un nuovo "decoro": due farfalle fatte di calze e lana....fanno molto prima-------vera


p.s.s. perchè gli amici "cazz.." hippies che ho siorganizzano sempre troppo tardi...eh loro vivno nel mondo del "poi" quindi le 3 o le 4 o le 5 del pomeriggio vanno uguale...non tengono conto degli spostamenti delle cose che magari uno ha dafare...loro vivono alla giornata.
volevo essere a Ve today!!! ho ribisogno dei miei centri sociali...dei miei amici hippies....

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sabato 10 marzo 2007 - ore 14:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


la mia cucciola è tornata dalla mamma.

oggi niente corso di teatro perchè misono ricordata iesera che avevo il turno all’ equo...

men peggio. sperimo non venganessuno a fare liste di nozze!.

ormai ho compratoun quaderno e l’ho adibito ad agendina... massa robe. mi sono arresa all’agendina. però è home made.


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venerdì 9 marzo 2007 - ore 21:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


uhmmm giornata idiota sisss

pizzzza...

troppo stanca...sarei andata volenteri al pio x asentire il concerto di musica elettronica....di un messicano....vah beh mi racconteranno...

mah vah beh domani si lavora...e poi...

Troppo stanca per pensare
FORSE ero al punto di CAPIRCI QUALCOSA
non so più parlare
forse è perché non ho niente da dire
Non volermi male

Quante cose per le mani
in questo inspiegabile GROVIGLIO DI INTENTI
Reggo con fatica
le orrende e infondate accuse di ieri

Non volermi male

Certe volte l’importante è vedersi più belli
Quanto basta per sentire che il mondo è vicino
e non è perfetto

Ammaliante percezione ...
la notte conserva preziosi consigli
Non so più domare
gli istinti repressi da logiche incerte

Non volermi male

Certe volte l’importante è vedersi più belli
Quanto basta per sentire che il mondo è vicino
e non è perfetto


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venerdì 9 marzo 2007 - ore 13:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La psicologia della macchina:

Da qualchè dì la mia vecchia povera twingo sta affrontando dei giorni di degenza presso il mio medico di fiducia per cui usurpo la Peugeot della mummy.
mi sovvenne di costatare che il rispetto delle macchine altrui è cresciuto notevolmente nel labirinto stradale da quando ad affrontare le strade non sono più gli occhietti tondi tondi, intellettuali e un po’ curiosi della twingo, bensì quelli un pochino più famelici e solidi della peugeot.
A buon intenditor...Topa ritorna dalla mamma!

Narciso parole di burro
si sciolgono sotto l’alito della passione
Narciso trasparenza e mistero
cospargimi di olio alle mandorle e vanità modellami…

Raccontami le storie che ami inventare spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami inventami
dammi un’altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità

Narciso parole di burro
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni
Narciso sublime apparenza
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità ispirami.

Raccontami le storie che ami inventare spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami inventami
dammi un’altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità

Conquistami


eh i Narcisidiuna vota non ci sono più.



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