![]() |
|
|
![]() |
|
sizan, 24 anni spritzina di Pd CHE FACCIO? siss, ctg, ecc Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: JohnTrent Vitto Miknesiac Saltatempo il_poetO MrsTrent Mercutio bgirl Jighen turkish Darden emilie tanardo mrspritz Thelma distante darkevil mist daunt kais momo markoski molectra tobor Alex1980PD blueyes81 laAlice BourbonSt Killercoke Sabry8 erny83 BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
domenica 27 febbraio 2005 - ore 16:28 Tubi digerenti In questo momento un crostino da asporto sta ancora navigando felice nel mio intestino crasso. E' come avere un iceberg incagliato sulla bocca dello stomaco. Ma io lo saprò affogare con un bel po' di zucchero e limone disciolti in un bollente canarino! E' molto importante lubrificare spesso i propri ingranaggi, i tubi digerenti...e ringrazio Mrs Trent per avermi passato la ricetta! C'è chi ha problemi al colon, chi al fegato, chi all'appendice, chi al retto: insomma, un sacco di gente che conosco soffre di disturbi allo stomaco. C'è un'epidemia di gente che si stressa e somatizza. E io devo assolutamente trovare il modo di strozzare quel verme solitario che fa i buchi nello stomaco di tutte queste persone...perchè non se ne può più delle loro lamentele! Quasi quasi ora vado dai cinesi e ordino un cane fritto, che sia abbastnza incazzato: così ci penserà lui a sbranare i nostri vermi intestinali! Ed ecco che solo a pensarlo già sento che il mal di stomaco passa... Evviva i cani fritti! LEGGI I COMMENTI (19) - PERMALINK martedì 22 febbraio 2005 - ore 00:13 Donna al volante. Un detto pratico e maschilista vorrebbe che il titolo del mio post continuasse con una rima. Ma io in questo caso dico di no: dico che non sempre hanno ragione i proverbi. Però molto spesso ce l'hanno. Ad esempio il mio proverbio-guida per iniziare la settimana era: "Aiutati che il ciel t'aiuta!" E sta mattina mi sono davvero aiutata volendomi rocciosa e pronta per ricominciare a guidare. E infatti è nevicato: anche il cielo mi ha mandato il segnale! Così, piena di saggezza proverbiale e fiduciosa di essere nel giusto, ho ricominciato piano a calpestare con le ruote un tracciato bagnato di neve."Chi non risica non rosica, sizan!": è questo l'altro detto che mi ha buttato in strada. Perchè per il panico da incrocio si era bloccata tre anni fa la storia di mè, le quattro ruote e il motore. Nel mio paese inventato, in cui esistono ancora gli orchi e i sortilegi, la svolta era la maledizione operata da una fattucchiera. In quel paese un po' strano la fattucchiera seduta al mio fianco urlava come una scimmia urlante che non voleva insegnare a viaggiare alle sensitive con un senso del pericolo al contrario: che si guardano alle spalle per non vedere le strade che hanno davanti. Lei lanciava il malocchio a chi, nel bel mezzo di un incrocio, si volta indietro, si ferma e decide di scendere...e tanti cari saluti a tutti! Però la strega del "Volante d'oro" era un'ingenua: non sapeva che per risalire sopra un motore e rompere il blocco dell'incantesimo mi bastava semplicemente aspettare tre anni, un po' di neve, febbraio. Ma che devo fare di fronte agli incroci, dove la mi fuga è a schizzo? E' necessario che qualcuno mi riveli anche quell'arcano... LEGGI I COMMENTI (17) - PERMALINK venerdì 18 febbraio 2005 - ore 12:01 Foto esistenziali Sta mattina ho guardato foto. Le foto recenti non mi stupiscono mai. Atteggiamenti e facce fotografate da poco mi dicono che non ci può essere nessun cambiamento da osservare. Se c'è il distacco del tempo allora la foto si fa interessante: riscopri particolari che non ricordavi, o che non avevi mai notato alla luce di molto tempo prima. Così, per non guardare in faccia a un presente che in una giornata malata di noia non mi stupisce abbastanza, ho rimesso le foto nuove nel cassetto. Vorrei imparare quell'arte di fare foto che sembrino vive. