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Spruatz
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yepaaaahhhhh!
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ORA VORREI TANTO...
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PARANOIE
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MERAVIGLIE
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venerdì 27 agosto 2004
ore 12:14 (categoria:
"Pensieri")
Momenti di gloria
Di ritorno dalla Sardegna, all’aeroporto di Venezia, mi sono imbattuto in una piccola delegazione di atleti che tornavano dall’Olimpiade di Atene. Tra questi c’era anche Rossano Galtarossa che ha conquistato il bronzo nel canottaggio. Rossano lo conosco da parecchio tempo ed è uno di quei personaggi che più stimo perché nonostante le tre medaglie olimpiche (anche un’oro a Sidney 2000), non si è mai montato la testa, anzi, è sempre rimasto con la sua umiltà e simpatia che lo contraddistinguono. Mentre aspettavamo i bagagli abbiamo scambiato quattro chicchiere sull’Olimpiade. Poi, visto che la mia valigia era già arrivata, mi sono recato verso l’uscita. Ignoravo il fatto che ci fosse un capannello di persone che aspettavano gli atleti con striscioni, fischietti e trombe da stadio. La mia mise era la seguente: ciabattine da spiaggia, bermuda grigie e polo azzurra con bordini bianchi, borsone a tracolla. Con la mestrina al mio fianco mi avvicinavo alla porta scorrevole dell’uscita. Due passi, l’infrarosso fa scattare il meccanismo, si apre, attimo di silenzio e poi… e poi… il delirio!!!!! Trombette, urla, appalusi. Io mi giro e non avevo nessuno dietro, non capisco, mi rigiro, niente, il nulla. La mestrina, moto più perspicace di me secondo me ti hanno scambiato per un atleta per via della maglietta. Boia, mi sa che ha ragione! Questi urlano, inneggiano, schiamazzano, applaudono e io tengo la faccia da mona? Ma non sia mai! Viviamo questo piccolo momento di gioia! Allora inizio ad alzare le braccia, saluto, mando baci a tutti. E loro si infervorano ancora di più. Immagino cosa dev’essere vincere una medaglia… Poi, siccome lo scherzo è bello se dura poco, a gran voce urlo Eccomi! Sono la medaglia d’oro delle pastasciutte!!! dando un po’ di schiaffoni al mio panzone. Risata generale (per fortuna) e mio momento di gloria. Tra la folla in attesa c’era anche Tommy Vee (me lo immaginavo più alto e muscoloso, invece è basso e magretto) che riconosciuto da alcune ragazzine, ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte e firmare una valanga di autografi. Che vita dura la sua.
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giovedì 26 agosto 2004
ore 09:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Succede solo dalla sgna

sgnaruz Spruatz senti, ho la lavatrice che non carica l’acqua. Ha fatto tutto il lavaggio, centrifuga compresa, sempre senza caricare l’acqua. Puoi venire a darci un’occhiata? Mi faresti un grosso favore, ormai mi sono rimaste solo le mutande rosse degli ultimi dell’anno!, Spruatz Va ben, rivo subito. Salgo le scale, mi stravacco dieci minuti sul divano, temporeggio, mi offre una Becks, guardo un po’ di Olimpiadi. Noto che una lanciatrice del giavellotto svedese assomiglia molto alla sgna. Lei sorride a denti stretti, chissà perché… Poi scendo ad affrontare il mostro lavamutande. La prima cosa che faccio, istintivamente, è pulire il filtro. Lo smonto e vado verso il lavandino a sciacquarlo. Apro il rubinetto e… ma che cazz… ma porc… ma l’acqua non esce? sgnaaaaaaa!!!! L’acqua non esce! Come mai? Hai pagato la bolletta? Vutto vedare? Controlliamo i contatori e ci accorgiamo che il papà Cec della sgna aveva chiuso l’acqua del suo appartamento al quale è attaccata la mitica lavatrice, perché era andato in ferie due giorni prima. Risata colossale! Tutto questo succede solo a casa sgna.
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giovedì 26 agosto 2004
ore 09:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lè, un tocco di classe!
