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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
lunedì 14 settembre 2009 - ore 23:16 MODERATE ROCK Arriva sempre quel momento. La stanza piena di libri per terra, tè verde dentro un bicchiere di plastica. Apro quel libro come una bibbia ad una pagina a caso. "Le volte che mi sei mancato... oh non per la lontananza, ma proprio per la diversità del sentire", dice. E ripenso a tutte quelle volte che mi sentivo inadeguata. E lo ero. E ripenso a qundo mi bastava tenere la testa nell’incavo della tua spalla e pregare che niente ci portasse via. Io che condividevo una canzone con un fantasma ed ero gelosa di una foto scattata su di un prato. Io che avrei voluto soltanto avere un’altra possibilità per girare la ruota e dare la soluzione. Si fa presto a dire Allegria!. Guarda cosa è successo a Mike Bongiorno. Oggi è un giorno balordo. Mi redimono solo un metro ottanta e più di angelo custode, i pianti in orari maniaci e con i maniaci ( ), e Kurt a cantarmi nelle orecchie sempre e solo Tourette, LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 14 settembre 2009 - ore 12:44 I PENSIERI DELL’INCUBATRICE. Qui con te patisco già il crepuscolo, vorrei dirti. Ma chissà dove sei. E allora mi nascondo dentro queste mattine che Treviso ti inzuppa d’acqua, e l’autista della corriera compra il corso de agostini di spagnolo per abbordare gnocca latina. Mi perdo ad annusare sciarpe e vestiti, a dirmi la verità su tutte le cose che ho sempre finto di sapere, a prepararmi come ad una pelle nuova. Già, perchè il tempo si accorcia come le giornate. E sembra che proprio tu non ti accorga di tutto questo buio. Mentre mi lasci andare. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 11 settembre 2009 - ore 21:52 PALLOTTOL(IER)E Quattordici giorni di niente. Milioni di fogli fotocopiati. Una mail ruffiana spedita. Due bambini che ti regalano un disegno. Duecentocinquantaquattro euro il pc nuovo. Cinque minuti per capire che sto colore è da bordello cinese, ma era il prezzo più basso. E poi ai bordi dello Zero, la campagna lì fuori, E Dio non respiro. Ed io non respiro. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 11 settembre 2009 - ore 02:00 LA COSCIENZA DI ZENO Magari non ti ricordi che ho una scadenza, come lo yogurt. Di notte mi vengono anche questi dubbi. E la nostalgia da Omero in poi ha sempre significato dolore per il ritorno. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 10 settembre 2009 - ore 14:36 E’ INUTILE SUONARE QUI NON VI APRIRà NESSUNO Sei nata nel 1989? chiede il commesso della libreria, dopo che mi ha palesato l’obbligo contrattuale di scambiare Wilbur Smith con qualcosa d’altro e la pressione nello scegliere tra Parrella, Bignardi, Ravera, mi porta allo scaffale della fotografia, a propendere per un libro sul 1989 poi rivelatosi deludente. Come il colloquio con il Renato Brunetta delle ansie e del come farà signorina. Come la filosofia del diritto che non sapevo avrei dovuto riprendere in mano. Come Giada che non risponde al telefono. Come una mostra con il mio collo che sbuca e troppe cose da fare per andarla a vedere. Il telefono squilla e sono sempre le Poste Italiane a ricordarti di essere moroso di otto euro. Il telefono squilla e io mi sento in una canzone di Toto Cotugno. Porto i libri contabili in tribunale. Che sto fallendo. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 6 settembre 2009 - ore 19:35 IT STANDS FOR KNIFE Ti sussurro in un orecchio che vorrei essere sorda. Tu ordini ancora da bere. Basta che poi non piangi, mi dici. Lo stordimento mi lascia sola dietro ad un vetro slavato a guardare cosa succede lì fuori, dove non piove. E davvero,magari non capisco cosa succede, ma credo di digerirlo meglio. Lo stordimento mi restituisce ad una notte gelata, i piedi freddi, il sollievo del paracetamolo. A quella cosa che non si può guardare davanti allo specchio. Il sonno confuso di chi dorme vestito. Ad un’altra cazzo di mattina che fuori c’è il sole, e penso che potrebbe solo salvarmi un trapianto. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 4 settembre 2009 - ore 23:10 SONO UN CESSO DI PIANISTA E QUESTA è LA MIA CAZZO DI FESTA La lavatrice che non finisce più, le palpebre pesanti, i miei pensieri a centrifugare dietro l’oblò. Oggi che è tutto un susseguirsi di immagini e frammenti. Le spalle di Rodo, le labbra blu, la sordomuta del video di Qoob, gli alberi infiocchettati di bianco in giardino, un viaggio fino ad Istanbul in bicicletta, la testa che annaspa nell’alcol. Oggi che è sempre un giorno in meno, ma è anche un giorno in più. E Roberta infreddolita e in cerca di casa, dall’ostello scrive che lì fa freddo. Qui si gela. Che se i Diaframma non pagano la bolletta non potremmo nemmeno più dirci alla canna del gas. Continuo a pensare a quello che mi hai detto ieri sera. E a come ogni parola incastrata fra il buio sopra le nostre teste, i tuoi capelli più corti, e due bicchieri vuoti, facesse meno male. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 4 settembre 2009 - ore 19:58 QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE, VOSTRO ONORE Le nozze di Caana nell’appartameto a fianco al mio. Mentre ritorna l’era del diritto fallimentare e sti due imbecilli devono fare il ricevimento proprio a casa loro. Che già a conviverci ci stavano stretti. Capisco che c’è crisi. Capisco l’ostilità al matrimonio in chiesa cui sarebbe magari derivato una cospicua e parentale detrazione ella spesa da sostenere. Capisco che la professione d’avvocato non è più proficua come un tempo e ad esercitarla in due magari si sperimenta il fenomeno della povertà relativa. Ma era proprio necessario rinchiudere il parentado nell’appartamento dei sette nani e nello specifico nella terrazza che condivide le pareti (di carta velina) con la mia stanza? Adesso scendo ad invocare cause di annullabilità. O a trasformare il vino in aceto... chissà se la capiscono anche così la parabola... LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 3 settembre 2009 - ore 21:50 PROFESSIONE NON CREDERE PIù ALLE FAVOLE. Trovare casa a Nürnbergerstrasse e comprare scarpe nuove per camminare por la vida (nueva), come recita la scatola. Che poi a guardarla bene, la scatola intendo, oltre ad esserci all’interno l’opuscolo sui progetti che andrai a finanziare con l’acquisto delle scarpe, sul fondo trovi anche una bustina di infuso. Mettilo in una teiera d’acqua bollente, scrivono, e poi bevilo e riacquista nuova energia per camminare attraverso la vita. Risultato? Ho un paio di stivali che pensano positivo e costano più di una seduta dallo psicologo, ma stasera mi sento come il marchese di Carabas e una sbronza di gin lemon non me la leva nessuno. Il tè se lo beva pure il gatto con gli stivali. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK mercoledì 2 settembre 2009 - ore 14:54 MISERERE. I buchi nelle tasche e la misericordia di Dio. Eloì, Eloì, lema sabactàni. Un disco continuo e rotto. Un disco vecchio da ascoltare in collina. Ti dico che nessun uomo è un’isola, ma neanche i giorni sono traghetti e da lontano sorridi, mentre fuori dalla finestra ti fioriscono la strada ed il cemento. (La sera ricevo regali e buoni pensieri, anche se Battiato è complicato da scartare.) E guardo a tutte le cose che ho perso come ad un pegno di dire, fare, baciare. Poi mi batto il petto e suona il telefono. Non è il buon samaritano ma solo un’altro centro di dimagrimento che mi sorprende in fragranza di reato: un ghiacciolo al limone. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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