"Questa è soltanto la sua cassetta. La Susanna che volevi sta fuori"
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 11 gennaio 2006 - ore 11:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Tra il Veneto e la Slovenia,
c’è di mezzo una fiaba"
Narratori di fiabe: Francesco Basso e Rossella Biolo
Improvvisatori di fiabe: Scuola Belleville
Bevitori di spritz: Tutti!
Spritz-offerenti: Noi! Progetto VeneToEurope, Programma Gioventù della commissione europea, Progetto Giovani e Ass.ne Xena di Padova
Spazio-offerente: Libreria Kaosmosi, riviera San Benedetto 108, Padova
Vi aspetto lunedì 16 gennaio alle 18.30!
Chi prima arriva, più spritz ha!
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lunedì 9 gennaio 2006 - ore 00:14
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Daniela Perego grazie vale
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domenica 8 gennaio 2006 - ore 17:47
di nevrosi e di abitudini
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Allora, c’è questo odiosissimo giochetto delle cinque strane abitudini che sta girando tra i blog e io odio un po’ chi mi ha passato la palla perché ci ho dovuto pure pensare alle mie strane abitudini. E io invece, come ho già detto a qualcuno, sono donna alquanto “normale” (Rachele e Valentina ne sanno il vero significato

) e soprattutto poco avvezza alle abitudini: dipendono dai miei periodi e quindi non riesco a tenerle per molto tempo...
Però a teatro c’è una cosa che ho imparato, e cioè che, se si propone un gioco, la figura dello stupido la fa chi non vuole provare a giocare.
E avendo io qualche ora della notte insonne di questi tempi, ho direzionato i miei pensieri all’osservazione di me stessa dal di fuori. Una specie di esperienza mistica

Ho cercato anche di iniziare 5 nuove abitudini, così da poterle scrivere, ma non ci sono riuscita. Le ho già mollate tutte e cinque.
Però ho trovato alcune cose che suscitano in me una reazione istintiva quasi abitudinaria. Ad esempio il fatto che se qualcuno (ma chiunque, anche mia mamma per dire) mi dà una pacca sul sedere, io sono capace di girarmi e staccargli le mani a morsi.
Però se volete farmi restare buona, basta che mi accarezziate i capelli e la testa, e io mi rilasso e mi addormento e non rompo + le palle.
Tra l’altro quando sono molto molto stanca ma rilassata mi metto a cantare anche in mezzo agli altri senza rendermene conto. Mentre si sa che normalmente canto solo se ci sono persone che conosco e di cui mi fido.
Ah! Non riesco a studiare sulla mia scrivania e mi metto sempre sul letto, e quando mi stufo anche del letto, mi metto per terra.
Beh questa poi la sanno in molti: se in luoghi pubblici vedo una coppietta che si sbaciucchia continuamente o che sta sempre appiccicata o che continua a guardarsi con occhi languidi, ringhio oppure giro gli occhi al cielo e faccio versi di sofferta sopportazione. Nei periodi peggiori faccio di tutto per dare fastidio e far sì che si stacchino o se ne vadano. Che poi alla fine me ne vado sempre io per prima.
Spero che Fabio ora sia contento. la mia gratitudine naturalmente va anche a leonida
La palla non la passo a nessuno perchè l’avete già fatto + o meno tutti mi sa...
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domenica 8 gennaio 2006 - ore 15:30
Domatori di pinguini
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La cosa che vorrei sapere a questo punto da voi, attenti osservatori del mondo e delle sue manifestazioni nonché attenti osservatori della tv, è questa. Ritenete sia più pericoloso un pinguino, un canguro, uno struzzo o un serpente velenoso? Non vi sto prendendo in giro, e non è nemmeno una di quelle domande paradossali che fanno i bambini (“chi vince tra Mike Tyson e lUomo Ragno?”). Però è una domanda retorica, sì. Mi aspetto, per il mio ragionamento, che voi diciate “il serpente velenoso”, e voi lo direte e non farete i dispettosi rispondendo “il pinguino” per guastarmi il ragionamento. Bene, ora che abbiamo appurato che i serpenti velenosi dovrebbero essere più pericolosi dei pinguini, dei canguri e degli struzzi, volete allora spiegarmi per favore perché i documentari naturalistici sono affollati di squilibrati che ostentano ardimento abbracciando serpenti velenosi e mai nessuno che abbia il coraggio di abbracciare un pinguino? È evidente che quei poveri serpenti sono dei bonaccioni che non farebbero male a una mosca. Stan lì tutto il tempo a strofinarsi amabilmente contro dei signori rigorosamente in sahariana (ne ho appena visto uno nuovo, su Raidue). Che quei signori mostrino di che pasta sono fatti e abbiano il fegato di abbracciare un pinguino, se vogliono farci venire dei veri brividi. Che accarezzino amorevolmente lo struzzo che si tengono in grembo, se hanno tanto amore per il rischio. Ci stupiscano, una volta. Invece son sempre lì con i soliti serpenti, tsé.
http://www.wittgenstein.it/post/20050727_64265.html
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venerdì 6 gennaio 2006 - ore 22:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 3 gennaio 2006 - ore 18:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il brutto del tempo, a volte, è che deve passare, e quando deve passare, ci mette sempre un bel po’. Ma le persone non si smettono mai di amare veramente, ma tu ti devi lo stesso convincere davvero di non amarle più. Però poi a 40 anni ti troverai nel mezzo della notte a rivivere quell’istante di quando ne avevi 20 e lei era lì con te e stavate ascoltando quella musica. E tu eri davvero innamorato, ma tanto innamorato e però adesso, a 40 anni, lo stai proprio rivivendo quel momento e allora capisci che sei davvero innamorato anche adesso, che hai 40 anni e la stai sognando. Ma anche a 30 quando sentirai per strada qualcuno ridere come lei, e a 35 quando regaleranno un gabbiano di legno a tuo figlio o andranno di moda nei bar delle poltroncine a forma di fiore. Sarai sempre innamorato.
