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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

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tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

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abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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sabato 6 marzo 2010 - ore 15:02


uomini e donne
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stamattina si andava allegramente, il mio fidanzato ed io, alla ricerca di un nuovo cellulare per me.
Si entrava allegramente nel negozio e ci si avvicinava al reparto telefonia mobile.
Fin qui nulla di strano.
Immediatamente si avvicina un commesso. Biondo, occhi azzurri, sorridente. Figo. Almeno per me.
Chiede se desideriamo qualcosa. Il mio fidanzato elenca le caratteristiche dal mio telefono ideale dimenticando il dettaglio più importante di tutti: lo voglio FUCSIA!
Mi affretto quindi ad intervenire. Il commesso mi lancia un’occhiata distratta (ehi, guarda che non sono mica così cessa) e torna a rivolgersi a Mauro: "ecco, questi sono i telefoni che hanno le caratteristiche che desideri"
-no, ma scusa, il telefono è per me, mica per lui!!-
"E questo è il meno caro della categoria." E mostra con un evidente gesto di disprezzo il MIO telefono ideale: è fucsia!
Sorrido e dico "sì!! Questo mi piace!"
Nessuno dei due uomini bada al mio commento e continuano imperterriti a fissare i cellulari nella teca.
Al che strattono il mio ragazzo affinchè chieda più notizie tecniche su quel telefono che ormai sento già come MIO.
Di mala voglia si rivolge al commesso che risponde indicando un nuovo telefono NERO e sostenendo che con una piccola somma aggiuntiva quello secondo lui è migliore. Mauro annuisce convinto, guarda me e dice: "questo è migliore, ha un sacco di memoria e puoi usarlo anche per ascoltare gli mp3".
"Mauro! Cosa me ne frega degli mp3 che tanto non gli ascolto sul cellulare, a me interessaa che sia FUCSIA!!"
Il commesso mi lancia uno sguardo di biasimo. Onde per cui cerco di rimediare "Sì, lo so che non è il max come criterio, ma sai lo vorrei proprio fucsia!"
A questo punto io ero già nervosa. Ma il mio fidanzato era ben deciso a peggiorare la situazione: estrae il suo super cellulare iper figo dalla giacca.
Il commesso gli lancia uno sguardo di venerazione: si vede che gli piace (ma chi Mauro o il suo cellulare?!). E inizia a dirgli quando sia bello quel telefono, che c’è l’ha anche lui, che ha fatto un ottimo acquisto, etc... Mauro si gasa, e fa la ruota come un pavone. Sfodera il suo sorriso migliore (che lasciatemelo dire, Mauro è bellissimo quando ha quel sorriso!) e si atteggia a gran figo.
Seguono dieci minuti di consigli reciproci tra loro su come sfruttare al meglio le potenzialità dei loro super telefoni. Nessuno bada a me che sbuffo e sono visibilmente annoiata.
Ritornano a me entrambi. Ora si aspettano una risposta: lo voglio oppure no acquistare quel bellissimo telefono nero?
Con voce sottile affermo di preferire quello fucsia perchè è fucsia anche se ha 60 megabyte in meno dell’altro.
Si lanciano uno sguardo di intesa come a dire "è una donna, che cosa ci si può aspettare da una che sceglie il telefono in base al colore della cover". E insistono ad elencarmi le qualità del banale cellulare nero.

Alla fine sono tornata a casa col mio vecchio cellulare la cui batteria ormai devo caricare due volte al giorno e un Mauro che per tutto il tragitto di ritorno a casa non ha fatto che ripetermi che se mi piaceva il telefono fucsia poitevo comprarlo.



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venerdì 5 marzo 2010 - ore 13:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tu non sei stato la mia vita reale, sei stato solo una parentesi

Dal film "Tra le nuvole"

Mi è rimasta appiccicata addosso questa frase. Mi aspettavo un finale diverso per questo film, mi aspettavo il lieto fine. O per lo meno non una fine così disillusa.
Eppure queste poche parole fanno riflettere sulla precarietà dei rapporti che intratteniamo. Non importa quanto importante sia per noi una persona: il nostro affetto non implica necessariamente di essere ricambiati.
E viceversa possiamo essere molto importanti per qualcuno senza che questi lo sia per noi.


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venerdì 5 marzo 2010 - ore 12:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...el miedo y las ganas de sentir
y quiso saborear
la masa de su pan...

Bebe


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giovedì 4 marzo 2010 - ore 10:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


No il tempo non torna piu’
e forse rimani tu con quello che hai
cos’e’ che grida nascosto in noi?
stanotte non dormirai
ma non capirai
No il tempo non torna piu’
e ieri non eri tu
oggi chi sei?


