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giovedì 21 agosto 2008 - ore 21:51


"si si"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


si si mi preparo
oramai lei è arrivata
ho preparato tutto
inumidito le labbra
xkè nn le sentisse vecchie e crespe

si mi son lavatobene
tutte tutte le ferite
ora son scintillanti
visto che nn si posson cancellare...

ho preparato il disordine si si
anchequello
nn vorrei che pensasse
che aspetto solo lei solo lei

solo la musica nn è buona
ci sono io che canto
quanto
il mio bisogno di lei


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domenica 17 agosto 2008 - ore 10:37


son tornato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ci vorra’ un po’ per dire che siamo tornati
dove tornati
vuol dire
pronti per un nuovo anno
perche’ lo scorcio di 2008 sara’ come un nuovo anno
poi il 2009 speriamo abbia il passo lungo di chi è gia’ in corsa
una corsa che ci piace
una corsa adatta a noi

su radio sQualo nn facciamo mai dediche ma oggi è un giorno diverso
un po gay
percio’ dedico a Silvio famsincera
(tanto nn mi ascolta su queste frequenze)
al legame che mi unisce a questo ometto
al fatto che ovunque andro’ questo pezzo mi parlera’ d lui
ricordandomi il suo stile alla chitarra,
la sua malinconia
con un piede sospeso nel vuoto di uno strapiombo
e l’altro ben saldo sulla terra
intento a solcare un tragitto arduo.

john martyn per te e per voi...




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martedì 5 agosto 2008 - ore 14:18


in risposta a quelluomosessuale d demian che dice che nn so
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ha ammesso...
in risposta a quel frocio che dice che nn so solo per provocarmi perche’ cosi’ m spettino

1. liquid liquid - optimo
2. a certain ratio - du the du
3. television - see no evil
4. r.hell e the voivods - blank generation
5. r.hell e the voivods - Liars Beware
6. 999 - homicide
7. Siouxsie and the Banshees Hong Kong Garden
8. The Undertones - Teenage Kicks
9. The Damned - Neat Neat Neat
10. the adicts

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domenica 3 agosto 2008 - ore 19:47


editoriale estivo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualcuno è già al mare, molti altri ci andranno in agosto a passare qualche giorno di ferie.
Ferie contate, faticosissimamente strappate a un lavoro spesso disumano e alienante, a una vita dominata dalla velocità isterica, dal rumore e dagli affanni.
E, giustamente, al mare faranno i bagni, cercheranno diversivi, distrazioni, spesso sballi di una notte o di una settimana, prima di tornare al ritmo infernale delle sveglie mattutine e delle rate.
Eppure in quello stesso mare, blu o arancio a seconda degli scarichi limitrofi, molto più al largo, nel tempestoso mediterraneo, mare nostrum di romana memoria, ogni giorno, ogni notte c’è gente che affoga su zattere, barconi bucati, gommoni in disuso, tonnare lasciate al largo.
Nel solo tratto tra la costa spagnola e quella marocchina ne sono morti mille in un anno.
Altrettanti, forse molti di più, sono scomparsi tra la Libia e Lampedusa, al largo di Malta, in vista delle coste siciliane.
Sono uomini, donne, bambini, giovani ragazze, persone innocenti perseguitate dalle guerre e dalla fame dovuta alla rapina coloniale, post-coloniale ed ex coloniale. Essi fuggono da guerre, fame, persecuzioni religiose e barbarie giuridiche.
Cercano lavoro, una vita più tranquilla, un’esistenza dignitosa, di restare almeno vivi.
Ebbene l’attuale legislazione ingiusta e xenofoba li obbliga a pagare cifre incredibili a dei farabutti che li imbarcano su vuoti a perdere, li fanno arrivare laceri e nudi alla meta, spesso li uccidono in mare, purchè paganti.
Questi viaggi disperati che partono dalla costa libica verso l’Italia costano a ciascun viaggiatore quanto la traversata degli oceani in prima classe.
Per poter pagare il passaggio essi vendono le loro cose e magari se stessi, non avendo altra via d’uscita dalla morte che la fuga.
Ebbene cosa facciamo noi italiani? Li lasciamo annegare, poi cerchiamo di soccorrerli, spendiamo milioni per salvarli dalle onde, nutrirli, coprirli di coperte e spedirli in lager inutili per mesi e mesi.
In attesa di un decreto di espulsione ingiusto quanto assurdo, che arriva puntuale.

