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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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giovedì 3 febbraio 2011 - ore 21:55


the vanishing of maria schneider.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[tutte e due ci siamo perse in Rue Jules Verne.
torno solo per salutarti, Maria.
animale bellissimo.
cagna che scivola giù dal letto, vestita solo di una cravatta.
la dentiera sopra al lavandino.
la portiera che ride cattiva, mentre ti cede le chiavi.
quel tango. l’ultimo.
ci sono film che ti cambiano la vita. te la segnano per sempre.
siamo rimaste incastrate in Rue Jules Verne o in quell’appartamento sfitto che è il nostro corpo.]

Lo sai perché mi sono innamorata?
Dillo, ti supplico.
Perché lui ha trovato il modo giusto per farmi innamorare.
E tu vuoi che l’uomo che ami ti protegga e abbia cura di te...
Certo.
Vuoi che questo forte, ruggente e possente guerriero costruisca una fortezza dove puoi rifugiarti, in modo che tu non debba mai aver paura, non debba mai sentirti sola, non debba sentirti esclusa... È questo che cerchi, vero? Sì.
Non lo troverai mai.
Ma io l’ho già trovato.
Be’, non passerà molto che si costruirà lui una fortezza per sé, fatta con le tue tette, con la tua vagina, il tuo sorriso, il tuo odore... Una fortezza dove lui si sentirà al sicuro e così stupidamente virile che vorrà la tua riconoscenza sull’altare del suo cazzo.
Io l’ho trovato quest’uomo.
No, tu sei sola, sei tutta sola, e non potrai liberarti di questa sensazione di completa solitudine finché non guarderai la morte in faccia. E poi neanche: guarda, questa non è che una stronzata romantica... Finché non sarai capace di guardare nella morte, nel buco del suo culo, sprofondando in un abisso di paura. E allora forse, solamente allora forse riuscirai a trovarlo.
Ma io l’ho trovato quest’uomo: sei tu, sei tu quest’uomo.



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martedì 1 febbraio 2011 - ore 14:35


BLOG CHIUSO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


siamo rimasti nudi, sotto gli impermeabili verdi.
la pioggia ci ha ammazzato.
sono fatta di carta.
alla mora cinese esce sempre la forbice.



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martedì 1 febbraio 2011 - ore 10:52


all.flowers.in.time.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.
(I.C.)

adesso scendi dagli alberi, ritorna dalla signorina innamorami e lasciami morire in pace.
ha vinto solo lei. è da giugno che te lo ripeto.

mentre quella notte mi spedivi questa canzone, io pensavo ad una dea bionda vestita di blu. mi chiedevo cosa c’entrassi. mi chiedevo perchè lo facessi.
per errore, solo per errore.
qualcuno dovrà pure pagarli i tuoi errori.
mina, la radio è rimasta accesa dall’ultimo dell’anno.
ma la musica si è fermata.



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domenica 30 gennaio 2011 - ore 15:51


Guscio e animale.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dormi più che puoi, mi scrivi.
Ma alle cinque di mattina il sonno dei giusti accarezza solo la testa dei bambini.
Mi infilo a letto senza nemmeno spogliarmi.
Non riesco a pensare che ai miei sbagli.
Stamattina vengo intimata di trovarmi un altro posto dove stare.
Di riempire la valigia dei miei pianti, dei miei digiuni, del mio fare tardi, del mio dolore sempre in agguato.
Vengo intimata di andarmene. Di liberare questa casa dell’impiccio delle mie incubatrici e dei miei traumi infantili. Dell’acqua troppo calda nella vasca e della mia amoralità generica.
Io ti fisso e penso soltanto che hai ragione.
Ma un posto dove stare non ce l’ho. Non l’ho mai avuto.
Non l’ho mai meritato.

Scusa per questa notte. Nessuno aveva calcolato Viba. Nè il bisogno fisico, specifico che venissi a portarmi via.
C’è un motivo. Sta nel libro che ti ho regalato il 18 giugno, quando ancora non sapevo di Waterloo. Leggi l’ultima pagina. Quella dell’inferno identico a quello da cui veniamo.
Il mio non accenna a diventare clemente. E senza sangue.
Continuo ad aspettare che tu venga ad onorare la promessa di salvarmi, rannicchiata dentro alla botola come Nina.



