"Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta" R.Pirsig
"Fuoco nelle viscere" P.Almodovar
"La pelle e la principessa" S.Alzamora
"Le cinque persone che incontri in cielo" M.Albom
"Afrodita" Isabel Allende
"Il paradiso degli orchi" "La fata carabina" "La prosivendola" "Signor Malaussène" "La passione secondo Therèse" di Daniel Pennac
"La scimmia nuda" Desmond Morris
"L’abito di piume" Banana Yoshimoto
"La ballata delle prugne secche" Pulsatilla
"Bambini nel tempo" Ian McEwan
"Dance dance dance" Haruki Murakami
"Q" Luther Blissett
"America" Jean Baudrillard
"Le regole della casa del sidro" John Irving
"La bastarda di Istanbul" Elif Shafak
"La maga delle spezie" Chitra Banerjee Divakaruni
"Harry Potter e la pietra filosofale" "Harry Potter e la camera dei segreti" "Harry Potter e il prigionero di Azkaban" "Harry Potter e il calice di fuoco" "Harry Potter e l’ordine della fenice" "Harry Potter e il principe mezzosangue" "Harry Potter e i doni della morte" J.K. Rowling
"La repubblica degli alberi" Sam Taylor
"Manituana" Wu Ming
"La vita segreta delle api" Kidd Sue M.
"Il Profumo" Patrick Suskind
"Il ritratto di Dorian Grey" Oscar Wilde
"La tredicesima storia" Diane Setterfield
"Due di due" Andrea De Carlo
"L’uccello che girava le viti del mondo" Haruki Murakami
"Dolores Claiborne" Stephen King
"L’ombra del vento" Carlos Ruiz Zafròn
"Gli incubi di Hazel" Deeny Leander
"Rabbia" Chuck Palahniuk
"54" Wu MIng
"Alta fedeltà" Nick Hornby
"Dracula" Bram Stoker
"Fight Club" Chuck Palahniuk
"Molto forte, incredibilmente vicino" Safran Foer
"Il Più grande uomo scimmia del pleistocene" Roy Lewis
"Il giovane Holden" J.D.Salinger
"Non buttiamoci giù" Nick Hornby
"Twilight" Stephenie Meyer
"L’estate incantata" Ray Bradbury
"Il cacciatore di aquiloni" Khaled Hosseini
Mille splendidi soli - Khaled Hosseini
Almost Blue - Carlo Lucarelli
Il Ratto
HO VISTO
un sacco di film. così tanti che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Camille - Le sac des filles
Dota und die Stadtpiraten - Blech+Plastik
Dresden Dolls - No Virginia
John Zorn [Bar Kokhba] - Lucifer
Best Of Abba
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
e per il vestiario: "a cipolla" ovvero mille strati di indumenti per sopportare meglio il gelo invernale
ORA VORREI TANTO...
tranquillità..
STO STUDIANDO...
le tipologie esistenti di CINOFAX, compreso SicaSpenk
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno 2) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. 3) quando fai cadere i cotton fioc e poi nn riesci + a rimetterli nel loro contenitore... aaargh... come caspiterina facevano a starci tutti quanti lì dentro prima d cadere? 4) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
MERAVIGLIE
1) Le melanzane 2) Scoprire che a 20 anni hai ancora tutta la vita davanti 3) le sigarette 4) la nutella sopra i cracker salati 5) Mettersi l'accapatoio o i vestiti riscaldati. 6) ebbri di buon vino, a luce soft ascoltare jazz e parlare di tutto.. 7) Il Silenzio
..e lui è il cetriolo dell’imbornesia o Imbornillo ...che animale meraviglioso... *_*
Ho deciso di restare sola finché non avessi incontrato qualcuno che valesse veramente... Voglio dire, quando sei sola e vai con qualcuno così, per una volta, per avere un’ avventura... Cioè, ci si sente... Secondo me dopo ci si sente più soli di prima. Capisci, quando la sera poi ritorni a casa tua e sei appena andata a letto con un tizio qualsiasi e sai che non gliene frega niente e non frega niente neanche a te, e nessuno dei due ne ha ricavato niente, ecco, questo io lo trovo ancora più spaventoso che tenersi la propria solitudine. In questo senso, la solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci?
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giovedì 11 settembre 2008 - ore 12:07
topo.