Ma quelli che l’adolescenza l’hanno vissuta di cosa si ricorderanno? Di baci avuti così, magari ad una festa e finiti con la festa successiva. Tutti sognavamo di avere un amore alla Jack Frusciante ma pochi, veramente pochi, lo trovavano. E solo una è l’età da Jack Frusciante perché poi, anche se ti capita di incontrarlo un amore così, non sei più Alex e non è più Adelaide.
Quindi ok, tu sei fatto di un 30% di De Andrè, di un 30% di Fossati e di un 30% di De Gregori, ma un 10% è di lei, che una volta shakerato, si invischia in tutto il resto e vallo tu a districare questo gomitolo. E come si fa? Non si può. Rimani così e te lo porti dietro. E quando racconterai di te alla prossima Adelaide, che non sarà mai più un’Adelaide ma qualcuno che per te avrà il ruolo di, racconterai inevitabilmente il tutto sporcato di quel colore che è il suo colore.
E lo so che non si capisce niente, ma quello che ti voglio dire è che tu ormai sei stato costruito anche con questa storia e non puoi pretendere di farti conoscere senza. E’ come la tempera blu che si sporca di un po’ di viola: non è più blu, è blu macchiato di viola e ormai sarà così per sempre, qualsiasi colore tu ci metta, ne uscirà sempre qualcosa che senza quel PoDiViola non poteva uscire. E quindi è inutile che cerchi di togliertelo. E nemmeno che ti disperi perché ti sei sporcato: se la macchia c’è, diventa tua, solo tua.
E se credi di aver perso i 16 anni, cercateli anche adesso. Ne ho conosciuto un altro che pensava di aver perso quegli anni lì e si era fissato che voleva tornare indietro a cercarli. E ha mollato lì i suoi 23. (e ha mollato anche me)
Per me i 16 anni li puoi trovare anche a 20 e anche a 25 se li sai cercare bene. Però rischi di arrivare a 30 ed essere in cerca dei 25. e ti sembrerà sempre che ti manchi qualcosa. E allora invece se pensi di aver perso qualcosa a 16, forse non è vero e ci stai ricavando il doppio a 23 ma magari i frutti li vedi solo più avanti.
“Era il cosiddetto «problema dei lucertoli»: quando ti spezzano la coda, dove vai ad aspettare che ti ricresca? Ti nascondi e stai nascosto fino a che non hai la coda nuova, o fai come se la coda ce l’avessi ancora e dici che non t’importa niente se ce l’hai o non ce l’hai?
Come si fa, eh? Come si fa?”
P. Mastrocola
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lunedì 2 gennaio 2006 - ore 16:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lui la guardò salire. Pensava a mille cose: chissà come le sta bene un vestitino a fiori scollato, glielo vorrei comperare io, e invece adesso lei cosa va a cercarsi un fidanzato, meglio se non lo trova, o se quel cretino annega o se lo ingoia un castoro, e cosa diavolo ci sta a fare un fidanzato tra noi due, non c’entra niente, e io adesso glielo dico, e invece no, non glielo dico, perché devo andare in biblioteca a scrivere, anche se non ho proprio neanche un’idea in testa, ma poi lo so che mi viene, perché le idee vengono sempre, le persone invece alle volte se ne vanno, soprattutto le persone un po’ speciali che magari hai appena incontrato e non vorresti che andassero via mai più, le legheresti al tuo braccio con un cordino, come si fa con i palloncini, ma anche i palloncini poi se ne vanno, volano via e tu rimani con il tuo stupido cordino al braccio e cosa te ne fai, guardi il palloncino che se ne va in alto e poi non lo vedi neanche più, e chissà quanti milioni di palloncini ci sono in cielo, tutti i palloncini che abbiamo perso, che idioti!, cosa stavamo facendo quando li abbiamo persi, cosa avremmo potuto fare per non perderli mai, e io adesso cosa ci vado a fare in biblioteca, posso benissimo non andarci, e allora perché ci vado, e lei sale su quel maledetto taxi…
P. Mastrocola
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giovedì 29 dicembre 2005 - ore 19:26
Cose che ho imparato non ancora troppo tardi:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro.
Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti
per non perderti più tra la folla,
nè tra le parole, nè tra le dichiarazioni, nè tra idee graziosamente precisate,
rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile "tutto intiero".
Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora.
Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile... Grotowski
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giovedì 29 dicembre 2005 - ore 02:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per chi so che verrà a sbirciare sul mio blog, per dirgli che ho apprezzato il suo regalo.
E per tutti gli altri, per condividere
"perchè basta anche un niente per essere felici,
basta vivere come le cose che dici
e dividereti in tutti gli amori che hai
senza perderti, perderti, perderti mai..." Canzone per Alda Merini/ R. Vecchioni
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martedì 27 dicembre 2005 - ore 15:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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