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io lo amerò per sempre. LINK
..e lui è

il cetriolo dell’imbornesia o Imbornillo
...che animale meraviglioso... *_*



Ho deciso di restare sola finché non avessi incontrato qualcuno che valesse veramente... Voglio dire, quando sei sola e vai con qualcuno così, per una volta, per avere un’ avventura... Cioè, ci si sente... Secondo me dopo ci si sente più soli di prima. Capisci, quando la sera poi ritorni a casa tua e sei appena andata a letto con un tizio qualsiasi e sai che non gliene frega niente e non frega niente neanche a te, e nessuno dei due ne ha ricavato niente, ecco, questo io lo trovo ancora più spaventoso che tenersi la propria solitudine. In questo senso, la solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci?
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 28 settembre 2006 - ore 17:26
(categoria: " Cinema ")
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giovedì 28 settembre 2006 - ore 01:17
film di stasera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
incantevole, toccante.
la protagonista è di una bellezza imbarazzante, la fotografia impeccabile e la minuziosità con cui viene descritta la vestizione della geisha è commovente.
"al tempio c’è una poesia intitolata La Mancanza, incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza, ma solo avvertirla"
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lunedì 25 settembre 2006 - ore 12:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
status.
si ricomincia..
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martedì 22 agosto 2006 - ore 16:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
più in fondo di così, c’è solo da scavare.
(frase tratta da "salirò" e per questo mi vergogno moltissimo. ma almeno rende l’idea.)
blog chiuso a data da definirsi.
saluti.
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martedì 22 agosto 2006 - ore 11:58
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 21 agosto 2006 - ore 14:13
verità.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E meglio essere odiati per ciò che si è che essere amati per ciò che non si è.
André Gide
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venerdì 18 agosto 2006 - ore 14:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 8 agosto 2006 - ore 10:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
tornerà tutto come prima cazzo. deve. è una cosa troppo bella e importante per lasciare che finisca.
partiamo. in tutti i sensi.Calabria.
forse questo blog rimarrà chiuso per un po’.. ma non temete.. tornerò più forte di prima!
You know that I,
would love to see ya Next Year,
I hope that I’m,
still alive Next Year,
you might be fine,
with the way i think about myself,
before you came,
i rarely thought about myself,
How dya feel,
I found a body underneath,
inside your head,
things i never thought about,
You know that I,
would love to see ya Next Year,
I hope that I’m,
still alive Next Year
What’s my view,
well how am i supposed to know
write to review,
well how objective can i be?
What’s my view,
well how am i supposed to know
write to review,
well how objective can i be?
You know that I,
would love to see you in that dress,
I hope that I,
will live to see you undress,
the every dare, is part of what consumes me,
the hit i deal, is part of what fuels me,
I testify, to hide my guilty feelings,
I must confess, I’d like to be caught stealing,
You know that I,
would love to see ya Next Year,
I hope that I’m,
still alive Next Year
What’s my view,
well how am i supposed to know
write to review,
well how objective can i be?
What’s my view,
well how am i supposed to know
write to review,
well how objective can i be?
I’d like to wait, to see how things turn out,
If you apply some pressure,
I’d like to wait, to see how things turn out,
If you apply some pressure,
What happens when you lose every-thing,
you just start again,
you start all over again,
What happens when you lose every-thing,
you just start again,
you start all over again,
I’d like to wait, to see how things turn out,
If you apply some pressure,
I’d like to wait, to see how things turn out,
If you apply some pressure,
What happens when you lose every-thing,
you just start again,
you start all over again,
What happens when you lose every-thing,
you just start again,
you start all over again,
What happens when you lose every-thing,
you just start again,
you start all over again,
(Apply some pressure)
What happens when you lose some pressure,
apply some pressure,
you lose some pressure
apply some pressure,
you lose some pressure
apply some pressure,
you lose some pressure
What happens when you lose some pressure,
apply some pressure,
you lose some pressure
(on every-thing)
you lose some pressure
you just start again,
You know that I,
would love to see ya Next Year,
I hope that I’m,
still alive Next Year,
You know that I,
would love to see you in that dress,
I hope that I,
will live to see you undress,
Maximo Park - Apply some pressure
(grazie mumu per avermi fatto conoscere questa canzone)
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lunedì 7 agosto 2006 - ore 21:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non si desidera ciò che è facile ottenere.
