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Temporale, 26 anni
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STO LEGGENDO

HO LETTO:

"Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta" R.Pirsig

"Fuoco nelle viscere" P.Almodovar

"La pelle e la principessa" S.Alzamora

"Le cinque persone che incontri in cielo" M.Albom

"Afrodita" Isabel Allende

"Il paradiso degli orchi"
"La fata carabina"
"La prosivendola"
"Signor Malaussène"
"La passione secondo Therèse"
di Daniel Pennac

"La scimmia nuda" Desmond Morris

"L’abito di piume" Banana Yoshimoto

"La ballata delle prugne secche" Pulsatilla

"Bambini nel tempo" Ian McEwan

"Dance dance dance" Haruki Murakami

"Q" Luther Blissett

"America" Jean Baudrillard

"Le regole della casa del sidro" John Irving

"La bastarda di Istanbul" Elif Shafak

"La maga delle spezie" Chitra Banerjee Divakaruni

"Harry Potter e la pietra filosofale"
"Harry Potter e la camera dei segreti"
"Harry Potter e il prigionero di Azkaban"
"Harry Potter e il calice di fuoco"
"Harry Potter e l’ordine della fenice"
"Harry Potter e il principe mezzosangue"
"Harry Potter e i doni della morte"
J.K. Rowling

"La repubblica degli alberi" Sam Taylor

"Manituana" Wu Ming

"La vita segreta delle api"
Kidd Sue M.

"Il Profumo" Patrick Suskind

"Il ritratto di Dorian Grey" Oscar Wilde

"La tredicesima storia" Diane Setterfield

"Due di due" Andrea De Carlo

"L’uccello che girava le viti del mondo" Haruki Murakami

"Dolores Claiborne" Stephen King

"L’ombra del vento" Carlos Ruiz Zafròn

"Gli incubi di Hazel" Deeny Leander

"Rabbia" Chuck Palahniuk

"54" Wu MIng

"Alta fedeltà" Nick Hornby

"Dracula" Bram Stoker

"Fight Club" Chuck Palahniuk

"Molto forte, incredibilmente vicino" Safran Foer

"Il Più grande uomo scimmia del pleistocene" Roy Lewis

"Il giovane Holden" J.D.Salinger

"Non buttiamoci giù" Nick Hornby

"Twilight" Stephenie Meyer

"L’estate incantata" Ray Bradbury

"Il cacciatore di aquiloni" Khaled Hosseini

Mille splendidi soli - Khaled Hosseini

Almost Blue - Carlo Lucarelli

Il Ratto




HO VISTO

un sacco di film. così tanti che voi umani non potete neanche immaginare.



STO ASCOLTANDO

Camille - Le sac des filles


Dota und die Stadtpiraten - Blech+Plastik


Dresden Dolls - No Virginia


John Zorn [Bar Kokhba] - Lucifer


Best Of Abba


ABBIGLIAMENTO del GIORNO





e per il vestiario: "a cipolla" ovvero mille strati di indumenti per sopportare meglio il gelo invernale

ORA VORREI TANTO...

tranquillità..





STO STUDIANDO...

le tipologie esistenti di CINOFAX, compreso SicaSpenk

OGGI IL MIO UMORE E'...





ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.
3) quando fai cadere i cotton fioc e poi nn riesci + a rimetterli nel loro contenitore... aaargh... come caspiterina facevano a starci tutti quanti lì dentro prima d cadere?
4) Sicapunk con la maglietta di Neffa!

MERAVIGLIE


1) Le melanzane
2) Scoprire che a 20 anni hai ancora tutta la vita davanti
3) le sigarette
4) la nutella sopra i cracker salati
5) Mettersi l'accapatoio o i vestiti riscaldati.
6) ebbri di buon vino, a luce soft ascoltare jazz e parlare di tutto..
7) Il Silenzio










linkate e diffondete!
www.furryfood.net

io lo amerò per sempre. LINK

..e lui è

il cetriolo dell’imbornesia o Imbornillo
...che animale meraviglioso... *_*







Ho deciso di restare sola finché non avessi incontrato qualcuno che valesse veramente... Voglio dire, quando sei sola e vai con qualcuno così, per una volta, per avere un’ avventura... Cioè, ci si sente... Secondo me dopo ci si sente più soli di prima. Capisci, quando la sera poi ritorni a casa tua e sei appena andata a letto con un tizio qualsiasi e sai che non gliene frega niente e non frega niente neanche a te, e nessuno dei due ne ha ricavato niente, ecco, questo io lo trovo ancora più spaventoso che tenersi la propria solitudine. In questo senso, la solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci?