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sabato 29 gennaio 2011 - ore 00:09


Ventimila seghe sotto i mari.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Treviso ha il gusto del veleno.
Lo sento in bocca mentre mi fermo ai semafori della Feltrina.
Le lacrime piegate dentro i cassetti sotto agli occhi.
Il parcheggio allo stadio, porta San Tommaso ferita e medicata.
Quel ciddì che tengo per ogni volta che è venerdì e il mio tesserino presenze sta dentro alla tasca del cappotto.
Stasera c’è Claudio che parla del progetto e delle foto.
Ma il pianto innacquato di rimmel gonfia la testa e mi sporca la faccia. Mi guardo nello specchio di un negozio.
Non esiste quasi mai la xs, mi dice la rappresentante sindacale delle commesse meno stronze.

Treviso è un grande stanza d’ospedale. In ogni angolo c’è un po’ de La Carne, un pensiero di Mario e la mia disperazione. Ho il ciclo in ritardo anche questo mese. E oggi sono venti giorni.
Venti punti di sutura senza anestesia.




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giovedì 27 gennaio 2011 - ore 16:23


gesti ripetuti anche mille volte mandati a memoria. I miei gusti non cambiano.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bevo solo latte. Anche se mi fa male.
Qui è solo dita appiccicose di miele e i film della Breillat.
Il caffè delle dieci. L’accappatoio celeste che puzza di fumo.
Acqua bollente, la sera, ad annegarsi dentro la vasca.
La pelle che brucia, rossa, tesa.
La schiena come una via lattea di nei e ossa sporgenti.
Dio dove sei?
L’acqua va giù e io scaldo l’ennesima tazza di latte con questo pensiero.
Poi arriva la nausea.
Il corpo vigile che riconosce l’allergene.
Svuoto lo stomaco. E’ già tempo di andare a dormire.



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mercoledì 26 gennaio 2011 - ore 14:31


Dormi. L’estate è finita.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dentro alla pancia il sangue non smette di fiorire.
Aspetto febbraio ogni notte.
Le otarie incustodite ci hanno rotto i coglioni.
Pensa a me. Al mio, di corpo, incustodito.
Di tutte le giornate mal digerite e le corse in tribunale e le udienze passate ad ascoltare i teste su fatture non pagate per bare coi cofani da riparare, mi resta solo una frase di Simone.
Rieccheggia ogni volta che passo davanti alla nostra gelateria sconsacrata e penso al giorno che non avevo una maglietta marrone e non mangiavo un gelato e tu mi hai scritto se ero io.
E adesso che invece sei sempre tu, io non so più a chi chiederlo.

Controllate almeno quando sarà, che il mio cofano non sia sbeccato.



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domenica 23 gennaio 2011 - ore 12:26


Gelaterie sconsacrate
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Se ti è andata male con lei che era tutto il tuo sogno, con chi ti potrà mai andare bene?" (c.p.)

E questa chi è? Bibi, papà.
Nemmeno la memoria dei telefoni teutonici, si perde con il tempo.
Così ritrovo ancora. Altri pezzi.
Hai messo troppe cappa. Non avrebbe funzionato.
Prendi il Lobivon?
Sei riuscita a citare i Nothpole e gli Stadio su una stessa frase, mi sposi?
Dormi, mi dice la tachipirina.
Quarantasette punto otto, mi dice l’ago.
Dimentica, mi dicono tutti.
Mpf sostiene che abbiamo fatto all’amore, continui a dirmi tu.
La vita comincia nel corpo, mi dice Cesare (perduto nella pioggia, sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina).

La vita comincia nel corpo, già.
Per questo qui è sempre stata la fine.




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sabato 22 gennaio 2011 - ore 19:24


A Berlino non penso mai.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lei è lì. Sul bordo di una foto. Accanto a te.
Qui è solo stanchezza, letti sfatti, parole inutili e malumore.
E un pianto convulso, per quello sguardo di troppo, alla signorina Innamorami.



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