Ovidio
Canova - Amore e Psiche
Un re ed una regina avevano tre figlie. Le maggiori erano andate in spose a pretendenti di sangue reale, ma la più piccola, di nome Psiche, era talmente bella che nessun uomo osava corteggiarla, tutti l’adoravano come fosse una dea. Alcuni credevano che si trattasse dell’incarnazione di Venere sulla terra. Tutti adoravano e rendevano omaggio a Psiche trascurando però gli altari della vera dea, perfino i templi di Cnido, Pafo e Citera erano disertati per una mortale. Afrodite sentendosi trascurata ed offesa, a causa di una mortale, pensò di vendicarsi con l’aiuto di suo figlio Amore e delle frecce amorose. La vendetta d’Afrodite consisteva di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra, con il quale doveva condurre una vita di povertà e di dolore. Amore accettò subito la proposta della madre ma, appena vide Psiche rimase incantato della sua bellezza. Confuso dalla splendida visione, fece cadere sul suo stesso piede la freccia preparata per Psiche cadendo cosi, vittima del suo stesso inganno. Egli iniziò cosi ad amare la ragazza e non pensò neanche per un attimo di farle del male. Nel frattempo i genitori di Psiche si preoccupavano perché un gran numero di pretendenti veniva ad ammirare la figlia, ma nessuno aveva il coraggio di sposarla. Il padre, preoccupato decise di consultare un oracolo d’Apollo per sapere se la figlia avesse trovato un marito, l’oracolo però gli comunicò una brutta notizia. Egli avrebbe dovuto lasciare la figlia sulla sommità di una montagna, vestita con abito nuziale. Qui essa sarebbe stata corteggiata da un personaggio temuto dagli stessi dei. Malgrado questo, i genitori non volendo disubbidire alle predizioni dell’oracolo, portarono, al calar del sole, Psiche sulla montagna prescelta vestita di nozze, e la lasciarono lì sola al buio. Solo quando lei restò da sola venne uno Zefiro che la sollevò e la trasportò in volo su un letto di fiori profumati. Psiche si svegliò quando sorse il sole e guardandosi attorno vide un torrente che scorreva all’interno di un boschetto. Sulle rive di questo torrente s’innalzava un palazzo d’aspetto cosi nobile da sembrare quello di un dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano più splendide, tutte ricolme di tesori provenienti da ogni parte del mondo, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate. Lei di tanto in tanto si domandava di chi fossero tutti quei beni preziosi, e delle voci gli rispondevano che era tutto suo e che loro erano dei servitori al suo servizio. Giunta la sera lei si coricò su un giaciglio e sentì un’ombra che riposava al suo fianco, si spaventò, ma subito dopo, un caldo abbraccio la avvolse e sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo, e che non doveva chiedere chi fosse ma soprattutto non cercare di guardarlo, ma di accontentarsi del suo amore. La soffice voce e le morbide carezze vinsero il cuore di Psiche e lei non fece più domande. Per tutta la notte si scambiarono parole d’amore, ma prima che l’alba arrivasse, il misterioso marito sparì, promettendole che sarebbe tornato appena la notte fosse nuovamente calata. Psiche attendeva con ansia la notte, e con questo l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi decise, con l’assenso del marito, di fare venire le sue sorelle, anche se Amore l’avvertì che sarebbero state causa di dolore e d’infelicità. Il giorno seguente, un Zefiro portò le due sorelle da Psiche, lei fu felice di rivederle, e le due non furono di meno vedendo le ricchezze che possedeva. Ogni volta che le due facevano domande sul marito, Psiche sviava sempre la risposta o rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia. Le sorelle s’insospettirono delle strane risposte che dava Psiche, loro credevano che stesse nascondendo il marito perché era un mostro. Queste allusioni Psiche li smentì tutte, fino a quando non cedette e raccontò che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome. Allora le