“Vada subito via! Ritorni al suo paese!”. “Ma vengo dall’Africa equatoriale e ho attraversato il deserto a piedi e il mediterraneo in gommone…”. “Si arrangi, entro quindici giorni deve lasciare l’Italia”.
Ovviamente nessuno se ne può andare. Così restano in Italia (o in Europa) dove trovano riparo e lavoro (in nero) e diventano… “clandestini”.
Non per scelta, per obbligo, per legge!
Ed ecco che la perversa idiozia govermativa e nazionale si inventa addirittura il reato (o l’aggravante che è quasi lo stesso…) di “immigrazione clandestina”.
“Non sei tornato a nuoto in Libia e a piedi nel tuo paese? Ma allora sei un criminale e meriti la gelera!”.
Questa assurdità, che condanna a morte tanta gente innocente e tutti gli altri a una clandestinità obbligatoria e pesantissima, passa per “contrasto all’immigrazione clandestina” e sembrano tutti d’accordo, destra ed (ex) sinistra, espelliamoli, blocchiamoli, pattugliamo con i carabinieri anche il Sahara (l’ultima barzelletta libica…).
Intanto il genocidio continua e costa allo Stato italiano (cioè a noi contribuenti) centinaia di milioni di euro all’anno. E dire che dall’Africa, con tutta la crisi che c’è, arrivano appena il 10 per cento degli immigrati (involontariamente) clandestini.
E allora?

Ecco, la domanda è questa: ma nessuno vede il massacro?
Nessuno si indigna per lo spreco di soldi e di vite umane?
Nessuno si domanda che senso ha condannare la gente ad essere clandestina?
Non sarebbe più pratica, umana ed economica una linea di traghetti civili tre volte a settimana? (io ci sto seriamente pensando, fatemi sapere se c’è un imprenditore, un piccolo armatore coraggioso…).
Pensate: arriverebbe gente serena, gentile, tranquilla e volenterosa, dopo aver pagato un normale biglietto.
In più sarebbe vestita, avrebbe i propri bagagli, i soldi in tasca,.
Non sarebbero subito più contenti i proprietari di alberghi e ristoranti?
Con quello che pagano alle organizzazioni crimnali per arrivare nudi (o a nuoto… o non arrivare), potrebbero pagarsi tutti il biglietto in prima classe e la pensione completa per almeno sei mesi.
Così avrebbero il tempo di trovarsi un lavoro e sarebbero tutti perfettamente identificati e identificabili…
Invece ognuno dei nuovi e innocenti ex naugfraghi, carcerati nei Centri di Accoglienza Temporanea (i famigerati CTP), ci costa (a noi poveri italiani, perché i ricchi evadono…) come due statali (o parastatali, o altro) nullafacenti. In cambio “l’assistito” (ma meglio sarebbe dire la vittima) viene chiuso in un durissimo carcere-lager e ottiene una sbobba quotidiana da topo di fogna.
Ma chi sono i veri topi? E quando finiranno davvero nelle fogne?
Mentre fate il bagno pensateci.

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sabato 2 agosto 2008 - ore 14:46


HHHHandate tutti in ferie???
(categoria: " Vita Quotidiana ")


buone vacanze allora!
almeno chi rimane lo dica..

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venerdì 1 agosto 2008 - ore 20:06


che tristezza la mia Italia: Giusy Ferreri
(categoria: " Vita Quotidiana ")






che classifiche in italia al primo posto cè giusy ...

"...seconda classificata nella prima edizione di X Factor dietro Aram Quartet, Giusy Ferreri ha uno stile davvero molto particolare, (????)
molto vicino (????!!!!!!!!)
ad Amy Winehouse con questa voce molto particolare (ancora...?????)
e coinvolgente che riesce a sconvolgere (?????)
e a render sua qualsiasi canzone lei interpreti (??????)

Non è sicuramente un caso che un artista come Tiziano Ferro abbia scritto per lei “Non ti scordar mai di me” questo nuovo brano già molto programmato nelle radio che diventa molto bello (???????)
grazie al testo ma soprattutto alla bella interpretazione di Giusy.

il testo è ripreso da www.soundsblog.it
...invece i punti domandi sono miei

soundsblog: penso tra i piu’ ignoranti e incompetenti
anche grammaticalmente
pur essendo uno dei blog musicali piu’ seguiti in Italia...

d’altronde se da noi cè Giusy Ferreri prima in classifica
c meritiamo i blog
ci meritiamo la televisione d merda e ancora seguitissima
a la sua (sotto)produzione per invertebrati

il messaggio?gradevole
..che parassiti gli italiani..

