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tra le pieghe di un lenzuolo
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soulive
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ORA VORREI TANTO...
un havana cola
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ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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“Il mio negozio si chiama Championship Vinyl. Vendo dischi di musica punk, blues, soul e R&B, un po’ di ska, qualcosina delle Antille, alcuni pop degli anni Sessanta – tutto per il serio collezionista di dischi, come dice la scritta, ironicamente all’antica, sulla vetrina. Stiamo in una tranquilla strada di Halloway, prudentemente piazzati in modo da attirare il minor numero possibile di curiosi di passaggio; non c’è nessuna ragione di capitare qui, a meno che uno non viva da queste parti, e la gente che vive da queste parti non sembra esageratamente interessata al mio Stiff Little Fingers etichetta bianca o alla mia unica copia di Blonde on Blonde”
"Maybe you’d sneak into the top ten.
But there’s just no room for you in the top five, sorry.
Those places are reserved for the kind of humiliation and heartbreak you’re just not capable of delivering."
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martedì 22 agosto 2006
ore 14:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
bird..
La musica è la tua propria esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non la vivi, non verrà mai fuori dal tuo strumento.
Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona come ti detta il tuo animo.
Charlie Parker
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I COMMENTI (2)
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giovedì 3 agosto 2006
ore 16:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
..piove con il sole... e un po come piangere di felicita!
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I COMMENTI (1)
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martedì 25 luglio 2006
ore 15:22 (categoria:
"Riflessioni")
Così cantano le dune del deserto Scoperta la musica dei granelli di sabbia E prodotta dallo scontro delle particelle. Ciascuno si "esprime" su tonalità diverse. La melodia più bella viene dallOman
<B>Così cantano le dune del deserto<br>Scoperta la musica dei granelli di sabbia</B> Il deserto, uno dei luoghi più silenziosi del nostro pianeta, nasconde un "canto" impercettibile al quale solo recentemente è stata data una spiegazione che verrà pubblicata sul prossimo numero di Physical Review Letters. Si tratta del canto che producono le dune. Parrà strano, ma le dune emettono suoni. Quelle di Sand Mountain in Nevada cantano note nella tonalità di Do maggiore, due ottave sotto il Do centrale. Nel deserto cileno le dune cantano nella tonalità di Fa maggiore, mentre le dune del Marocco cantano in Sol minore. Parola dei ricercatori del Centro Nazionale per le Ricerche Scientifiche di Parigi.
E noto che fin dai tempi di Marco Polo, che chi ha attraversato i deserti abbia prima o poi ha sentito un suono provenire dalle dune, un suono generalmente molto basso, che può durare anche diversi minuti. I suoni che ad alcuni sembrano quasi melodiosi mentre per altri sono poco più che rumori, possono variare in tonalità, ad esempio passano dal Si al Do maggiore. E questo, ad esempio, succede per le dune di Sand Mountain. Questi suoni hanno fatto sorgere un fiume di leggende, tantè che il suono stesso era diventata una leggende. Invece è una realtà.
Gli scienziati avevano già capito che i suoni venivano generati soprattutto quando si generavano valanghe, ma non era ancora trovata una spiegazione. Si era ipotizzato che la forza di una valanga poteva mettere in risonanza unintera duna facendola vibrare come un flauto o un violino. Ma se fosse stato vero, dune di diversa forma e dimensione avrebbero dovuto produrre una cacofonia di note diverse, invece di un unico caratteristico tono. Solo ora, dopo oltre 9 anni di ricerca e dopo aver visitato dune del Marocco, del Cile, della Cina e degli Stati Uniti, un gruppo di ricercatori internazionali ha trovato la risposta al canto delle dune.
"Lo scontro tra in grani di sabbia prodotti anche da un semplice calpestio porta poco a poco a sincronizzare tutti i granelli di sabbia fino al punto da far vibrare lintera duna come fosse un altoparlante di un impianto stereo. E la nota che ne esce dipende principalmente dalle dimensioni dei grandi di cui è composta una duna", spiega Stéphane Douady del centro per le ricerche scientifiche francese. Le ricerche sono state condotte sia sul campo, registrando i suoni, sia in laboratorio, dove si è potuto analizzare il comportamento dei singoli granelli di sabbia. Certo è che le dune non sono dei veri e propri strumenti musicali, ma il risultato è identico.
Il più bel canto? "Proviene dalle dune dellOman. E un suono davvero pulito. E come se qualcuno lo producesse cantando", spiega Douady. E quando cantano tutte insieme producono un concerto che interessa un po tutto il pianeta.