due maligne, accecate dalla gelosia, insinuarono nella mente della povera ragazza che suo marito doveva essere un mostro il quale nonostante le sue belle parole non avrebbe tardato a divorarla nel sonno. Quella notte come sempre Amore raggiunse Psiche e dopo averla abbracciata si addormentò. Quando fu sicura che egli dormisse, si alzò e prese una lampada per vederlo e un coltello nel caso in cui le avrebbe fatto del male. Avvicinandosi al marito la luce della lampada gli rivelò il più magnifico dei mostri, Amore era disteso, coi riccioli sparsi sulle guance rosate e le sue ali stavano dolcemente ripiegate sopra le spalle. Accanto a lui c’erano il suo arco e la sua faretra. La ragazza prese fra le mani una delle frecce dalla punta dorata, e subito fu infiammata di rinnovato amore per suo marito. Psiche moriva dalla voglia di baciarlo e sporgendosi, su di lui, fece cadere sulla sua spalla una goccia d’olio bollente dalla lampada. Svegliato di soprassalto, Amore balzò in piedi e capì quello che era successo e disse che lei aveva rovinato il loro amore e che ora erano costretti a separarsi per sempre. Lei si gettò ai suoi piedi ma Amore dispiegò le ali e scomparve nell’aria e con lui anche il castello. La povera Psiche si ritrovò da sola nel buio, chiamando invano l’amore che lei stessa aveva fatto svanire. Il primo pensiero di Psiche fu quello della morte, correndo verso la riva di un fiume lei si gettò dentro ma la corrente pietosa la riportò sull’altra riva, cosi iniziò a vagare per il mondo a cercare il suo amore. Amore, invece, tormentato dalla febbre per la spalla bruciata, o forse dallo stesso dolore di Psiche, trovò rifugio presso la dimora materna. Afrodite, quando venne a sapere che suo figlio aveva osato amare una mortale, che tra l’altro sua rivale, lo aggredì. Ma non potendo fare niente di male al figlio pensò di vendicarsi su Psiche, e con il permesso di Zeus mandò Ermes in giro per il mondo a divulgare la notizia che Psiche doveva essere punita come nemica degli dei, e che il premio per la sua cattura sarebbero stati sette baci che la stessa dea avrebbe donato. La notizia giunse fino alle orecchie di Psiche, che decise di sua volontà di andare sull’Olimpo a chiedere perdono. Appena arrivata sull’Olimpo, Afrodite, le strappò i vestiti e la fece flagellare, affermandole che questa era la punizione di una suocera addolorata per il figlio malato. Dopodiché le ordinò di ammucchiare un cumulo di grano, orzo, miglio e altri semi; di prendere un ciuffo di lana dal dorso di una pecora selvatica dal manto dorato; di riempire un’urna con le acque delle sorgenti dello Stige. In poche parole tutti compiti impossibili, che però Psiche riuscì a compiere con l’aiuto di formiche, che accumularono il grano, di una ninfa, che le spiegò come e quando avvicinare la pecora, e perfino dell’aquila di Zeus, che l’aiutò a prelevare le acque dello Stige. Queste erano solo alcune delle crudeltà che Afrodite infliggeva alla povera Psiche, ma quando Amore seppe di quello che stava succedendo in casa di sua madre, salì sull’Olimpo da Zeus per permettere il suo matrimonio con Psiche. Zeus, non potendo rifiutare la supplica di Amore, fece riunire tutti gli dei dove partecipò anche Psiche. A questa assemblea Zeus decise di elevare al grado di dea, Psiche. Cosi dicendo egli diede la coppa di nettare divino alla mortale che accettò con molta paura. Dopo svariate sofferenze, Psiche fu ben accolta sull’Olimpo, anche da sua suocera poiché aveva ridonato il sorriso al figlio, lo stesso giorno fu allestito un banchetto nuziale per festeggiare la nuova coppia. Amore e Psiche avevano trovato la felicità, ed il loro figlio fu una splendida femminuccia, alla quale fu dato il nome di Voluttà.
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PERMALINK
lunedì 7 agosto 2006 - ore 13:05
film di ieri sera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
bellissimo
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