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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 19:13
Coordinate astronomiche
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Definita la sfera celeste come una entità geometrica, per muoversi agevolmente lungo la sua superficie basta servirsi allora di sistemi di coordinate, che allo stesso modo di quelle terrestri ci permettano di individuare un punto qualsiasi conoscendo solo due valori, e di punti e cerchi di riferimento, quest'ultimi a loro volta distinti in circoli massimi (cerchi creati dalle intersezioni con la sfera dai piani passanti per il suo centro) ed orari (circoli massimi passanti per i poli celesti).

Abbiamo così i sistemi di coordinate astronomiche: altazimutali, equatoriali, eclittiche e galattiche
COORDINATE AZIMUTALI
I riferimenti fondamentali di questo sistema sono l'orizzonte astronomico e lo zenit, mentre rivestono notevole importanza anche i cerchi verticali (circoli massimi passanti per lo zenit ed il nadir) ed il meridiano celeste (cerchio verticale passante per lo zenit, il nadir ed i poli Nord e Sud).

Azimut

istanza angolare fra il polo Nord e l'intersezione del cerchio verticale passante per il punto osservato con l'orizzonte. Viene misurata su quest'ultimo in senso orario, e perciò verso Est, ed è compresa fra 0 e 360°.
Altezza:Tracciata sul cerchio verticale passante per il punto considerato, è pari all'angolo compreso fra l'oggetto e l'orizzonte. Si conta da 0 a 90°, positivamente verso lo zenit e negativamente verso il nadir, ragion per cui possiamo definire anche la distanza zenitale = 90 - h, che naturalmente rappresenta la distanza angolare di un astro dallo zenit.
Questo sistema permette di conoscere velocemente un punto celeste posizionato al di sopra dell'orizzonte del luogo di osservazione, ma ha il difetto di essere relativo all'osservatore, dipendendo da parametri come l'orizzonte, lo zenit ed il meridiano, variabili a seconda della località. Infatti, visto che le stelle descrivono archi di cerchio che non sono paralleli all'orizzonte, le due coordinate varieranno continuamente seguendo il moto della sfera celeste.
COORDINATE EQUATORIALI
Questo sistema si basa sui poli celesti e sull'equatore celeste, mentre sono importanti anche i cerchi orari (circoli massimi passanti per i poli celesti), il meridiano celeste ed il punto che rappresenta l'equinozio di primavera, il punto d'ariete.

Ascensione retta:Si misura sull'equatore celeste in ore (o gradi) e frazioni di esse, in senso antiorario (verso Est), a partire dal punto di ariete fino all'intersezione dello stesso equatore con il cerchio massimo passante per il punto osservato. E' compresa tra 0 e 24 ore (o fra 0 e 360°).
Declinazione:Espressa in gradi e frazioni di essi sul cerchio passante per i poli celesti ed il punto del cielo in osservazione, si conta da 0 a 90° a partire dall'equatore celeste, positivamente verso il polo Nord e negativamente al contrario.
E' attualmente il sistema più utilizzato, essendo completamente svincolato dall'osservatore e dipendendo solo dalla posizione degli astri. Le due coordinate infatti rimangono fisse, in quanto il corpo da osservare si muove insieme a tutta la volta celeste. Non a caso tutte le mappe stellari sono basate su di esso.
Esiste tuttavia anche una variante per questo sistema di coordinate. Infatti sostituendo all'ascensione retta, l'angolo orario, che si misura sull'equatore in senso orario, da 0 a 24 ore, a partire dal punto di mezzocielo, si ottiene un sistema di coordinate equatoriali relative al punto di osservazione.
COORDINATE ECLITTICHE
Il sistema usato per lo studio e l'osservazione del sistema solare e dei corpi che ve ne fanno parte è quello delle coordinate eclittiche, cosiddetto perchè si basa sull'eclittica ed i suoi poli. In esso rivestono una certa importanza anche il punto d'ariete ed i cerchi di longitudine (passanti per i poli Nord e Sud dell'eclittica).

