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STO LEGGENDO

The perk of being a wallflower

E un vecchio Donna Moderna

HO VISTO

che il tempo passa, e tu sei li tranquillo quando ti viene un po’ di nostalgia del passato, tutto di un botto. E ti viene da sorridere, per essere rimasta chiusa fuori senza chiavi con le coinquiline, per la bici rubata all’uni, per aver investito con la seconda bici una tipa in pattini, per l’orribile mangiare della piovego, per tutti gli hotdoggini del sabato a Stoccolma... E sorridi perché è stato bellissimo!!

STO ASCOLTANDO

il rumore delle onde del Tamigi, sotto la mia finestra, e il battito del mio cuore, a tempo... E lo staff del pub che se ne va per la notte

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Da casalinga

ORA VORREI TANTO...

Non andare al lavoro domani!

STO STUDIANDO...

Come essere meno pigra!

OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) Le bolle di sapone nelle situazioni più improbabili





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domenica 30 ottobre 2005 - ore 22:28


anche questa è fatta
(categoria: " Accadde Domani ")



eh beh... uno non lo avrebbe mai detto! e invece sisi sono andata dal leso a dormire! e posso dire che mi sono letteralmente innamorata dei suoi coinquilini? voglio trasferirmi lì quasi quasi... mi hanno fatto sentire A CASA. ho passato delle ore così in rilassatezza come non mi capitava da tempo. prima mi era venuto in mente quando mi era successa l’ultima volta, ma adesso non me lo ricordo più. forse davvero troppo tempo

per il resto... il leso è sempre uguale, niente da dire a riguardo!


***

Ho le foto della mia laurea... una peggio dell’altra c’è da dire... saltatempo sei l’unico spritzino almeno un po’ inquadrato in una foto!!

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venerdì 28 ottobre 2005 - ore 21:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi ho scoperto per caso che lo svedese, dopo quattro mesi e più o meno dieci volte che ha visto una tipa, ci va a convivere assieme. in italia. a terni.

ora, ho visto le foto di lei, e non mi piace. ma sono soggettiva, e tanto! e ho visto le foto di lei e lui. sono felici, nella normalità di chi inizia ad uscire.

dovrei essere contenta per loro quindi. e invece no. chissà perchè uno pensa che dopo di me non troverai MAI nessuno di meglio! . è egoismo puro. è lucida e razionale gelosia.

ma concedetemelo almeno per oggi, ok? grazie.

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giovedì 27 ottobre 2005 - ore 13:17


Alla ricerca del tempo perduto
(categoria: " Pensieri ")


ogni tanto pensi a qualcosa che ti piaceva troppo, e ti chiedi dove l’hai buttata quella cosa, e soprattutto PERCHE’?! Nel senso, se una cosa ti piace tantissimo, e lo sai, perchè cavolo ti viene in mente di gettarla?! Avevo una maglietta con le fragoline, era stupenda, ma chissà dov’è... non la userei cmq visto che è di circa 17 anni fa. E un vestitino azzurro con le stelline bianche. E quella gonna con i tulipani che facevo impazzire mauro... alle elementari!
E poi quello zainetto della gas. ne ero innamorata, e lo usavo per la tuta di ginnastica, al liceo. Poi non so cosa mi è venuto in mente, ho detto: "Lo metto qui, così non lo perdo". e, naturalmente, non l’ho più trovato.

E poi c’era quel gioco. mio nonno mi aveva regalato un aereoplanino verde che volava. ero sicura che volasse. è da anni che ci penso, e dico a mia mamma che vorrei tanto sapere che fine ha fatto l’aereoplano che volava. Mi risponde ormai rassegnata che quell’aereo non ha mai volato, volava la mia fantasia visto che avevo massimo tre anni quando ci giocavo. che poi è strano che uno si ricordi di un gioco di tre anni... ma io mi ricordavo come fosse ieri ad una festicciola qui in salotto quando facevo volare l’aereo.
non mi sono mai rassegnata all’idea che quell’aereo militare non avesse poteri sovraumani, anche se all’inizio degli anni ottanta in effetti forse sarebbe sembrato alquanto tecnologico.

e poi, come per incanto, giorni fa mia mamma è tornata dal solaio. Pulizie di primavera, per così dire. E se ne torna giù con un aereo impolverato, tutto verde, di plastica. mi ci è voluto meno di un secondo per riconoscere, dopo 21 anni ... il mio aereooooooooo!!

e come per magia, se giri una manovella sul fondo, le eliche cominciano a girare... e sembra quasi che voli...