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mercoledì 25 agosto 2004
ore 11:38 (categoria:
"Viaggi")
Tartarughe dispettose

Hehehehe… la Usta si è presentata all’appuntamento in barca con un corredo all’ultimo grido. Costumi da centinaia di euro della fantomatica Grigioperla (se non erro), crema da visagista delle dive e bonghi. Come suona i bonghi lei… Però un bel dì il costumino della Usta era appeso alla battagliola ad asciugare dopo un bagnetto nel quale aveva dato prova da sincronette di lunga esperienza, coadiuvata dalla ben più esperta sgnaruz e assecondata da me medesimo che mi sono stirato un polpaccio per seguire le sue istruzioni… Dicevo del prezioso costumino. Ebbene, una folata di vento lo ha fatto volare dritto in acqua durante la navigazione. La povera Ustina è riuscita solo a recuperare in volo la parte sopra del prezioso indumento, mentre gli slippini sono volati dritti in mare con zero possibilità di recuperarli. Mente urlava come una vedova siciliana, guardando le mutandine inabissarsi, si è accorta di un pacifico passaggio sul lato della Matjana di uno stupendo esemplare di tartaruga marina che la osservava con sguardo un po’ torvo perché mal sopportava gli urli e schiamazzi della smutandata. Io la tartaruga non l’ho vista perché ero sull’altra barca, la Jonathan Blue (una sorta di Love Boat…) però posso dire che sulla Matjana si abusava di alcool sotto forma di vino, rum, sambuca, grappa, amari e sigarette senza marca. Ma altri componenti dell’equipaggio mi han detto di averla vista. Si vocifera che nell’Adriatico si aggiri una sorta di tartaruga marina che nuota pacificamente con un paio di slippini made in italy del valore di un’ottantina di euro. Se qualcuno la dovesse incrociare, le faccia presente che la Usta è disposta a pagare una lauta ricompensa per ritornare in possesso dell’oggetto smarrito. Così sia.
direttamente dal blog della sgnaruz su oizaps Ore 12.00: lezione di nuoto sincronizzato
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martedì 24 agosto 2004
ore 11:51 (categoria:
"Viaggi")
Questa mi ha fatto morire! Ci sono Angelino e la Ines accoccolati sulla tuga della barca sotto il sacco a pelo. Lui è un trentatreenne scapestrato, lei una ventunenne molto bella. Stanno facendo a gara nel chi vede più stelle cadenti. Il punteggio è in parità, tre contro tre. Ma ecco che Angelino vede una quarta stella e passa in vantaggio. La Ines ”Noooo, non è giusto, la volevo vedere anch’io! Prrrrr….” e Angelino ”Non ti preoccupare. C’eri anche tu nel desiderio.” Hahahahahaha, grande Angelì!
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martedì 24 agosto 2004
ore 11:07 (categoria:
"Viaggi")
Non sarà un'avventura
Siamo a Boszawa, un isolotto croato (Cristo si è fermato a Boszawa, ne sono convinto). Arriviamo verso sera e raccattiamo l’ultimo posto libero per le nostre barche, la Jonathan Blue e la Matjana. L’unica doccia è a gettone e per di più fredda. Maledizione… Scendiamo alla ricerca di un ristorantino dove poter mangiare pesce. Lo troviamo. Un ristorante con una griglia per il pesce ai ferri che in dimensioni non supera quella di casa mia. Fa niente, in qualche maniera riusciamo a mangiare. Ci portano del malvasia al metanolo che mi annebbia la vista e la mente, poi ci ammazzano con un grappa a sessanta gradi che solo io riesco a finire. Che dite? Facciamo una passeggiata digestiva per questo ameno paese? Come al solito mi ritrovo con la sgnaruz e pochi altri. Il resto della crew decide di tornare in barca a rimirar le stelle. Passeggiamo per le viuzze, non c’è anima viva a parte una colonia di gatti e un gruppetto di croati sbronzi che ride al nostro passaggio. Fottetevi. La chiesa è spettrale, ma ancora di più lo sono gli orti davanti alle case. Poi una villa attira la nostra attenzione ed è la fotocopia di quella del film Psycho. C’è una persona affacciata sul terrazzo che si nasconde al nostro passaggio. Facciamo finta di nulla. Giriamo l’angolo e lei rispunta a spiarci, io la riguardo e lei si ritrae. Molto inquietante… Decidiamo di tornare verso la barca e fra le vie passiamo davanti ad un fornaio che è già all’opera. Vediamo se per caso ci vende i krafen come a Jesolo. Ci dice qualcosa in modo molto sgarbato e ci manda via. Fottiti. Notiamo una specie di yacht battente