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valevally, 28 anni
spritzina di Padova
CHE FACCIO? Specializzanda in radiologia
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STO LEGGENDO



HO VISTO

I miei amici intorno a me il giorno della mia laurea.



---

Er
Desperate Housewives
CSI
Ugly Betty
Huge

...amo le serie

STO ASCOLTANDO

The Pachuca beat, la mia panacea


Quello che il mio Mediaplayer decide di farmi ascoltare in modalità random.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Quel che capita tanto poi sopra ci va il camice.

ORA VORREI TANTO...

Tornare al mare

"When you realize you want to spend the rest of your life with somebody, you want the rest of your life to start as soon as possible!"

Svuotare il frigo, ma non il mio perchè nel mio c’è solo insalata e ketchup più o meno

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

Sonnacchiosa -_-
...a fasi scoppiata.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) La matita appen temperata che rotola dalla scrivania e cade a punta in giù, spezzando tutta la mina!!!
2) Dover andare a fare un esame con l'autobus, aspettare alla fermata, guardare l'orizzonte e quel coso arancione malefico non arriva... non arriva... non arriva...
3) scottarsi la lingua (e quindi perdere qualsiasi sensibilità) con la prima cucchiaiata della cioccolata calda più densa e fumante che tu abbia mai avuto sotto mano!!!
4) ..cercare ovunque le chiavi anche quando sono in tasca..
5) il tuo "ragazzo ideale" ti scrive un sms pieno di errori grammaticali
6) il mouse cordless con le pile mezze scariche che si muove solo in una direzione... e tu che lo trascini a viva forza perchè non hai quelle maledette mini stilo in casa!!!
7) tornare a casa stanchi da lavoro/università e dover cominciare a preparare la cena

MERAVIGLIE


1) Mangiare il tuo gelato preferito direttamente dalla vaschetta, magari col cucchiaio grande, facendo una cucchiaiata a testa con la tua migliore amica mentre guardate un bellissimo film alla tele e nessuno scoccia!
2) i 10 secondi dopo il primo bacio con un ragazzo
3) sentirsi il suo profumo addosso...
4) ridere fino a stare male
5) Fuggire in 2 dalla quotidianità all'improvviso, rintanarsi nella prima camera che si trova lontano e passare la notte a parlare, ridere, vivere, fare l'amore... e cambiare la propria vita da quel momento.
6) Vedere l'alba: assistere al sorgere del sole



In questo blog vorrei farvi un po’ ridere o quantomeno sorridere o perlomeno... non piangere. Vediamo se ci riesco

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Cos’è la bellezza autentica?




El paraìso no es un lugar donde ir, es una sensacìon para vivir.

Il cimitero è pieno di gente indispensabile.

E io non sono una sciacquaculo!!!

"Il cazzeggio è una cosa bella ma non rende" (frase simbolo dei tempi dell’aula studio Jappelli)

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(Questo blog è tutto pubblico... no post privati.)






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lunedì 28 febbraio 2011 - ore 21:28


Capelli.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ogni tanto un post sui capelli lo devo fare. Questi compagni di gioie e sofferenze della vita delle donne... e di qualche uomo.
Premessa: i miei capelli sono totalmente autonomi e indipendenti. Diciamo che come regola base io scelgo il colore e la lunghezza, loro scelgono la piega. Ne deriva che l’effetto finale è pesantemente influenzato non tanto dalla nuance di castano che la parrucchiera mi cola sulla zucca bensì dalla propensione dei suddetti a starsene più o meno a pallino. Nello specifico mi sono arresa a un fatto: io li asciugo, e basta; piega, contropiega, spazzola tonda quadrata o dodecaedrica, non cambia niente. Loro prendono sempre la stessa forma: liscia, con riga semi-di-lato, e dal lato sbagliato peraltro a sentire la mia storica parrucchiera. Le jeux sont fait. Rien de rien ne va plù. Ho il mio ben faticare a cercare di fare le puntine in dentro, in fuori, in su o giù. Se quel giorno hanno deciso di stare fonfi, smorti e senza vita, non c’è botta di phon che possa rianimarli. Se invece sono in buona, cosa che ovviamente accade una su dieci, allora potrei anche prenderli a scarpate e starebbero comunque dignitosamente.
Sulla scorta di questo innegabile fatto ormai quando so di avere un evento di una certa importanza mi metto fiduciosamente nelle mani della parrucchia, santa donna che conosce i trucchi del mestiere ma che comunque a volte fatica un bel po’ per riuscire a mettermi a modino. E una messa in piega su di me ha tutte le caratteristiche della panna montata: delicata, e non dura. La mia acconciatrice quando sa che deve farmi un’acconciatura tira fuori la lacca da spose. Giuro. Poi per levarla devo stare delle ore sotto l’acqua e alle volte usare il piede di porco per estrarre le forcine dalla matassa... ma almeno tiene.
Il tutto per dire che stasera i capelli stanno nu babà. Morbidi, lucidi, lisci, con quel tanto di boccolo che...



