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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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domenica 7 settembre 2008 - ore 16:21


PROFUMI INDESCRIVIBILI NELL’ARIA DELLA SERA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho i ricordi chiusi in te.
Cieli neri da brividi, mi scrivi.
Le parole non dette.
I ’ti voglio bene quando porti la Fanta’.
Tu che hai voglia di far pace con una mela piccola, nemmeno rossa.
E il veleno non c’è. Il veleno ce lo siamo sputati addosso, la mattina.
Il veleno è un pretesto, è un silenzio, è un nascondiglio meschino quando non sai dire che la paura è una scimmia sulla spalla e l’organetto lo suona Morgan.
Ho conosciuto la maestra Daniela, anche se non avevo promesso di dirlo.
E alla fine quasi ci dimenticavamo dove la macchina era parcheggiata.
E io avevo freddo, e continuavo ad infilarmi quel berretto per farti ridere.
Ma quelli col fez mi hanno battuta. Quelli con la brillantina sui capelli, stracciata.
Ho respirato per due ore lo Chanel numero cinque della vicina attempata e l’essenza di Britney Spears della minorenne presunta che mi stava davanti.
Incolpo pertanto lo stordimento, se gli occhi erano lucidi mentre cantavi che non si scioglieranno mai.
Mentre il cinghiale bianco mi sembrava quasi un regalo.
Per me che non l’ho mai capito.
Battiato.



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venerdì 5 settembre 2008 - ore 18:41


REGINA DI TESTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’è un problema, Houston.
Otto parole.
E’ il sette orizzontale del cruciverba del paginone centrale.
Io.
Mi.
Rompo.
Come.
Le.
Barbie.
Di.
Sottomarca.
Da terra cercate di trarne le conclusioni.
Ho più nausea che ossigeno.
Non so se ci arrivo a domani.
Anche se c’è chi si ostina a incoronarmi Maria Antoinette mentre la testa mi rotola a corte, ai piedi di Fabrizio Moretti.



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giovedì 4 settembre 2008 - ore 20:09


E INTANTO SI MOLTIPLICA IL MISTERO, LA BELLEZZA CI SFIORA AL MATTINO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ere geologiche senza quella canzone.
Spesso ne ho sentito la mancanza sulla punta delle dita.
Ci sono rimasti attaccati pensieri, considerazioni, i capelli blu, il professore di educazione fisica beccato al concerto di Giulio.
Il flagellante è perso. Il flagellato mai.
Tu che mi spedisci il tuo numero di cellulare.
Tutti gli altri che trovano vie di fuga e se ne vanno altrove.
Londra, Parigi, Berlino, Ferrara.
Ma non c’è traduzione, a questa inespressione.
Può persino succedere che qualcuno consigli di stare lontano dai musicisti.

Bo.
Era una giornata opaca.
Poi siete arrivate voi.
Poi quella canzone.
La tradizione è morta. L’emozione mai.
Adesso non più.



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giovedì 4 settembre 2008 - ore 00:15


CHIAMO UN ELETTRICISTA A METTERE UN INTERRUTTORE NELLA STANZA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Alberto Muffato lascerebbe cadere sfiduciato il pennarello azzurro dalle mani se vedesse le mie braccia.
E i libri sconsigliati non mi intimoriscono se parlano anche di me con me.
Stanotte piovono buone notizie.
Non ti conosco abbastanza ma sono sicura del sorriso che fai, mentre me lo scrivi.
Mentre corri di nuovo nel tuo riparo.
Grigio, inospitale, senza mosche.
E allora te lo chiedo sottovoce.
Scrivimi.
Che nella provincia operaia ci si fa male rinunciando, dice Valeria.
Prendo un’aspirina.
Perchè non so nemmeno a cosa.



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martedì 2 settembre 2008 - ore 00:15


I AM VERY HAPPY BECAUSE POP IS LOVE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Aprire Facebook e sentirsi catapultati a C’è posta per te.
La De Filippi che fa entrare nel mio pc gente di ogni tipo.
Amori adolescenziali, sorelle di ex amiche a cui devo ancora restituire libri di Milani, gente che ti contatta solo perchè gli interessa il tuo collo.
Io mi faccio a pezzi, quando non so che fare.
Finisci a raccontarti per quello che non sei stato.
Finisci a scrivere sulle bacheche messaggi di cui non sai se pentirti.
Ma tu te li ricordi i Soerba?
Io sì, avevo dieci anni e li odiavo, come i Bluvertigo.
Mi facevano pensare al succo di limone, al verde del video dei Liquido, alle diapositive che mia madre custodisce gelosamente di certi che negli anni ottanta costruivano gioielli con i cucchiaini colorati del gelati.
Ora mi fanno tenerezza.
Quasi quasi li cerco su Facebook e li ringrazio per l’add.