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 15 febbraio 2005 - ore 10:46 riti di passaggio Siamo sempre di passaggio. Ieri ho superato un esame, e dopo averlo passato, mi sono accorta che non era un traguardo. Non è neanche un punto da dove cominciare. Però mi dicono che sono passata, e allora da qualche parte andrò. Diciassette anni ripassati su libri, regalano un'aria da gran saccentona come a dire "io ne so tante, tu sei mona!"(...) Per festeggiare il passaggio gli amici volevano farmi ingoiare le feci: ho letto un porno, ho toccato culi, per scongiurare i tempi (economicamente) duri. I riti di passaggio mi piacciono sempre: mi fanno ricordare che discendiamo dalle scimmie. Le scimmie non in gabbia possono arrampicarsi sugli alberi per vedere più lontano. E l'importante è non incastrarsi sui rami! "Sveglia sizan! C'è ben altro da incastrare"... anche questo me l'hanno scritto sul papiro! p.s. Bella festa, bella gente, bella scimmia! LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK lunedì 7 febbraio 2005 - ore 22:03 Compiti per casa Oggi scrivo sotto costrizione del pubblico. Non bisognerebbe mai fare una cosa contro voglia. Nè imporsi delle scadenze per riaggiornare. Ho cominciato a sei anni a tenere un diario pubblico dei miei pensieri segreti. Per costrizione della maestra ho scritto molte frasi: "Mi piace molto andare a scuola solo se prendo bei voti". Il Voto della maestra fu una stellina. Il significato della stellina era: "Brava, hai ragione!" Ma ogni volta che qualcuno era d'accordo con me avevo la sensazione di avere torto. E se il carattere dell'uomo è il suo destino, il mio destino sarà quello di sentirmi sempre in disaccordo con mè stessa. Però tra una settimana ho finito di andare a scuola. Allora oggi lo scrivo nel blog e mi autoconvinco che non mi è mai piaciuto prendere stelline, che non è mai stato così. In realtà sono proprio stanca di restare rinchiusa alla fac: spero di uscire e di andarmi a contare le stelle. Intanto, per questa settimana, me ne starò ancora a casa a lavorare sulla trasformazione pino-libro e libro-fucile. LEGGI I COMMENTI (19) - PERMALINK martedì 1 febbraio 2005 - ore 22:29 Non ho più il pino Oggi mi hanno segato il pino. Mi rimane solo un suo ramo, che vorrei tenere in camera: ma prima che marcisca ho pensato di scavargli il posto. Così ho passato la giornata in giardino a parlare col ramo...poi mi sono fermata in un punto e gli ho chiesto: "Qui vuoi?" Domani non vorrei e invece lo devo già rimpiazzare: andrò in cimitero in cerca di un cipresso da piantare. Se no non riesco a studiare. Quel tronco di un pino, facendomi ombra, mi isolava dagli sguardi del vicinato. Come posso concentrarmi adesso che so di essere vista da tutti? La mia dirimpettaia oggi, da quanto si sporgeva con lo sguardo, stava per cadere giù dalla finestra. Alla quarta volta le ho fatto un cenno di saluto: lo ha ricambiato ma è rimasta sempre con lo sguardo fisso appoggiata al balcone. Anche se dovrei essere contenta di darle l'ispirazione per la sua giornata, io invece sono molto irritata perchè quando studio sono pudica: non amo gli sguardi indiscreti. E poi c'è il rumore della strada che mi sconcentra. L' albero si ascoltava il casino senza parlare. E poi lo respirava per mè. Lo hanno tagliato solo perchè viaggiava troppo in alto: puntava ai fili della corrente. Lo hanno tagliato perchè voleva vincere la forza di gravità. Lo hanno tagliato perchè era una bella creatura spinta da una forza di eleganza. Senza di lui tentare di studiare non ha più alcun senso per me. LEGGI I COMMENTI (24) - PERMALINK giovedì 27 gennaio 2005 - ore 18:47 Anniversario di una