...ma non avrete pensato davvero che parlassi sul serio?! Illusi...

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venerdì 25 febbraio 2011 - ore 17:44


Back from Austria
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono profondamente convinta che l’ente turistico del Tirolo dovrebbe pagarmi. Sì perchè ogni volta che io mi presento dalle parti di Seefeld, attacca a nevicare a stufo e la pianta solo quando me ne vado. Ma non teneri fiocchetti e magari di notte. Pf. Certe rovesciate di bambagia da non vedere due metri in là... fiocchi pungenti spinti da raffiche di vento gelido.

Maaa il lato positivo della cosa è... la poesia del paesello innevato e bla bla bla. E ovviamente il fatto che siamo tornate a casa con l’auto carica di scorte. Ormai vado a colpo sicuro: almeno una ventina di zuppe in busta; alcuni chili di Linzer Stangerl che sono una delle cose più buone che esistano al mondo; un bel pezzettone di fleischkase da arrostire; spatzle freschi e secchi in abbondanza, e salsine per condirli. Che altro? Direi basta. Poi ovviamente i prodotti freschi devono sparire in fretta, mentre le bustine possono svernare quietamente nella dispensa... tipo anche fino all’inverno successivo, o fino a quando manderò i miei figli a scuola. Fatto sta che è sempre un piacere depredare i supermercati locali. L’unica cosa che non mi ha mai conquistata sono proprio loro, il prodotto austriaco per eccellenza...



...povero Mozart, se potesse vedere che fine ingloriosa...

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martedì 8 febbraio 2011 - ore 15:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ohibò. Su CSI sostengono che un ago nel cervello, piazzato tra i due emisferi, possa potenziare l’intelligenza. Io ci proverei... tanto la mia capoccetta ne ha già viste che basta, una in più che farà mai?

Sentita in questi giorni al lavoro: "Cos’è quella brutta massa nel fegato?!?" risposta "E’ la colecisti". E vabbè. Avanti. Almeno non sono quella messa peggio...

Meglio se proseguo coi "mestieri" di casa... avanti marsch. Scopettino del cesso, a me!!!



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martedì 1 febbraio 2011 - ore 22:08


Calcio giocato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Stasera Milan - Lazio nel recentemente rizollato Giuseppe Meazza anche noto come San Siro, il santo più invocato dagli uomini quando riescono a non bestemmiare.
Tra l’altro non sono ancora sicurissima che non sia una sfida di calcio saponato: pare che per uno sfortunatissimo mix di umidità, ghiaccetto e campo appena rimpolpato la superficie di gioco sia appena meno scivolosa di una pista di pattinaggio su ghiaccio. E infatti i giocatori riescono a fermarsi e a rimanere in piedi una volta su tre, massimo. Le altre si spetasciano a terra di muso... roba che si rovinano e poi non possono più fare le copertine di "Vanity Fair".
Volevo fare un paio di noticine. Una, io se incontro Abbiati per strada di sera e non lo riconosco subito mi sa che impugno il cellulare e digito il 112 sullo schermo. Mi mette un senso di insicurezza... prima nel tunnel pre-partita una mamma gli ha tolto il bambinetto di rappresentanza dalle mani. Si vede che non lo fa solo a me sto effetto.
Poi. Se ti chiami Brocchi non puoi giocare a calcio, punto. Oppure giochi e diventi un mix tra Pelè e Maradona, però più bravo, così nessuno può fare la battuta. Altrimenti è servita.
Infine, il prossimo che in un contrasto in aria si prende una pacchetta sulla spalla e poi cade tenendosi la faccia tra le mani io vado là e finisco quello che l’avversario ha iniziato e mai finito. Ma dai, sono degli attori consumatissimi! Ho capito che nel momento cerchi di spremere sangue dalle rape, ma a volte mi sembra di sentire la musichetta della Gialappa, i piantini da neonato e le trombette... non ci credo che dopo anni di pulcini, primi calci e primavera non hai imparato a capire quando fingere e quando no, e a farlo decentemente. Gente che cade mezzo minuto dopo lo scontro, roba che l’arbitro è già negli spogliatoi con un thè caldo tra le mani... hai i riflessi lenti come le giraffe che siccome hanno dei nervi lunghissimi quando le tocchi hanno un delay intrinseco nella risposta? Non ti crede nessuno. Resta in piedi così eviti la fatica di rialzarti poi...