(categoria: " Poesia ")
cè un topo che fa la cacca davanti alla porta del nostro studio.
non è simpatico.
si accettano suggerimenti non violenti per convincere il topo a cercare usci migliori in cui depositare i suoi escrementi.
non cè niente di peggio dellavere un amico/a in crisi e appurare che nonostante tutti i tentativi di aiutarlo non si stia ottenendo nessun risultato.
è come guardare dalla spiaggia una nave al largo mentre cola a picco.
andare in montagna è bello. io ho una casa in montagna (sì ok, non io.. i miei) per la precisione sullAltopiano. Ho passato la fase adolescenziale a snobbare la montagna in quanto pallosa e priva di intrattenimenti. Ora la ammiro e la bramo in quanto empia di cibo ottimo, aria sana ed escursioni.
come si cambia.
Il problema è che ho degli amici un po cagoni che faticano ad organizzarsi e quindi mi tocca bestemmiare mesi prima di trascinarli su un w-e.
Oggi scendendo dal costo in auto mangiando pane e asiago ho avuto lilluminazione e ho deciso quindi che me ne fotto abbastanza e vado sui monti un po quando mi gira, indipendentemente dai miei amici.
"decisioni importanti da prendere a 25 anni" la saga continua...
smettetela di compiere gli anni TUTTI nella prima decade di settembre. è imbarazzante e oltremodo PROVANTE dover gestire così tante feste di compleanno e conseguenti sbronze una di seguito all’altra.
mi affiderò a questa invenzione:
Ecco la bibita anti sbronza L’Alcol test non fa più paura
Non si sono ancora spente le polemiche riguardanti le pillole prodotte in Russia e quelle realizzate in Finlandia, di cui si continua a discutere l’efficacia, quando arriva una bevanda isotonica che, dicono i promotori dell’iniziativa, avrebbe il potere di diminuire il tasso alcolemico del 50 per cento in circa mezz’ora. "La bibita - scrive il Piccolo che oggi riporta la notizia - in questione arriva dal Belgio con il nome commerciale di "Outox" e sarà possibile acquistarla da aprile. Inoltre la confezione comprenderà anche il "drager", ossia un piccolo alcotest con il quale si potrà verificare l’efficienza del prodotto".
L’Outox è una bevanda gassata venduta in bottigliette di due decilitri e si basa su una miscela di vitamine e fruttosio che aumenta il numero di enzimi nel fegato agendo sull’alcol presente nel corpo.
Ma se pensate che si tratti di una truffa, sappiate che l’azienda belga che produce questo miracoloso prodotto è stata premiata l’anno scorso a Parigi per la formula innovativa. La bevanda è già commercializzata oltre che in Belgio, in Germania, Italia, Austria, Inghilterra, Ungheria e Serbia/Montenegro.
In Italia le vendite di Outox sono stazionarie, ma il boom arriverà probabilmente dalla Croazia dove sta per entrare una legge severissima sull’alcol e la guida (limite dello 0,00 per mille). "Tutti gli scettici potranno provare l’efficienza del nostro prodotto poiché all’inizio della commercializzazione venderemo l’Outox assieme all’alcotest" dichiarano al Piccolo i responsabili dell’azienda ’RMK’ di Zagabria che piazzerà sul mercato la bevanda belga.
Non va poi dimenticato che l’Outox può essere usato anche per smaltire la sbornia il giorno dopo. Insomma, il successo è alle porte...
road trip. il diario di viaggio.
(categoria: " Viaggi ")
come promesso, ecco il racconto di questi 5000 km sulle strade spagnole.
Partiti euforici come delle galline in un pollaio il 1agosto, per fortuna abbiamo recuperato una station wagon con la quale fare questo superviaggio altrimenti in 4 in un’utilitaria sarebbe stato un suicidio di massa, più che altro. Alla facciaccia del bollino rosso non abbiamo trovato manco mezza coda di gatto morto in autostrada, quindi è stata tutta bella dritta fino in Francia.
All’autogrill francese notare le espressioni intelligenti dopo una notte di guida. (il camion POMONA sullo sfondo NON è un caso). fare colazione in autogrill francesi consiste nell’aprire un mutuo, bere del caffè osceno spacciato per espresso, assaporare un burrosissimo Pan Au Chocolat e pagare il tutto con carta di credito.