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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 16:24



(categoria: " Accadde Domani ")


tempo fa sono andata all’ikea. dopo un’azzardata mossa di attraversamento subito dopo il casello, a me ed elisa scappava la pipì! sarà per la tensione...
andiamo nel bagno ikea e vediamo la toilette per famiglie... ora, per quelli che all’ikea non ci sono ancora stati oppure come me hanno evitato il bagno, io ho fatto la foto!! solo gli svedesi pensano ad un cessetto per bimbi pure!!



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mercoledì 26 ottobre 2005 - ore 16:16


strappalacrime
(categoria: " Vita Quotidiana ")


commoventi. le lauree di ieri hanno porprio fatto effetto! ora, non so per cosa sia, perchè erano le ultime, o perchè tanti di quelli di ieri li conoscevo "bene", ma mi stava per scendere la lacrimuccia. Ora, le virgolette su "bene" servono solo perchè non posso dire di conoscere da milleduecento anni alcuni di loro, ma per alcuni versi mi sembra di rispecchiarmi in loro, e quindi per farla breve, dopo due anni, li considero Amici.

Fra poco qualcuno se ne andrà lontano lontano e si chiede quando e se ci rivedremo. Cinque anni di università e nove mesi (e passa) in culandia mi hanno insegnato che non si può mai dire. persone che pensavi non avresti più sentito o più visto sono rimbalzate nella mia vita. nel bene e nel male. ma soprattutto nel bene. ho ricevuto email di qualcuno che pensavo neppure si ricordasse che ero partita! e messaggi di pace sul messenger dopo due mesi di lotte e silenzi.
e poi ci sono stati quelli che, dall’inizio, è come se avessi portato in valiglia con me, perchè non se ne sono mai andati!

quindi io non vi so dire come andranno le cose, non lo so se avrò la costanza di sentirvi ogni giorno. ci saranno delle volte che sarò così felice e spensierata che -siamo onesti- non mi verrete in mente. ma ci sarà un momento poi, quando accenderò la TV e vedrò barcellona, o quando vedrò persone bersi uno spritz, o quando chissà leggerò un libro qualunque... ci saranno momenti in cui BOOM! mi verrete in mente!! e allora vi penserò, statene certi, e vi scriverò la mail, e chissà, andrò sul sito della ryan (perchè ricordiamoci che non avrò un euro come sempre) magari! insomma, non vi dimenticherò.
Questa perchè sono io, così con la testa per aria da non ricordarmi mai un compleanno (vero molly?!)! ma ricordartevi cmq che se mai mi cercate, io ci sarò sempre!!! fino a quando sarà possibile raggiungermi, io sarò lì. ok vado sempre in posti assurdi, ma internet c’è... e pure un telefono... e pure un indirizzo... prendete esempio dal leso 2004 che fra poco mi manda il gufo di harry potter con la posta!!

quindi sappiatelo, io ci sono!! e voglio continuare a sentire le vostre storie amorose , le vostre danze sevillane, e tutte le faccenduole quotidiane

baci!!

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sabato 22 ottobre 2005 - ore 22:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


felice. sollevata. rilassata. e da oggi influenzata. che dire...


ce l’ho fatta!!!!!!

grazie a quelli che c’erano! a quelli che mi hanno supportato!
alla controrelatrice che ha creduto davvero che le mie cellule fossero superpiù quanto in relatà sono morte!! ma non diciamoglielo questo...

