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Vitto, 5 anni
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PIXIES, DE ANDRE’

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

La felpa del Torelli Sudati Rugby Club

ORA VORREI TANTO...

Un passaporto malese.
E chiamarmi Yanez.

STO STUDIANDO...

Sono alla ricerca di me stesso.

Oh...eccomi! ero sotto al comò.

OGGI IL MIO UMORE E'...

non so dove sia.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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lunedì 2 marzo 2009 - ore 14:45


Pen pal
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma voi avevate gli amici di penna, i PEN-PAL?

Alle elementari e alle medie le mie insegnanti di inglese, dopo averci fatto imparare a memoria canzoni dei Beatles e passi di Byron, dopo aver provato ad appassionarci con le storielle a capitoli presenti sul libro (di solito orrende sit-com in cui la cosa più emozionante che poteva succedere era la visita dei protagonisti a Buckingham Palaca), giocavano l’ultima carta...calavano il carico!
E decidevano che ognuno di noi avrebbe dovuto scrivere ad uno sconosciuto ragazzino inglese, che a sua volta ci avrebbe scritto, diventando per forza di cosa nostro amico del cuore, o comunque di penna.

Non ho mai spedito le almeno 4 o 5 lettere che mi fecero scrivere.

Ma suonavano tutte più o meno così, in italiano:


Ciao John, o Paul, o Ringo, o come cazzo ti chiami!

sono un ragazzo italiano che non conosci e che non conoscerai mai. ti scrivo perchè ho delle difficoltà a capire la tua cazzo di lingua, e quell’imbecille dela mia insegnante spera che scrivere a uno sconosciuto sia il modo IDEALE per implementare le mie capacità lessicali. è evidente che, qualsiasi cosa tu possa rispondere, sarà priva di qualsiasi significato, per me, così come lo sono, per te, le cose che potrei scrivere ora io qui. Abbiamo entrambi 12 anni, viviamo in due nazioni in preda alla crisi economica (1992, ndr), da me si ciulano i soldi, ma da voi si inculano i cavalli, quindi non so chi stia messo meglio!
E’ chiaro comunque che gli interessi comuni di due maschi alle porte del’adolescenza possono essere solo tre...
Ecco, gli altri due sono il calcio e i Lego.
Dici che giochi a rugby e preferisci il Meccano?
E allora parliamo di figa...cosa vuoi che ti dica!?!

Da me non se ne vede troppa, vivo in una valle piena di donne parecchio orrende...
ma dalle immagini televisive intuisco che nemmeno voi state messi bene...eccheccazzo, Diana sarebbe figa?

Ad ogni modo, non voglio rubare ulteriore tempo alla tua prepotente attività masturbatoria. Ti prego di bruciare questa lettera, o di usarla per pulirti le mani...dopo.
Ad ogni modo, tieni d’occhio un tizio di nome Lawrence. Gioca con gli Wasps, e mi dicono che da grande non sarà affatto male...
Ora scappo, vado a vedere Craxi che esce dall’hotel Raphael.

Mori arso.
Lunga vita alla regina.

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giovedì 26 febbraio 2009 - ore 13:05


Morire dal ridere.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sto finendo di leggere il libro di Nicola Rao sull’estrema destra italiana.

Questo GIORNALISTA DI RAIDUE (giova ricordarlo), parlando dei ragazzi di San Babila, neofascisti milanesi coinvolti in plurimi episodi di violenza, ad un certo punto si lascia andare, e scrive delle ALLEGRE GOLIARDATE della compagnia


Ma le goliardate della banda di San Babila non si fermano qui. Un’altra volta, lo stesso gruppo, ma senza Nardi, ha necessità di nascondere delle armi. E pensa che un ottimo nascondiglio possa essere il cimitero! Aprono un loculo, ne estraggono lo scheletro, o quel che ne resta, vi infilano le armi e lo richiudono. Ma a quel punto, bisogna pur divertirsi...e soprattutto disfarsi del residuo dello scheletro. Così qualcuno decide di comporre lo scheletro dentro una cabina telefonica, e di chiamare la polizia dando l’indirizzo della cabina, dicendo al telefono "Vi prego, venite, mi stanno sparando!". Quindi, tutti nascosti nei paraggi per assistere alla reazione stupita degli agenti accorsi sul posto. La cosa stuzzica i sanbabilini al punto che la ripetono, senza stavolta aspettare l’arrivo della polizia. Il gioco è divertente, e così per la terza volta si svuota un loculo per nascondere le armi, e lo scheletro viene piazzato davanti alla fermata del Metrò di Piazza San Babila, con la scritta "Fatemi l’elemosina, sennò muoio di fame" Insomma...San Babila un po’ Decameron e un po’ amici miei.