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SONDAGGIO: SE VI DESSERO UNA CONSISTENTE SOMMA DI DENARO, IN QUALE DI QUESTI MODI LA SPENDERESTE?


vale una e una sola risposta. ehhh è dura, lo so.

Viaggi
Investimento nel mattone. (comprare casa)
Mi rifarei una parte del corpo (naso, zinne, liposuzione, botox e schifezze simili..)
Darei tutto in beneficenza.
Spenderei tutto in shopping griffato e auto e cani microscopici e vita notturna
Metterei da parte perchè non si sa mai.

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giovedì 30 agosto 2007 - ore 12:28


potevano chiamarsi "gli sbandieratori folli"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


hahahaha





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mercoledì 29 agosto 2007 - ore 22:38


ricordi di un’estate
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eccomi a fare il doveroso punto della situazione sull’estate 2007.
Come sperato, le vacanze sono state perfette, la compagnia perfetta, il luogo perfetto. Nonostante il viaggio in Irlanda sia saltato, devo dire che quello sostitutivo è stato all’altezza, se non migliore (pare che in Irlanda abbia piovuto parecchio).
E’ stata l’estate del piovego, tanto per cambiare, con Pinzi barista (e per fortuna), tante facce note, poche facce nuove. Ma non importa.
E’stata l’estate della paura di aver visto combattere tra la vita e la morte un caro amico, che però ne è uscito vincitore.
E’stata l’estate della rassegnazione davanti ad un conoscente che invece non ce l’ha fatta..
E’stata l’estate del relax, dell’ottimo cibo (2 kg presi in 2 settimane di ferie. oh yeah.e adesso li si smaltisce. maledizione), di un mare così bello da togliere il fiato, delle amicizie consolidate, di quelle appena iniziate, della pienezza dei sensi e della sensazione che non mancasse niente. perfetto.
L’estate dell’amica col pancione sorseggiante succhi di frutta, delle grigliate (quante?? troppe..) delle cene tra amici (quante? tante. mai abbastanza), delle letture in riva al mare, dello snorkeling e del pane toscano coi pomodori freschi.
E della vita che continua nonostante tutto, che ti fa sorridere ad occhi chiusi quando ripensi a come stavi 6 mesi fa e a quante cose sono cambiate, ora.
consapevolezze.
E’ stata una bella estate, grazie a tutti quelli con cui ho condiviso luoghi ed emozioni uniche, grazie alla mia vespina che mi ha aiutata a sopportare il caldo torrido di luglio in maniera "quasi" umana e grazie ai miei che sono andati 2 settimane in ferie, così una volta tornata dalle mie, di ferie, ho avuto tempo per riabituarmi alla routine padovana da sola.
Grazie anche alla vita per l’ennesima conferma : non sempre le persone sono quello che sembrano, a volte sono solo un ego un po’ troppo pompato, altre sono genuine come un latte di mandorla estratto da uno zainetto
Grazie a mia sorella che mi ha comprato un’amaca in Messico (ho così tanta voglia di usarla che penso l’appenderò in camera).
buh. non ho altro da dire mi sa. anzi sì, sono state delle vacanze rigeneranti, ora mi sento pronta ad affrontare il lungo inverno del furrystudio (gelido) con la Sanja
E ora parto con carrellata di foto esplicative vacanzifere.
stay vacanzifero!


spiaggia del campeggio


Giglio Campese


poker e birra sul mare



Giglio castello


la spiaggia perfetta


L’amaca dei vicini veronesi


Sirolo, il Conero


@ Portorecanati


Loreto








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martedì 28 agosto 2007 - ore 12:12


malati della grafica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


venite a me.

questa tazza è geniale. potete cercare il pantone corrispondente al caffè che state bevendo (macchiato, scuro, cappuccino)



geniale.



