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giovedì 25 marzo 2004
ore 10:15 (categoria:
"Fotografia e arte..")
Sospensione...
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giovedì 25 marzo 2004
ore 08:59 (categoria:
"Poesia")
Quelli come noi si riconoscono a vicenda dall'impronta che portano dentro, quasi come un segno di riconoscimento, forse lasciato dalle cicatrici del passato...
Quelli come noi si fanno mille scrupoli abili nell'auto-produrre dolore coltivatori diretti di sofferenze allevatori di anime perche' hanno capito dalla vita che ogni generosita' non e' dovuta e ogni sorriso e' una conquista
Quelli come noi sono capaci di lunghi periodi di esternazione di esili punitivi, ma anche di grandi slanci emotivi e passionali, talmente travolgenti da risultare esagerati, sgangherati, incomprensibili.
Quelli come noi non riescono ad adattarsi a questo mondo di cinici calcolatori che riescono a programmare tutto: le giornate, il sesso, i sentimenti...
Quelli come noi viviono di precarieta' ed inquietudini, di sogni e ideali... ma per non morire e scaldarsi il cuore si affidano alle note di una canzone, alle sensazione di un libro ai versi di una poesia...
Quelli come noi sono spiccatamente individualisti, fragili, spesso incapaci persino di chiedere aiuto, costretti a inventare delle armature per difenderci
Ma... quelli come noi non sono poi cosi' male hanno solo troppo cuore... e a pensarci bene... quel marchio di fabbrica, chiamato SENSIBILITA' e' anche un marchio di garanzia perche' di quelli come noi almeno...ti puoi fidare.
(Mareluna)
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giovedì 18 marzo 2004
ore 18:00 (categoria:
"Poesia")
Non esiste il destino e so che devo vivere senza aspettare il via della bandiera a scacchi ma stasera ho guardato nel rosso del tramonto mentre finiva il giorno mentre finivo io e ho visto un indovino che fissando il cristallo diceva "Rinascerai". (Franca)
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mercoledì 17 marzo 2004
ore 09:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SILENZI, BUGIE, TRASGRESSIONI ...
Si può ricorrere alla bugia per svariati motivi.
La menzogna è spesso strumentale in quanto aiuta a preservare, nei momenti critici, uno spazio interiore che, nel consolidarsi, si nutre di solitudine, silenzio, e simbolizzazione. Talvolta ne emerge anche l'aspetto di manipolazione. Vi è il timore legato al confronto, al giudizio e al conflitto: si cerca quindi, attraverso la bugia, di sfuggire alle difficoltà e alle proprie responsabilità.
Mezze bugie e mezze verità, cose dette a metà, omissioni, edulcorazioni della verità sono forme di comunicazione agite nell'intenzione di sfuggire al controllo, alla ricerca di una propria privatezza, di un proprio senso di individualità e di messa alla prova di sé, del mondo e di se stessi nel mondo. Anziché affrontare una questione che lo vede ancora impreparato, il giovane preferisce sottrarvisi; sentendosi "inesperto" tenta, con la bugia, di eludere il confronto e la negoziazione con una rapida scorciatoia.
L'uso della bugia può indicare una difficoltà di integrazione dei diversi aspetti del Sé in una fase transitoria in cui gli universi e i modelli relazionali - legati all'infanzia e al mondo adulto - spesso non solo non sono integrati ma, talvolta, confusivamente contrapposti. La bugia, allora, sembra rispondere ad un fisiologico bisogno di "prendere tempo", è un'esigenza di carattere difensivo finalizzata a proteggere parti di Sé non ancora consolidate. La possibilità di mentire non è scontata in quanto la menzogna, per lo sforzo coscienziale che richiede, rappresenta una tappa evolutiva fondamentale: infrangere l'ordine, infatti, è un gesto trasgressivo consapevole che implica la capacità di reggere in prima persona il peso della colpa. Tale dinamica, che avviene in solitudine, nello spazio intimo di un dialogo interiore, contribuisce a generare spazio mentale non tanto finalizzato al mentire in sé quanto a favorire, attraverso la simulazione di mondi possibili, la dimensione simbolica. Come avviene nel bambino ma con finalità differenti: qui è in gioco l'identità del giovane alle soglie dell'età adulta, l'etica e la responsabilità.