Arriviamo a Cassis (città a caso scelta da me solo perchè ha il nome di un superalcolico disgustosamente dolce) e collassiamo al Camping Les Cigales. In effetti la popolazione era di 40000 esemplari di cicale/metro quadro. ma va bene così, fa folklore. infatti abbiamo dormito in spiaggia acciambellati come pantegane.
collasso tra cicale
CONSIDERAZIONE 1: Monsieur Quechua ha fatto i MILIARDI. In qualsiasi campeggio abbiamo campeggiato il marchio era DOMINANTE, quasi un monopolio. Raramente si è intravista una FERRINO, altrettanto raramente qualche altro marchio di cose per campeggiatori. Chapeau. le 2 seconds sono le più acquistate, a quanto pare. Io rimango fedele alla 3 + 1 con picchetti, mi da ancora la sensazione di essere una campeggiatrice seria.
Ok il giorno successivo siamo ripartiti alla volta di Porcellona, con sosta a Marsiglia per pranzare come nababbi al Porto. Varcati il confine franco-spagnolo al casello per entrare in città ci hanno accolti migliaia di auto incolonnate e strombazzanti che neanche a Mestre a ferragosto. Spagnoli e Italiani si assomigliano moltissimo, soprattutto quando si tratta di insultare gente a caso incolonnati per mezze ore.
La cara Vicki (ex stagista amorevole) ci ha accolti a casa dei suoi genitori alle 22.30 per una cenetta tipicamente català. Tortilla, Jamon e Clara a garganella. bello avere la pancia piena di cose buone, soprattutto perchè si scoprirà poi essere lo scopo principale della vacanza.
Trasferimento a casa della nonnina defunta del morosetto di Vicki, successiva uscita alla disperata ricerca di un Mojito in riva al mare. Niente da fare, il Mojito però ufficialmente diventa una priorità, ci accontentiamo di vodka e lèmon. prima ubriacatura leggera in riva al mare con ampia dose di figure di merda, da bravi italiani.
Il giorno successivo: "come visitare Barcellona in 24 ore" ovvero Sagrada Familia, Gaudì, Rambla, ecc. Da segnalare la Città Olimpica.
Caaaara la Vicki
(Gaudì)
Continua la disperata ricerca di Mojitos in riva al mare Barcellonese, finchè ci trasciniamo fiduciosi in uno dei tanti Chiringuitos. Un Mojito 9 euro. sticazzi se lo tengono. si va di Cerveza e Patatas Bravas. Segue cena a base di tapas lussuriose in ristorantino lì vicino.
Il 5 agosto si riparte alla volta di Valencia, salutando i cari Vicki e Javi. Arriviamo il pomeriggio in un campeggio in un parco naturale. Montiamo la tenda sudando e bestemmiando e facciamo il bagno in una piscina brodosa di pipì di bambino campeggiante e ci prepariamo psicologicamente a sbafarci una Paella Valenciana come si deve. (ve l’avevo detto che era una vacanza cibocentrica). Valencia è una città magnifica. Il centro è incantevole, pieno di viuzze antiche e palazzi moderni che coesistono in maniera armoniosa.
Abbiamo vagato alla ricerca di Paella, fermandoci ad aperitivare in un bel baretto in strada. Ovviamente abbiamo finito per cenare a tapas e Tinto de Verano, mangiando le Croquetas di formaggio più buone della storia. Abbiamo vagato alla ricerca di Movida finendo in un quartierino ricco di giuovani ubriachi e dunque ci siamo sentiti a nostro agio. Finalmente MOJITOS. tornati in campeggio felici e pasciuti.
Il giorno successivo non poteva mancare la visita all’Oceanario. 23 euro. spesi bene però. un esempio fichissimo di architettura contemporanea di quel grande architetto che è Calatrava.
Dopo una mattinata al mare, abbiamo trascorso un pomeriggio intero tra pesci tropicali, BELUGHE (quanto sono belle!!!), Pinguini, granchi grossi come cani da caccia e meravigliosi leoni marini. (nella foto: noi reincarnati in mammiferi marini)
La sera siamo andati alla ricerca di questa FANTOMATICA PAELLA, con tanto di consulenza in linea diretta con l’Italia alla ricerca di un ristorantino consigliato dal Gambero Rosso. Ci addentriamo in una parte splendida della città, sembrava quasi di stare in sudamerica. Edifici fatiscenti, gente in strada con banchetti di qualsiasi cosa, lungomare pieno di colori e rumori.