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lunedì 27 agosto 2007 - ore 01:45


tra 7 ore si torna al lavoro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


fine delle vacanze, dunque anche dell’estate.
prepariamoci all’inverno.



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venerdì 24 agosto 2007 - ore 14:45


film di ieri notte
(categoria: " Cinema ")




rivisto a 10 anni dall’ultima volta, mi ha fatto piangere -ancora- come una fontana.
è qualcosa di dannatamente troppo triste. maledizione.



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mercoledì 22 agosto 2007 - ore 00:55


Amy Winehouse
(categoria: " Vita Quotidiana ")


mi piace un sacco.





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martedì 21 agosto 2007 - ore 16:43


ho ceduto a maispeis
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questa giornata di pioggia e nulla-da-fare mi ha indotta a perdere tempo aprendo un maispeis.
cheppalle.
io sono contraria ai maispeis.

comunque trovate le mie cazzate (se riesco a capire come funziona) su http://www.myspace.com/lafrittata

sì avete letto bene : LA FRITTATA.

ciao notte. stay ciao notte

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sabato 18 agosto 2007 - ore 15:01


Jack Sparrow, per piacere, salva mia sorella dall’uragano
(categoria: " Viaggi ")


La mia sorellona si trova incastrata nel simpatico Mexico.
Peccato che anche quel birbantone dell’uragano Dean abbia avuto la stessa idea. e quindi sta scorrazzando sulle meravigliose isolette caraibiche diretto verso la zona del Mexico dove attualmente risiede la mia sister (.e lentamente aumentando di intensità, fino a raggiungere intensità 5 su un massimo di 5)
In simpatia pregherei il signor Jack Sparrow, conosciuto abitante del mar dei caraibi, di recuperare quella donna e riportarla quanto meno in Europa sana e salva. sarebbe fighissimo poi, ricambierei con massaggi e cene cucinate con le mie manine. grazie Jack, a presto.

Nella foto: uragano Minacciosissimo.
Sotto, ahh.... LUI





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venerdì 10 agosto 2007 - ore 18:13


Luther Blissett & Wu Ming Project
(categoria: " Accadde Domani ")


(dato che ho appena finito di leggere "Q", dei sopra citati, vi acculturo un po’ sulla storia dei loro autori).



Prologo

Nel 1994, in giro per l’Europa, centinaia di artisti, attivisti e burloni scelgono di adottare la medesima identità.
Tutti si ribattezzano Luther Blissett e si organizzano per scatenare l’inferno nell’industria culturale. Si tratta di un piano quinquennale. Lavoreranno insieme per raccontare al mondo una grande storia, creare una leggenda, dare alla luce un nuovo tipo di eroe popolare.
Nel gennaio 2000, al termine del Piano, alcuni di essi si riuniscono sotto il nuovo nome Wu Ming. Quest’ultimo progetto, benché più concentrato sulla letteratura e la narrazione in senso più stretto, non è meno radicale del precedente.

Chi è Luther Blissett. Nascita di un eroe popolare


"Luther Blissett" è uno pseudonimo multi-uso - una "reputazione aperta" - adottato in modo informale e condiviso da centinaia di artisti e agitatori europei dall’estate del 1994.
Per motivi che rimangono ignoti, il nome è preso in prestito da un calciatore inglese degli anni Ottanta di origini afro-caraibiche.
In Italia, tra il 1994 e il 1999, il cosiddetto Luther Blissett Project (un network più organizzato all’interno della comunità che adotta l’identità "Luther Blissett") diviene un fenomeno molto popolare e riesce a diffondere una leggenda, la reputazione di un eroe folk.
Questo Robin Hood dell’era dell’informazione ingaggia una guerriglia dentro/contro un’industria culturale in via di radicale trasformazione (siamo ai primordi del web), organizza eterodosse campagne di solidarietà a vittime della censura o della repressione, e - soprattutto - orchestra elaborate beffe mediatiche come forma d’arte, rivendicandole sempre e spiegando quali difetti del sistema ha sfruttato per far pubblicare o trasmettere notizie false.
Blissett è attivo anche in altri paesi, soprattutto in Spagna, Germania e Regno Unito.
Il dicembre 1999 segna la fine del Piano Quinquennale. Tutti i "veterani" commettono un suicidio simbolico chiamato "il Seppuku" (come il suicidio rituale dei samurai).
La fine del LBP non comporta l’estinzione del nome, che continuerà a riaffiorare nel dibattito culturale e resterà una firma molto usata sul web anche nel primo decennio del XXI° secolo.
Il ritratto "ufficiale" di Luther Blissett è realizzato da Andrea Alberti e Edi Bianco nel 1994, miscelando vecchie foto degli anni Trenta e Quaranta (tre prozii e una prozia di Wu Ming 1).

