Consentitemi di essere esplicito....
non credo che vi piacero!!!
i signori proveranno invidia, le donzelle disgusto
noN vi piacerò affatto, non vi piacerò ora e ancor meno in seguito...
Signore, un avvertimento:
IO SONO PRONTO A TUTTO!!!
in ogni monento!
che sia merito o demerito
questo ora è difficile da dire...
tuttavia è certo che sono il degenerato, lubrico, debosciato,
Re della lussuria.
continuerò a spassarmela e
a provare ardenti passioni...
non doletevene!!
vi arrecherebbe afflizione.
e traete le conclusioni
stando alla distanza
cui vi terreste se stessi per mettervi la lingua sotto la sottana.
signori, non disperate
sono pronto a tutto, si!
lo stesso avvertimento vale anche per voi!
placate le vostre squallide erezioni
perchè quando avrete un amplesso vedrò di cosa sarete capaci...
allora saprò se siete venuti meno alle mie aspettative...
vi auguro di fottere immaginando che la vostra amante segreta
vi stia osservando di nascosto,
di provare le stesse sensazioni che ho provato
e che provo
e chiedervi:
è questo lo stesso brivido che sentiva lui??
avrà conosciuto qualcosa di più intenso?
o c’ è un muro di disgrazia
contro al quale tutti battiamo la testa in quel fulgido eterno momento?
questo è tutto!!!
questo il mio prolgo!!!
nessuna rima e nessun decoro...
non era quello che vi aspettavate?spero!
SONO TOMX E NON HO ALCUNA INTENZIONE DI PIACERVI!!!
PS: dopo gli ultimi avvenimenti, tutto è stato censurato.Per arrivare al sapere supremo, scrivetemi e vi sarà dato modo di aprire li occhi
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martedì 29 maggio 2007 - ore 17:04
noia
(categoria: " Poesia ")
Serrato, brulicante come un milione di vermi, un popolo di demoni gavazza nei nostri cervelli, e quando respiriamo, la morte ci scende nei polmoni quale un fiume invisibile dai cupi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, il pugnale, lincendio, non hanno ancora ricamato con le loro forme piacevoli il canovaccio banale dei nostri miseri destini, è perché non abbiamo, ahimé, unanima sufficientemente ardita.
Ma in mezzo agli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti, fra i mostri che guaiscono, urlano, grugniscono entro il serraglio infame dei nostri vizi,
uno ve nè, più laido, più cattivo, più immondo. Sebbene non faccia grandi gesti, né lanci acute strida, ridurrebbe volentieri la terra a una rovina e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo.
È la Noia! Locchio gravato da una lacrima involontaria, sogna patiboli fumando la sua pipa. Tu lo conosci, lettore, questo mostro delicato - tu, ipocrita lettore - mio simile e fratello!
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martedì 29 maggio 2007 - ore 12:42
Tomx Trismegisto
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Sono quello che sono.
Sono quello che beffa la morte, e ghigno.
Sono quello che marcia per non marcire.
Sono quello che non si ferma mai perchè vorrebbe dire retrocedere.
Sono lo sposo della vita, amante della morte.
Sono quello che ardisce ad ogni impresa.
Insomma sono un ITALIANO,
mai un comunista infatti meglio morto che rosso.
IN ALTO I CUORI!!!
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martedì 29 maggio 2007 - ore 12:27
PER SEMPRE IL NOSTRO IMPERO!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Discorso del 9 maggio 1936
-Ufficiali! Sottufficiali! Gregari di tutte le Forze Armate dello Stato, in Africa e in Italia !
-Camicie nere della rivoluzione ! Italiani e italiane in patria e nel mondo ! Ascoltate !
Con le decisioni che fra pochi istanti conoscerete e che furono acclamate dal Gran Consiglio del fascismo, un grande evento si compie: viene suggellato il destino dellEtiopia, oggi, 9 maggio, quattordicesimo anno dellera fascista.
Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.
LItalia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perché questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane. Impero di pace, perché 1Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dellEtiopia.