Aperitiviamo bevendo AGUA DE VALENCIA, una bevanda ottima a base di Succo d’arancia, prosecco e un misterioso "liquore" sconosciuto. Ce ne siamo scolati 2 litri in 4 e il cameriere ci guardava con sospetto. Al che ci siamo diretti verso questo super ristorante.
ovviamente niente Paella. e allora fanculo. io e Bubu ci siamo sparate un’insalatona "EH!, LA LINEA!".. e i due maschietti una frittura da commozione. no, davvero. una cosa che voi umani non potete neanche immaginare.. Ridendo e scherzando ci siamo scolati altre 2 bottiglie di vinello bianco fresco e delirando ci siamo avviati verso la Playa. Lì sbronzi duri abbiamo continuato a delirare per ore tentando di gettare gente in mare. Verso le 3 siamo tornati in campeggio sbagliando la strada almeno 3 volte. VALE.
Il 7 agosto si ricompongono le tende e si parte per Granada.Sono eccitata come una marmotta perchè finalmente si guida verso l’Andalusia, la meta ufficiale del road trip. Autostrada con 10 auto complessivamente, che taglia la Spagna a metà attraversando il deserto. Breve considerazione: il deserto non è un deserto sabbioso bensì un deserto di terra arida e cespuglietti qua e là per decine e decine di km tra le montagne delle varie Sierre. è uno spettacolo da mozzare il fiato: non c’era una nuvola in cielo, continuavamo a sorpassare auto fuse dal troppo caldo e noi in 4 + bagagli + aria condizionata abbiamo retto alla grande.
foto poco convincente del deserto. è poco fotogenico mi sa.
Arriviamo a Granada, piccolo gioiello tra le montagne della Sierra Nevada, e cerchiamo una pensione perchè i campeggi sono troppo fuori mano. In pieno centro becchiamo la PENSION CINCO GATOS tenuta da una vecchina alta 1.20 combattiva e circondata da gatti e dal marito, ci affitta 2 stanze a 20 euro a notte. accettiamo esaltate. La casa è un reperto di inizi novecento, tenuta benissimo e arredata da "casa della nonna" con lettoni di legno e comò. ci innamoriamo subito di tutto: l’ambiente, la signora Minù alta poco più di un metro, la piazza con enormi alberi interamente ricoperti di uccelli neri rumorosissimi "es como la pelicula de Hitchcock" dice la Signora Minù, e in effetti..
Dopo esserci riposati un’oretta dopo il lungo viaggio, usciamo a fare due passi e a cercare cibo.ovviamente. Finalmente mangiamo una Paella buonina e torniamo a casa mediamente distrutti. La mattina dopo tiro giù dal letto il Dayno all’alba delle 10 per girare la città. gli altri due sono in modalità "vacanza sonnolenta" quindi li lasciamo dormire. Abbiamo vagato per il quartiere arabo fino a San Nicolas dove c’è il belvedere, passando per viuzze meravigliose, case bianche e arabeggianti. i bagni arabi: che meraviglia. Da San Nicolas si domina la città e l’Alhambra, meta del giorno successivo. Dopo un pranzo a base di Gazpacho Andaluz siamo tornati verso la pensione a pennicare un pochino (fino alle 18. ahem) dopodichè siamo usciti per altro giretto assieme agli altri due riemersi dalle lenzuola.
Altro giretto per viuzze arabe, non poteva mancare una bevuta di tè e una fumata di narghilè in una teteria araba.
Ne siamo usciti leggermente storditi ma felici e IL CASO ha voluto che io e Bubu ci siamo fiondate in un negozietto etnico a comprarci degli orecchini, dove il simpatico e caruccio commesso ci ha consigliato di andare alla serata di flamenco alle grotte di San Nicolas, quella sera. ovviamente ci siamo fiondati. La visione dell’Alhambra al tramonto toglieva il fiato. Il posto in sè era magico: all’interno di grotte scavate nelle colline c’è la sede di un’associazione culturale dove abbiamo mangiato ottimi bocadillos e visto un concerto di flamenco da paura. eravamo una trentina di persone in tutto, come il giovine aveva previsto, poichè la massa di turisti ignorava l’esistenza di quel luogo e dei concerti. 1 ora e mezza di musica andalusa. pelle d’oca. tutto era perfetto. Abbiamo chiamato un taxi e siamo tornati alla pensione felici, ebbri di suoni, musiche e paesaggi che ormai erano già parte di noi.
