"Questa è soltanto la sua cassetta. La Susanna che volevi sta fuori"
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lunedì 11 luglio 2005 - ore 14:19
(categoria: " Riflessioni ")
Volevo scrivere qualcosa sul Live8, anche perché ho visto che in molti l’hanno fatto.
Ho deciso di dire quello che penso con le parole di altri, che riescono sempre meglio delle mie in certi casi.
Nel post sul blog di Vitto ci sono molte (quasi tutte) delle cose che penso anche io.
Dopodichè:
“Oggi il problema in Africa non sono i soldi. I soldi si trovano. Il vero problema è la capacità di mettere in applicazione progetti allorquando i fondi sono disponibili. Sono il primo a riconoscere che noi africani non siamo stati capaci di gestire i soldi piovuti dal nord”. Non solo i ricchi quindi, ma anche gli stessi africani sono da ritenersi responsabili delle politiche di sviluppo fallimentari applicate in Africa negli ultimi decenni.
Wade, presidente del Senegal.
Il concetto fondamentale per me è che il problema dello sviluppo non è innanzitutto una questione di soldi. E’ una questione di modo di pensare e di abitudini. E’ una questione di squilibri di interessi e di capacità di progettazione.
Di squilibri di opportunità. Economiche, ma soprattutto culturali.
La gente deve iniziare a capire che il problema non è tanto quello del povero bambino nero che muore di fame. Quella è la conseguenza che si risolve se agisci sulle cause.
E’ un problema ben più grande che non si risolve donando un euro (né mille).
Questo non significa che ognuno non possa fare qualcosa, anzi.
Il problema (uno dei) del Live8 e di manifestazioni del genere è che il giorno dopo finisce.
E cosa ha dato in mano alla gente? Le solite quattro statistiche d’effetto e buoni messaggi in bocca a gente poco credibile.
Ma è già qualcosa che siamo ancora qui a parlarne.
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lunedì 11 luglio 2005 - ore 13:45
(categoria: " Accadde Domani ")
La Smart Start, un'azienda di Irving, nel Texas, sta facendo soldi a palate grazie al primo dispositivo anti-guida in stato di ebbrezza. Il suo funzionamento e' semplicissimo: dopo aver acceso il quadro d'accensione, il pilota deve soffiare in un tubicino collegato a un rilevatore di tasso alcolemico. Se si supera il limite di legge la macchina non parte.
Per i furbi che potrebbero farsi accendere l'auto da una persona sobria, il marchingegno prevede controlli casuali anche durante la guida. Se non ci ferma immediatamente parte l'antifurto, le quattro frecce, i fari, il clacson e prima o poi una pattuglia della polizia vi ferma.
I principali acquirenti finora sono stati genitori apprensivi che stavano per regalare un'auto ai figli e il governo del New Mexico, che ha obbligato a installarlo gli automobilisti con precedenti per guida in stato di ebbrezza (il provvedimento dura un anno).
(Fonte: Repubblica)
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domenica 10 luglio 2005 - ore 14:35
qualche sera, destate...
(categoria: " Vita Quotidiana ")







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venerdì 8 luglio 2005 - ore 17:16
cose che ho imparato in 3 giorni
(categoria: " Riflessioni ")
Che rimanere zitta ad ascoltare una persona che ti riversa addosso tutte le sue
migliaia di parole senza volontà di condivisione, ma solo perché può finalmente raccontarsi a qualcuno… mi annoia. E quindi non mi si addice.
Che arriva un’età in cui riuscire a fare il giro della piazzetta a piedi
per ben 2 volte è un gran traguardo.
Che se ti circondi di cose che riempi di significati piccoli, rimani legata a pensieri piccoli.
Che in tutte le famiglie c’è un po’ del
peggio della tua. E, se sei fortunato, in alcune puoi trovare un peggio
peggiore del tuo.
Che la mia camera aveva davvero dei “poster stronzi troppo colorati appesi alle pareti”. E che ora li terrò chiusi nell’armadio.
Che, per quante volte tu ci vada con gente e in situazioni nuove, certi posti ti faranno sempre pensare alla stessa persona. Il che può avere i suoi risvolti positivi.
Che la gente, quando non sa di cosa parlare, parla d’amore.
E che palle.
Che qualcuno lo deve dire che le storie che finiscono non possono che finire. E finiamola di girarci troppo attorno.
Che bisogna avere il coraggio di selezionare la gente di cui ci si circonda, perché di gente inutile e dannosa ce n’è davvero troppa.
Che svegliarsi alle 6 del mattino è qualcosa di terribile. E sono convinta che faccia anche male alla salute
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martedì 5 luglio 2005 - ore 01:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Jodorowsky scrive: la gente desidera smettere di soffrire, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sua adorate sofferenze.

