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ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata




Bisogna proprio non valer niente,
per non aver nemici.(Alfred Bougeard)

Un politico pensa alle prossime
elezioni, un uomo di stato alle
prossime generazioni (John Clarke)




Un simbolo di Padova....


Il Cavallo Ligneo di Palazzo della Ragione,
Manufatto m 5,75 di altezza e con una circonferenza di m 6,20.
Si caratterizza come uno di quelli maggiormente legati all’immagine di Padova.




Assomigli a Giulio Cesare!
Credi molto nelle tue capacita’,
e per questo non hai intenzione di sprecarle.
Sei attirato dalla possibilita’ di metterti alla prova e vincere le difficolta’ che ti si pongono sul cammino.
Del resto, hai sufficiente capacita’ di calcolo per riuscire in quello che fai: sei ambizioso, non avventato.
La tua ambizione, pero’, rischia di procurarti molti nemici.






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SONDAGGIO: VOLETE CHE IL BOSS TORNI ATTIVO???




Siii mi manca!!
Noooo, sta pure dalle tue modelle!!
Ma chemmenefrga?!!?
Si dai, anzi no!!!
No no no ...... Guardiamo al futuro
Troppo figo!!! :-p

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lunedì 6 marzo 2006 - ore 03:47



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Mitica GIUDI!!!
6 Fortissimaaa!


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lunedì 6 marzo 2006 - ore 03:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Grande DRAGS!!!!!!!!
Aggressivo con le ragazze!!!


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lunedì 6 marzo 2006 - ore 03:34


Bayliss resiste, paura per Corser
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Australia, 5 marzo 2006 - Troy Bayliss torna a vincere in Superbike con la sua Ducati dopo 4 anni e rimane in testa al Mondiale. James Toseland si fa sotto, Alex Barros corre da protagonista e l’iridato Troy Corser fa spaventare tutti per un incidente in gara-2. Il secondo appuntamento stagionale della Superbike, sul circuito di Phillip Island, ha regalato emozioni davvero intense.
Davanti a 80.000 spettatori le vittorie sono andate ai padroni di casa Corser (Suzuki) nella prima manche e Bayliss (Ducati) nella seconda. Ma è stata una buonissima gironata anche per il britannico Toseland (Honda), che ha messo insieme un secondo e un terzo posto e in classifica generale ora viaggia a un solo punto da Bayliss (75 a 74). Con Corser terzo a quota 63 e Barros (oggi a sua volta secondo e terzo) a 55 punti. Nella prima frazione l’australiano della Ducati è andato subito in fuga ma un problema di gomme l’ha costretto a chiudere sesto.
Attimi di paura nella seconda frazione per Corser: il campione del mondo in carica è scivolato al quarto giro mentre era nel pacchetto di testa e mentre era a terra è stato investito, non violentemente, da Barros. Portato all’ospedale di Dandenong per un controllo, dai primi accertamenti non sembra aver subito lesioni gravi. Roberto Rolfo (Ducati) è stato l’italiano più incisivo conquistando un quinto e un settimo posto in rimonta. Giornata nera invece per Lorenzo Lanzi (Ducati) costretto a partire in ultima fila in gara-1 (che ha chiuso 11°) e caduto in quella seguente. Due volte a punti invece Michel Fabrizio con la Honda.


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domenica 5 marzo 2006 - ore 18:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


-1

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domenica 5 marzo 2006 - ore 18:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")


- 2

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domenica 5 marzo 2006 - ore 16:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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domenica 5 marzo 2006 - ore 16:02


"Addio alla verginità a 13 anni" Le confessioni di Victoria Silvstedt
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Secondo un sondaggio le donne svedesi sono frettolose in materia di sesso. Pronte a rotolarsi tra le lenzuola del partner al quarto incontro, le sirene del Nord sono decisamente precoci. Non fa eccezione Victoria Silvestdt, 31 anni, che, al magazine FHM, ha confessato: “Io ho perso la verginità a 13 anni”. “E’ accaduto nel paesino dove sono cresciuta - con un ragazzo di 14 anni”. L’unico neo: “E’ finito troppo presto”.



