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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
giovedì 1 ottobre 2009 - ore 00:16 COME SE FOSSIMO L’UNICA COSA Io e Alberto insieme, qui. Dove dovresti esserci tu. Fuori le luci dell’ufficio qui di fronte, un cane che dormicchia dentro una cesta. Tanti libri impilati e del succo di mela. Fuori il freddo che si sta per mangiare le foglie degli alberi, Io faccio indigestione di burocrazia e pasta integrale. Le sere finiscono sempre così. Con te che mi ignori dall’altra parte del vetro ed il groppo alla gola e non capire come sia potuto accadere. Di non riuscire nemmno più a sfiorarti col pensiero. Continuerò a parlarti fino a quando non mi dirai che gli amici immaginari non sono mai esistiti. Ma se cerchi bene sotto il tappetino della macchina, ci sarò ancora un po’ di quella sabbia che dicembre ci ha attaccato sui vestiti. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 30 settembre 2009 - ore 18:37 HBS Benjamin che non capisce un cazzo. La musica che mi trapana la testa. I capelli che non vanno d’accordo con questo autunno. Tutta la pioggia di ieri notte che continua a cadermi addosso. Quel senso di frustrazione. Bere a sproposito. Parlare a vanvera. Infilare le chiavi nella toppa come unico gesto di sollievo. Ci mancava solo la ditta farmaceutica. E i pomeriggi spesi in cerca di un urologo, io che soffro di malinconia e non di prostata. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 29 settembre 2009 - ore 20:52 NURNBERGSTRASSE 11 Non ricordo più come fosse il mondo prima che arrivassi te. Ma dopo tutti questi giorni, finalmente oggi la sensazione di essere a casa, trovando sullo scaffale di quel caffè le Lezione Americane di Italo Calvino. Leggo la prima, quella sulla leggerezza, e dopo un caffee cattivo compensato da due amaretti ed un quadratino di cioccolato, riesco persino a procurarmi un piccolo lavoro. Poi Katja finalmente trasloca. Mi lascia lo sporco della sua stanza, qualche libro ed un pianoforte. Penso alla mia vita in due valigie. Penso al fatto che sono riuscita anche qui a farmi abbordare dai testimoni di Geova. E che il mondo prima che arrivassi te non sapeva proprio di niente. Ma tanto a che serve dirtelo? L’altra sera la Merkel sorrideva a reti unificate e io volevo solo raccontarti di che colore fosse la mia tristezza. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 27 settembre 2009 - ore 08:42 AUF WIEDERSEHEN I ricordi restano attaccati alle giornate. Cerco di fare del mio meglio. Ma qui non ci sono nemmeno balconi da chiudere e le notti passano con le luci della città che riverberano dietro le tende. Le notti passano su materassi per terra, in stanze di altri, mentre Katja deve partire per il Marocco e Hansen la aiuta a traslocare. Poi restano in cucina abbracciati a guardarmi cucinare, come se fosse la puntata del meglio di giochi senza frontiere. E’ lecito chiedere come sarebbe potuto essere, no? Un mese, poco più. E già non mi resta più niente di te. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 26 settembre 2009 - ore 16:53 CAVOLI A MERENDA Vivo in un posto di gente strana. Vivo in una pensione che sa di crauti e geriatria, fino a martedi. E gli accenti non li metto perche non ci sono nella tastiera dell`internet point, maestra, e la zeta la cacciano in mezzo a tutte le altre lettere.... Ecco. Tutto questo per dire che. A parte l`uovo sodo alla mattina, tutto il resto e´ puzza di cavolo e ristoranti italiani. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 24 settembre 2009 - ore 23:42 LA SINDROME DI DRESDA Un anno fa dicevi che qui c’erano solo alberi e patate. E non era nemmeno più il 2004. Io non lo so com’è. Forse continua ad essere solo alberi e patate. E l’espresso che ti dissangua, i cetrioli con la buccia, i cinquantacentesimi per fare pipì che ti vengono scalati con apposito coupon se poi fai anche una consumazione. Qui è una città sileziosa. L’Elba che non parla. La gente che sussurra. Le cameriere ucraine. Gli alberghi tutti pieni. La Silvia, voce del satellitare, che non sa dire bene strasse. L’autobahn che non profuma di niente. Siamo solo io e la mia voglia di arrivare alla vera destinazione. Io che sarò ancora per un po’ senza casa, che penso alle ultime tassoni e birre al kiwi bevute con chi non mi ha lasciato mai, anche quelle notti di occhi gonfi ad ore troppo piccole anche per i maniaci. Io che a Mussolente giro la testa verso il finestrino e passo veloce una mano sulle guance, mentre Alberto si interessa di braccia troppo bianche. Che sventro la pazienza degli altri occupanti l’abitacolo guidando come un tedesco medio (....) su una canzone interminabile che dice che settembre ci porterà via. E scoppio a ridere se penso che lo ha fatto già. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK martedì 22 settembre 2009 - ore 02:29 Per ogni volta che vuoi potrai immaginarmi li’ li’ dove non ero e come mi volevi. Non c’e’ strada , strada , strada o ferrovia non c’e’ strada che vada a casa mia e una luna si tende in mezzo al cielo. E allora vattene via la notte scivola e’ mia mentre corro sui colli bagno le mie ciglia allora buttami via il mio cuore e’ in balia lo lascio al vento in mille pezzi e m’anima. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 20 settembre 2009 - ore 15:40 QUESTA è LA SCENA PATETICA. Umore da vertenza sindacale e le mani secche dopo una sessione di svelto al limone, Non dovrei, ma trascuro lo studio allo stremo delle mie possibilità di riuscita e mi gingillo con il tè al mango e le canzoni di Alberto. Preparo cd per far scorrere veloce l’autobahn fino a Dresda. Per esorcizzare incidenti e cartelli stradali. E la mia guida da ottantenne che va a prendere la pensione. Sai quella sera? Mangiavamo uno davanti all’altra e pensavo che sarebbe stato bello farlo insieme questo viaggio. Tutto quelle balle sul seguire il profumo del mare del Nord con qualche deviazione, la DDR e la storia che ti crucciavi di non aver vissuto per fattori puramente geografici, la strada che poi finisce e arriva il momento di separarsi. A me che non piacciono gli addii, eppure mi ritrovo sempre abbandonata all’autogrill. Spero solo questa volta venga a salvarmi Bruno Ganz. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 18 settembre 2009 - ore 11:22 BAGAGLIO A MANO. Ho già provato. Loro in valigia non ci stanno. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 17 settembre 2009 - ore 10:28 DOVENDO SCEGLIERE E STUDIARE LE MIE MOSSE SONO ALL’IMPASSE. Il tempo stringe e mi segna i polsi. Quando io e l’imprenditore fallito saremo liberi dall’ ob ligatio della par condicio creditorum, forse riusciremo a mettere la mia vita in 20 chilogrammi di samsonite e a lasciare tutto il resto a casa. Non si tratta di dispensabilità. Si tratta di spazi. Si tratta, per una volta, di me e basta. 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