Un po’ Decameron, e un po’ Amici miei.

Cos’è? non ridete?


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martedì 24 febbraio 2009 - ore 23:47


Edith Stein
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Edith Stein era ebrea. Si convertì al cattolicesimo, rinchiudendosi nel monastero di clausura delle Carmelitane, ad Echt, in Olanda. Dove durante la guerra fu scovata dai tedeschi.



Dentro la clausura, qualcuno che passava
selezionava gli angeli...
e nel tuo desiderio di cielo
una voce nell’aria, si udì

gli ebrei non sono uomini

E sopra un camion, o una motocicletta che sia...

ti portarono ad Auschwitz

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lunedì 23 febbraio 2009 - ore 11:21


Seul 1988: ZAMBIA-ITALIA 4-0
(categoria: " Vita Quotidiana ")






Dei ragazzi che ci fecero il culo a strisce, son sopravvissuti in pochi.
Ggli altri morirono nel 1993 in un incidente aereo in Gabon.

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lunedì 23 febbraio 2009 - ore 10:41


Agendine.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Primi mesi del 1948.

Alcide De Gasperi, segretario della Democrazia Cristiana, e Presidente del Consiglio, viene ripetutamente invitato da Papa Pio XII a stringere un’alleanza elettorale con le forze di destra, compresi gli ex fascisti.

De Gasperi rifiuta, corre da solo alle elezioni e vince, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi.

Poco più tardi, chiede al Santo Padre un’udienza, per spiegare le reciproche prese di posizione. Una sorta di summit.
Papa Pio XII rifiuta l’udienza, ancora sdegnato dal rifiuto di De Gasperi di piegarsi ai "consigli" vaticani.

De Gasperi, uomo politico cattolico, risponde con una lettera alla segreteria vaticana, in cui scrive che, come cattolico, si inchina al volere del Papa, ma come uomo politico, rappresentante della Repubblica Italiana, non intende fare a meno dell’incontro, e invita dunque il Papa ad accettare.

Il Papa accetta.



Provate per favore ad immaginarvi un Mister B. qualsiasi che oggi, imponga al Papa la propria agenda politica.

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domenica 22 febbraio 2009 - ore 10:38


Sequenze/frequenze/Festival
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mettiamola così...

Al nono concerto dello stesso artista uno potrebbe anche, legittimamente, rompersi il cazzo. Le canzoni, in fondo, quelle sono. L’età incalza...la voce cala...gli arrangiamenti ormai son già sentiti.

Epperò quell’arrovellamento di budella su certe canzoni, su certe sequenze, resta. E pesa.

Il Carmelo di Echt - No U-Turn - L’ombra della luce - Lode all’inviolato - La cura - E ti vengo a cercare.

Bum.

Un grazie al signor Franco Battiato.





E mettiamola così, quanti di voi si son accorti, ieri sera, guardando il FESTIVAL, dei triangoli rosaindossati dagli Afterhours?
In autogrill, di ritorno dal concerto, vedo Manuel Agnelli & co con questi triangoloni, che erano il simbolo imposto agli omosessuali nei lager tedeschi.

Non ho mai amato gli Afterhours in maniera particolare.
Non me n’è mai fregato un cazzo di Sanremo. MAI.
Per un momento, ieri sera, ho sperato che Povia incrociasse Manuel sul palco, e che scattasse una rissa furibonda, con le viscere di Povia sparse sulle signore imbellettate in prima fila. Sarebbe stato bello...



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venerdì 20 febbraio 2009 - ore 15:55


Massime di vita vissuta.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando un uomo col pane incontra un uomo con la nutella...scatta il matrimonio gay.


Detto questo, spulciando in archivio si incontrano storie strane...
tipo un giovane medico, che in un paese della Carnia negli anni trenta molla figlia e moglie per scappare con l’amante quindicenne nelle valli del Cadore, pentendosi poi del gesto, e abbandonando anche lei e il giovane figlioletto per ritirarsi in una missione cattolica nel nord della Cina, e morendo dopo un anno, ucciso dalla malaria in un campo di prigionia gestito dalle truppe nazionaliste, curando miliziani rossi.