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mercoledì 19 ottobre 2005 - ore 01:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


come dire... prima di andare... non ho ancora scelto se mettere gli stivali o i sandali. un bel dilemma, vero? sempre meglio che pensare a come presentare la tesi. a che faccia avrà il buon livio , alla maria cristina che si sente invecchiare nonostante il fisico da ventenne (beata lei), a giacky che ancora una volta sbiascicherà in un perfetto italiano-inglese-veneziano, alla bergantino che mammamia è proprio bruttina povera, e a marino, il buon vecchio marino che... beh dovreste chiedere a moreno... e vi cadrebbe l’occhio.

sono quasi le due, e quindi dirie che con le diapositive ci mettiamo una pietra sopra... che poi oggi in treno ero seduta vicino ad una donna svedese con i piedonzoli all’aria ed è passata la mia vecchia relatrice del biennio... della serie stavo ehm falsificando un po’ dati vari e lei arriva!! ma siiiiii dai che mi porta bene!!!!
vado a fare la valigia, fra 4 ore dovrei avere la sveglia sennò perdo il treno. notte!!

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mercoledì 19 ottobre 2005 - ore 01:33



(categoria: " Vita Quotidiana ")


momentaneamente non disponibile per sessione di laurea.

cari... ci rivediamo a breve... disoccupata e rilassata ... e cmq... siamo ottimisti!!

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lunedì 17 ottobre 2005 - ore 13:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")


non è facile.
domenica arriva l’ale, e mi dice: "ehi, dobbiamo incollare il papiro dell’elisa!" ok...
ma arriva senza cartellone perchè in realtà il papiro non è finito. tra le altre cose, mancano i versi conclusivi, mica facili...
allora chiamo mirna che ha sempre i versi conclusivi pronti per i suoi mille papiri. ma mi dice: "l’ale ha già la fine del TUO di papiro?!" "E che ne so..." "No, perchè se hanno la fine del tuo, allora ti do la fine per l’elisa"
Ieri mi telefona l’amica della marta per il suo papiro, da casa, ma io non rispondo e lei non richiama.
oggi leggo le mail, per scaricare la fine del papiro dell’elisa, e vedo che mi scrive l’amica della micol, per il suo papiro.
io la confondo con l’amica della marta, e dato che c’è un num di cell le scrivo scusa di non averla richiamata.
poi ci penso e mi rendo conto che ho sbagliato persona.

ma che casino sti papiri... e la cosa bella è che due su tre si laureano lo stesso mio giorno e non me li posso neanche godere!!!!

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venerdì 14 ottobre 2005 - ore 23:24



(categoria: " Poesia ")


Davanti alla casa, sotto un albero, stava una tavola apparecchiata, alla quale sedevano il Cappellaio e la Lepre. Stavano bevendo il the. Fra loro sedeva un Ghiro che dormiva saporitamente, mentre i due, appoggiandosi sulla sua testa, conversavano pacificamente. "Veramente un po’ scomodo per il Ghiro - penso` Alice - ma quello dorme e sicuramente non ci fa caso!"

Il tavolo era grande, ma i tre stavano seduti l’uno addosso all’altro. "Occupato! occupato!" si misero a gridare in coro quando videro che Alice si avvicinava. "Non c’e` occupato che tenga!" disse energicamente Alice, e si mise a sedere su di una poltrona in capo al tavolo!


"Un goccio di vino?" chiese gentilmente la Lepre.

Alice diede un’occhiata sul tavolo, ma vide soltanto la teiera. "Ma io non vedo il vino!" rispose.

"Appunto, il vino non c’e`!" dichiaro` la Lepre.

"Allora proprio non e` gentile da parte tua offrirmi il vino se non c’e`!" replico` Alice arrabbiata.

"Ma nemmeno da parte tua e` stato gentile sedersi alla nostra tavola senza essere invitata", disse la Lepre.

"Ma io non potevo sapere che il tavolo fosse soltanto per voi. - si scuso` Alice - Ci sono piu` di tre coperti".

"Dovresti farti tagliare i capelli." disse il Cappellaio. Egli aveva osservato Alice per qualche istante con molta curiosita`, e quelle furono le sue prime parole.

"E tu non dovresti fare osservazioni personali", disse Alice in tono severo.