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martedì 1 febbraio 2011 - ore 20:44


Consigli di quieta convivenza
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Mi sento in dovere di riempire un vuoto cosmico nell’universo della manualistica. Esistono i ricettari, le guide, i tutorial. Io faccio adesso un bugiardino, titolo provvisorissimo: "Manuale per la vita in condominio, edizione per rumeni". Premessa: zero razzismo eh. Ho preso come popolazione campione la colonia che si è insediata nell’appartamento sopra il mio, che se tanto mi dà tanto si serve di automobili targate RO e non mi sembrano di Rovigo, ecco.

Capitolo 1: "Scendere le scale: alternative alla tecnica sfondamento."
In questo capitolo si affronteranno le tecniche di discesa e salita delle scale, che, per disgrazia, sovente si trovano all’interno delle palazzine e offrono ampio spazio al rimbombo. Dibattito se sia assolutamente necessario scendere due gradini alla volta in salto o se si possa ammortizzare l’evento.

Capitolo 2: "Ciabatte: usi e costumi di altri popoli."
(A me risultava che gli zoccoli di legno li usassero gli olandesi, e il più delle volte al giorno d’oggi fungessero al massimo da fioriere, e invece evidentemente in Romania usa così. Persino nel mio condominio al mare ricordo un cartello: non indossare zoccoli di legno per casa. Forse dovrei scipparlo e cancellare giusto la riga che consiglia di sciacquare i piedi dalla sabbia prima di salire in casa per non intasare i tubi.)

Capitolo 3: "Gestione del tono di voce. Esercizi pratici."
Sottotitolo: comunicare senza urlare è possibile. Soprattutto di notte fonda. Soprattutto se stai ciancicando le ninnananne a tuo figlio che stai tenendo in braccio e ti dista massimo 30 centimetri. Non. Serve. Urlare. Il tono baritonale passa attraverso muri e soffitti e sfianca la pazienza di noi che sopportiamo ancora il pianto del tuo piccolo figlio di Satana ma non le tue berciate di notte fonda...

Per i prossimi capitoli aspetto il cambio di inquilini che, se verrà rispettata la progressione geometrica attuale, avverrà tra cinque... quattro... tre... due...



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domenica 30 gennaio 2011 - ore 13:44


Ringraziamenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Signori buongiorno. Oggi volevo dedicare qualche minuto a fare un grande ringraziamento.
Circa sette, otto mesi fa gli amici cominciarono a visitare chez moi, la mia nuova residenza fresca di ristrutturazione, e le parole che vi dedicarono furono quelle di rito: "Che bella, che originale, che scelte innovative", ma sono ragionevolmente certa che nel mentre pensavano "Questa qui è daltonica e ce ne siamo accorti solo ora", oppure variante sul tema "Il troppo studio dà alla testa, scappiamocene alla chetichella sorridendo per non allarmarla".
Sì perchè come i più di voi già sapranno ho deciso di dedicare a ciascuna stanza un colore di pareti diverso. E mica giallino pallido, celestino chiaro e verdino tiepido. Nein. Magenta (ossia rosa ciclamino) per il salotto, rosa confetto per l’ingresso, lilla per la camera da letto, giallo sole per lo studio e azzurro cielo per la stanza degli ospiti. Un turbillon di colori da far girare la testa. Un pantone riprodotto sui muri di casa. Persino Picasso deve aver fatto scelte più sobrie. Ma ne ero convinta e sempre più convinta ne sono ora che, con l’arredamento, le pareti fanno più da cornici che da protagoniste.

