STO LEGGENDO
Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
HO VISTO
tante cose, ma ne vedrò ancora molte...
STO ASCOLTANDO
l’assordante rumore del silenzio
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
abbigliamento del giorno? noooooo
ORA VORREI TANTO...
entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso
STO STUDIANDO...
al primo anno di Psicologia Clinica
OGGI IL MIO UMORE E'...
...altalenante come al solito...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
MERAVIGLIE
1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno
Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!

[M.J.W.]
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 25 novembre 2011 - ore 19:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché voglio che tu sia speciale
io voglio che tu sia diverso
voglio che mi aiuti a trovare
ciò che ho paura di essermi perso
voglio che tu sia un essere speciale [Niccolò Fabi]
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venerdì 25 novembre 2011 - ore 19:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prima di partire per un lungo viaggio
Porta con te la voglia di non tornare più [Irene Grandi]
E il treno io lho preso
e ho fatto bene,
spago sulla mia valigia non ce nera:
solo un po dAMORE la teneva insieme,
solo un po di RANCORE la teneva insieme. [De Gregori]
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mercoledì 23 novembre 2011 - ore 21:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A far una rapida considerazione vien fuori che son troppo vecchia per molte cose tra cui:
fare il viso angelico al controllore allo scopo di venire esentata dalla ricerca dellabbonamento in uno zaino ricolmo di qualunque cosa (comunque, nonostante sia troppo vecchia per farlo, lho fatto e labbonamento non lho tirato fuori
);
per sopportare il patetico approccio di un pendolare dallaspetto fastidioso, dai modi irritanti e da unetà quasi illegale;
per piangere in biblioteca di fronte agli sguardi attoniti, preoccupati e materni di A., L. e S. che, prima di essere compagni di corso, sono soprattutto amici;
per vomitare nel bagno delluniversità e capire che forse era per quello che si aveva addosso quella sensazione di malessere;
per imparare a girare una sigaretta con le cartine e il tabacco presi a prestito;
per fare le pause studio più rumorose e appassionate dellintero ateneo;
per non avere ancora compreso lesatta collocazione delle varie facoltà;
per non ricordare mai qual è lautobus che va allIKEA;
per prendere il treno con una faccia da morta vivente;
per camminare ore e ore e ore nel tentativo di stancare prima i pensieri delle gambe;
per fare foto autunnali in cui emerge in maniera evidente la mancanza di stile e di tecnica;
per tante tante altre cose.
Sono vecchia. Vecchia dentro.
E si vede. Si sente. Si tocca.
[In allegato una foto di Stellarosa risalente allultima uscita in disco]
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mercoledì 23 novembre 2011 - ore 20:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
se non bevo caffè è per te amore mio
se ascoltiamo Vivaldi è per te amore mio
se non fumo più è per te amore mio
guarda quel fiorellino lo prendo per te
lo faccio per te
[...]
Se guardiamo il tramonto è per te Elenina mia
Se contiamo le stelle è per te Elenina mia
ma se vuoi fare qualcosa per me amore mio
STAI ZITTA
STAI ZITTA
Elenina mia
STAI ZITTA
amore mio
STAI ZITTA [Parafrasando ignobilmente Max Gazzè]
Modalità vaghezza-assenza-di-confini ON.
Ricerca ossessiva di qualunque cosa capace di distrarre, di stordire da questo senso di dissoluzione.
Niente torna al posto giusto. Un puzzle in cui i pezzi son stati mescolati.
L’insopportabile sensazione di saper di star sbagliando, ma di non poterne fare a meno.
E guardare avanti. Ma avanti dove? Ma avanti come?
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martedì 22 novembre 2011 - ore 20:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho il seme dellautodistruzione impiantato nel profondo.
Sono davvero tanto brava a fare tutto da sola. Ma proprio tutto.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
Sto giocando da sola.
E vedi che quando leggi la frase giusta, quella ti perseguita a vita?
Pluf. Io però non mi dissolvo senza traccia come una bolla di sapone. Maledizione.
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domenica 20 novembre 2011 - ore 20:35
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lentamente tra una pagina e l’altra
di un libro qualunque
ingannavo l’attesa
già settembre
poche voci distanti e
un autunno distratto al di là dei vetri
[...]
Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati
le frequenti rinunce
era tardi
e bruciavano gli occhi
fissavo il soffitto
il mio letto disfatto [Carmen Consoli] Mettiti a sedere
Cosa vuoi da bere?
Quello che hai purche’ sia forte.
Torno tra un momento!
Cerco un argomento
Recitare la mia parte.
Gia’ perche’ c’e’ sempre una
parte da recitare
si farebbe molto prima
se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere [Luciano Ligabue] E io fatto la parte della cattiva. Proprio come tu volevi.
- Ma perché dovevo volerlo?
- Perché ti fa sentire buona, piccola mia. [Da "Ragazze interrotte]
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sabato 19 novembre 2011 - ore 11:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono tante le cose che perdiamo per la paura di perderle. [Paulo Coelho]
Ho dieci dita nelle mani. Dieci nei piedi.
Forse ne bastavano meno. Chissà.
Le persone cambiano. E cambiano senza avvisare.
Nessun messaggino, nessun avviso in sovraimpressione, nessuna lucetta di segnalazione.
Non ci sono libretti di istruzioni per le relazioni personali. Nemmeno il foglietto illustrativo che ti mette in guardia sulle eventuali controindicazioni o effetti collaterali.
Si procede a tentoni per tentativi. Qualche volta va bene, qualche altra va male.
Spesso ci frega la paura che qualcosa non vada. Che è sempre dannatamente più forte del desiderio che qualcosa riesca, che qualcosa funzioni.
Pian pianino diventiamo sempre meno disposti a rischiare. Ci esponiamo sempre meno. Se prima era un braccio, ora mettiamo fuori un dito, poi una sola unghia e così via.
Si cresce, si matura.
O forse ci si assesta, ci si adagia. Si fa la propria conca nel divano.
Non va bene così. Mannaggia. Non va per niente bene così.
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venerdì 18 novembre 2011 - ore 20:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Diventerò brava, lo prometto.
Andrò bene a scuola.
Farò tutti i compiti.
Darò sempre il massimo.
Così mi vorrai bene.
Così mi abbraccerai.
Così mi prenderai in braccio. Mi lancerai in aria. Mi farai provare il brivido della caduta. Ma proprio quando inizierò a dubitare della tua capacità di prendermi, mi afferrerai con le tue braccia forti, con le tue mani grandi. Niente caduta. Soltanto un altro abbraccio.
Il fatto è che chi nasce somara, muore somara.
Ho indossato da sola il cappello della vergogna.
E’ della misura giusta. E’ perfetto. Mi nasconde pure le orecchie a sventola.
Aggiungo una citazione d’autore: Sei una somara. [Stellarosa]
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