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martedì 29 luglio 2008 - ore 15:43


pregate quindi di uscire vivi da questa lettura
(categoria: " Vita Quotidiana ")


storia di sequestri e censure.
"Le associazioni dei genitori cattolici spesso mi denunciano" ricorda Vincino.
"Una volta pubblicai una vignetta in cui il Papa si alzava le sottane. Finii sotto processo a Civitavecchia.
Il mio avvocato chiese di sentire come testimone il Papa.
Mi prosciolsero all’istante.
" Nel 1994, in occasione dell’entrata in politica di Berlusconi, dopo ben dodici anni di silenzio, "Il Male" torna in edicola con un numero unico: 80.000 copie vendute in meno di una settimana.
Il 3 maggio del 1979 le edicole di tutta Italia esponevano le prime pagine di tre dei maggiori quotidiani nazionali. "Il Giorno", "Paese Sera" e "La Stampa", in edizione straordinaria, avvisavano i lettori che il capo delle Br era stato finalmente arrestato. Come accade spesso in queste vicende, si trattava di un insospettabile: Ugo Tognazzi.
Immaginate lo sgomento generale e la curiosità degli italiani che si precipitavano in edicola dopo aver sbirciato in tram il giornale di un vicino.
Si trattava naturalmente di uno scherzo, grottesco quanto perfettamente orchestrato, opera di un gruppo di pazzi che nell’Italia degli anni di piombo, come lo Yellow Submarine, inondava di colori un Paese grigio, spaventato e irrigidito.
Era la redazione del "Male", la rivista satirica che divenne celebre grazie alla sua sfrenatezza, alla sua totale libertà d’espressione e, soprattutto, alle sue modernissime incursioni mediatiche.
Responsabile di riuscitissimi falsi giornalistici (quello con Tognazzi fu un successo memorabile), questo manipolo di geniacci rappresentò un’armata Brancaleone al servizio di una nuova concezione di satira. Alla solita vignetta si sostituiva l’assalto frontale, e la comicità tradizionale cedeva il posto alle spietatezze più surreali: un’esperienza avventurosa e massacrante, ancora oggi senza eredi.
Punk senza cresta, terroristi senza pistola, gli autori del "Male" hanno dato vita a un collettivo di irripetibile forza creativa, scuotendo dal profondo i concetti più cari alla stampa tradizionale: il diritto d’autore e il comune senso del pudore.
A trent’anni di distanza, Vincino che della rivista fu fondatore e direttore ha raccolto le pagine più belle in questa antologia.
Un racconto dissacrante, un jazz bruciato dove alle impennate delle immagini si intreccia la percussione costante della sua voce piena, come sempre a ruota libera.
Avvertenza: non è bastato un trentennio a spegnere la potenza del "Male", pregate quindi di uscire vivi da questa lettura.


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domenica 27 luglio 2008 - ore 12:01


ultime 2 parole
(categoria: " Vita Quotidiana ")


peccato la mancanza d polso
ma i padroni d casa
nn mi sono sembrati della stessa pasta a pure persone bellin
ringrazio
punkle e nello
per la disponibilita’per il rum e tutto il resto.
nn vi metto nella cerchia di quelli a cui riferisco il commento sotto.

ps

no era x emily
ma evito

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sabato 26 luglio 2008 - ore 16:25


post party 2 parole 2 per ora..
(categoria: " Vita Quotidiana ")





contro l’arroganza
contro la mancanza d rispetto
contro il pressapochismo
contro il fascismo
di ieri sera

c teniamo la nostra musica "commerciale"
e nn ci vedrete piu’

discorso a parte per mario Laverna che nn è stato fatto suonare

la playlist sarebbe stata...

(prettamente tutto mixato)
colonna sonora dello sQualo
eels - souljacker part.1
rapture - echoes
liars - Mr your on fire Mr
bloc party - banquet
these new puritans - elvis
interpol - pda
subsonica - il centro della fiamma
chemical brothers - we are the night
happy mondays - jellybean
led zepelin - moby dick
morphine - honey white
cake - Short Skirt_Long Jacket
perturbazione - nel mio scrigno
afterhours - riprendere berlino
kula shaker - hush
arctic monkeys - this house is...
richard hell and the voidoids - blank generation
greenhornes - gun for you ...
3 allegri ragazzi morti - Mio fratellino ha scoperto il rock’n rol
art brut - emily kane
zen circus - figlio di puttana
beatles - drive my car
a chiudere
john Lennon - god

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giovedì 24 luglio 2008 - ore 15:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")




bene

preparo la playlist per la serata d domani...che domani pubblichero’
per farvi venire (...) l’acquolina nelle orecchie

ricordo che se volete bere una cosa insieme
conUOscersi
e
ascoULtare buona musica..

Via Querini 67, Altichiero (PD)

infoFesta sul blog di punkle

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