Vite oblique.

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giovedì 19 febbraio 2009 - ore 22:41


Giggitest
(categoria: " Vita Quotidiana ")


CHI SEI?
Un uomo ambizioso. Punto a diventare Ministro del lavoro dello ZAMBIA

IMPAZZISCI PER I SOLDI?
Sì, se mi ci posso comprare i GORMITI

HAI UNA PISTOLA?
No, preferisco la KATANA

PENSI DI ESSERE SIMPATICA?
sono un po’ TROIETTA

PENSI DI SAPERCI FARE CON L’ALTRO SESSO?
ahahahahahhhhahhaha..c’è un altro SESSO?

TI ARRABBI FACILMENTE?
MORI ARSO

UN COMPORTAMENTO CHE TI DA’ FASTIDIO?
non sopporto chi interviene ad un raduno di geometri bergamaschi senza essere Bergamasco. (Mauro).

VUOI SEMPRE AVERE RAGIONE?
io HO sempre ragione. chiedete ai bergamaschi.

E’ FACILE FRAINTENDERE QUELLO CHE SI SCRIVE DA DIETRO UN PC?
di solito mi metto davanti, al PC...

COS’HANNO GLI ALTRI DA IMPARARE DA TE?
l’anno di nascita di Little TONY

COME SFRUTTI IL TEMPO IN CUI SEI DA SOLA?
lecco rospi allucinogeni e parlo in sogno con Julius Evola (ideologo neonazista)

L’ULTIMA COSA CHE HAI COMPRATO?
Un Twix in stazione a Rovigo. A Rovigo tutto ha un sapore diverso...tutto sa di alga.

HAI CANTATA SOTTO LA DOCCIA OGGI?
Ho cantato facendo i gargarismi. Ora in bagno ho un affresco color verdino-colluttoriomenta

QUANDO HAI PIANTO L’ULTIMA VOLTA?
Non si dicono queste cose a degli stronzi come voi.

QUAL E’ LA COSA PIU’ IRRITANTE CHE IL SESSO OPPOSTO PUO’ FARE?
infilare la lingua nell’orecchio. dio un giorno vi punirà per questo.

COS’HAI FATTO OGGI?
Ho vissuto la mia vita. A Rovigo.

L’ULTIMO FILM CHE HAI VISTO?
Frost/Nixon

LA MAGLIA CHE INDOSSI E’ NUOVA?
Sono nudo. Ma non son nuovo.

HAI PAURA DEGLI SCARAFAGGI?
Quando mi parlano sì.

DORMI CON UN ORSETTO DI PELUCHE?
A volte MINNENRATTA passa la notte con me, ma è solo una questione di sesso.

COSA FARAI DOMANI?
Vivrò la mia vita. A Bologna.

DOV’ERI IERI?
Sul lato oscuro della luna, giocavo a carte con Elvis, Jimi, John, Mino, e Carol. Abbiamo vinto io e Carol.

CHI, TRA LE PERSONE CHE CONOSCI, PER TE CI SARA’ SEMPRE?
MINNENRATTA

COSA FAI ORA?
Procrastino il momento in cui inizierò a scrivere la mia autobiografia.

L’ULTIMA PERSONA CON CUI HAI PARLATO AL TELEFONO?
Babbo (non Natale)

HAI COMPRATO VESTITI LA SETTIMANA SCORSA?
Se un caschetto protettivo che mi fa sembrare un maniaco omicida lo si può definire indumento...

C’E’ QUALCUNO CHE VORRESTI CI FOSSE ANCORA NELLA TUA VITA?
Lloreena Bobbit.

HAI PIERCINGS O TATUAGGI?
Ho MINNENRATTA. Basta e avanza.

TE LI FARESTI?
I Backstreet Boys? di corsa.

QUANTE VOLTE DAI IL 5?
Talvolta 90...talvolta 69...5 mai.

AMI LA VITA ORA?
Amo i Torelli Sudati.

COSA STAI ASCOLTANDO?
Roba buona...altro che Mercury e cacatelle varie...
Questa penso sia la MIA canzone del decennio.