Il Cappellaio spalanco` gli occhi ma quel che rispose fu questo: "Perche` un corvo somiglia a uno scrittoio?"

"Ecco, ora staremo allegri! - penso` Alice - Sono contenta che abbiano cominciato a proporre degli indovinelli... Credo di poterlo indovinare", soggiunse ad alta voce.

"Intendi dire che credi che troverai la risposta?" domando` la Lepre di Marzo.

"Proprio cosi`" disse Alice.

"Allora dovresti dirci che cosa pensi" continuo` la Lepre.

"Lo sto facendo. - si affretto` a rispondere Alice - Io penso cio` che dico. Pensare e dire fa lo stesso".

"Eh, no cara. Se dici: Io vedo cio` che mangio o io mangio cio` che vedo, non e` la stessa cosa", disse il Cappellaio.

Il Cappellaio

E la Lepre intervenne:"Con lo stesso diritto potresti dire che ’Cio` che mi appartiene mi piace’ e` lo stesso di ’Cio` che mi piace, mi appartiene’ ."

"Anche il Ghiro pur nel sonno, volle dire la sua:"Sarebbe come dire che: ’finche` dormo, vivo ’ sia lo stesso di ’finche` vivo, dormo ’ ."

"E’ lo stesso per te", disse il Cappellaio. E qui la conversazione cadde, e tutti stettero muti per un poco, mentre Alice cercava di ricordarsi tutto cio` che sapeva sui corvi e sugli scrittoi, il che non era molto.

Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. "In quale giorno del mese siamo?" disse, rivolgendosi ad Alice. Aveva cavato l’orologio dal taschino e lo guardava con un certo timore, scuotendolo di tanto in tanto, e portandoselo all’orecchio.

Alice penso` un po’ e rispose:"Oggi ne abbiamo quattro".

"Sbaglia di due giorni! - osservo` sospirando il Cappellaio - Te lo avevo detto che il burro avrebbe guastato il congegno!" soggiunse guardando con disgusto la Lepre di Marzo.

"Il burro era ottimo", rispose umilmente la Lepre di Marzo.

"Si` ma devono esserci entrate anche delle molliche di pane - borbotto` il Cappellaio - non dovevi metterlo dentro usando il coltello del pane."

La Lepre di Marzo prese l’orologio e lo guardo` malinconicamente: poi lo immerse nella sua tazza di the e l’osservo` di nuovo, ma non seppe far altro che ripetere l’osservazione di prima:"Il burro era ottimo, sai."

Alice, che l’aveva guardato curiosamente, con la coda dell’occhio, disse: "Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore."

"E a che scopo dovrebbe segnare le ore? Forse il tuo orologio segna gli anni?" brontolo` il Cappellaio.

"No - si affretto` a rispondere Alice - ma l’orologio segna lo stesso anno per molto tempo."

"Quello che fa il mio!" rispose il Cappellaio.

Alice ebbe un istante di grande confusione. Le pareva che l’osservazione del Cappellaio non avesse alcun senso; eppure egli parlava correttamente. "Non ti capisco bene!" disse allora con la maggiore delicatezza possibile.

"Il Ghiro s’e` addormentato, di nuovo!" disse il Cappellaio, e gli verso` sul naso un po’ di the bollente.

Il Ghiro scosse la testa, e senza aprire gli occhi mormoro`:"Gia`! Gia`! Stavo per dirlo io."

"Credi ancora di aver risolto l’indovinello?" disse il Cappellaio, rivolgendosi di nuovo ad Alice.

"No, ci rinuncio. - rispose Alice - Qual e` la risposta?"

"Non ne ho la minima idea" rispose il Cappellaio.

"Nemmeno io!" rispose la Lepre di Marzo.

Alice sospiro` seccata, e disse:"Credo che potresti fare qualcosa di meglio piuttosto che perdere tempo, proponendo indovinelli senza senso."

"Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, - rispose il Cappellaio, - non diresti che lo perdiamo."

"Non capisco che cosa tu voglia dire!" osservo` Alice.