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domenica 31 agosto 2008 - ore 23:50


VIVIN C
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Manca poco per uscire illesi da questo agosto nero.
Leggo la Vinci che cita Walcott, quasi mi commuovo.
D’altronde è feroce settembre.
Ma io lo grido più forte Come back september, e non so nemmeno quale.
Ricordo quello in cui ti ho conosciuto.
Avevi sedici anni ed eri scappato di casa.
Io ero agli arresti domiciliari e con la testa altrove.
Non mi sono accorta subito quanto grandi erano i tuoi occhi.
Ho ancora le nostre fototessere alla stazione, prima di partire, dopo che avevi negoziato libertà con i tuoi genitori.
Sono venuta a cercarti due anni dopo.
Ti facevi chiamare Boda e finivi a farti nelle fabbriche abbandonate.
A volte mi scrivevi messaggi, la gente ti dava appuntamento in periferia e mi dicevi che non sapevi nemmeno se saresti tornato indietro.
Sono venuta a cercarti e volevo salvarti.
La prima notte mi hai regalato una coperta e mi hai detto che ero la primavera.
La seconda sera mi hai piantato in un vicolo di Assisi e c’era la neve e non sapevo nemmeno dove andare e vaneggiavi di camicie di flanella, taglialegna e grunge.

Come back september...ma non quello.
In tutti i sensi come l’amore, mi dice Simona.

Mi copro bene, che ho il raffreddore.



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domenica 31 agosto 2008 - ore 01:40


MOBILIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chilometri fra le nostre bocche.
Io attendo di guardare quel film e la cassiera del Lidl si tinge i capelli di rosa.
Continue citazioni, nella mia vita.
Continui cicli e ricorsi storici.
Riprendo ad usare la matita nera.
Mi sorprendo a cantare a squarciagola improbabili Noi non abbiamo paura della bomba.
I muri crollano mentre dormo.
Tu fai cucù dall’altra parte.

Ti lego all’albero in giardino, e ti do in pasto alla mia coscienza, signor Bartleboom.



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sabato 30 agosto 2008 - ore 01:55


HAI DETTO "è TUTTO QUEL CHE HAI DI ME?"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono parole che ti sussurro di notte, mentre dormi.
Poi mi giro di schiena, mi chiedo se fai finta di dormire.
La mattina saggio la pericolosità delle mie doti subliminali.
Ti nasconderei quello che ho da dire nella mela rossa che mangerai dopo pranzo, come il veleno per Biancaneve, con parole scritte in ordine sotto la buccia.
Il bruco della mele e la sua bambola.
Forse ho bevuto troppo.
Forse non servono constatazioni amichevoli quando ci si fa tamponare su macchine rubate.
Passo davanti all’aereoporto e dico ai miei di farmi scendere a respirare.
Ci sono treni che stanotte deragliano per colpa di quelli che portano i fedeli a Lourdes.
Che il nero del rimmel fatica ad andarsene.
Mi rimane attaccato alle ciglia e non mi resta che piangere.
Esattamente come con te.



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giovedì 28 agosto 2008 - ore 20:02


HO UN PRESENTE CHE è DIO E FA LA CAMERIERA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La strada di casa.
Nelle orecchie solo Punk islam, islam punk.
Decido che può essere la serata Almodovar.
Volver è stato iniziato tre volte e mai finito.
Penelope Cruz mi mette l’ansia.
E Federico Fiumani riaffiora dalla mia memoria adolescente.
Che c’era un libro, che lo citava come una leggenda.
Si trattava di un Enrico Brizzi più maturo o forse con la polo.
Io ricordo pomeriggi in punizione e fuori l’estate che era la festa a cui non partecipavo.
Leggevo L’altro nome del rock e sognavo Kreutzberg.
La sua allegria.
Io allo step precedente.
Inutile e triste come una birra senza alcool.



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giovedì 28 agosto 2008 - ore 12:49


OH MY DARLING, CLEMENTINE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le cose mi parlano.
Mi batte il cuore quando le sento balbettare le prime frasi.
Mi appoggio ai muri per lo spavento.
Le tocco, le spio, le rimetto al loro posto.
Come stamattina, quel vhs.
La copertina recitava ’Eternal sunshine of the spotless mind’.
Che non sapevo nemmeno se il videoregistratore se la sarebbe ingoiata e digerita.
E mi sono guardata intorno per capire se qualcuno se ne fosse accorto.
Dei gesti e degli incontri poco casuali.
Delle coincidenze che traduci come versioni di greco, come sogni.
Pago ed esco.
Il videoregistratore non ne vuole sapere.
Ma io stesa sul letto chiudo gli occhi.
Ho i capelli blu e sento il mare.



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