Rendere famosi artisti immaginari



Quello delle beffe mediatiche di Luther Blissett è un mondo pieno di artisti immaginari, perché è il mondo dell’arte a essere affollato di creduloni, perfetto bersaglio per chiunque voglia diffondere leggende.

Gennaio 1995. HARRY KIPPER (soltanto un omonimo, nulla a che vedere con costui), artista concettuale inglese, scompare al confine italo-jugoslavo durante un giro d’Europa in sella a una mountain bike, si dice con l’intento di tracciare la parola ’ART’ sulla mappa del continente. Vittima dello scherzo è Chi l’ha visto, celebre programma che insegue persone scomparse, trasmesso in prima serata sul terzo canale della TV di stato. La troupe di Chi l’ha visto si getta sulle tracce dell’artista-ciclista, e sperpera soldi dei contribuenti in cerca di una persona mai esistita, arrivando fino a Londra e rendendosi ridicola, evitando per il rotto della cuffia la messa in onda del servizio, lo stesso giorno in cui "Luther Blissett" rivendica la burla.

Giugno 1995. LOOTA è una femmina di scimpanzè i cui dipinti saranno in mostra alla Biennale di Venezia. Già vittima di sadici esperimenti in un laboratorio farmacologico, Loota è stata tratta in salvo da un commando dell’Animal Liberation Front. In seguito, è diventata un’artista di grande talento. Alcuni giornali riportano la notizia. Peccato che Loota non esista, ma in fondo che problema c’è? Alla Biennale, i visitatori delusi possono consolarsi con un bel po’ di spazzatura prodotta da esseri umani.

1998-99. DARKO MAVER è un discusso scultore e performer serbo. Le sue opere sono manichini a grandezza naturale, riproducenti le fattezze di cadaveri seviziati, mutilati, coperti di sangue. La sua arte è soggetta alla censura di regime, e a un certo punto finisce in prigione per "condotta antisociale". In Italia, immagini delle opere di Maver vengono esibite a Bologna e Roma. Un appello in solidarietà all’artista viene pubblicato su prestigiose riviste d’arte patinate. Alcuni critici di gran nome affermano addirittura di conoscerlo personalmente. Quando "Darko Maver" muore nella sua cella durante un bombardamento NATO, una foto del corpo viene pubblicata sul web. C’è un piccolo particolare: quell’uomo non è affatto"Darko", bensì un membro siciliano del LBP. La rivendicazione giunge ai media poche settimane dopo il Seppuku di Blissett. Le "opere" di Maver erano fotografie di cadaveri autentici, trovate su rotten.com. E’ l’ultima grande beffa del LBP, e l’esordio di un nuovo gruppo, 0100101110101101.org