E' anche vero che la menzogna, se reiterata e sistematica, è un grave segnale di non evoluzione. Se questa sostituisce sempre la realtà, una realtà dura e difficile da accettare, è evidente che il mondo fantastico, idealizzato, "facile" della fantasia, rischia di sostituirsi, anche nel mondo interiore di chi mente, alla realtà. E i motivi possono essere diversi. Si parla di falso Sé quando la rappresentazione di sé non corrisponde in modo realistico alle proprie caratteristiche fisiche o emozionali. Si tratta di distorsioni riguardo la propria storia, menzogne, esagerazioni o deformazioni della realtà; la menzogna risponde a desideri e ai bisogni difensivi di proteggere una dimensione esistenziale fittizia per evitare il dolore di prendere coscienza della realtà.
Altre volte la menzogna assume l'aspetto di una forma (patologica) di adattamento quando si vive l'impossibilità di tradire le aspettative dell'altro, per evitare conflitti, per non deludere l'altro. Sono situazioni in cui è evidente un grande invischiamento affettivo. Quando prende il sopravvento l'esigenza di presentarsi non come si è ma come l'altro desidera, manca uno spazio di differenziazione e la fantasia di ferire l'altro si accompagna a fantasmi di morte intollerabili che paralizzano lo sviluppo della coscienza. Per questo, nella salute psicologica, è così importante il gesto del tradire e del trasgredire: richiama al gesto simbolico dell'uccisione che, attraverso la solitudine, la colpa e l'espiazione, eleva l'individuo allo statuto di soggetto umano.
Siamo tutti calati in una realtà sociale permeata dalla comunicazione di massa. In un'epoca come la nostra, complessa e contraddittoria, spesso è difficile distinguere il vero dal falso. E, in questo, i bombardamenti mediatici, potenti apparati di dissimulazione e falsificazione, giocano la loro parte nel confondere ciò che è rappresentazione da ciò che non lo è. Anche il silenzio e i segreti, come le bugie, assolvono spesso importanti funzioni evolutive. Una delle aree più segrete di questa fase concerne la sessualità e le relazioni sentimentali ma anche le nuove esperienze nel gruppo dei pari.
Nel rapporto con gli altri il silenzio comunica significati diversi ma, per lo più, è un modo per estrometterli dal proprio universo emotivo e relazionale. Scompare così, almeno in certe fasi, la parte più significativa delle emozioni, degli affetti e dei dolori del giovane che, emulando indifferenza, elude gli argomenti intimi più pressanti nascondendosi dietro Internet, le cuffie dello stereo, il telefonino o la play station. Strumenti che, in una parvenza di normalità, lo aiutano ad erigere barriere difensive contro le intrusioni nel suo neonato pulsante mondo interiore.
Tutti abbiamo bisogno di segretezza, a tutte le età perché quello spazio vuoto, lontano dai rumori e dai condizionamenti esterni, è il luogo ed il tramite per mantenere vivo un prezioso, intimo dialogo con se stessi.
(Laura Ottonello)
...ma ciò non è una giustificazione alle menzogne.
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lunedì 15 marzo 2004
ore 09:58 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 15 marzo 2004
ore 09:40 (categoria:
"Riflessioni")
Il viandante
Un uomo, il suo cavallo e il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all’istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati ed assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva ad una piazza pavimentata con blocchi d’oro, al centro della quale s’innalzava una fontana da cui sgorgava dell’acqua cristallina. Il viandante si rivolse all’uomo che sorvegliava l’entrata.