Fiorella Mannoia

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giovedì 4 marzo 2010 - ore 10:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho ascoltato le sue bugie col sorriso sulle labbra. Sapevo che mentiva e lui sapeva che lo sapevo.
Non ho provato a contraddirlo, nemmeno alla luce dell’evidenza. Lo immaginavo sorridere all’altro capo del telefono e sorridevo con lui.
Le sue promesse sempre uguali, le sue scuse sempre uguali, lo stesso tono scanzonato, davano alle sue parole un alone di irreale.
E ora sono qui a chiedermi se davvero abbiamo parlato quella sera; forse me lo sono solo immaginata: in fin dei conti lo desideravo così tanto.



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mercoledì 3 marzo 2010 - ore 12:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...Mi cerco mentre dormi
Fra l’aria che muovi e quella che fermi
Un metro fuori dai sogni
Che quelli almeno sono tuoi...


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mercoledì 3 marzo 2010 - ore 12:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Da quando te ne sei andato non ho più preso quel treno.
Era il treno che tu e Alberto, e nell’ultimo periodo anche lei, prendevate ogni mattina. Io lo prendevo solo quando avevo esami o quando dovevo andare su prima. E vi trovavo sempre.
Ti ricordi il giorno in cui diluviava ed ovviamente ero senza ombrello e mi avete accompagnata fino in facoltà con Bebvo che ti bestemmiava contro perchè così perdevate la prima ora di lezione?
E ti ricordi quella volta che al ritorno mi hai fatto così tanto ridere che ho scordato il mio ombrello e me l’ha recuperato un tuo compagno di Montebelluna?
Ero così abituata a vederti in stazione che non hai idea di quanti mesi sia andata avanti a scorgerti nella folla. Solo che non eri mai tu. Tu ormai non c’eri più.
Stamattina ho preso il diretto per Padova, il tuo 08:37. E ho trovato Lei. Mi ha salutata ma non si è fermata a parlarmi... Forse ha paura di me? Forse ha capito quando non le ho risposo agli auguri di Natale? forse si è accorta che in un momento di rabbia lo eliminata dagli amici in FB?
In ogni caso non mi ha fatto troppo effetto prendere quel treno. d’accordo, non sono salita sulla "solita" carrozza, quella con lo spazio bici, ti ricordi?
Qualcuno mi ha detto di non focalizzarmi troppo su date, numeri, nomi, coincidenze, etc. Esistono molti modi per ricordare qualcuno che non c’è più. Alcuni giusti, altri sbagliati.
Mi è costato prendere quel treno, non lo nego, eppure è un passo avanti per non pensarti più principalmente come quello che non c’è più.
Ci avvicianiamo all’anniversario della tua scomparsa e vorrei ricordare, quando penso a te, più che il tuo funerale, più che l’attesa estenuante in sala d’attesa, più del dolore di quei giorni, la nostra amicizia che voglio ancora credere che niente e nessuno potrà mai separare.
Ti voglio bene. Anche ora.


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lunedì 1 marzo 2010 - ore 13:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")




...nOn Si ErA sTrApPaTo...
sI eRa SoLo ScUcItO!!!




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lunedì 1 marzo 2010 - ore 12:56



(categoria: " Vita Quotidiana ")




..ChE rUmOrE fA lA fElIcItA’?


Ho vissuto una delle domeniche più belle della mia vita.
Sono stata Felice di quella Felicità che non provavo da un sacco di tempo. Adoro Verona e una volta tanto non ho paura della contropartita che inevitabilmente mi aspetta.


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giovedì 25 febbraio 2010 - ore 13:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ il telefono che appartiene a me o io che appartengo a lui? Me lo chiedo sempre più spesso?
Ogni giorno mando una marea di messaggio, non sempre perchè voglio io, più spesso per rispondere a quelli che mi arrivano.
Stavo pensando di disattivare l’infinity o quanto meno di passare a un altro operatore, così ogni volta che qualcuo mi deve mandare un messaggio spende e ci pensa un paio di volte prima di imbottirmi il cell di sms consecutivi.
Potrebbe essere un’idea sì. Che poi a me il telefono piace spegnerlo: la sera, la notte (sembra scontato, ma non lo è!!), al cinema (anche qui sembra scontato e non lo è mai!!), quando sono con un’altra gente, quando ho voglia di starmene sola.
Che poi ti ritrovi con gli amici al solito pub e tutti con quell’accidenti di cellulare, quasi fosse un prolungamento ormai integrato della mano o del braccio. E tutti a rispondere alla chiamata o più spesso al messaggino così che si finisce per dare più importanza a chi non c’è poiuttosto che a chi è lì presente in quel momento.
Per altro il mio telefono ha la batteria finita... Dovrei cambiarlo... Ma sto rimandando il momento il più possibile: almeno se non ho voglia di risponedre posso sempre dire che mi è morto il telefono e non ho ricevuto nulla...
Infine ho scoperto che c’è molto più gusto nel farsi cercare che nel contrario. Della serie "ora cercami un poco pure tu".


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