Alhambra al tramonto.
La mattina dopo io e il Dayno ci siamo svegliati alle 6 per visitare l’Alhambra. Dopo 2 ore di coda (migliaia di persone. NON SCHERZO!) finalmente abbiamo potuto ammirare questo capolavoro centenario di arte araba. E’ stata la dimora dei califfi a lungo (e ci credo! uno spettacolo!!). qualche foto esplicativa, a parole non so bene come descriverla.
sì dai, una mia foto all’Alhambra ci sta.
Tutto splendido e meraviglioso, non serve aggiungere altro.
Ripartiamo alla volta di TARIFA. Impressionante il livello di evoluzione della Spagna per quanto riguarda l’energia alternativa. Tutto il sud è costellato di impianti eolici, per niente aggressivi nel paesaggio, anzi. Danno un senso di dinamismo sull’arida terra , bianchi, enormi pale sottili stagliate nel cielo blu. Notevole, non c’è che dire.
Tarifa è la mecca dei surfisti, e infatti c’è una spiaggia che potrebbe far invidia a CopaCabana per le dimensioni. Circondata da dune e nuotata dai surfisti di mezza europa, invoglia a tuffarvicisi.
Piazziamo la tenda nell’unico campeggio con ancora una piazzola libera dopo almeno 7 COMPLETI e passiamo la serata a combattere le mosche e ad ubriacarci di vodka e aranciata. Deliriamo per ore e decidiamo di trascinarci alla scoperta della spiaggia. dune sabbiose nel buio della notte, cielo stellato, la luna piena riflessa sul mare. e noi sbronzi. meraviglie della natura.
dopo aver conosciuto un padovano-parigino assieme a due francesine, arranchiamo verso la tenda dove collassiamo in 4 secondi.
Il giorno successivo lo passiamo ad arrostirci in spiaggia, con bagno annesso. Bagno nell’oceano. gelido. artico. ma temprante. niente a che vedere con il Mediterraneo, ovviamente.. ci scotticchiamo discretamente. La sera cena home-made con fornelletto e pastasciutta con sugo barilla. Grandi giocate a carte. Collassata in tenda.
L’11 agosto gitarella a Cadiz, città vicina a Tarifa, verso il Portogallo. Arriviamo e pranziamo talmente brutalmente da non riuscire ad alzarci per svariato tempo dalle sedie. Rando e Bubu rimangono a dormire su una panchina per ore, io trascino il Dayno a passeggiare. L’unica cosa carina è questo edificio in mezzo al mare, o sarebbe meglio dire in mezzo alla laguna, raggiungibile attraverso una camminata tra le acque calme.
giuovani cadicini che si tuffavano nel mare limpido.
La sera siamo andati a Tarifa by night dove ci siamo scolati FINALMENTE un enorme mojito da 1/2 litro in una sorta di ghetto padovano trasferito al sud della Spagna. I bar erano quasi tutti italiani, lo spritz veniva servito come un normale mercoledì sera delirante qui da noi. un po’ una tristezza percorrere 3000 km per farci servire lo spritz ma vabè. non proprio sobri siamo tornati in campeggio insultando tutti lungo la strada. infatti ad un certo punto ci hanno lanciato qualcosa, colpendo l’auto. poco male, nessun danno.
La mattina dopo giretto a Tarifa By day con pranzetto SANO a base di gazpacho e tortilla.
odddio che buooono il gazpacho. devo imparare a farlo.
Dopo pranzo si riparte in direzione Cabo de Gata, punta a sud-est della spagna.
Saluto al Marocco.
A Cabo de Gata abbiamo trovato un campeggio super fico in mezzo al nulla. siamo arrivati giusti in tempo per montare la tenda e collassare.
La mattina dopo siamo stati svegliati da un enorme scorpione marrone che creava agitazione tra i vicini di tenda torinesi. poco male, si è infilato tra 2 sassi e non si è mai più mosso. Giornata al mare tra fenicotteri e papere, come parco naturale non era malaccio ma mi aspettavo qualcosa di meglio.
Inoltre CALDO TORRIDO. qui abbiamo sofferto il caldo da morire.