Rendere famosi pazzoidi immaginari

La più complessa ed elaborata beffa di Luther Blissett ha luogo in Lazio nel 1997, a opera di alcune decine di persone. Dura un anno e tocca il tema del panico morale su messe nere e satanismo. Cultori del Demonio e "cacciatori di streghe" cristiani appaiono nei boschi del viterbese, lasciando tracce (fisiche, audiovisive e "letterarie") dei loro scontri e inseguimenti. I media locali e nazionali si bevono tutto senza alcuna verifica delle notizie, svariati politicanti saltano sul carrozzone della paranoia di massa, sbuca persino (e viene trasmesso su Studio aperto, Italia 1) il video di un - alquanto abborracciato - rito satanico, finché Luther Blissett non rivendica tutto e produce una grande mole di prove.
"Controinformazione omeopatica": iniettando nei media una forte dose di falso autoprodotto, Luther Blissett dimostra la scarsa professionalità di molti cronisti e l’infondatezza del panico morale.
La "beffa viterbese" è ricostruita passo passo in quest’articolo apparso all’epoca su La Repubblica on line. In seguito, è diventata caso di studio in diversi testi di sociologia e massmediologia. Un riassunto dell’intera vicenda si trova addirittura nella sezione V del "Rapporto Eurispes 1999", all’interno di una lunga e dettagliata scheda su Luther Blissett.
A dire il vero, secondo questo testo apparso sulla rivista francese Multitudes, l’inclusione nel "Rapporto Eurispes" di una scheda su Luther Blissett fu essa stessa una beffa blissettiana!
La "burla viterbese" era parte di una più vasta campagna di informazione, che comprendeva anche una lunga controinchiesta sul processo ai Bambini di Satana, caso giornalistico-giudiziario che sconvolse Bologna nel triennio 1996-98, con accuse di violenza sessuale, pedofilia, abusi rituali e omicidio (benché... a danni di ignoti).
Il ruolo del Luther Blissett Project nel contrastare la "mostrificazione a mezzo stampa" di imputati in seguito riconosciuti innocenti è ricostruito nel libro di Antonella Beccaria Bambini di Satana - processo al diavolo. I reati mai commessi da Marco Dimitri (Nuovi Equilibri / Stampa Alternativa, 2006

La notte che Luther Blissett dirottò un autobus a Roma

Quattro persone vengono trovate senza biglietto su un treno italiano. Fin qui nulla di insolito, anzi. Solo che in tribunale (in... tribunale?), al momento di dichiarare le proprie generalità, tutti e quattro dicono di chiamarsi "Luther Blissett".
Fino a qualche tempo fa, cercando "Luther Blissett" sul web, prima o poi si trovava qualche testo in inglese contenente questo aneddoto insensato. E’ una versione distortissima di un fatto vero, che si è diffusa grazie alla pigrizia di certi giornalisti di Londra e agli stereotipi sull’Italia di cui si nutrono (e di cui nutrono il loro pubblico). Certo, siamo un Paese con sacche belle rigonfie di illiberalità, praesumptio culpae e abusi polizieschi, ma suvvìa, chi di voi è mai finito in tribunale perché privo di biglietto ferroviario?
Tra l’altro, la storia vera è moooolto più interessante. Non si tratta di un treno, ma di un autobus notturno. Accade il 17 giugno 1995. Alcune decine di raver/performer occupano e in qualche modo "dirottano" il mezzo pubblico, armati di radioloni e ghetto blaster. La festa mobile, denominata "Bus Neoista", dura per un bel pezzo, finché la polizia non decide di bloccare la via e fermare il veicolo.
Quando i raver scendono dall’autobus, si verifica un alterco coi poliziotti, uno dei quali spara addirittura tre colpi (in aria, per fortuna).
Poiché la festa è trasmessa in diretta su Radio Città Futura, e un inviato è in collegamento via cellulare, gli spari vengono sentiti da migliaia di ascoltatori.
Diciotto persone vengono fermate. Sul momento, alcuni di loro dichiarono di chiamarsi "Luther Blissett", ma nessuno di loro lo ripeterà in commissariato.
I media si occupano estesamente dell’episodio, che dimostra quanto il nome "Luther Blissett" stia penetrando in certe sottoculture giovanili come un coltello nel burro.
Davvero non sappiamo come questa baraonda possa essersi trasformata in quella sciocchezza dei "quattro uomini in treno".
Vi fu sì un processo penale a carico di quattro persone, ma non certo perché prive di biglietto (men che meno... ferroviario). Le imputazioni erano: resistenza, oltraggio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale.
Gli imputati furono definitivamente assolti nel 2002.