Ma tornando all’inizio, il ringraziamento va tutto al canale Real Time e nello specifico al programma "Vendo casa... disperatamente". In questo format, due esperti si dedicano al rinnovamento di un immobile per renderlo più appetibile all’acquirente. E lo splendido interior designer che si occupa del progetto la pensa come me: colore, colore, colore. L’ho visto scegliere un color blu balena (ve lo giuro) per la parete di fondo di un mini. Un rosso bordeaux per l’ingresso di un appartamento, a tutto tondo, soffitto compreso. Persino un azzurro carico per uno studiolo e siccome gli ha preso la mano ha fatto pitturare persino le ante dell’armadio. Alè.
Quindi, grazie Andrea Castrignano per avermi sdoganato il colore lavabile tinta piena a tutta parete. Mi sento meno sola e meno pazza, da quando ti conosco; sei ufficialmente invitato a prendere un caffè nel mio adorato salotto fuxia. Porta anche la Paola Marella, se ti va.



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giovedì 27 gennaio 2011 - ore 18:49


Scene da un condominio.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo sa bene chi ci vive, ogni condominio medio è un microcosmo a sé stante. Di solito la composizione degli abitanti è varia, variegata e anche un po’ avariata, con occasionali componenti svarionistiche e taluni rappresentanti della categoria deficienti.
Avendo precedentemente vissuto in una quadrifamiliare mi ero fatta l’idea di come fosse condividere tetto, pavimenti e sottoportico con altri nuclei familiari, ciascuno con le proprie idiosincrasie più o meno tollerabili; ora che mi sono trasferita, la nuova palazzina conta sei appartamenti, più altri sei della gemella siamese accanto e due nella propaggine-depandance alle spalle. Totale quattordici. Quattordici famiglie che devono mettersi d’accordo su questioni talvolta risibili come le cassette della posta e alle volte invece vitali come il rifacimento dell’impianto gas. Voi provate un attimo a pensare a come l’animo umano si caratterizzi per la varietà di opinioni, gusti e pensieri, e poi fate due più due: è subito inferno. L’assemblea condominiale è stata un tale putiferio che mi sto riprendendo solo ora dal trauma, e si è tenuta a fine ottobre; due ore di discussioni feroci, insulti più o meno velati, con risultati: zero a zero palla al centro, o quasi. Il tutto condito dalla regia di un amministratore che definirlo privo di nerbo è ancora fargli un complimento.
Insomma per voler scendere nel dettaglio. Nella mia scala, dei sei appartamenti, tre sono occupati da anziani soli che non escono mai di casa; giustamente io ne ho una sotto e una accanto. Queste splendide signore sembrano trovare massima esaltazione nel complicare ulteriormente affari già di per sè complicatissimi: una di loro si preoccupava che lo spessore del nuovo citofono le impedisse di aprire la porta di ingresso. Ma beata testolina, cosa pensi che stiano per installarti in ingresso? Un carroarmato cingolato? Un pezzo di Dolomite con annesso scalatore? Ma sarà sempre un panetto di massimo venti centimetri di spessore, se tanto mi dà tanto. Ma soprattutto se l’elettricista ti dice che no, non crea problemi, puoi smetterla di angosciarti e vivere serena senza continuare a stironarmi la manica ripetendo "Perchè io sa, il citofono ce l’ho dietro la porta!"... ma dai? Io invece il mio lo tengo tra il bidet e il water, sai mai che qualcuno suoni finchè sono affaccendata in altro...

Prossimamente su questi schermi dopo questa lunga introduzione, le scene madri di ieri mattina. Rimanete sintonizzati.



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giovedì 20 gennaio 2011 - ore 08:36