"Certo che non lo capisci! - disse il Cappellaio, scuotendo il capo con aria di disprezzo - Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo."

"Forse no, - rispose prudentemente Alice - ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica."

"Ahi, adesso si spiega, - disse il Cappellaio. - Il tempo non vuol essere battuto. Se tu fossi in buon rapporti con lui, farebbe dell’orologio cio` che tu vuoi. Per esempio, supponi che siano le nove, l’ora di andare a scuola, basterebbe che gli dicessi una parolina all’ orecchio, e in un lampo la lancetta andrebbe avanti! Mezzogiorno, l’ora del pranzo!"

("Adesso vorrei proprio che fosse mezzogiorno..." bisbiglio` fra se` la Lepre di Marzo).

"Sarebbe magnifico, davvero - disse Alice pensosa - ma non avrei fame a quell’ora, capisci?"

"Forse non subito. Pero` potresti lasciare le lancette dell’orologio sulle dodici fin quando ti piacera`".

"E tu fai cosi`?" domando` Alice.

Il Cappellaio scosse tristemente la testa e rispose:"Io no. Nel marzo scorso abbiamo litigato... proprio quando divento` matta lei... - (e indico` col cucchiaio la Lepre di Marzo...) Fu al gran concerto dato dalla Regina di Cuori... li` dovetti cantare:

"Splendi, splendi, pipistrello!

Su pel cielo vai bel bello!"



"La sai questa canzone?"

"Ho sentito qualche cosa di simile" disse Alice.

"Senti come continua." disse il Cappellaio

Non t’importa d’esser solo

e sul mondo spieghi il volo.

Splendi. splendi...



A questo punto il Ghiro si riscosse, e comincio` a cantare nel sonno: "Splendi, splendi, splendi..." e continuo` fino a che gli dovettero dare dei pizzicotti per farlo tacere.

"Ebbene, avevo appena finito di cantare la prima strofa, - disse il Cappellaio, - quando la Regina si alzo` di colpo urlando:"Sta assassinando il tempo! Tagliategli la testa!"

"Feroce!" esclamo` Alice.

"E d’allora, - continuo` melanconicamente il Cappellaio, - il tempo non fa piu` nulla di quel che io voglio! Segna sempre le sei!"

Alice ebbe un’idea luminosa e domando`:"E’ per questo forse che vi sono tante tazze apparecchiate?"

"Per questo, - rispose il Cappellaio, - e` sempre l’ora del the, e non abbiamo mai tempo di risciacquare le tazze negl’intervalli."

"Cosi` le fate girare a turno, immagino..." disse Alice.

"Esatto." disse il Cappellaio.

"Ma quando arrivate al punto di partenza, come fate?"

"Che discorso noioso! - disse la Lepre - Se cambiassimo argomento? Io propongo che la signorina qui ci racconti una storia!"

"Ma io non ne so di storie!" intervenne Alice.

"Allora ce la dira` il Ghiro! - gridarono entrambi - Risvegliati Ghiro!" e gli dettero dei forti pizzicotti dai due lati.

Il Ghiro apri` lentamente gli occhi, e disse con voce debole e roca: "Io non dormivo! Ho sentito parola per parola tutto quello che avete detto."

"Raccontaci una storia allora!" disse la Lepre.

"Oh, si` per piacere" imploro` Alice.

"Ma fai in fretta - aggiunse il Cappellaio - altrimenti ti addormenti prima che la storia sia finita".

"C’erano una volta tre sorelle, - comincio` in gran fretta il Ghiro. - Si chiamavano Elsa, Lucia e Tilla; e abitavano in fondo a un pozzo..."

"Di che cosa vivevano?" volle sapere Alice, che s’interessava sempre di tutto cio` che si puo` mangiare e bere.

"Vivevano di zucchero candito" rispose il Ghiro dopo averci pensato un po’.

"Non e` possibile! - osservo` Alice - Si sarebbero ammalate..."

"Si sono ammalate e molto anche" rispose il Ghiro.

Alice cerco` di immaginarsi quella strana maniera di vivere, ma ne fu piu` che confusa e continuo`:"Ma perche` se ne stavano in fondo a un pozzo?"