Il romanzo Q


Il romanzo Q è scritto da quattro membri della colonna bolognese del Luther Blissett Project, come contributo finale al progetto, e pubblicato in Italia nel marzo 1999. Negli anni successivi viene tradotto in inglese ( Regno Unito/Commonwealth e Stati Uniti ), spagnolo, tedesco, olandese, francese, portoghese (Brasile), danese, polacco, greco, russo, ceco e coreano.
Il romanzo è ambientato nel 16esimo secolo in Europa centrale, durante le sollevazioni contadine e rivolte popolari che per poco non fecero "deragliare" la Riforma protestante, prima di essere soffocate nel sangue con l’entusiastico beneplacito di Lutero.
McKenzie Wark (e non "Wark McKenzie" come alcuni lo chiamano in Italia... compreso il suo editore), autore di Un manifesto Hacker, conclude la sua recensione di Q con queste note:
’Q è in un certo senso un libro ottimistico... Il tema è quello di una resurrezione grazie alla narrazione... La narrazione rende ancora possibile il ritorno dei marginalizzati e dei senzapotere. Un ritorno non in veste di vittime, ma come un nuovo genere di eroi. Il genere di eroi che lavora nelle situazioni, fa quel che è possibile, e di nuovo riparte. Un Luther Blissett."


Copyleft!

Oltre alla complessità dell’intreccio e al contenuto allegorico, a far parlare del libro è anche la particolare dicitura "copyleft". A stupirsi è chi ignora che la critica pratica del "copyright come lo abbiamo conosciuto" è sempre stata parte integrante di tutte le attività blissettiane (diversi anni prima delle licenze Creative Commons, che forniranno una prima, precaria sintesi di tanti percorsi).
Dall’intervista a WM pubblicata nel libro di Antonella Beccaria Permesso d’autore:
"Nella seconda metà degli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta, in Occidente e soprattutto in Italia, c’è molto interesse per il concetto di ’no copyright’. Con quel titolo, la ShaKe di Milano pubblica anche un’antologia di materiali sull’argomento, a cura di Raf Valvola. È un sottobosco dalle mille radici: la cultura ’do it yourself’ del punk-rock (su tutte le copertine dei dischi hardcore-punk italiani c’è lo slogan ’Fuck SIAE’); il mondo delle autoproduzioni e delle fanzine (di fotocopia in fotocopia, sono le fanzine a diffondere il celebre détournement del logo dei discografici inglesi, la musicassetta-teschio con lo slogan: ’Home Taping is Killing Music, and It’s Illegal’ che diventa: ’Home Taping is Killing Business, and It’s Easy’); il networking dell’arte underground, della xerox art, della mail art, del neoismo (nel 1988-89 Stewart Home e Florian Cramer organizzano i cosiddetti Festival del plagiarismo); il mondo del cut’n’mix che dal dub e dal primo hip-hop arriva alla ’house music’ in senso lato, musica fatta-in-casa, con campionatori e altre tecnologie finalmente disponibili per il mercato di massa. Il Luther Blissett Project nasce nel 1994 all’incrocio di tutte queste influenze e con suggestioni che risalgono più indietro (il proto-surrealista Lautréamont disse che ’il plagio è necessario, il progresso lo implica’), e ancora più indietro, addirittura alla cultura popolare d’epoca feudale, e prima ancora alla classicità e all’antichità, insomma, a prima che esistessero gli istituti della proprietà intellettuale."
Questa la dicitura presente sui libri di Blissett/Wu Minga partire da Q:
"Si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Wu Ming



Nel gennaio 2000 un quinto scrittore si unisce ai quattro autori di Q. Nasce così un nuovo gruppo, Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation).
"Wu - Ming" è un’espressione cinese, significa "senza nome" oppure "cinque nomi" , dipende da come si pronuncia la prima sillaba. Il nome della band è inteso sia come omaggio alla dissidenza ("Wu Ming" è una firma molto comune tra i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà d’espressione) sia come rifiuto della macchina fabbrica-celebrità, sulla cui catena di montaggio l’autore diventa una star. "Wu Ming" è anche un riferimento al terzo verso del Dàodéjng (Tao Te Ching): [listen] "Wu ming tian di zhi shi", "Senza nome è l’origine del cielo e della terra". "Wu Ming" può anche significare "non capire" in cantonese (grazie, Wesley!)
A rigore, noi non siamo anonimi. I nostri nomi non sono segreti. Tuttavia, utilizziamo cinque nomi d’arte composti dal nome della band più un numero, seguendo l’ordine alfabetico dei nostri cognomi. La formazione è: Roberto Bui alias Wu Ming 1, Giovanni Cattabriga alias Wu Ming 2, Luca Di Meo alias Wu Ming 3, Federico Guglielmi alias Wu Ming 4 e Riccardo Pedrini alias Wu Ming 5.
Nel periodo 2000-2006, l’opera più ambiziosa di Wu Ming è stata 54, un romanzo con decine di personaggi (compresi Cary Grant e il maresciallo Tito) ambientato nel 1954, finora tradotto in inglese, olandese, spagnolo e portoghese. Il libro ha ispirato anche il gruppo folk-rock degli Yo Yo Mundi, il cui concept album (anch’esso intitolato 54) è uscito all’inizio del 2004.
I membri della band hanno scritto anche libri "solisti". Nell’ordine: Havana Glam di Wu Ming 5 (2001), Guerra agli Umani di Wu Ming 2 (2004), New Thing by Wu Ming 1 (2004) e Free Karma Food di Wu Ming 5 (2006).
La band è anche co-autrice della sceneggiatura di Lavorare con lentezza (regia di Guido Chiesa, 2004).
Nel 2007 è anche uscita, a cura di Wu Ming 1, un’antologia di jazz radicale degli anni Sessanta