“Buongiorno.” “Buongiorno” rispose il guardiano. “Che luogo è mai questo, tanto bello?” “E’ il cielo.” “Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!” “Puoi entrare e bere a volontà.” Il guardiano indicò la fontana. “Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete.” “Mi dispiace molto” disse il guardiano, “ma qui non è permessa l’entrata agli animali.” L’uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringraziò il guardiano e proseguì. Dopo aver camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi.
All’ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato. “Buongiorno”, disse il viandante. L’uomo fece un cenno con il capo. “Io, il mio cavallo e il mio cane abbiamo molta sete.” “C’è una fonte fra quei massi,” disse l’uomo e , indicando il luogo, aggiunse: “potete bere a volontà.” L’uomo, il cavallo e il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono. Il viandante andò a ringraziare. “tornate quando volete,” rispose l’uomo. “A proposito, come si chiama questo posto?”
“Cielo”. “Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
“Quello non è il cielo, è l’inferno.” Il viandante rimase perplesso.“Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!”
“Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici…”
tratto da “Il Diavolo e la signorina Prym”
di Paulo Coelho
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lunedì 15 marzo 2004
ore 09:31 (categoria:
"Poesia")
Nel silenzio della notte, solo buio dentro e fuori. E poi silenzio, come un mare di solitudine. Dove ho lasciato quella donna che credeva e null'altro chiedeva alla vita se non l'amore. Dove ho lasciato quella donna sincera che donava a piene mani il cuore stracolmo di gioia... la gioia di esserti accanto. Dove l'ho lasciata... ... E' qui nel silenzio della notte, a cercar di ricordare il sapore di un bacio. (Marinetta)
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giovedì 11 marzo 2004
ore 08:48 (categoria:
"Poesia")
Dammi il supremo coraggio dell'amore, questa è la mia preghiera, coraggio di parlare, di agire, di soffrire, di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo. Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore, e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadro'. Dammi la suprema certezza nell'amore, e dell'amore, questa e' la mia preghiera, la certezza che appartiene alla vita nella morte, alla vittoria nella sconfitta, alla potenza nascosta nella più fragile bellezza, a quella dignita' nel dolore, che accetta l'offesa, ma disdegna di ripagarla con l'offesa. Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
(Khalil Gibran - biografia )
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lunedì 8 marzo 2004
ore 09:00 (categoria:
"Poesia")
A tutte le donne che amano A tutte le donne che soffrono, che urlano la loro rabbia o che la portano celata nel cuore. A tutte le donne che sanno apprezzare, amando fino in fondo i loro uomini A tutte le donne che sono disprezzate A tutte le donne che continuano ad amare la vita, nonostante tutto A tutte le donne che si cercano ancora, a tutte quelle che invece hanno trovato l'immenso nei petali di un fiore A tutte quelle che ringraziano Dio, perchè stringono tra le braccia un bambino e a tutte quelle che non potranno mai farlo e sorridono comunque A TUTTE NOI...BUONA VITA
(Marinetta)
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mercoledì 3 marzo 2004
ore 10:51 (categoria:
"Riflessioni")
Nonostante sia alla ricerca di nuove emozioni, ispirazioni e vibranti momenti di vita forse non troverò quello che cerco, a volte mi sento come un aquilone impazzito che naviga verso l’alto alla ricerca di un altro cielo così come il cuore in silenzio vaga con il suo battito tra i miei più profondi pensieri A volte l’immaginazione di questo organo invisibile mi porta a sognare cose che non ho mai sognato sono aliti di vento che sfiorano i ricordi senza far rumore Io ascolto questi segni di vita perché so che solo se presterò loro ascolto potrò farli emergere e dargli la vita. In fondo al mio cuore il desiderio ha timori sconosciuti, è timido, non sa cogliere l’occasione Così rimane spesso inascoltato perchè rimane muto, non può parlare e quindi solo inaridisce e muore che brutto spreco…
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