partenza Tra 17 giorni scatta l'anniversario di una partenza, che per la precisione era mia. Le date sono sempre servite a far star male qualcuno: e più di tutti ci resta male chi si ricorda che scorda le cose. Ma chissà perchè io invece me le ricordo sempre...magari un po' troppo in anticipo! Oggi pomeriggio la paranoia del giorno mi porta a fare un viaggio mentale indietro nel tempo. Mi riadatto seduta-stante allo spazio-tempo francese e alle voci dei compagni di viaggio. Il cielo di Parigi me lo vedo col sole: oggi non c'è neanche una nube. Tutti sorridono per le rues, tutti mi salutano in perfetto francese. Ricordo proprio così la mia prima settimana lassù...così gaia e spensierata(...), così perfettamente ambientata! Non ricordo di essermi MAI persa in metrò: a causa, è ovvio, del mio strepitoso senso dell'orientamento... Se tutto quello che ho scritto finora suona di strano e di riinventato è perchè spesso tendo a cambiare il passato a mio uso e consumo: a voler ricordare solo quello che voglio. MA oggi voglio chiamare le cose col nome: dire bianco se è bianco, e nero se nero. Se no è grigio: ed è la nebbia che confonde i contorni al ricordo. E allora oggi sono sincera e salvo Parigi e non il suo clima: il tempo era nero, la città bianca. Ricordo i residenti francesi e ricordo studenti, ricordo immigrati: i primi erano neri, i secondi e i terzi bianchi(e non in senso letterale!). Salvo il divertimento allo stato puro, nascondino giocato dentro al metrò. Ma non i momenti di vuoto nero passati in metrò. Salvo la gente che mi ha dato qualcosa, che mi ha offerto un pranzo... e a morte gli scrocconi! Salvo le amiche e gli amici di pochi mesi. Butto nel cesso gli stronzi, uno stronzo di pochi mesi. A dirla tutta il mio ricordo rimane sempre grigio. Ma perchè alcune persone(e non necessariamente sono i vecchi...)parlano sempre al passato? Naturalmente perchè sono sagge.Perchè io sono come loro? La risposta mi sembra scontata. p.s. Voglio giocare a nascondino! LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK sabato 22 gennaio 2005 - ore 00:41 La prima regola del Blog La prima regola del Blog è: non si parla mai del Blog.(cfr. Jighen' s home).Io vorrei tanto rispettare quella legge. Ma le regole sono state inventate per poter essere infrante: chi prima chi poi, alla fine dovremo rassegnarci tutti... Qualche giorno fa ho sentito per caso una trasmissione radio in cui si parlava di blogs e si infrangeva la regola. Si diceva che i blogs sono la forma vincente di comunicazione tra i giovani sotto i cinquanta, che col blog si riesce a veramente a parlare, si diceva che è il modo moderno di s-cambiare le idee, si diceva che col web-log nasce per tutti la possibilità di pubblicarsi le frasi a gratis. Sono pienamente d'accordo solo con quell'ultima frase che ho detto. Per il resto non so: comunicare vuol dire dire qualcosa. Ma se comunicare fosse dire che mi piace o non mi piace una cosa, che penso o non penso qualcosa, che faccio o non faccio una cosa, ci sarebbe sempre comunicazione e scambio di idee con chiunque, per la strada parleremmo sempre con tutti e non ci sentiremmo mai soli. Ah, poi si diceva anche che il tipico blogger è un tipo molto egocentrico. Per come la vedo io questo non è per niente falso: tutti pensiamo molto a noi stessi, io inizio sempre le frasi con io. Ma per come la vedo io, iniziare una frase con io è rispettare lo spazio degli altri, è non invadere uno spazio in cui tu non puoi entrare, perchè nessuno te lo ha chiesto. Ed è questo che mi piace del tipico blogger: la discrezione con cui si fa i fatti propri, quando si legge,in silenzio, quelli degli altri. LEGGI I COMMENTI (20) - PERMALINK martedì 18 gennaio 2005 - ore 23:53 Sta sera, io, me, la neve e i bus Sta sera ci