bandiera americana che sembra un cacciatorpediniere riadattato a barca per le vacanze. Bruttissimo, grigio, schifoso. E in quel porticciolo c’è una puzza di fogna che ti secca il respiro, sembra quasi di respirare del gas. Io sono abbastanza ubriaco e guadagno a fatica la mia cuccetta nella cabina di poppa. Fin qui tutto sommato è andata bene. La notte si inoltra. Toto e lo skipper trentino sono in dinette che russano come putti. Cari, che bello vederli così accoccolati. Il sonno regna sovrano. Ma ad un certo punto un urlo disumano e terrificante ci fa svegliare di soprassalto. Come si dice dalle mie parti la più dura era come l’olio. L’urlo è stato di Toto, sembra che sia stato aggredito nel sonno da alcuni malintenzionati. Ha sentito i passi arrivare verso di lui e poi, dopo l’urlo, sono fuggiti. Lo skipper trentino è in arresto cardiaco dallo spavento, nonostante ciò rincuora Toto e gli dice che va tutto bene, che è solo un brutto sogno. Lo Spillo e consorte si chiudono terrorizzati in cabina e aspettano gli eventi. Le due ragazze nella cabina coi letti a castello tentano di farsi coraggio l’una con l’altra, addirittura tentano di sorridere con le barzellette della Settimana Enigmistica, ma niente da fare, hanno le palpitazioni da menopausa e credo che abbiano definitivamente perso il latte. Nella cabina di prua c’è il fratello della sgna con la morosa, lei è già svenuta e rinvenuta tre volte, lui risolve il caso con un laconico “sono i guaglioni che stanno scherzando”. E nella mia cabina? La mestrina si esibisce in un salto carpiato con avvitamento antiorario e atterragio perfetto, roba da medaglia alle olimpiadi. Mi prende il braccio affondando le unghie nella carne. E io? Sento tutto indistintamente, pure i passi sulla tuga della barca, passi di gente che fugge. Ma non reagisco, spero solo che se ne vadano in fretta, se hanno fatto fuori Toto lo saprò solo al mattino. Gli faremo il funerale, lo bruceremo e spargeremo le ceneri nell’Adriatico. Mi rigiro e riprendo sonno istantaneamente. Nessuno ha ancora capito cos’è successo. I passi li hanno sentiti tutti. Nessuno ha visto qualcosa. Lo skipper se l’è cavata con dieci anni di vita in meno e cento capelli bianchi in più. Toto con un ematoma alla gamba come non vedevo da anni. Ma è finita bene. E se fossero stati…?
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venerdì 6 agosto 2004
ore 09:34 (categoria:
"Pensieri")
Bene, bene, bene, ultime ore di lavoro e poi si va in ferie, le tanto agognate ferie che quasi tutti noi aspettiamo come un oracolo. Devo dire che sono arrivato fin qui senza nemmeno accorgermi, sarà che sto passando un bellissimo periodo personale, fatto di situazioni che stanno evolvendo nella maniera migliore. Non che sia stato facile, mi sono messo in discussione in maniera mostruosa, però adesso ne sto raccogliendo in frutti. Fisicamente sto altrettanto bene e qui apro una parentesi per ringraziare Guglielmo che mi ha trattato in maniera seria, professionale e adeguata. A proposito Guglielmo, vedrai che supererò anche l’ultimo blocco, promesso. Ho conosciuto molti di voi, quelli che leggono i miei deliri. Wis che mi sta facendo emozionare con le sue forniture musicali e la sua principessa Neus, così carina e dolce. malice altresì detta maissia della quale porto ancora i segni sulle mie maniglie dell’amore per un innocente giro in moto, penso al povero SETH che le ha promesso un giro sul suo Garei d’epoca… EmmaBovary e Irenita, le due donne in simbiosi che in questo momento invidio da morire perché si trovano in quell’amena terra chiamata Australia. RED76 lo conoscevo già, ma solo di vista, abbiamo fatto amicizia davanti ad un calice di Champagne (offerto da lui perché è un gran sborone ) e devo dire che abbiamo molti interessi in comune hehehe. Vampina, anche se per solo dieci minuti, ma che mi sono bastati per apprezzare puntini, puntini, puntini. momo, e chi non conosce momo? L’uomo che a soli ventisei (o ventisette?) anni ha già vissuto quattro vite, bevuto birra per sette e mangiato sbrodeghi da Bepi per otto. L’unico appunto che gli posso fare è che si ostina ad ascoltare quel fantomatico rocker che non riesco a mandar giù. Per il resto scrive dei post molto belli e di musica ne sa più di tutti noi messi insieme (p.s. che mi dici dei