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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
mercoledì 13 aprile 2011 - ore 21:03 La stanza dell’ospite. Provo a non affezionarmi alle cose. Alla pace buona che c’è qui, nella stanza nuova che mi hanno affidato ieri, quando ancora non sapevano che sarei andata via. Fuori dalla finestra il parcheggio. Era il 10 luglio. Era qui. Davanti a dove sono adesso. Le maniche corte, i finestrini abbassati, le corna di un cervo. Era qui. Io dentro alle tue braccia, i cucchiaini di Uri Gheller. L’unico sabato che abbiamo passato insieme. Era qui. E non è più. Forse non è stato mai. No, non è stato mai. Sennò saresti rimasto. Torna dentro al mio letto. Torna dentro ai miei incubi o stanotte non riuscirò a svegliarmi di soprassalto. Con la voglia di non svegliarmi più. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 13 aprile 2011 - ore 01:00 But he was once a little fat baby. Ogni notte dormi un sonno tranquillo. Un sonno atomico. [Continua. Non voglio svegliarti.] COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 10 aprile 2011 - ore 22:47 Anche oggi è domenica. Mi perdo dentro alle braccia di Albert. Stringi più forte, riuscirei a supplicarlo. Fammi sentire qualcosa che non siano le lacrime che non si fermano ai semafori. Il respiro che perdo dentro ai parcheggi. La voglia di bere, vostro onore. Sei una brava attrice, mi dici. Ti regalo un libro. La mia copia con i bambini che morsicano e gli amanti dentro agli acquari. Era per te, M. Ma se lo avessi trovato sopra al tuo muretto avresti avuto soltanto paura. Di me. Un peso piuma contro il peso welter delle cose sbagliate che non cambiano. Almeno ora sai che quando avrai voglia di leggerlo, ti basterà chiederlo ad Albert in prestito. Diversificazione, già. Ho imparato ad elaborare piani b, in punta di piedi. A guardare i figli degli altri, a farli sorridere. Le donne degli altri e a trovarle attraenti. A spiegarmi che sono brutta e stupida come le bambole, per questo non posso essere amata come loro che sono meraviglia. A non dirmi più. Sii bella. Sono solo un posto lasciato vuoto. Lo capisco le domeniche di sole che in mezzo a gente buona avrei voglia solo di bere e farvi tanti auguri. A voi che avete ancora delle possibilità. ho sbagliato solo di un giorno, Albert. [la morte è l’unica condizione possibile quando si ama" target=_blank"> LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 9 aprile 2011 - ore 20:54 se.non.fai.stasera.ciò.che.puoi.per.tenerti.almeno.la.metà.di.quello.che.hai. Stasera è come ogni sera, cantava Paolo solo per me e Smartha ieri sulla Feltrina. Avevo appena lasciato il dottor S. e la signorina Sivovich a piazza del grano. L’avvocato L. e i suoi amici e un tavolo pieno di bicchieri e ciotoline vuote. Ho pensato che da qualche parte li aspettava il cedolino del parcheggio. La strada. Freccia a destra. Scale. Una porta. Una ragazza che sa di bagnoschiuma. Un locale affollato. Altro alcool. Un altro week end. Ho pensato a due paia di piedi che si cercano sul bordo di un letto. Il rumore assordante delle dita a condurre i bottoni fuori delle asole. Al sospiro, profondo, di ritrovarsi in salvo tra le braccia di qualcuno. L’abitudine che non ha rischio. Stasera non è come ogni sera, Paolo. Stasera ogni cosa è al suo posto. Io guardo fuori dalla mia incubatrice e benedico che ci sia ancora amore, nei letti degli altri. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 8 aprile 2011 - ore 10:54 Cosa succederà alla figlia dell’apicoltore. Nuvole basse, foglie di tè, un vestito rosa. E’ venuto meno il tempo delle corrispondenze. Mi fai stendere e respirare. La cassa toracica immobile. Apnee lunghe giorni. Notti di incubi, sempre. Anche stanotte. Non avresti dovuto restare a guardare quello che mi stava facendo. Gli alberi sapevano di miele. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 7 aprile 2011 - ore 23:25 Finchè posso. E’ vero. Amo le parole. Amo quelle giuste. Amo anche quelle che escono pronunciate male. Quelle che non vorresti sentire. Quelle sperate. Dimenticate e lasciate invecchiare dentro alle lettere. Ad un Nokia chiuso dentro ad una scatola. Rimaste incastrate dentro agli apparecchi per i denti. Quelle digerite. Quelle di cui senti di avere fame. [Morire delle mie parole. Morirci dentro finchè posso. Per liberarle dall’incanto, ma pure, prima che le uccida il senso. Scrive Silvia.] Parole mie. Vi amo sì. Ma mi lasciate così sola. Così disperata. Perchè. Non. Provate.Ad.Amarmi.Un.Po’.Anche.Voi.?. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 7 aprile 2011 - ore 16:27 always so lost in the dark chissà se quando sei tornato lì, hai pensato a quando come due cretini annusavamo gli alberi. sei ancora più sconvolto di come ti ricordavo. e mi manchi. [there was nothing in the world that i ever wanted more than to never feel the breaking apart all my pictures of you.] LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 6 aprile 2011 - ore 20:08 Liquidi Deluxe. Cominciano i giorni che ti spogliano lentamente. Aprile mi scopre i polsi. L’inverno ha tenuto nascosto i segreti della dottoressa F., ha dato da bere alla sua disperazione. Cominciano i giorni delle domande e degli sguardi che indagano l’orlo di un braccio. Che torturano la superficie increspata del mio corpo. Non la voglio un’altra estate. Non voglio un altro giugno a spingermi sull’altalena. Non voglio altre due di notte, finestre aperte e lucciole in giardino. Altri gelati al pistacchio. Altri dondoli. Altro. La stagione è passata per sempre. La stagione è il boccone che mi ha tolto la fame. Rispondi avvocato, penso. (Le stesse parole che tengo ancora scritte da qualche parte.) Dammi solo una possibilità. Almeno tu. Il parlatorio di un carcere. Gli occhi di un padre di ottant’anni che non incontrano più quelli del figlio dentro l’aula di Corte d’Assise. Che le cose perfette non ci hanno mai portato fortuna. Ma un po’ di fortuna è tutto quello che chiedo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 5 aprile 2011 - ore 12:51 Mia piccola elettroschock.triste.telegiornale. Parli alla mia insonnia sottovoce. Mi spaventi. Di giochi con l’anice e le vite degli altri. Siamo così mediocri e complicati. Siamo i resti di un pasto. Morsi attesi. La bocca, riempita. L’amore non ci serve. L’amore si tiene dentro. L’amore è l’ultimo pensiero della ragazzina a cui hai sporcato la faccia, mentre la primavera le lecca i piedi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 4 aprile 2011 - ore 19:13 Madame Bloodary Mi sarei innamorato come un pesce, di te. Rido e abbasso la testa. Metto queste parole con le altre. Lasciami dormire, vorrei dirti. Lasciami respirare con le branchie in tutti i miei oceani di condizionali. Tu lasci le dita sporche di sangue, mentre le mogliettine puliscono casa. (Ma la felicità è a prova di epistassi) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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