La vita è un atto poetico. Poesia che si contrappone all'aspetto prosaico per svelare tutto ciò che l'abitudine ricopre. Dunque l'importante è mettere tra parentesi ogni aspetto della vita che noi diamo per consolidato e rimanere recettivi alla meraviglia, che comunque si manifesta nel momento stesso in cui ci sentiamo vivi.
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lunedì 4 luglio 2005 - ore 00:53
martedì
(categoria: " Vita Quotidiana ")


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domenica 3 luglio 2005 - ore 21:29
dialoghi
(categoria: " Accadde Domani ")
<Sulla tua domanda perché sto con X.. penso che sia lo stesso motivo per cui mi sento ancora giovane e abbastanza “cazzone” (in senso buono): amo persone che mi danno qualcosa di nuovo ogni volta e che non riesco a paragonare ad altro, credo. Perché la mia definizione dell’essere giovani è: fare (ancora) cose per la prima volta.>
<Credo che sia la stessa cosa che piace un sacco anche a me.
il fatto che l'ultima persona che mi piaceva, di cui ti parlavo, ha 21 anni... Ora... è un caso, non sto diventando pedofila, ma ti fa capire un certo tipo di atteggiamento verso la vita.
Atteggiamento che in realtà ho sempre cercato nelle persone di cui mi perdevo, ma me ne sono resa conto solo da poco.
E mi sa che è anche il motivo per cui non riesco proprio nemmeno a pensarmi con ingegneri, avvocati o giornalisti. Mi annoia solo l'idea. Poi averli come amici è un altro discorso.. E poi parlo dello stereotipo dell’ing, avvocato o giornalista. (Però ho scoperto che di stereotipi in giro ce ne sono un sacco, che vivono e si riproducono purtroppo…)
Solo che la gente ormai si aspetta maturità a 24 anni e un comportamento ben diverso. il che non è facile da sopportare. ogni volta mi fa sentire in colpa.
in colpa di cosa, non lo so.
Fatto sta che io non credo che essere giovani implichi necessariamente essere irresponsabili. Mi so assumere tutte le mie responsabilità, quando è il caso.
Spesso quello che i miei vedono come uno scappare davanti ai problemi, x me è solo un modo per non complicarli ulteriormente.
Però vedi... a 20 anni non è che scegli se essere così. SEI così, e basta. Dico... la maggior parte di quelli che sono così. Beh insomma, spero che tu riesca a capire... Mentre a 24 (o 26) anni potresti/dovresti essere un vero giornalista o ingegnere in erba. Mentre se sei come a 20 è perchè scegli di prendere la vita in un certo modo. Scegli di reagire così "nonostante" e "grazie a" le esperienze che hai fatto, per quanto poche. e che hai assorbito.
Alla nostra età ti sai gustare l'incoscienza. A 20/18/17 anni ce l'hai e basta.>
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mercoledì 29 giugno 2005 - ore 14:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")

stasera, ore 21.30, giardino Appiani.
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mercoledì 29 giugno 2005 - ore 14:21
giullari! a corte!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“Non è vero che il singolo non possa fare niente per migliorare le cose.
Questa è la vera malattia della nostra epoca che chiamo “mania di impotenza” e che forse è solo una comoda illusione”
(Timoty Garton Ash)
storie storie storie
Raccontatemi
storie, ho bisogno di
storie.
Ieri mangiavo un gelato con una persona in grado di inventarsi una
storia con un vero inizio e una vera fine e nel mezzo mi perdevo ridendo e guardandola con gli occhi sbarrati. Parlava di balli, di Satana, di trippa, di Margherita e di Gargamella.
Quando ascolto Paolini e Guccini è x’ mi annoio e ho bisogno di
storie. (Sono Re Federico, c’è il Nemico?)
L’altra sera ho visto una ragazza baciarsi con un uomo noioso, che non sapeva raccontarle
storie, e che per questo l’ha persa.
Qualche volta in sogno mi sognavo, ed ero innamorata di un bambino con la barba che vestiva come Pierino e faceva un sacco di domande e si arrampicava sugli alberi, ed era bravissimo a inventarsi delle
storie tutte sue e a vederle reali. E poi finisce che le vedi anche tu.
Come Calvin&Hobbes.
Quello che non capisco è perché poi mi sento in colpa a rimanere Calvin e Hobbes torna ad essere un peluche e poi mi sveglio e non sono + innamorata.
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martedì 28 giugno 2005 - ore 14:31
Segnali all'orizzonte
(categoria: " Vita Quotidiana ")

stasera, ore 21.30:
ore 21.30 - Giardino Appiani
QUESTA NAVE
Rosso Cupo - una donna nelle Brigate Rosse
regia di A. Varvarà
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