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Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci

HO VISTO

tante cose, ma ne vedrò ancora molte...

STO ASCOLTANDO

l’assordante rumore del silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

abbigliamento del giorno? noooooo

ORA VORREI TANTO...

entrare in un acquario e capire come ci si sente ad essere un pesce rosso

STO STUDIANDO...

al primo anno di Psicologia Clinica

OGGI IL MIO UMORE E'...

...altalenante come al solito...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??

MERAVIGLIE


1) guardare negl'occhi una persona a cui vuoi bene e capire tutto al volo senza bisogno di parole...
2) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno


Parlare di sè stessi è come parlare dei propri prodotti... Voi credete a tutta la pubblicità che vedete?!?!?!
[M.J.W.]


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mercoledì 2 novembre 2011 - ore 21:21



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pomeriggio in centro con la mamma.
Tra borse, collane, sciarpe e scarpe.
Con lei c’è da perdere testa e gambe.
Tante vetrine, tanti sospiri, tanti commenti sui prezzi.
Io che parlo poco di me. E lei che in genere parla altrettanto poco, stranamente tira fuori un po’ di sè. Di com’era da giovane. Di com’era prima di sposarsi, prima di avere noi. Di com’era quando ci siamo trasferiti. Di com’era quando lavorava. Di com’era quando ci cresceva. Di com’era alla mia età.
E un po’ in ritardo sulla tabella di marcia mi rendo conto che non è mai stata solo una mamma. Ma anche una donna, una moglie e a sua volta una figlia.
E tra gradazioni differenti e sfumature praticamente indistinguibili di non so più cosa, mi dice di guardare avanti, di pensare al mio futuro. Che non credeva fossi così forte. Che non credeva fossi così decisa.
Poi incontra un suo ex collega. Che la riconosce subito: non è cambiata molto negli anni del resto. Lei non si accorge che lui la guarda con intenzione. Mi metto in mezzo decisa. Mi presento come "sua figlia". Lui non cede, tanto aveva già capito chi ero e non gliene frega assolutamente nulla. Mi sento affranta nella mia impotenza. Ma lei compie il miracolo: inizia a raccontargli la sua vita e di come si senta soddisfatta dei suoi figli. Aggiunge "sì, devo dire che ho proprio una bella famiglia". E mi lascia sconvolta e senza parole.
Ho una mamma con degli occhi verdi che non ho ereditato, ma da cui ho preso la passione per le borse e i profumi.
Tutti veniamo da qualche parte. Io forse vengo da lì.


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mercoledì 2 novembre 2011 - ore 14:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Regina ha quattro amanti e due o tremila nomi
e neanche un uomo che la porti fuori un pò
ma intanto tiene il letto pronto e il frigo pieno
e ride in faccia alle comari che mugugnano

[Ligabue]


Camera mia profuma di rose e di assenza.



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mercoledì 2 novembre 2011 - ore 09:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma che volete cambiare? Tanto il mondo girerà sempre nello stesso verso. Pensate di poter fermare il sistema ma poi non sapete neanche smettere di fumare. Ogni persona fa finta: fa finta di fare la rivoluzione, fa finta di essere speciale, fa finta di innamorarsi, fa finta di essere immortale. Io mi sono stancata di fare finta. Non ci sto.
[Giulia Carcasi]

-Non puoi pensarla davvero così.
-Tu credi?!

E’ pura questione di prospettive.


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martedì 1 novembre 2011 - ore 21:52



(categoria: " Vita Quotidiana ")


“…E stava delle ore seduto sul corbello, col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare, e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia, e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi, curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe, per invidia, e borbottava: - Guardate chi ha i giorni lunghi! Costui che non ha niente! -
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: - Roba mia, vientene con me!”.

[Giovanni Verga]
Due su due.
Ottimo.
Ho eliminato ogni dubbio sul prossimo libro da leggere.


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martedì 1 novembre 2011 - ore 14:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


...che ognuno a suo modo è un tossico vero
di pere, d’affetto, di sogni, di sesso o di idee
sei tossico sempre di cose che non sono tue...

[Ligabue]
Gira gira e rigira.
Tanto torno sempre qua.


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martedì 1 novembre 2011 - ore 10:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non mi guardare, non lo senti il dolore, brucia come un taglio nel sale.
A me piace così, che se sbaglio è lo stesso, perchè questo dolore è amore per te.
A me piace così, e non chiedo il permesso, perchè questo dolore è amore per te.

[Nina Zilli]

Ho voglia di Venezia. Di Milano. Di Firenze. Di Bologna.
Non è mai abbastanza. Il calendario me lo ricorda con un pizzico di crudeltà.
Niente è andato come doveva: l’esame, la laurea, l’immatricolazione.
Niente andrà come doveva: Natale, Capodanno, San Valentino, Marzo.
Potevo fare di più? Potevamo fare di più?
Mi dipingono come una s*****a senza cuore. Mi hanno appioppato una targhetta indelebile sulla fronte che grida quello che sono -o dovrei essere-. E così ricominciano a salutarmi male, forse perchè sanno tutto di me, o almeno ne sanno una loro versione.
Non ho intenzione di abbassarmi a difendermi.
Rimango qui ferma, ma non inerme. Posso sopportare molto più di questo.
Eppure non ho retto alla tua indifferenza, al tuo torpore menefreghistico. E ora che ti sei ripreso, ora che vorresti le cose differenti, dove sta il confine tra ciò che posso accettare e ciò da cui mi devo proteggere?


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lunedì 31 ottobre 2011 - ore 21:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oderc ni em ,oderc ni em
len oim eroma
len oim eroma.
Oderc ni em, oderc ni em
len oim eroma
len oim eroma
rep etra,rep etra
is eroum

[Carmen Consoli]

BOLLE
DI
PENSIERI
COLORATI


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lunedì 31 ottobre 2011 - ore 21:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nedda fu vista allontanarsi piangendo dal confessionario, e non comparve fra le fanciulle inginocchiate dinanzi al coro che aspettavano la comunione. Da quel giorno nessuna ragazza onesta le rivolse più la parola, e quando andava a messa non trovava posto al solito banco, e bisognava che stesse tutto il tempo ginocchioni: se la vedevano piangere, pensavano a chissà che peccatacci, e le volgevano le spalle inorridite e quelle che le davano da lavorare, ne approfittavano per scemarle il prezzo della giornata.
[...]
Le comari la chiamavano sfacciata, perché non era stata ipocrita, e perché non era snaturata.

[Giovanni Verga]


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