Elenco incompleto di leggende urbane e dicerie sul nostro conto

"Incompleto" perché quello completo sarebbe più lungo di Anna Karenina. In giro c’è parecchia gente in preda a "paranoia da Blissett/Wu Ming", che trascorre gran parte della propria esistenza a divulgare nostre presunte nefandezze. C’è chi lo fa perché è rimasto a lungo a crapa nuda sotto il sole battente, e chi lo fa semplicemente per calunniare. Siamo abituati a vederci attribuire le posizioni e le intenzioni più buffe e a essere avvistati un po’ ovunque, neanche fossimo UFO. Siamo dietro ogni cespuglio, dietro ogni pseudonimo usato in rete, dietro ogni operazione di marketing editoriale concepita in questo Paese negli ultimi dieci anni, e ovviamente siamo mandanti e/o esecutori di ogni complotto immaginabile (macro e micro, di sinistra, di destra e di centro, ebraico e/o antisemita etc.). In rete si trova davvero di tutto, ad esempio questo pamphlet clerico-fascista del 1997 , ma su Indymedia si sono scritte cose ancor più estreme, e c’è pure un giornalista che ci accusa di perseguitarlo in ogni modo. A suo dire avremmo addirittura manipolato Google per associare il suo nome-cognome all’URL di siti pornografici, e saremmo pure i veri autori di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P! :-D
Prima o poi qualcuno studierà a fondo questi curiosi meccanismi psicologici e fenomeni di involontario guerrilla marketing a nostro favore. Noi qui tralasceremo le più selvagge derive psicotiche dei cospirazionisti, per concentrarci su pochi luoghi comuni legati alla nostra attività.
1. A detta di alcuni, noi saremmo in qualche modo collegati a Umberto Eco e/o saremmo stati suoi allievi, e/o Eco avrebbe collaborato a Q e/o lo avrebbe addirittura scritto lui e noi non saremmo altro che dei "presta-non-nome" e/o Q sarebbe un romanzo molto simile a Il nome della rosa.
Non ci sarebbe nulla di male, ma ci teniamo a precisare che non siamo collegati a Umberto Eco, non siamo stati suoi allievi, non avevamo in mente il suo primo romanzo quando ci siamo lanciati a capofitto nell’impresa di scrivere Q. Quest’ultimo ci sembra un libro molto diverso da Il nome della rosa. Diversa l’epoca (medioevo in un libro, nascita dell’era moderna nell’altro), diversa l’ispirazione (il giallo classico inglese da una parte, il romanzo d’avventure dall’altra), diverse l’ambientazione e la struttura (unità aristotelica in un libro, andamento picaresco e vagabondo nell’altro; limitata rosa di personaggi in un libro, sterminata moltitudine nell’altro), diversissime le scelte stilistiche. Certo, in entrambi i libri si narra di rivolte, eresia e inquisizione, ma allora si potrebbe fare un paragone anche tra Q e Taxi Driver (in entrambe le opere si parla di matti e papponi) o tra Q e il crack Parmalat (nel romanzo si parla di banche e di truffe).
"Temo che i giornalisti britannici si siano affezionati a quest’idea soltanto perché Il nome della rosa è l’ultimo libro italiano che hanno letto prima del nostro." (Wu Ming 1 intervistato da The Guardian, 28 agosto 2003). Cosa che, ovviamente, vale anche per qualche giornalista italiano.