"Vuoi forse ancora un po’ di the?" chiese la Lepre "Te lo verso?".

"Ma finora non ne hai versato proprio per niente!" rispose Alice piuttosto seccata.

"Vuoi dire che non ne puoi prendere meno. - disse il Cappellaio - "E’ molto piu` facile prenderne piu` di nulla che meno di nulla."

"Nessuno ha domandato il tuo parere!" aggiunse Alice.

"Chi e` ora che fa delle osservazioni personali?" domando` il Cappellaio con aria di trionfo.

Alice non seppe che rispondere; ma prese una tazza di the con pane e burro, e rivolgendosi al Ghiro, gli ripete` la domanda:"Perche` se ne stavano in fondo a un pozzo?"

Il Ghiro si prese un minuto o due per riflettere, e rispose:"Era un pozzo di zucchero candito".

"Ma non s’e` sentita mai una cosa simile! Interruppe Alice sdegnata. Ma la Lepre di Marzo e il Cappellaio facevano:"Ssst! Ssst!", e il Ghiro continuo` burbero:"Se ti comporti cosi` male, racconta tu allora la fine della storia!"

"No, continua pure! - disse Alice molto umilmente - Non ti interrompero` piu`. Forse esiste davvero un pozzo cosi`".

"Soltanto uno!", rispose il Ghiro indignato. Ad ogni modo acconsenti` a continuare:"E quelle tre sorelle... imparavano a trarne..."

"Che cosa traevano?" domando` Alice, dimenticando che aveva promesso di tacere.

"Zucchero candito!", rispose il Ghiro, questa volta senza riflettere.

"Mi occorre una tazza pulita, - interruppe il Cappellaio - spostiamoci tutti d’un posto!"

E mentre parlava si mosse, e il Ghiro lo segui`: la Lepre di Marzo occupo` il posto del Ghiro, e Alice si sedette di mala voglia al posto della Lepre di Marzo. Il solo Cappellaio s’avvantaggio` dello spostamento: e Alice si trovo` peggio di prima, perche` la Lepre di Marzo s’era rovesciato il bricco del latte nel piatto.

Alice, senza voler offendere di nuovo il Ghiro disse con molta discrezione:"Non capisco bene. Di dove traevano lo zucchero candito?"

"Tu puoi trarre l’acqua da un pozzo d’acqua? - disse il Cappellaio; - cosi` immagina: potresti trarre zucchero candito da un pozzo di zucchero candito... eh! scioccherella!"

"Ma esse erano nel pozzo!" disse Alice al Ghiro.

"Sicuro, e ci stavano bene!" disse il Ghiro.

A questa risposta sballata, Alice tacque per un bel po’.

"Imparavano a trarre, - continuo` il Ghiro, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi, perche` cadeva di sonno - e traevano cose d’ogni genere... tutte le cose che cominciano con la T..."

"E perche` la T?" chiese Alice.

"Perche` no?" grido` la Lepre di Marzo.

Alice tacque di nuovo.

Il Ghiro intanto aveva chiuso gli occhi cominciando a sonnecchiare; ma, pizzicato dal Cappellaio, si desto` con un grido, e continuo`:"Che cominciano con una T come una trappola, un topo, una topaia, un troppo... gia` tu dici:"il troppo stroppia", oh, non hai mai visto come si tira il troppo stroppia?"

"Veramente, ora che me lo chiedi, - disse Alice, molto confusa, - non saprei..."

"Allora stai zitta!" disse il Cappellaio.

A questo punto Alice perse la pazienza , alzo` i tacchi e se ne ando` via. La Marmotta si riaddormento` immediatamente e gli altri due fecero finta di niente, come se non si fossero nemmeno accorti che stesse andando via. Alice si volto` un paio di volte, nella speranza che la richiamassero. Macche`! I due erano intenti a spingere il povero Ghiro nella teiera.

"Non ci tornero` mai piu`! - disse Alice entrando nel bosco. - E’ la gente piu` stupida che io abbia mai conosciuto".


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