Disfunzione? hehehe). luce.. la mia cameriera preferita, anche se ha un po’ perso la vena scrittoria che mi piaceva tanto. Speriamo che la recuperi e speriamo di poter andare nel suo locale a bere una pinta di Guinness. Ma quella che non sono riuscito a conoscere, per svariati motivi (veri e falsi) è lei… MOKI. A volte dubito che esista realmente. Pare che sappia tutti i miei impegni e spostamenti, nel senso che mi dice guarda stasera sono qui, se vuoi… oppure domani vado là, se vuoi… e io c’ho sempre qualche impegno inderogabile che mi impedisce il contatto. Lei è quella che lancia il sasso e nasconde la mano. Chi l’ha vista o conosciuta per favore batta un colpo, mi dia delle certezze, esiste veramente? E poi, a si, dimenticavo D17 che ho conosciuto ad un concerto del mio gruppo preferito, gli Estra. Ottimo bevitore di birra, ottimo cervello, grande scrittore. Peccato abbia abbandonato il blog, ma ha promesso che tornerà. Speriamo. Bene, chiedo venia se mi sono scordato di qualcuno, ieri sera ho festeggiato ben due compleanni e sono ancora un po’ straviato. Tanto oggi è l’ultimo giorno, ve l’avevo già detto? E domani mi imbarco con la sgnaruz in barca a vela per una vacanza da urlo in Croazia. Ciao a tutti e buone ferie anche a voi!
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venerdì 30 luglio 2004
ore 09:37 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Bello l’incontro con Giulio Casale di ieri sera. Eravamo in una chiesa sconsacrata, la chiesa di S.Eufemia lungo l’argine del Brenta, ad Altichiero. Lì stanno allestendo il Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano, non so come verrà fuori perché è ancora tutto in altomare. Quello che ho visto è che i restauri sono a buon punto, sono stati recuperati gli affreschi e adesso scintillano magicamente con dei bellissimi colori. Sulla carta doveva essere un concerto chitarra voce dedicato a Giorgio Gaber, in realtà è stato qualcosa che non mi aspettavo, con il pubblico che faceva domande e Giulio che rispondeva. Ha detto delle cose molto interessanti, cose che hanno confermato anche il mio pensiero. Una su tutte il fatto che la creatività musicale è in profonda crisi, tutti copiano tutti e non c’è nulla di nuovo. Ecco che allora andiamo a riascoltare e riscoprire le vecchie produzioni. Giulio ad esempio ha rispolverato Morissey. Io sto riascoltando molto i Cure e i gruppi rock italiani di una decina di anni fa. Poi ha parlato del difficile rapporto con i produttori che ascoltando le sue canzoni gli dicono bello, ma non potresti fare qualcosa di più banale e commerciale per il grande pubblico? e lui ma io mica faccio elettrodomestici!. Abbiamo sorriso, ma in fondo è una triste realtà. Crediamo di scegliere ed ascoltare quello che ci piace, in realtà facciamo parte di un pollaio e veniamo nutriti con l’imbuto. Se vuoi essere notato e diventare famoso devi andare da Fiorello, non prima di aver stravolto la tua essenza di cantautore e adeguarti alla scena. Se invece resterai coerente al tuo genio e al tuo modo di intendere la musica, morirai lentamente. Il mio pensiero va a molti cantautori, ma ad uno in particolare, uno che muove migliaia e migliaia di persone, uno che si può avvalere di musicisti impressionanti, i migliori in assoluto, uno che ha fatto della trasgressione il suo cavallo di battaglia, uno che non fa una bella canzone da almeno dieci anni. Eppure e lì, osannato, adorato e sopravvalutato. E quanta gente c’è che si nutre di lui con l’imbuto? E poi ce ne sono altri che nonostante non siano mai sotto i riflettori televisivi e la trasgressione non sanno nemmeno dove sta di casa, riempiono i teatri e fanno emozionare chi li sta ad ascoltare, senza isterismi ed esagerazioni. Non sarò popolare, ma questi sono i veri geni della musica. Cerchiamo di andare oltre a quello che stiamo ascoltando. Cerchiamo di capire il valore aggiunto dall’artista e non quello della casa di produzione. Che post impopolare che sto scrivendo, ho un bel coraggio. Però ieri sera mi sono sentito in mezzo agli amici. Abbiamo finito con sopressa, vino e panbiscotto e Giulio era lì in mezzo a noi, come noi, con la sua timidezza che lo contraddistingue da sempre e con quel suo genio che porta dentro. Non so se diventerà famoso, sarà difficile, però mi ricorderò di questi momenti.