CONSIDERAZIONE 2: il caldo attira le mosche, e si sa. ma le mosche andaluse provano piacere ad appoggiarsi sul tuo corpo, in particolare sul viso. specialmente mentre parli per cui ti senti come uno dei bambini africani dei documentari con le mosche attorno agli occhi che tentano di infilarsi in naso, orecchie e bocca facendoti pressochè impazzire dal fastidio. il Dayno ha rasentato la follia. Però ha affinato un’arte suprema per uccidere a mani nude le mosche. affascinante, a tratti.
Tornando a noi, faceva un caldo allucinante e abbiamo rischiato di cuocerci a lungo su quella sabbia. per fortuna siamo fuggiti poco prima che il nostro corpo profumasse di grigliata.
Il giorno dopo ri-partenza per un LUUUUNGO viaggio su su su fino a Figueras dove, devastati da un viaggio interminabile, abbiamo dormito in un ostello da film horror con carta da parati sgualcita, neon lampeggianti nei corridoi, tenda da omicidio nella vasca da bagno e ovviamente temporale che imperversava. tutto molto impressionante. ciò nonostante dopo una birretta mi sono addormentata mentre il Dayno mi stava facendo un’interessantissima disquisizione commentando i programmi televisivi spagnoli. (l’oggetto del discorso l’ho capito il giorno dopo perchè, appunto, dormivo).
La mattina giro al Museo di Dalì. quell’uomo era un genio. e si sa. peccato per le orde di turisti impazziti che impedivano una corretta e serena visualizzazione delle opere del Maestro. Sono uscita da quel museo più innervosita che altro, però quello che ho visto mi è piaciuto molto.
CONSIDERAZIONE 3: La gente è stupida. e questo ormai è appurato. Ma non pensavo che arrivasse al livello di ammirare le bellezze di questo mondo attraverso un monitor, sia esso di macchina fotografica o di videocamera. PER DIO! Spegnete quegli aggeggi e guardate le meraviglie che vi circondano ad occhio nudo, è insopportabile il fatto che la gente si faccia foto abbracciata davanti ai pesci tropicali, limonando durissimo sotto una bellissima arcata araba, tenendo in braccio figli frignanti davanti ad un quadro di Dalì. Io dico BASTA. sono intollerante LO SO ma è una cosa urticante e vergognosa.
DETTO CIO’. dopo l’esperienza allucinante al museo siamo ripartiti verso il Bel Paese. Ore ed ore di caselli, sorpassi, autostrade interminabili. vento vento vento. caselli, autostrade. tunnel. vento. Alle 22 arriviamo a Le Grazie. Ridente paesino in provincia di La Spezia. Lì ci sbafiamo una pizza (mmmhhhh.. bòna!) e assieme a Mr. Morando e al Signor Vito ci trasferiamo con un gommoncino nella barca che diventerà la nostra casa per i successivi 4 giorni.
Premetto che la mia esperienza nautica si limita a quella sui traghetti. Quindi inizialmente ero un po’ perplessa sulla resistenza del mio stomaco a 4 giorni in balia delle onde. E INVECE ho resistito ottimamente.
grazie a dio in questi ultimi 4 giorni ci siamo coloriti notevolmente, la barca è una ficata perchè hai sempre il vento tra i capelli e quindi non accusi il calore del sole che invece ti arroventa la pelle. Eravamo abbronzati, salini, felici, rilassati. Abbiamo imparato un po’ di linguaggio nautico come "cazza la randa" e alcune curiosità su barche, precedenza in mare, utilizzo di wc a pompa e soprattutto il piacere di cenare assieme in barca e poi fumare una sigaretta guardando il sole che tramonta dietro le cinque terre.
Meravigliosa Porto Venere illuminata per la festa della Madonna Bianca. candele disseminate per viuzze, finestre su fino alla chiesa e alla scogliera.
ho ancora gli occhi pieni di immagini ed emozioni e la pelle abbronzata che ha assorbito in profondità il sale di oceano e mari tanto diversi e tanto lontani.
questo resoconto è un po’ lungo. a dire il vero l’ho scritto più per me e per i miei compagni di viaggio che altro. quindi non mi aspetto che altri resistano fino alla fine.
concludendo: la Spagna è un paese bellissimo. l’Andalusia una terra che trasuda storia e tradizioni. l’Italia rimane comunque la mia terra ed è altrettanto meravigliosa. ovvietà? può essere.. ma mi fa piacere puntualizzarlo ancora una volta.