Questo è nella tradizione di Roma, che, dopo aver vinto, associava i popoli al suo destino. Ecco la legge, o italiani, che chiude un periodo della nostra storia e ne apre un altro come un immenso varco aperto su tutte le possibilità del futuro:
l. - I territorî e le genti che appartenevano allimpero di Etiopia sono posti sotto la sovranità piena e intera del Regno dItalia.
2. - Il titolo di imperatore dEtiopia viene assunto per sé e per i suoi successori dal re dItalia.
Ufficiali! Sottufficiali! Gregari di tutte le forze Armate dello Stato, in Africa e in Italia ! Camicie nere ! Italiani e italiane ! Il popolo italiano ha creato col suo sangue 1impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi. In questa certezza suprema, levate in alto, o legionari, le insegne, il ferro e i cuori, a salutare, dopo quindici secoli, la riapparizione dellimpero sui colli fatali di Roma.
Ne sarete voi degni? (La folla prorompe con un formidabile: « Si! »).
Questo grido è come un giuramento sacro, che vi impegna dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini, per la vita e per la morte !
Camicie nere ! Legionari ! Saluto al Re ! .
9 Maggio 1936 il Duce d’ Italia proclama l’Impero Coloniale Italiano in Africa le nostre colonie sono: Libia, Etiopia, Somalia e Eritrea. L’ Italia ha finalmente il suo impero, così fu il Duce, il Re, l’ Italia e gli italiani non potevamo stare a guardare le altre nazioni avere proprie colonie, l’Italia potenza com’era doveva avere anche lei le proprie colonie. I valorosi soldati hanno combattuto per gli italiani rischiando le proprie vite per noi Italiani portandoci a casa il posto al sole conquistato con il sangue italiano.
Le nazioni democratiche invidiose di questo non poterono stare a guardare e così inviarono all’ Italia delle sanzioni, le inique sanzioni, che all’Italia non servirono a niente perché una nazione come la nostra a quel tempo cadeva e si rialzava, cosa che adesso è impossibile che accada, l’ Italia sanzionata dalla minor parte del mondo perché molte nazioni continuarono a fare scambi commerciali.
Con le colonie l’ Italia lavora bene, infatti nello stesso anno l’ Italia riesce a stupire il mondo con ben 2 miliardi di attivo, cosa che neanche le più grandi potenze riuscirono a fare, costruirono strade, ferrovie, banche, porti, piazze, insomma si viveva bene non come adesso i coloni erano contenti. Allo scoppio della guerra l’ Italia neutrale entra in guerra il 10 Giugno 1940, poi dopo continue battaglie nelle colonie fra soldati italiani e quelli britannici, questi ultimi riuscirono a spuntarla e definitivamente nel 1943 l’ Impero Italiano in Africa viene sciolto.
Adesso le nostre vecchie colonie si trovano in piena miseria e guerra tra di loro e soprattutto Etiopia e Somalia. Mi viene un dubbio, ma se ce le lasciavano l’ Africa non sarebbe stata meno povera??Forse con questo governo di comunisti che pensano solo agli affari propri no, però….
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martedì 29 maggio 2007 - ore 11:10
L anima del vino
(categoria: " Poesia ")

Bacco-Caravaggio
Una sera lanima del vino cantava nelle bottiglie: «Uomo, caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!
So bene quanta fatica, quanto sudore, quanto sole cocente ci vuole, sulla collina che arde, per darmi vita e anima: ma non sarò né malevolo né ingrato,
perché provo una gioia immensa quando scendo nella gola dun uomo sfinito dal lavoro, e il suo caldo petto si fa dolce tomba dove mi trovo assai meglio che in una fredda cantina.
Non odi risuonare i ritornelli domenicali e la speranza che bisbiglia nel mio seno palpitante? I gomiti sul tavolo, le maniche rimboccate tu, felici, mi glorificherai;
io accenderò lo sguardo della tua donna affascinata; ridarò forza e colori a tuo figlio: sarò, per questo fragile atleta della vita, lolio che rassoda i muscoli dei lottatori.