Skellefteham, il villaggio che ha dato i natali alla Silvstedt il 19 Settembre del 1974, è un paesino molto vicino al circolo polare artico, i cui abitanti sono davvero pochi. Possibile che dunque che a qualcuno ora stiano fischiando le orecchie… ”Avevo 13 anni, ma ero consapevole” ha raccontato Victoria, insistendo di non essersi sentita troppo giovane per perdere la verginità. “Ero matura a quell’età. Mi sentivo come se avessi vent’anni”. Senza contare, ricorda la modella, che nei paesi nordici la tendenza ad anticipare la data del primo rapporto è diffusa. “E’ un fatto del tutto naturale per noi” ha detto. “Da sperimentare in giovanissima età”.

Detto questo ha fornito qualche dettaglio sull’esperienza. Non la migliore mai provata, vista l’inesperienza, ma decisamente soddisfacente considerato che era la prima volta per tutti e due gli amanti. La Silvstedt ha confessato di aver sperimentato diversi “tipi di posizioni erotiche”, lamentandosi solo di un dettaglio: la durata del rapporto. “Devo ammettere che è stato molto, molto rapido. E alla fine ho pensato: Wow, ma è davvero tutto qui?”


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domenica 5 marzo 2006 - ore 14:38


Chi ha ammazzato il Festival? Un crimine, tanti sicari
(categoria: " Vita Quotidiana ")



di Domenico Catagnano

L’agonia è lenta, impietosa e impetuosa. L’elettroshock di Bonolis aveva dato una botta di vita, ma è stato come il passaggio di una cometa, l’eccezione che conferma la regola: stanno ammazzando il Festival. La trama sembra uscita dalla penna di Agatha Christie, una sorta di "Assassinio sull’Orient Express" dove ogni personaggio dà una pugnalata per mandare al creatore la vittima.



E l’arma del delitto, anche quest’anno, è passata di mano in mano. L’ha tenuta parecchio Giorgio Panariello, che è partito davvero allo sbaraglio. Monologhi mediocri, conduzione in crescendo ma a livelli poco più che sufficienti, l’impressione di trovarsi lì per caso. Certo, gli va riconosciuta l’onestà di essersi preso le sue belle responsabilità, difendendo in primis i suoi autori per alcune scempiaggini che gli avevano scritto.

Ma anche loro, gli autori, Eddi Berni, Riccardo Cassini, Claudio Fasulo, Pietro Galeotti, Carlo Pistarino e Claudio Sabelli Fioretti, hanno le loro colpe. La farina del loro sacco c’è, al di là del fatto che l’ultima parola su quello da dire sul palco l’abbia avuta Panariello. Perle come la pizza Margherita che viola la par condicio o l’inopinato attacco dei cinesi sono uscite dalla loro fantasia. Va bene essere nazional-popolari, ma a tutto c’è un limite.

Complice, ma con qualche attenuante, lo scenografo da Oscar Dante Ferretti. Il suo modo di vedere il palco può piacere o non piacere: sicuramente innovativo, ma c’è chi l’ha giudicato buio, funereo, qualcuno ha scritto che l’aveva pensato solo per dare la giusta cornice alla macabra esibizione della Oxa. Però sarebbe stato lui a impuntarsi per non volere i fiori sul palco, e la cosa ha fatto arrabbiare tutta Sanremo, amministratori e floricoltori in primis.



