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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
sabato 2 giugno 2012 - ore 00:09 namque solebatis meas esse aliquis putare nugas. L’uva è acerba. Metti Francesca Dellera in congelatore, dopo il secondo tempo. Dici cose troppo cattive, o forse sono io a sentirmi più vulnerabile se non porto gli occhiali. Che puoi farci d’altronde? Guardiamo i treni passarci davanti. Discutiamo di nomine e abbreviati, incidenti probatori e eccezioni di incompetenza. Come puoi, come non sai fare, tenti di consolare il colore dei miei occhi. Ma l’unico vero ostacolo tra le cose che voglio e me, sono io. Il vero ostacolo è elementare. Desiderarle. Non provare nemmeno a fiatare, Jaques Lacan. Stanotte ci sono più lacrime che stelle e non è il caso di fare la predica al tuo oggetto piccolo (a). [io lo so che oggi è il 2 giugno e non è solo il compleanno di Mario. ma resto sempre un elefante tra le cristalliere. e posso solo dirti che me lo ricordo che giorno è. e sperare che tu capisca che è il mio modo di tenerti amato.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 30 maggio 2012 - ore 02:24 Parola di Stanley. Nessun sogno è mai solamente un sogno. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 28 maggio 2012 - ore 23:24 Principio del tutto o nulla Ho scritto al tuo numero perso nel telefono. Samu mi ha detto che hai i capelli bianchi. Io non lo ricordo. Quella sera c’era troppo poco ghiaccio nel mio martini. E mi hai preso per un braccio e portata da qualche parte. Il bicchiere l’ho scagliato per terra, quando mi hai detto che te ne dovevi andare. Io non ero con te. Io ero come sempre da un’altra parte. Solo un po’ più nervosa per i complicati pretesti del moto a luogo. [E a quanto pare non faccio a pezzi solo ciddì] Potremmo diventare due parenti lontani, ti ho scritto. Che si incontrano e si baciano solo a Natale. Rompono i bicchieri del servizio buono da sei. A malapena si ricordano come sono fatti. [Io poi, credevo davvero fossi biondo.] Penso alla faccia che hai fatto ieri notte mentre ricevevi quelle parole. Avrai pensato che sono pazza. O "malata dove ti pettini", come diceva il mio Raboni. E imparo che le parole o ti toccano o non servono a niente. Le parole devono sconvolgerti. Che se ti lasciano intatto, non sei salvo. Sei solo. Vivo, sordo e basta. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 26 maggio 2012 - ore 23:50 Piaget suona il rock La notte prima del penultimo esame, una moka soltanto non basta. Chissà cosa avrebbe detto Piaget dei tuoi polmoni appena sbocciati. Litighi con il praticante francese. Impari a suonare i quattro quarti alla batteria, mentre Wendy spiega le tecniche di songwriting. "Ad usare i testi dei Valentina Dorme, i tuoi pazienti morirebbero" mi sospiri in un orecchio. Io paziento. E mi godo il sole di via Tonzig. Le mani di Alberto sulla tastiera. Il mio ventisette in neuropsicologia. E spero la distruzione progressiva dell’amigdala. ([26/05/2010 1.32.32] : e comunque è bello quello che scrive violante [26/05/2010 1.32.38] : anche quando non parla di me]) Già, è maggio anche per me. [ed è il tuo ventisettesimo compleanno, stellina. un altro da festeggiare senza di te.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 24 maggio 2012 - ore 14:40 ma tu guardi il mare. io il fondo di te. "Ci sono due ragazzi. Un ragazzo e una ragazza. Il ragazzo è innamorato di questa ragazzina, sono entrambi giovani. E mentre lui la guarda pensando a cosa nasconde dentro e come riuscire a carpirne l’anima, lei è sopraffatta da una angoscia sul suo futuro e si chiede dall’alto di una montagna guardando il mare... si chiede cosa c’è sul fondo del mare. E il ragazzo parte e per una vita cerca la risposta a quella domanda e torna dopo molti anni a dire alla sua amica ora sposata e incanalata nella vita normale ....sul fondo del mare, c’era solo il mare." "questa ragazza per caso si chiamava R.?" ![]() [a quelle come noi, dedicano canzoni, mentre abbiamo diciassette anni e il martedì pomeriggio corriamo a Padova a cercare rime giuste. E ci sediamo sempre in fondo, all’ultimo banco. Con Valeria che legge Sylvia e Aimèe che ti racconta delle case a forma di acquario. a quelle come noi dedicano canzoni, ma non ce accorgiamo. Come non ci accorgiamo della meraviglia che