2. A detta di alcuni, noi saremmo "situazionisti". In Gran Bretagna, poi, c’è chi si ostina a definirci "anarchici". Davvero, davvero, davvero perplimente. Questi epiteti hanno ancora qualche significato, oppure li si scaglia addosso alla gente un po’ a casaccio, in mancanza di qualcosa di sensato da dire (e in seguito vengono ripresi in buona fede da altri, e dati per buoni)? Le nostre poetiche e strategie non hanno proprio nulla a che vedere con la teoria di quella che si definì "Internazionale Situazionista", compresi eredi e addentellati. Quanto agli anarchici, li rispettiamo (almeno alcuni), ma la nostra storia è differente.

3. Gira la voce che noi avremmo picchiato un fotografo "reo" di averci immortalati. Cambiano data e location, ma il succo delle differenti versioni è quello. Ebbene, non è mai successo, in nessuna circostanza. E’ però vero che, come Awda Tayy in Lawrence d’Arabia o King Kong nella famosa scena dei flash, noi non siamo animali da fotografia. Non andiamo nemmeno in tivù. Siamo timidi.

Bibliografia

Q (Einaudi, Torino 1999 - Mondadori, Barcelona 2000 - Seuil, Paris 2001 (title: L’Oeil de Carafa) - Wereldbibliotheek, Amsterdam 2001 - Hovedland, Jøbjerg 2001 - Travlos, Athena 2001 - Piper, München 2002 - Conrad, São Paulo 2002 - Heinemann, London 2003 - Harcourt, Orlando, FL 2004 - Wydawnictwo Albatros, Warszawa 2005)
Asce di guerra (Vitaliano Ravagli e Wu Ming, Tropea, Milano 2000)
Havana Glam (Wu Ming 5, Fanucci, Rome 2001)
54 (Einaudi, Torino 2002 - Mondadori, Madrid 2003 - Vassallucci, Amsterdam 2003 - Harcourt, Orlando, FL 2004)
Esta revolución no tiene rostro [Questa rivoluzione non ha volto] (Acuarela, Madrid 2002)
Giap! (Einaudi, Torino 2003)
Guerra agli umani (Wu Ming 2, Einaudi, Torino 2004)
New Thing (Wu Ming 1, Einaudi, Torino 2004)
Asce di guerra 2005 (Vitaliano Ravagli e Wu Ming, Einaudi, Torino 2005)
Free Karma Food (Wu Ming 5, Rizzoli, Milano 2006)

wu Ming Foundation

Luther Blissett

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giovedì 26 luglio 2007 - ore 00:27


finalmente...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


tra 6 orette si parte.
destinescion Isola del Giglio prima & Portorecanati poi.

era ora.

vacanze.

a tra un paio di settimane.





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Non siamo violenti, anche se conosciamo la violenza del vostro denaro, quello che usate per comprare ogni cosa. Noi non amiamo la proprietà privata se non in quanto svolge una funzione sociale, e vediamo la pura avidità con cui accumulate e recintate case e palazzi e città. Non siamo razzisti, e vediamo le vostre distinzioni tra bianchi e neri, ricchi e poveri, regolari ed irregolari, sudditi e clandestini. Noi non vi combattiamo con la violenza che legittima la vostra reazione, noi non vi combattiamo con la superficialità e l’ opportunismo che legittimano il vostro nepotismo. Noi cerchiamo di costruire ogni giorno, nelle piccole cose quotidiane, un mondo che si allontana dalla vostra prigione, dove gli esseri umani nella loro semplicità sono autentici, dove l’uguaglianza significa uguaglianza, dove la solidarietà significa solidarietà, dove la dignità significa dignità. Queste parole sono un sentiero luminoso su cui cammina la gente piccola, quella che vive ai margini del vostro mercato. Ci perdonerete se non amiamo la vostra violenza, ci perdonerete se non amiamo i vostri soldi, la vostra arroganza, la vostra competizione truccata. Non siamo eroi, non siamo niente, il fatto è che semplicemente il vostro mondo vuoto ci fa schifo. Con molto disprezzo, gli ultimi
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