Contrasti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



...e non sto parlando di lavoro.
Non so se a voi sia mai capitato. Prendete certe confezioni di detergenti per la casa, tipo per le piastrelle del bagno o per l’acciaio della cucina. E leggete sul davanti: "Delicato! Potete usarlo tutti i giorni! Rispetta le superfici! Non danneggia! Non altera! Ci fa pure le coccole alle mattonelle!!!" ... e tu dici accipicchia. Finalmente l’efficacia unita alla delicatezza. La scienza fa miracoli. Poi volti il flacone e dietro è tutto tempestato di simboli di pericolo: "Non bere. Non toccare. Non inalare. Non guardare troppo intensamente e non pensarci a meno che non sia strettamente necessario". Ma?! Non eri quello delicatissimo che potevo quasi metterti come topping sul gelato?? Cos’è questo voltafaccia?! Che delusione.
L’esatto contrario, e qui viene il buffo, di quello che succede invece su certi prodotti per la cura della persona. La mia dolce metà usa uno shampoo giustamente da maschietto, che risponde al nome di Clear. L’etichetta è tutto un programma: innanzitutto si chiama Action, che a me fa venire in mente gli Action Men, per l’appunto. Poi sotto una tiritera: Cleartech High Performance, come gli pneumatici da sterrato, e persino 2.0! Avranno corretto qualche bug dalla versione precedente? Vai a sapere. Però il divertente è la riga scritta in fondo a tutto ciò:
FORMULA DELICATA. ...ma scusa, mi sembrava di aver comprato una specie di bomba a mano con tappino, uno shampoo da guerra atomica, che la forfora non l’avrei vista mai e poi mai più, e tu alla fine mi dici formula delicata?!
Forse devo solo aggiungere qualche goccia di Viakal al Clear. Per neutralizzare l’effetto delicato.



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domenica 16 gennaio 2011 - ore 21:53


La reclame.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ossia la pubblicità detta come i nonni chic.
Sarò breve perchè non sono sola ma mi scappava questo post.
Nell’intervallo tra primo e secondo tempo del match Lecce - Milan ho contato sette e dico SETTE spot pubblicitari di automobili. Sette. Praticamente come comprare Quattroruote, stesso ventaglio di scelte.
Poi: un po’ di figa (Belen), alcolici (il Montenegro), carburanti a fare pendant con le auto e basta, direi.
Mi sono molto stupita dell’assenza di una pubblicità di birra, una di patatine e una di rutti. Per completezza.
Questo per dire che chi compra gli spazi pubblicitari in un intervallo di partita di serie A, sa quello che fa. Sono quelli che guardano che sono in media un tantino più disorientati, secondo me.



Mi propongo per ideare lo spot per questa. Ponzi ponzi popopò voglio vincere facile.

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giovedì 13 gennaio 2011 - ore 13:06


Dentista :S
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Posso dire? Non sono ispirata. Tutta la mia mente è ferocemente concentrata sull’impegno del pomeriggio ossia andare dal dentista. Sì perchè dopo ben 27 anni senza carie i miei dentini hanno pensato di ribellarsi e prodursi in delle cose... non vi dico. Un mesetto fa ho passato dei brutti quarti d’ora a farmi trapanare, limare e smartellare per poi sentirmi dire "Mmmm... brutta cosa qua. Mi sa che devitalizziamo ma forse, dico forse, riusciamo a salvare. Intanto mettiamoci una pezza e poi, se non ti fa male, facciamo il definitivo." Eh beh grazie. Per fortuna che questo mese è passato discretamente e oggi è arrivato il giorno. Mi sa che mi becco un altro po’ di raggi (come ne prendessi pochi al lavoro) e poi di nuovo lime e scalpelli e quella cosa odiosa dell’aria che soffia e che fa quell’effetto unghie sulla lavagna... brrr. Aaahhh. Frrr. Mi porto già avanti con la dose di fastidio. Che poi non so voi ma a me più dell’intervento in sè infastidiscono i danni collaterali. Tipo la spiralina che aspira la saliva piantata contro la gengiva o la succitata pompetta dell’aria, o ancora l’anestesia che esci come se nel frattempo avessi avuto un ictus, con la bocca storta.
Certo che sti denti me ne han fatte passare di belle. Un’infanzia con la bocca scintillante di apparecchi fissi e più mobili dell’Ikea (ah-ah-ah), persino la cuffietta ho avuto, quella con i tiranti, la versione per bocca dello strumento di tortura di Arancia Meccanica.
E quando ho tolto i denti del giudizio? Su quattro, tre mi hanno fatto infezione e ho visto le stelle... e il sopravvissuto adesso c’ha una carie e lo devo levare. Ma quando mai s’è visto?!
In buona sostanza io non ho paura del dentista. Sono solo realista e so che quando entro là dentro, non ne esce mai nullllla di buono.
Vado. Pensatemi.



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