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giovedì 19 febbraio 2009 - ore 09:54


Neosfascisti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Momento de curtura.

Sto a legge’ un libbro.
L’ho comprato in stazione, dopo aver evitato con audace finta la simpatica balenottera che per conto di Mondolibri cerca di meterlo in culo a vecchietti, minus habens, e homo non troppo sapiens.
Per il momento, sono un poco più sapiens di lei.

Sto leggendo un libro, dunque, di NICOLA RAO.

La fiamma e la celtica

Un’indagine sul mondo del neofascismo italiano, da Salò ai giorni nostri.
Un’inchiesta giornalistica.
La cosa in sè mi stupiva, dato che a sentir parlare di giornalisti, la reazione dell’estremista medio è voltarsi e cercare il primo oggeto contundente a portata di mano, per stendere il ficcanaso della stampa.

Poi, una rapida ricerca su internet, e scopro che questi si son fatti intervistare da Rao perchè lui, in fondo, è uno di loro.


Una storia dell’estrema destra scritta da uno della destra estrema. Mi serviva.

L’autore riporta ampi brani di interviste fatte ai grandi protagonisti dell’epoca bella del neofascismo, Rauti, Erra, Dimitri (dal cui funerale fascistissimo parte il racconto).

Quel che mi lascia...come dire...interdetto forse?...è l’assoluta naturalezza con cui queste persone parlano del proprio passato criminale (attentati, omicidi, rapine, progetti di golpe). Persone che poi, come Dimitri,uno che tra il carcere negli anni ottanta, e la morte nel 2006,ha fatto a tempo a diventare il consigliere di fiducia dl ministro Alemanno, ora sindaco di Roma.

Per dire, Dimitri è uno che si studia le rune celtiche e si appassiona alle società segrete delle SS.
Lo stesso Alemanno, al suo funerale, indosserà una croce celtica al collo.


Manca completamente una riflessione morale su quelli che sono stati anni duri, difficili, di scontro.
Da un neofascista cosciente di sè, mi sarei aspettato quantomno una riflessione sul fascismo stesso, sulla bontà o meno di alcune idee, di alcune realizzazioni, come è avvenuto e sta tutt’ora avvenendo tra gli ex comunisti, dopo la caduta del muro...

E invece...no.
Come esise una componente comunista residuale e combattiva, per quanto minoritaria, dal 1945 continua ad esistere, e si sta ingrossando a dismisura, una corrente di destra estrema che non riflette sugli errori del passato, ma li legge tramite la lente distorta del culto dei morti, del culto dell’ideologia.
Non solo ragazzini che lanciano pietre allo stadio, ma ministri della Repubblica, giornalisti, filosofi, banchieri.


Io mi preparo.
Ci sarà da ridere.

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martedì 17 febbraio 2009 - ore 14:19


Un po’ di chiarezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tante persone guardano il rugby in tv, e non ci capiscono una tega.

Nemmeno io ci capivo nulla, almeno prima di essere placcato da Matan e dal signor Carlo.
Nell’impatto, ho improvvisamente acquisito coscienza delle complicate regole, ma soprattutto, della funzione di ognuno degli elementi schierati sul campo.
quello che vedete qua sotto, è lo schieramento classico di una squadra di rugby




Ora...ruolo per ruolo:


NUMERO 15: In italiano, ESTREMO, in inglese FULLBACK.

Sta dietro a tutti e aspetta che la squadra avversaria calci il pallone lungo per recuperarlo. A quel punto parte di corsa, fa 23 finte in tre secondi, alla fine decide di andare dritto e viene placcato durissimo dagli avversari, solitamente più grossi di lui. Si fa male. Tanto.


NUMERI 11 e 14: In italiano, ALI, in inglese, WINGS

Nelle squadre normali, sono i più mingherlini, il cui unico compito è stare larghi, e sperare che prima o poi la palla arrivi dalle loro parti.
Nelle squadre normali.
Nel Galles, sono ancora più mingherlini, ma corrono a 325 km/h, con 18 finte in un metro quadro. Quando prendono la palla, le ali gallesi fanno a tempo a spuntare le basette al pilone avversario, prima di evitarlo con un elegante passo a due (da soli).
Nella Nuova Zelanda, mettono all’ala Jonah Lomu. 115 kg, 12 secondi sui 100 metri piani. Per circolare su strada ha bisogno della targa da rimorchio.