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I COMMENTI (5)
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martedì 25 luglio 2006
ore 12:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Dont You Worry Bout A Thing"
Everybodys got a thing But some dont know how to handle it Always reachin out in vain Accepting the things not worth having but
Dont you worry bout a thing Dont you worry bout a thing, mama Cause Ill be standing on the side When you check it out
They say your style of lifes a drag And that you must go other places But just dont you feel too bad When you get fooled by smiling faces but
Dont you worry bout a thing Dont you worry bout a thing, mama Cause Ill be standing on the side When you check it out...Yeah When you get it off...your trip Dont you worry bout a thing...Yeah Dont you worry bout a thing...Yeah
Dont you worry bout a thing Dont you worry bout a thing, mama Cause Ill be standing on the side When you check it out... When you get it off...your trip
Everybody needs a change A chance to check out the new But youre the only one to see The changes you take yourself through
Dont you worry bout a thing Dont you worry bout a thing, pretty mama Cause Ill be standing in the wings When you check it out
Dont you worry bout a thing
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martedì 25 luglio 2006
ore 09:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
una predica dev’essere come la minigonna: corta.. aderente alla vita.. e che lasci intravedere il mistero..
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lunedì 24 luglio 2006
ore 18:03 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Youve got a friend
When youre down and troubled And you need a helping hand And nothing, whoa nothing is going right. Close your eyes and think of me And soon I will be there To brighten up even your darkest nights.
You just call out my name, And you know whereever I am Ill come running, oh yeah baby To see you again. Winter, spring, summer, or fall, All you have to do is call And Ill be there, yeah, yeah, yeah. Youve got a friend.
If the sky above you Should turn dark and full of clouds And that old north wind should begin to blow Keep your head together and call my name out loud And soon I will be knocking upon your door. You just call out my name and you know where ever I am Ill come running to see you again. Winter, spring, summer or fall All you got to do is call And Ill be there, yeah, yeah, yeah.
Hey, aint it good to know that youve got a friend? People can be so cold. Theyll hurt you and desert you. Well theyll take your soul if you let them. Oh yeah, but dont you let them.
You just call out my name and you know wherever I am Ill come running to see you again. Oh babe, dont you know that, Winter spring summer or fall, Hey now, all youve got to do is call. Lord, Ill be there, yes I will. Youve got a friend. Youve got a friend. Aint it good to know youve got a friend. Aint it good to know youve got a friend. Youve got a friend.
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lunedì 24 luglio 2006
ore 14:10 (categoria:
"Poesia")
DANZA LENTA
DANZA LENTA
Hai mai guardato I bambini In un girotondo? O ascoltato il rumore della pioggia Quando cade a terra? O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? O osservato il sole allo svanire della notte? Faresti meglio a rallentare. Non danzare cosi veloce. Il tempo è breve. La musica non durerà.
Percorri ogni giorno In volo? Quando dici "Come stai"?" Ascolti la risposta? Quando la giornata è finita Ti stendi sul tuo letto Con centinaia di questioni successive Che ti passano per la testa? Faresti meglio a rallentare. Non danzare cosi veloce Il tempo è breve. La musica non durerà
Hai detto a tuo figlio, lo faremo domani? Senza notare nella fretta, Il suo dispiacere? Mai perso il contatto, Con una buona amicizia che poi è finita Perchè tu non avevi mai avuto tempo Di chiamare e dire "Ciao"? Faresti meglio a rallentare. Non danzare cosi veloce Il tempo è breve. La musica non durerà
Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte Ti perdi la metà del piacere di andarci. Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, E´ come un regalo mai aperto . . . Gettato via. La vita non è una corsa. Prendila più piano Ascolta la musica Prima che la canzone sia finita.
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venerdì 7 luglio 2006
ore 18:05 (categoria:
"Poesia")
"Writing on music is much like dancing on architecture.."
.."Scrivere di musica e come danzare di architettura"..
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lunedì 26 giugno 2006
ore 11:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ho rinnovato un po il mio sito...
http://www.matteotitotto.com
commenti please! e firmate il guestbook!
Ciao!
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lunedì 29 maggio 2006
ore 14:01 (categoria:
"Riflessioni")
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati negli anni 70 e 80, quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per laborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia 90. Per non aver vissuto direttamente il 68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.Siamo lultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due- tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2...Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina DAvena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cosè il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berli no, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione lhanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dallItalia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dellArca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche l e Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, lIncredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He- Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro- Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con lascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.La generazione che non ricorda lItalia Mondiale 82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che lItalia di questanno è la favorita...Lultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina allinverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L ultima generazione degli spinelli... Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non cerano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavan doci la testa con laceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby- surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo lacqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo  Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.
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