La migliore l’ha detta il vicesindaco della città Andracco, uno showman prestato alla cosa pubblica (e se chiamassero lui come autore in futuro?): "La Rai ha pensato talmente presto ai fiori che quando è cominciato il Festival questi si erano seccati". A poco sono serviti i mazzi di "Bouquet Sanremo" scambiati quasi di nascosto sul palco: l’Ariston ha perso il suo profumo perché Ferretti avrebbe detto di no. La regia di Paolo Beldì non ha entusiasmato, nessuno sprazzo di quell’originalità a cui ci ha abituato. Ma dicono che gli hanno detto di svolgere solo un attento compitino, e lui quello ha dovuto fare.

Anche le giurie ci hanno messo del loro, perché, puntualmente, parecchie tra le migliori proposte musicali del Festival sono state mandate subito a casa. Rimane il mistero di come queste giurie siano state selezionate, perché se viene presa gente che acquista i cd, come si spiega che spesso le copie le vendono gli artisti sbattuti fuori? Aridatece la giuria di qualità, che è durata solo un anno e che sarebbe stata eliminata perché nel 2000 avrebbe determinato la vittoria degli Avion Travel. E la cosa non sarebbe piaciuta a molti addetti ai lavori, come ha confermato anche Mario Venuti, uno dei trombati di quest’edizione.

Se c’è però un mandante, quello è Mamma Rai. Sempre in bilico tra tradizione e innovazione, persa tra i vorrei ma non posso e i vorrei ma non voglio, la tv di Stato non è riuscita a confezionare uno show equilibrato, ma qualcosa che non è nè uno spettacolo di canzoni nè un varietà. Cinque serate sono troppe, e troppo è durata ogni singola serata, gonfiata in maniera sproporzionata dalla pubblicità. Cosa che anche a Panariello non è andata giù. "Gli spot massacrano il Festival", s’è lasciato scappare. Farraginoso anche il meccanismo della gara, un regolamento che in due serate elimina sei cantanti e che in una botta sola ne fa fuori dieci. Per non dire dei giovani, che hanno cantato a notte fonda. Li hanno seguiti con attenzione solo amici e parenti stretti.

Last but non least la questione cachet. Può un’azienda finanziata da soldi pubblici invocare la privacy per nascondere le cifre di una manifestazione così importante? Ma davvero questo Festival è costato tra i sette e i nove milioni di euro? Se davvero hanno assassinato Sanremo, sono stati scelti i migliori sicari sul mercato che non hanno fatto nessuno sconto.


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domenica 5 marzo 2006 - ore 03:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Grande Torella!!!!
Ti avevo detto che vincevi tra le donne!!!!!!!!!
Quindi ho vinto io la scommessa!!!!!!



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sabato 4 marzo 2006 - ore 20:25


MILAN-EMPOLI 3-0
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Per la sfida con l’Empoli, Carlo Ancelotti si affida alla coppia Gilardino-Inzaghi, con Shevchenko in panchina pronto a subentrare. Alle loro spalle Rui Costa, a centrocampo Vogel al posto di Pirlo davanti a una difesa a quattro con Costacurta-Kaladze centrali, Simic e Jankulovski a spingere sulle fasce. Nell’Empoli mister Cagni rinuncia a Tavano per rinforzare il centrocampo con la presenza di Zanetti.