siamo. Come per Modena, dietro la nebbia. Devono essere gli altri a dirlo, per poterci credere davvero.] LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 23 maggio 2012 - ore 23:48 strappo e ricucisco ogni mio petalo. Non c’è pazienza che paga. Di quella canzone che dice che si resta come piccoli fiori muti, io non ero mai andata fino al fondo del player. L’ho fatto oggi, mentre rispondevo in francese alle mie delusioni. Oneste, e ben educate. Due anni fa decidevi di dirmi che sapevi chi ero. Sapevi, degli spazi dove ti tenevo amato. Delle parole per te. Di questo pensiero profondo come un respiro, che non so nemmeno da dove inizi. E sai, è così facile, tenere tutti a bada. Non scottarsi più con nulla. Non rimanere sepolti da altri terremoti. Archiviare tutto in un pomeriggio, in giorni di silenzi. Prendere treni e dimenticarsi nei vagoni. Che quella vita è già stata. E non ci si dovrà più preoccupare di nulla. Nemmeno se un qualcuno ti usa violenza. Del disinfettante, tre giorni per gli ematomi, una settimana per cambiare casa. tutto passa. Non può più succederci niente di male. Se il male che è stato, averti perduto, ha pareggiato i conti con tutta la sopportazione a disposizione. E tutto quello che è vuoto, per quanto possa essere percosso, fa solo un gran rumore. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 22 maggio 2012 - ore 00:11 real arms around me. Non è il tempo. E’ la febbre a farci crescere. E venire cancellata e messa alla porta, non so se sia la malattia o l’infezione. Mi hai detto che non puoi vivere sapendo che io esisto. Ci sono domande senza punti di interrogazione. Risposte, quando non le hai mai chieste. Miele e cianuro, Lorena rabbit. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 21 maggio 2012 - ore 09:10 Dalla mia bergère. Aspetti che sia tardi per scrivermi. Sublimo i gesti dentro una casa al mare: tagliarsi le vene, staccare la spina del frigo, parlare con una bambola o allattare un bambino. Non saprei come spiegarti altrimenti. Infatti non mi spiego. Ingoio circa quattrocento minuti di tiggì. Speciali, o ordinari per l’orario festivo. Sono le bombe a tenerci uniti, si dice. Mentre la nostra Emilia si sbriciola. E la terra trema di continuo. Non riesco nemmeno a pensarlo che sono passati due anni. Continuano ad esserci transenne e nastro arancione intorno. Lavori iniziati e mai finiti. Crolli sommari, quasi ogni due mesi. Esperimenti, troppi. Poi ti guardo ed è sempre come se fosse la prima volta. Questo amore marginale. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 18 maggio 2012 - ore 22:48 Exit music for a film Non si può volere per gli altri. Io voglio. Sempre. Tutto. Con la forza degli psicotici nascosta dietro alle ginocchia e alle scapole. Tutto. O il bianco o il nero. O l’odio. Esistono solo sì o no. Tu hai detto no. Con leggerezza. Ho percepito lei, vicina. Il praticante francese bussa sul vetro. Sei brava? mi chiede, mentre tu mi scrivi che mi stai pensando. Io non so come si fa a tradire. So che ti ho pensato vicino. So che ho prenotato le strade del put e il tempo di una passeggiata e di un film per le mie mani a stare dentro alle tue. Parole, schede telefoniche, biglietti di un treno, ma solo due, spese. Sono brava sì, F. Ma solo a farmi del male. Una volta qualcuno mi ha detto che non è mai come nei film. Che non si può vivere con il bordo dell’acqua che sfiora gli occhi. Con amori finiti da anni ed infetti, ricoverati da qualche parte del cuore. Non è come nei film che la musica sta sempre in sottofondo e mai dentro alle orecchie. Che i protagonisti sono al centro esatto delle stanze e non lavano mai i piatti. E si abbandonano tre volte al giorno. Non si può volere per gli altri. E’ già difficile capire cosa volere. Inconsolabile, accettare di essere non voluti. [titoli di coda.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 14 maggio 2012 - ore 15:20 Sant’Apollinare. Chi si violenta gode, Renatino. C’è una chirurgia perfetta che ci arma le mani di bisturi ma non di anestetico, quando decidiamo di amputarci a pezzi. Un disco di Minghi, i polsi scoperti, fantasmi a digiuno e mogli a cui preparare la cena. Addii fabbricati come bombe al plastico. Mi hai detto, stai attenta a te. [E ho riso.] Che sei pericolosa. 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