NUMERI 12 e 13: In italiano, PRIMO e SECONDO CENTRO, in inglese, OUTSIDE ed INSIDE CENTRE.

Quando la palla esce dalla mischia, solitamente arriva a loro.
Altrettanto solitamente, loro la perdono, facendola cadere avanti.
Questo, nelle squadre normali. I centri degli All Blacks fanno eccezione, pesando ognuno più o meno come una Fiat Panda.
Sono convertibili a metano.

NUMERO 10: In italiano, MEDIANO DI APERTURA, in inglese, JOHNNY WILKINSON

Il cervello della squadra. In teoria, è il giocatore cui viene demandata la gestione della palla. Riceve il passaggio dal mediano di mischia, e deve decidere cosa fare, per fare avanzare la squadra. Può calciare o passare. Il problema è che passa il 96% del tempo di gioco a guardare se in tribuna c’è figa. E’ l’unico della sqaudra, infatti, a non essere sfigurato per le botte prese, in quanto protetto dai suoi compagni, illusi dalla prospettiva che un giorno, forse, sto bon da gnente farà qualcosa di geniale e devastante...

NUMERO 9: In italiano, MEDIANO DI MISCHIA, in inglese, SCRUM-HALF

Lui è quello piccolo e stronzo che guida i ciccioni del pacchetto di mischia. Introduce la palla nella mischia, la prende quando esce e passa la palla al mediano di apertura per aprire il gioco al largo, o la ridà ad un ciccione non coinvolto nella mischia precedente mandandolo a sfracellarsi sui ciccioni avversari. Solitamente, il mediano di mischia è furbo come una faina e freddo come un ghiacciolo.
E ha la patente da camionista.


NUMERO 8: In italiano, TERZA LINEA CENTRO, in inglese LAWRENCE DALLAGLIO (THE HUMAN TRACTOR)

Grosso. Alto. Veloce. Cattivo. Intelligente. Praticamente, Robocop, senza la pistola. In mischia, sta dietro a tutti, e spinge come un dannato. Pronto a partire con la palla in mano arando due o tre avversari. Al posto delle gambe ha due pistoni idraulici. Solitamente si fidanza con Miss Europa, o con un pilone argentino.


NUMERI 6-7: In italiano, TERZA LINEA ALA, in inglese OPEN SIDE e BLIND SIDE FLANKER.

In mischia, son quelli che fan finta di spingere, ai lati, e in realtà contano i peli pubici delle terze ala avversarie, pronti a placcarli nel caso questi dovessero partire pala in mano.
Da bambini, ai flanker gli insegnano una cosa sola: PLACCARE.
A scuola hanno dei problemi perchè, quando interrogati non riescono a rispondere ad una domanda, per non sbagliare placcano il docente, ribaltandolo a terra. Di solito sposano lottatrici greco-romane dell’ex Unione Sovietica.

NUMERI 4-5: In italiano, SECONDE LINEE, in inglese, SECOND ROW

Per giocare seconda linea bisogna essere alti, robusti, e poter dimostrare di avere almeno un ottavo di sangue rovigotto. In mischia chiusa, le seconde linee infilano la testa tra le gambe dei ciccioni della prima linea, e si aggrappano ai loro testicoli, per poi spingerli forte avanti. Poi, anche quando smettono di giocare, quel vizio lì gli resta.


NUMERI 1-3: in italiano, PILONI, in inglese, PROPS

Sono i veri CICCIONI, quelli grossi, tozzi, brutti, e solitamente argentini, o comunque incazzosi.
Son quelli che, palla in mano, puntano il mediano avversario lanciandoglisi addosso di corsa per farne polpettine, e mangiarlo al terzo tempo tra l’ilarità generale. Di solito ci riescono.
A colazione, mangiano un maiale intero, vivo e resistente. Dopo, uno yoghurt bianco, per tenersi leggeri...son pur sempre degli atleti.


NUMERO 2: in italiano TALLONATORE, in inglese HOOKER

Si sceglie il ciccione più intelligente, quello che riesce a contare fino a 5, e lo si mette in mezzo agli altri due ciccioni. lui li abbraccia, e loro, offesi, lo stringono a morte tra loro, riducendo il suo scroto a vuoto simulacro.
Non sa cosa sia un vuoto simulacro, peraltro.

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