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![]() thesuan, 31 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Elemento portante della cupola Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Jim entra nel campo di Basket Due di Due The true story of Hole band HO VISTO PAura e delirio a Las vegas Scrubs Perfetti ma non troppo MotoGp STO ASCOLTANDO In questo momento i Franz Ferdinand il mio telefonino Villa Boninnnna...Uappa Joy! ABBIGLIAMENTO del GIORNO T-shirt Maglione Jeans eeee scarpe ORA VORREI TANTO... Dire a tutti:"Ciao Grazie!!!" STO STUDIANDO... Thorn di VillaBonninnna!! OGGI IL MIO UMORE E'... Uappi pin pabalon digei!!! ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) il sesso |
Che ve lo dico a fare!!!! Oh, Louisiana Piove su di noi Le nostre catene Louisiana Resti ad aspettare E arriva il momento Di cavalcare il fulmine Louisiana Oh, Louisiana L ultima sigaretta Miccia al tabacco Poi il mio trono esplodera` Apritevi finestre Suonate campane Il mostro nero elettrico Oh, Louisiana Piove su di noi Strade imperfette Niente vuol cambiare Ma tutto brucia gia` Bruciano i deserti Dell umana carita` Louisiana Piove su di noi Louisiana Piove, piove Sul continente di carta Piove, piove Un oceano di carta ![]() I know I know for sure That life is beautiful around the world Penso di poterlo dire!!!!!
sabato 26 novembre 2005 - ore 10:53 Everybody knows about Hollywood skunks Soulfull sex and funky monks My tencil town is made of steel Lets whimp, lets shout, lets make a deal! Hollywood and Hollywood not We are so lively on the spot Feel so alive, dont know where to stop Are you def or dumb or what?! Silly little creature, Sikamikanico Sittin on a bleature, Sikamikanico I dont want a teacher, Sikamikanico If were gonna reach ya, Sikamikanico Dont you know bout Frank Sinatra Thats all gone because I got up We dont just play, we display Gotta give it up, gotta do it my way Shootin my sex upto the cave You might receive my radio wave Shake it girl, you wont get hurt I knock my dick into the dirt Silly little creature, Sikamikanico Sittin on a bleature, Sikamikanico I dont want a teacher, Sikamikanico If were gonna reach ya, Sikamikanico Anybody want some, Sikamikanico Everybody on the run, Sikamikanico Rock it more breeza, Sikamikanico If were gonna treasure, Sikamikanico Hey, Ho, Lets go Mother Fucker, wanna be a jigolo Let me demolo how it goes Under ho sittin on my big toe Hey Joe, a radio chump Ill never gonna overcome in Hollywood, Ill come alone Oh no, it would now leave my nose that you blow Hey ho, lets go So big boy say you want bad news We doubt our mamas been confused Its plain to see we rock the groove If you dont like it, time to move And all the press, you dont amaze me Im not your dick so dont appraise me Never gonna fit your critical shit You better watch out, you might get hit Silly little creature, Sikamikanico Sittin on a bleature, Sikamikanico I dont want a teacher, Sikamikanico If were gonna reach ya, Sikamikanico Anybody want some, Sikamikanico Everybody on the run, Sikamikanico Rock it more breeza, Sikamikanico If were gonna treasure, Sikamikanico COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 26 novembre 2005 - ore 10:24 La strada dove finisce senza piedi userò le mani mani fino alla pista che non esiste cvalcherò sui venti e gli uragani Regina di periferia con gli occhi della rabbia e dellarcobaleno che non conoscono la destinazione e che mi dicono buon viaggio lacio drom uh ti porterò... uh ti prenderò La strada che non ha strisce sarà la rotta sotto questa luna coi suoi problemi coi suoi compromessi e ogni volta non ritrovi mai la stessa uh ti porterò... uh zingara... uh ti porterò Ti porterò nei posti dove cè del buon vino e festa festa fino a mattina sirena con due occhi grandi come la fame balla balla e poi lasciami qui uh ih uh ih lacio drom La strada che non finisce mai senza piedi userò le mie mani e tutta larte di un equilibrista per trovare unaltro mondo per noi due... noi due... E faccia faccia con la porta della paura senza lacci senza cintura sirena con due occhi grandi come la fame guarda guarda io sono quaggiù Ti porterò nei posti dove cè del buon vino e festa festa fino a mattina sirena con due occhi grandi come la fame balla balla e poi lasciami qui uh ih uh ih... uh lacio drom... è festa festa, fai festa festa... fai festa festa festa festa nella tua testa uh ih uh uh... uh lacio drom COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 24 novembre 2005 - ore 11:00 Ill be there for you (When the rain starts to pour) Ill be there for you (Like Ive been there before) Ill be there for you (Cause youre there for me too) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 23 novembre 2005 - ore 17:34 Visa ![]() e Visa LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 23 novembre 2005 - ore 10:22 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 22 novembre 2005 - ore 15:32 Lessenziale è invisibile agli occhi In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…." "Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…" "Sono la volpe", disse la volpe. " Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa ", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?" " Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. " Che cosa vuol dire addomesticare?" " Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E molto noioso! Allevano anche delle galline. E il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?" "No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?" " E una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…" " Creare dei legami?" " Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dellaltro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo." " Comincio a capire", disse il piccolo principe. " Cè un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…" "E possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…" "Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: " Su un altro pianeta?" " Sì" " Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" " No" " Questo mi interessa! E delle galline?" " No" " Non cè niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: " La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color doro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse. " Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose". " Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" " Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. " Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. " In principio tu ti sederai un po lontano da me, così, nellerba. Io ti guarderò con la coda dellocchio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po più vicino…." Il piccolo principe ritornò lindomani. " Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. " Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dellora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti". " Che cosè un rito?" disse il piccolo principe. " Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. " E quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, unora dalle altre ore. Cè un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando lora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E molto semplice: non si vede bene che col cuore. Lessenziale è invisibile agli occhi". " Lessenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. " E il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "E il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "<<Ecco il mio segreto. E molto semplice: non si vede bene che col cuore. Lessenziale è invisibile agli occhi>>." LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 22 novembre 2005 - ore 09:50 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 21 novembre 2005 - ore 17:03 LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 21 novembre 2005 - ore 16:14 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 21 novembre 2005 - ore 16:12 LUOMO CHE AMAVA LE DONNE Bertrand Morane, impeccabile ingegnere di Montpellier, quando stacca alla sera diviene irreperibile per tutti coloro che lo conoscono professionalmente o che, in un certo senso, gli sono amici. Infatti, le sue sere sono dedicate alle donne per le quali ha una insopprimibile attrattiva. Se lo colpiscono, egli le segue; inventa scuse per avvicinarle e per stare con loro. La sua collezione è interminabile: Delphine, Hèlène, Martine, Bernadette, Fabienne, Denise, Nicole, Uta, Liliane, Juliette, Vera... Eppure non è nè un play-boy, ne un casanova o un dongiovanni. Un giorno, quasi per parlare con se stesso, fissa le sue memorie in uno scritto che qualcuno gli consiglia di far pubblicare. Un editore, grazie alle intuizioni della acuta Geneviève, accetta limpresa. Bertrand non conosce ancora il volto di Aurora, la telefonista che lo chiama ogni mattina e che più di ogni altra è penetrata nei suoi segreti, quando una sera, alla vigilia del Natale 76, distratto da una donna, attraversa maldestramente la strada e viene investito. La serie delle "sue donne" sfila accanto alla tomba ancora aperta. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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