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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) il sesso


Che ve lo dico a fare!!!!
Oh, Louisiana
Piove su di noi
Le nostre catene
Louisiana
Resti ad aspettare
E arriva il momento
Di cavalcare il fulmine
Louisiana
Oh, Louisiana
L’ ultima sigaretta
Miccia al tabacco
Poi il mio trono esplodera`
Apritevi finestre
Suonate campane
Il mostro nero elettrico
Oh, Louisiana
Piove su di noi
Strade imperfette
Niente vuol cambiare
Ma tutto brucia gia`
Bruciano i deserti
Dell’ umana carita`
Louisiana
Piove su di noi
Louisiana
Piove, piove
Sul continente di carta
Piove, piove
Un oceano di carta




I know I know for sure
That life is beautiful around the world

Penso di poterlo dire!!!!!




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sabato 26 novembre 2005 - ore 10:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Everybody knows about Hollywood skunks
Soulfull sex and funky monks
My tencil town is made of steel
Let’s whimp, let’s shout, let’s make a deal!

Hollywood and Hollywood not
We are so lively on the spot
Feel so alive, don’t know where to stop
Are you def or dumb or what?!

Silly little creature, Sikamikanico
Sittin’ on a bleature, Sikamikanico
I don’t want a teacher, Sikamikanico
If we’re gonna reach ya, Sikamikanico

Don’t you know ’bout Frank Sinatra
That’s all gone because I got up
We don’t just play, we display
Gotta give it up, gotta do it my way

Shootin’ my sex upto the cave
You might receive my radio wave
Shake it girl, you won’t get hurt
I knock my dick into the dirt

Silly little creature, Sikamikanico
Sittin’ on a bleature, Sikamikanico
I don’t want a teacher, Sikamikanico
If we’re gonna reach ya, Sikamikanico

Anybody want some, Sikamikanico
Everybody on the run, Sikamikanico
Rock it more breeza, Sikamikanico
If we’re gonna treasure, Sikamikanico

Hey, Ho, Let’s go
Mother Fucker, wanna be a jigolo
Let me demolo how it goes
Under ho sittin on my big toe
Hey Joe, a radio chump
I’ll never gonna overcome in Hollywood, I’ll come alone
Oh no, it would now leave my nose that you blow
Hey ho, let’s go

So big boy say you want bad news
We doubt our mama’s been confused
It’s plain to see we rock the groove
If you don’t like it, time to move

And all the press, you don’t amaze me
I’m not your dick so don’t appraise me
Never gonna fit your critical shit
You better watch out, you might get hit

Silly little creature, Sikamikanico
Sittin’ on a bleature, Sikamikanico
I don’t want a teacher, Sikamikanico
If we’re gonna reach ya, Sikamikanico

Anybody want some, Sikamikanico
Everybody on the run, Sikamikanico
Rock it more breeza, Sikamikanico
If we’re gonna treasure, Sikamikanico




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sabato 26 novembre 2005 - ore 10:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La strada dove finisce
senza piedi userò le mani mani
fino alla pista che non esiste
cvalcherò sui venti e gli uragani

Regina di periferia
con gli occhi della rabbia e dell’arcobaleno
che non conoscono la destinazione
e che mi dicono buon viaggio lacio drom

uh ti porterò... uh ti prenderò

La strada che non ha strisce
sarà la rotta sotto questa luna
coi suoi problemi coi suoi compromessi
e ogni volta non ritrovi mai la stessa

uh ti porterò... uh zingara... uh ti
porterò

Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino
e festa festa fino a mattina
sirena con due occhi grandi come la fame
balla balla e poi lasciami qui
uh ih uh ih lacio drom

La strada che non finisce mai
senza piedi userò le mie mani
e tutta l’arte di un equilibrista
per trovare un’altro mondo
per noi due... noi due...

E faccia faccia con la porta della paura
senza lacci senza cintura
sirena con due occhi grandi come la fame
guarda guarda io sono quaggiù

Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino
e festa festa fino a mattina
sirena con due occhi grandi come la fame
balla balla e poi lasciami qui

uh ih uh ih... uh lacio drom...

è festa festa,
fai festa festa...
fai festa festa festa festa
nella tua testa
uh ih uh uh... uh lacio drom



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giovedì 24 novembre 2005 - ore 11:00



(categoria: " Vita Quotidiana ")


I’ll be there for you
(When the rain starts to pour)
I’ll be there for you
(Like I’ve been there before)
I’ll be there for you
(’Cause you’re there for me too)




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mercoledì 23 novembre 2005 - ore 17:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Visa





e

Visa




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mercoledì 23 novembre 2005 - ore 10:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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martedì 22 novembre 2005 - ore 15:32


L’essenziale è invisibile agli occhi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!
Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E’ possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c’è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos’è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E’ vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E’ certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
" L’essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.


"<<Ecco il mio segreto. E’ molto semplice:
non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi>>."





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martedì 22 novembre 2005 - ore 09:50



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 21 novembre 2005 - ore 17:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 21 novembre 2005 - ore 16:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 21 novembre 2005 - ore 16:12


L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bertrand Morane, impeccabile ingegnere di Montpellier, quando stacca alla sera diviene irreperibile per tutti coloro che lo conoscono professionalmente o che, in un certo senso, gli sono amici. Infatti, le sue sere sono dedicate alle donne per le quali ha una insopprimibile attrattiva. Se lo colpiscono, egli le segue; inventa scuse per avvicinarle e per stare con loro. La sua collezione è interminabile: Delphine, Hèlène, Martine, Bernadette, Fabienne, Denise, Nicole, Uta, Liliane, Juliette, Vera... Eppure non è nè un play-boy, ne un casanova o un dongiovanni. Un giorno, quasi per parlare con se stesso, fissa le sue memorie in uno scritto che qualcuno gli consiglia di far pubblicare. Un editore, grazie alle intuizioni della acuta Geneviève, accetta l’impresa. Bertrand non conosce ancora il volto di Aurora, la telefonista che lo chiama ogni mattina e che più di ogni altra è penetrata nei suoi segreti, quando una sera, alla vigilia del Natale ’76, distratto da una donna, attraversa maldestramente la strada e viene investito. La serie delle "sue donne" sfila accanto alla tomba ancora aperta.


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