Ti scenderò dentro, ambrosia vegetale, grano prezioso gettato dalleterno Seminatore, perché dal nostro amore nasca la poesia, che verso Dio spunterà come un raro fiore!»
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lunedì 28 maggio 2007 - ore 23:01
IN QUESTI GIORNI PIOVE TROPPO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco il mio ultimo acquisto

il burberrys fa impazzire tutte le troiette ahah
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sabato 26 maggio 2007 - ore 22:13
Tomx...non solo poesia misogina
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tomx ha vari lati...
uno fra questi è essere maddo duro e beuere durissimo...
ero presente per 2/3 alla festa di medicina di ierisera
Voglio gridare a tutti che ogni persona mi puo’ apprezzare da 3 punti di vista!!!!
URLOOOOOOOOOOOOO
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sabato 26 maggio 2007 - ore 14:25
..........
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco alcune belle parole che non sono mie, ma di un eccellente filosofo poco conosciuto, teorico di musica, e professore al Conservatorio. Ero accanto a lui in un gruppo di cui alcune persone che avevano preso il felice veleno, e mi parlò con un accento di indicibile disprezzo: «Non capisco perché luomo razionale e spirituale si serva di mezzi artificiali per raggiungere la beatitudine poetica, dal momento che lentusiasmo e la volontà sono sufficienti a innalzarlo a unesistenza soprannaturale. I grandi poeti, i filosofi, i profeti sono esseri che con il puro e libero esercizio della volontà giungono a uno stato in cui sono contemporaneamente causa ed effetto, soggetto e oggetto, ipnotizzatore e sonnambulo».
La penso esattamente come lui.
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sabato 26 maggio 2007 - ore 12:24
Mia dolce puttanella
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mia dolce puttanella
Ho fatto come mi hai detto, sporca figliola, me lo sono menato due volte leggendo i tuoi sms. Vado in sollucchero nel vedere che ami essere fottuta di culo. Sì, ora mi ricordo di quella notte in cui ti ho fottuta così a lungo il popò. Cara, quella è stata la scopata più memorabile che abbia mai fatto. Il cazzo è restato piantato in te per ore, fottendoti e rifottendoti la groppa. Sentivo le tue grosse natiche madide di sudore sotto il mio ventre e vedevo la tua faccia spiritata ed i tuoi occhi folli. Ad ogni colpo di coda che ti davo la tua lingua impudica guizzava fra le tue labbra e se ti davo un colpo molto più forte e profondo del solito, dei peti molli e grassi fuoriuscivano crepitando dal deretano. Avevi un culo pieno di peti quella notte, amore mio, e te li tiravo fuori a grappoli fottendoti, quei bei peti grassi, alcuni lunghi e ventosi, altri brevi, allegri e sfrigolanti e poi una gragnuola di minuscoli peti che si concludeva con una colata di umori che sgorgava dal tuo buco. È meraviglioso fottere una donna piena di peti e farli uscire ad uno ad uno ad ogni colpo di coda. Credo che riconoscerei ovunque un peto di Claudillax. Credo che potrei individuarlo in una sala piena di donne spetazzanti. È un rumore piuttosto leggero non il peto molle che immagino nelle donne grasse. È improvviso e secco e sporco come quello che una ragazza sfrontata mollerebbe la notte, per ridere, in un dormitorio. Spero che Claudillax continui a mollarmeli, questi bei peti, in faccia, perché possa respirarne il profumo.