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giovedì 29 luglio 2004
ore 10:04 (categoria:
"Pensieri")
Ieri sera sono rincasato molto tardi dal lavoro, causa riunione dell’ultimo secondo. Il capo se ne va in ferie e lascia i casini a noi poveri sottoposti. Fa niente, risolveremo anche questa. Ho cucinato un ottimo polletto alla diavola ai ferri e poi mi sono messo sul divano a fare zapping. Naturalmente mi sarei sparato sugli zebedei per la desolazione della programmazione estiva. Vabbè, resito ancora poco, poi andrò a farmi una birretta allo Sherwood e nell’occasione conoscerò la fantomatica MOKI, visto che sarà li anche lei. Poi, visto che ho un po’ di tempo, decido di fare yoga. Preparo il tappetino e scelgo un incenso. Scelgo quello originale tibetano, addirittura senza supporto ligneo, lo devo sostenere con del pongo rubato alla bambina che mi abita sopra perché è talmente grosso che i miei portaincensi non lo reggono. Lo accendo e mi stendo sul divano a fare un po’ di respirazione. Ha un aroma che è stranissimo, non assomiglia all’incenso a cui sono abituato, non assomiglia a nulla da me conosciuto. Faccio uno due respiri e improvvisamente mi addormento come un sasso. Inizio a sognare. Mi vedo in un deserto, nella mia immaginazione sembra il deserto dei tartari, con le immagini sfuocate dal sole. E poi mi ritrovo a galoppare su un cavallino che corre ad una velocità furiosa. Devo tenere gli occhi socchiusi perché nell’aria c’è polvere e il cavallino è furioso. Poi mi guardo e sono vestito come un cacciatore della Mongolia. Che eleganza, che scomodità. La giubba è arancione con dei bottoni dorati e i pantaloni sono a zuava. Porto degli stivaloni a punta e ho un copricapo a cono. Pure i baffi! E galoppo come un pazzo! Chissà dove sto andando. Il bello della faccenda è che questa cosa mi è già successa, stessa situazione, stesso incenso. Ma non ci avevo dato peso, ora però inizio a sospettare qualcosa, ma cosa? Mi sono risvegliato che l’incenso era quasi esaurito. Era mezzanotte e la mia birretta se n’era sfumata. E vi posso assicurare che a cena avevo bevuto acqua…

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mercoledì 28 luglio 2004
ore 09:00 (categoria:
"Cinema")
Ieri sera non avevo voglia di uscire (strano ma vero) e poi c’era questo cielo che mi dava noia. In estate voglio il cielo stellato, non quella selva di nuvoloni minacciosi e quell’aria che sa di pioggia scaricata chissà dove. Allora ho pensato bene di noleggiare un dvd, una cosa molto invernale, ma così era il mio volere. Ho visto Almost Famous che in Italia abbiamo tradotto in Quasi Famosi del regista Cameron Crowe. Parla di un ragazzino di quindici anni che ha l’occasione della vita, cioè seguire la tournee di un gruppo rock in ascesa, gli Still Waters, come giornalista del Rolling Stones. Il film mi è piaciuto molto, belle musiche e attori molto bravi. Ho invidiato molto quel ragazzino soprattutto quando è stato assalito e sollazzato da tre ragazze groupies. E poi c’era lei, Kate Hudson, che mi piace assai. Per tutto il film mi tornava in mente una persona che scrive qui dentro, che all’esperienza di quel ragazzino c’è andata molto vicino. Chissà cos’avrà pensato quando ha visto questo film. Sono curioso, glielo chiederò se ci sarà l’occasione.

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