Fin dalle prime battute di gioco il Milan assume con decisione il comando della gara, Inzaghi e Gilardino danno profondità all’azione mentre Rui Costa si propone con continuità nella trequarti toscana. L’Empoli tiene in avanti il solo Riganò e tra difesa e centrocampo costruisce un’autentica gabbia senza sbocco per i rossoneri. Al 10’ su una ripartenza impostata da Vogel il Milan arriva alla prima conclusione verso Balli. Rui Costa colpisce d’esterno, ma il pallone sorvola l’incrocio dei pali. Il più attivo dei toscani è Amiron il quale è sempre pronto a ricevere palla e a mettere in difficoltà la retroguardia milanista con efficaci puntate a rete tuttavia mal assistite da un attacco quasi inesistente. Le indicazioni di Carlo Ancelotti sono tutte ad indirizzo di Marek Jankulovski il quale dovrebbe assistere con maggiore efficacia la manovra offensiva. Al 22’ proprio una chiusura errata del ceco mette Buscè in condizione di concludere a rete in diagonale, ma Almiron giunge in ritardo per la possibile deviazione vincente. La partita sale di ritmo, l’Empoli riparte spesso in contropiede, ma il Milan al 30’ va vicino al colpo grosso. Costacurta in tackle nell’area avversaria mantiene palla e colpisce il palo alla destra di Balli. Nonostante il maggior possesso palla il Milan non riesce a sfondare, Gilardino e Inzaghi hanno pochi palloni giocabili e la ragnatela disegnata da Gigi Cagni innervosisce i giocatori milanisti. La giocata giusta arriva al 43’, Gilardino infatti mette un bel pallone in profondità per Inzaghi il quale punta Balli, ma il buon rientro di Pratali costringe Pippo a decentrarsi e a non trovare lo spunto vincente.

In avvio di ripresa il Milan si presenta in campo con Kakà al posto di Seedorf. Carlo Ancelotti si affida alla fantasia del brasiliano per sfondare il muro dell’Empoli, mentre l’allenatore rossonero comanda a Jankuloski di farsi trovare oltre la linea dei centrocampisti in fase offensiva. Effettivamente l’azione milanista manca di una continua spinta sulle fasce con il ceco e Simic piuttosto bloccati sulla linea di Kaladze e Costacurta. Al 10’ dopo alcune sterili azioni di gioco arriva la seconda sostituzione milanista: Pirlo rileva Rui Costa. Pochi minuti dopo il Milan sfiora il vantaggio, Kaladze si spinge in avanti e dai trenta metri libera il sinistro che tuttavia viene deviato in angolo. Non ci sono varchi per la manovra del Milan, l’Empoli si difende con efficacia e costringe Pirlo e compagni ad un continuo fraseggio senza sbocco. Anche la sfortuna ci mette del suo. Al 24’ infatti sugli sviluppi di un calcio d’angolo Simic di testa colpisce la traversa. Dopo il Kakà e Pirlo è il turno di Shevchenko, l’ucraino infatti subentra a Gilardino e dopo pochi secondi una sua conclusione spaventa Balli. Al 32’ il Milan trova finalmente il vantaggio. Kaladze è bravissimo a vedere Inzaghi e a servirlo in profondità, l’attaccante con la maglia numero nove si gira con la solita maestria e infila Balli. Cagni manda subito in campo Pozzi e Tavano, ma il Milan raddoppia al 36’. Kakà dal limite serve Shevchenko, l’ucraino controlla e trova l’angolino basso alla sinistra del portiere. Non è finita. Al 41’ infatti Pippo Inzaghi con la solita rapacità porta a tre le reti rossonere deviando in porta una punizione di Sheva. Milan cinico, obiettivo raggiunto.



MILAN-EMPOLI 3-0
Marcatori: Al 32’ del st Inzaghi, al 36’ del st Shevchenko, al 41’ del st Inzaghi
MILAN: Kalac; Simic, Costacurta, Kaladze, Jankulovski; Gattuso, Vogel, Seedorf (dal 1’ del st Kakà); Rui Costa (dal 10’ del st Pirlo) ; Inzaghi, Gilardino (dal 24’ del st Shevchenko).
All. Ancelotti
A disposizione: Dida, Nesta, Serginho, Amoroso.

EMPOLI: Balli; Raggi, Pratali (dal 27’ del st Ascoli), Vanigli, Tosto; Zanetti (dal 35’ del st Tavano), Buscè , Ficini, Moro, Almiron; Riganò (dal 33’ del st Pozzi).
All. Cagni
A disposizione: Cejas, Lucchini, Ascoli, Serafini, Lodi, Pozzi, Tavano. All: Cagni.
ARBITRO: Dondarini
Ammoniti: Vogel
Recupero: 3 minuti


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