Dici che quando ci vedremo me lo succhierai e vuoi che io ti lecchi la figa, piccola sporcacciona. Spero che una volta tu mi sorprenda mentre dormo vestito e che ti avvicini furtiva con la foia di una puttana negli occhi, e mi sbottoni delicatamente bottone dopo bottone la patta dei pantaloni e delicatamente ti impossessi del grosso mickey del tuo amante, e che lo ingoi con la tua bocca umida e che lo succhi ancora e ancora fino a quando diventa più grosso e più duro, e che te lo fai venire in bocca. Anch’io ti sorprenderò addormentata, ti rivolterò le sottane ed aprirò delicatamente le tue mutande ardenti, quindi mi stenderò delicatamente accanto a te ed inizierò a leccarti pigramente tutto attorno all’orlo peloso. Tu inizierai a muoverti e ad agitarti quando leccherò le labbra della figa, mia cara. Inizierai a gemere e grugnire e sospirare e scoreggiare di gioia nel sonno. Allora leccherò sempre più veloce e ancora più veloce come un cane vorace fino a che il tuo corpo non si torca selvaggiamente e che la tua figa non diventi una massa di bava.
Buona notte, mia piccola scoreggiona, mio sporco uccellino fottitore. C’è una parola stuzzicante, amore, che hai sottolineato per farmelo menare meglio. Scrivimela ancora con dolcezza, e altre più sporche, PIÙ SPORCHE...
Tomx
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giovedì 24 maggio 2007 - ore 21:46
Claudillax...
(categoria: " Amore & Eros ")

Mio dolce, sporco, uccellino fottitore,
Eccoti un’altra banconota per comperarti mutande graziose, calze o giarrettiere. Compera mutande da puttana, amore mio, e non trascurare di spruzzarle con qualche profumo delicato e anche di scolorarle appena un po’ di dietro.
Sembri ansiosa di sapere come ho accolto la tua lettera che dici più sconcia della mia. Come, più sconcia della mia, amore mio? Sì, è più sconcia in un passo o due. Penso al passo dove dici ciò che farai con la lingua (non penso al fatto che lo succhierai) ma soprattutto a quella parola stuzzicante che scrivi a lettere maiuscole e che sottolinei, piccola sporcacciona. Gli è che una tale parola (insieme alle altre due o tre che non hai scritto) eccita di per sé udirla sulle labbra di una ragazza. Ma spero che tu parli di te e non di me. Scrivimi una lettera lunghissima, piena di queste e di altre cose; di te scrivimi, mia cara. Tu sai come farmelo rizzare. Dimmi le più menome cose di te, purché siano oscene e intime e zozze. Non scrivere null’altro. Che ogni frase sia piena di suoni e di parole sporche. Sono tutte stuzzicanti da sentire e da vedere sulla carta, e le più sporche sono le più belle.
Le due parti del tuo corpo che fanno le cose sporche sono per me le più eccitanti. Preferisco il tuo culo, amore mio, alle tue tette perché fa una cosa così sporca. Adoro la tua figa non tanto perché è la parte che scopo ma perché fa un’altra cosa sporca. Potrei restare coricato a far nient’altro tutto il giorno che rileggere la parola divina che hai scritto e la cosa che hai detto che faresti con la lingua. Vorrei poter udire dalle tue labbra farfugliare queste parole oscene che eccitano divinamente, vedere la tua bocca fare suoni e rumori osceni, sentire il tuo corpo torcersi sotto di me, udire e gustare le grasse e sporche scoreggine che fuoriescono pop pop dal tuo grazioso culettino nudo e fottere fottere fottere fottere all’infinito la figa del mio dolce, sporco, uccellino fottitore .
Sono felice ora, perché la mia piccola puttana mi dice che vuole che glielo pesti nel culo e vuole che la fotta in bocca e vuole sbottonarmi la patta ed estrarre il mio mickey e succhiarlo come un capezzolo. Più di una cosa sporca vuole farmi la mia piccola fottitrice nuda, la mia spudorata segaiola che si sditalina, la mia piccola morbida scoreggiona.