sono quasi trecento connessi su spritz.it: la neve di certo ha scombinato i piani di molte persone. Eppure io non mi sento affatto scombinata. Non ci capisco molto di quello che dico, ma vi assicuro che il poter condividere virtualmente una serata di neve con tanti amiconi virtuali, mi mette allegria. Che emozione...quasi non ci sto nella pelle! E per festeggiare questo simpatico momento, per coerenza ho pensato di dedicare il mio simpatico post ai simpatici bus: Sta sera, io, me, la neve e i bus. Oggi ho ripreso il bus, perchè in bici non ci potevo andare: per il fenomeno dell'acquaplaning, sinonimo di neve per la strada. Credo che sia molto più saggio essere condotti in fosso da qualcun altro: ti evita di assumertene la responsabilità! E' bello guardare la neve seduta in un bus. In autobus ci ho passato l'adolescenza. Lì dentro ho imparato ad sorbirmi le lagne delle vecchie e a non urtare con lo zaino la suscettibilità delle donne in carriera. Lì dentro ho cominciato ad apprezzare il diverso e a capire che le minoranze etniche sono molto numerose in Italia. A cercare di sentire le storie delle quindicenni in calore, che urlano in faccia agli altri i loro ormoni. In autobus guardo la neve perchè io ho molta confidenza col bianco: il bianco mi spalanca gli occhi. E soprattutto il bianco mi allinea i pensieri... LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 12 gennaio 2005 - ore 09:04 delirio da sogno Ricordiamo solo gli incubi e cancelliamo i sogni. Di solito le parole che riposano mi si consuamano dormendo. E invece sta mattina mi sono svegliata che mi ricordavo un sogno. In realtà me lo sono inventato. Tutte le cose più belle me le sono sempre inventate... Ma le parole sono fin troppo fallimentari, sono molto deludenti. E così io, per non deludere nessuno(...), ho pensato di non raccontarmelo. Non ho mai avuto problemi a dormire. Però ho sempre avuto il trauma da risveglio. Credo che questo capiti un po'a tutti, anche ai migliori. Ma quasi nessuno (neppure i migliori), conosce la tecnica del risveglio indolore: quell'arte, che mai prima d'ora era stata resa nota al grande pubblico, l' ho inventata io alle elementari! Sì, lo so: sono sempre stata una "stratega". E va detto con la e aperta... Ma veniamo a questo stratagemma(che NON PER VANTARMI, ma potrebbe benissimo averlo elaborato la mente di un genio). Esso consiste principalmente nel prendere tempo: è fondato sull'indugio, sul riuscire a mantenersi a lungo in quello stato dormiveglioso che rende possibile l' incontro del sogno e della veglia. Ma oltre a questa capacità per riuscire sono indispensabili altre due doti: memoria e fantasia. Si diceva che ricordiamo più facilmente gli incubi. Bisogna andare a ripescare l'incubo più bello della notte stessa e poi ripercorrerlo mentalmente a mente semisveglia. Il trucco è tenere a memoria il salvabile. Perchè anche negli incubi peggiori di solito c'è una parte salvabile...il brivido della paura in fondo è una bella emozione, o almeno è un'emozione! A questo punto viene il meglio della mia inventiva. Cambio, nella storia del sogno, i dettagli che non mi soddisfano, e me ne invento di più appropriati. Alle elementari cambiavo il finale degli incubi: li facevo finire bene, mentre aspettavo che mia mamma mi buttasse giù dal letto, perchè era tardi, avevo indugiato troppo a letto e facevo tardi a scuola. Quello era il mio segreto. Quello è ancora il mio segreto. E un segreto è una cosa da dire a tutti, ma a bassa voce... P.S. Domani mi tolgono due denti del giudizio. (P.P.S: ore 23.58. Domani ho deciso che dal dentista non ci vado più: domani non ho voglia di aver male. Domani sarà una bella giornata... io lo SPERO!) LEGGI I COMMENTI (19) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
|||