Buona notte, piccola fighetta; mi coricherò e me lo menerò fino a che non ce ne sarà più. Scrivimi cose sempre più sporche, amore. Titillati il bottoncino mentre scrivi, così che te ne vengano di più sconce. Scrivi le parole sporche a stampatello e sottolineale e baciale e tienile un po’ pressate contro la tua figa morbida e bollente, amore, e tirati su la gonna un momento e sfregale contro il tuo culetto scoreggione. Fai di più se vuoi e mandami allora la lettera, mio dolce, sporco, uccellino fottitore dal culo scuro.Tomx
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martedì 22 maggio 2007 - ore 11:23
MIA CARA CLAUDILLAX
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mia cara,
dovrei cominciare col chiederti perdono, forse, per le frasi deliranti dell’altra sera. C’è qualcosa di osceno e di lubrico nell’aspetto stesso delle parole. La loro sonorità stessa è simile all’atto in sé, breve,brutale, irresistibile e satanico.
Cara, non ti offendere per ciò che ti ho detto. Tu mi ringrazi per il bel nome che ti ho dato. Sì, cara,
è un bel nome: “Il mio bel fiore selvatico dei campi!”
Il mio fiore blu-notte di pioggia!” Vedi che sono ancora un po’ poeta. Ti mando anche un libro molto grazioso in regalo: ed è il regalo di Tomx alla donna che ama. Ma... molto vicino e nell’intimo di quest’amore spirituale che ho per te, esiste anche un desiderio selvaggio, bestiale, di ogni centimetro del tuo corpo, di ciascuna delle sue parti segrete e vergognose, di ognuno dei suoi odori e dei suoi movimenti. Il mio amore per te mi induce a pregare lo spirito della Bellezza e dell’Amore eterno riflesso nei tuoi occhi, ma anche di rivoltare sotto di me questo tuo ventre così morbido e di scoparti da dietro, come fa un maiale in fregola con la sua troia, beandomi delle zaffate di sudore che salgono dal tuo culo ma anche del pudore che segnalano le tue mutande bianche di ragazzina e la tua biancheria intima dispiegata e della confusione che denunciano le tue guance bollenti ed i tuoi capelli in disordine.
Mi induce anche, il mio amore, a scoppiare in singhiozzi di tenerezza e d’amore per una sola parola, di tremare d’amore per te che cogli un accordo o un ritmo musicale, ma anche a stendermi su di te - testa contro piedi, sentire le tue dita carezzarmi e titillarmi i coglioni o ficcarmele nel di dietro, e le tue labbra calde che mi succhiano il bazzucchello, mentre la mia testa è incastrata tra le tue grosse cosce e le mie mani stringono i cuscini rotondi del tuo culo e la mia lingua ti lecca avidamente la figa rossa e carnosa. Ti ho insegnato a lasciarti andare all’ascolto della mia voce che canta o sussurra al tuo cuore la passione, la pena ed il mistero della vita, e allo stesso tempo ti ho insegnato a farmi segni osceni con le labbra e la lingua, ad attizzare le mie voglie con sfregamenti e rumori lubrichi, ed anche a compiere in mia presenza l’atto corporale più imbarazzante e più disgustoso. Ti ricordi del giorno in cui hai sollevato l’orlo della veste e mi hai lasciato stendere sotto di te per osservarti in piena azione? Tu che avevi vergogna allora di incrociare soltanto il mio sguardo.
Sei mia, mia cara, mia! Ti amo. Tutto ciò che ho appena scritto, è frutto di un momento di follia bestiale. L’ultima goccia di seme ha appena stillato dentro la tua figa che questa pazzia inizia a placarsi, ed il mio amore sincero per te, l’amore delle mie poesie, l’amore dei miei occhi per i tuoi occhi speciali e tentatori, viene a soffiare sul mio cuore come un vento odoroso. Il cazzo è ancora caldo, rigido, tremante per l’ultima spinta brutale che ti ha inferto, che già si ode un inno leggero salire dai chiostri bui del mio cuore, cantare la mia adorazione tenera e pietosa per te. Claudillax la mia cara fedele, la mia piccola scolara canaglia dagli occhi morbidi, sii la mia puttana, la mia amante, fin quando lo vorrai (la mia piccola amante che lo sa menare così bene! la mia puttanella da scopare!) sei sempre il mio splendido fiore selvatico dei campi, il mio fiore blu-notte di pioggia.
tuo Tomx
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