Longitudine eclittica - E' l'arco compreso fra il punto d'ariete e l'intersezione del cerchio passante per il punto in osservazione con l'eclittica. Si misura in gradi e frazioni di essi, da 0 a 360, a partire dal punto equinoziale in senso antiorario (verso Est).
Latitudine eclittica - Tracciata sul cerchio che passa per l'oggetto osservato, è anch'essa misurata in gradi, ma da 0 a 90 a partire dall'eclittica, positivamente verso il Nord e negativamente verso il Sud.
Coordinate Galattiche
Quando il campo di osservazione si allarga alla galassia si usa spesso un sistema di coordinate con riferimenti propri di essa: l'equatore galattico (inclinato di circa 62°41' dall'equatore celeste) ed i poli galattici. Importanti sono il punto di centro galattico (A.R.17h42m30s Dec.-28°55'18") che è situato nella costellazione del Sagittario ed i cerchi massimi passanti per i poli galattici.

Longitudine galattica:Misurata sull'equatore della galassia in senso antiorario (verso Est) a partire dal punto di centro fino all'intersezione dello stesso equatore con il cerchio massimo passante per il punto in questione. E' compresa fra 0 e 360°.
Latitudine galattica:Tracciata su cerchi massimi, a partire dall'equatore galattico verso i poli, è compresa fra 0 e 90° e si conta positivamente verso il Nord e negativamente verso il Sud galattico.
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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 19:05
Sfera celeste
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non percependo le diverse distanze che ci separano dai corpi celesti, questi appaiono tutti proiettati su di una superficie sferica, di raggio infinitamente grande, al cui centro si trova la Terra, il nostro punto d'osservazione. Per muoverci agevolmente lungo la sfera celeste è necessario individuare allora delle guide e dei punti di riferimento che coincideranno con i corrispondenti del nostro pianeta, essendone praticamente dei suoi prolungamenti proiettati all'infinito. Così abbiamo:
l'asse celeste:detto anche asse del mondo o polare, è il perno della rotazione apparente del cielo;
i poli celesti:le intersezioni di esso con la sfera celeste;
l'equatore celeste:ossia quel cerchio massimo che si ricava dall'intersezione della sfera con il piano perpendicolare all'asse celeste e passante per il centro della Terra, e che la divide perciò in due emisferi uguali, quello settentrionale (boreale) e quello meridionale (australe).
Sono inoltre fondamentali per l'osservazione astronomica anche i seguenti riferimenti:
lo zenit:il punto in cui la verticale del luogo (la direzione del filo a piombo) incontra la volta celeste, ed il suo opposto il nadir;
il meridiano celeste:quel cerchio massimo passante per lo zenit, il nadir ed i poli celesti, che non è altro che la corrispondente proiezione del meridiano geografico, uno dei circoli massimi delle coordinate terrestri;
il punto di mezzocielo:l'intersezione del meridiano celeste con l'equatore celeste;
l'orizzonte astronomico:l'intersezione del piano tangente al luogo di osservazione con la sfera celeste, che incrociando a sua volta il meridiano e l'equatore crea rispettivamente i punti cardinali Nord/Sud ed Est/Ovest;
la linea meridiana:la retta che congiunge i punti cardinali Nord e Sud.

l'eclittica:il percorso annuale ed apparente del Sole lungo lo zodiaco, che non è altro che la proiezione celeste del piano orbitale disegnato dalla Terra, e che risulta quindi inclinata di 23,5° dall'equatore celeste;
il punto d'ariete:chiamato anche punto equinoziale, punto gamma o punto vernale, è quel punto della sfera celeste dove appare proiettato il Sole quando la Terra si trova all'equinozio di primavera.

Per orientarsi ci si avvale innanzitutto dei 4 punti cardinali (Nord, Sud, Est ed Ovest), che è possibile individuare partendo dalla stella polare (che grosso modo indica il polo Nord celeste) per poi tracciare la verticale sull'orizzonte sino ad intersecarlo in un punto che indicherà il polo Nord, alla cui destra a 90° troveremo l'Est ed alla sinistra, sempre a 90°, l'Ovest. Dalla parte opposta invece a 180° il Sud.

In alternativa è possibile osservare anche il tragitto apparente del Sole, che quando passa al meridiano, approssimativamente a mezzogiorno del tempo civile, raggiunge la sua massima altezza sull'orizzonte proiettando quindi le ombre in direzione del Nord. Esso inoltre sorge e tramonta in due punti opposti, i quali coincideranno rispettivamente con l'Est e l'Ovest all'epoca degli equinozi, all'incirca il 21 Marzo ed il 23 Settembre
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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 18:59
Cielo: Osservazione e dinamica della volta celeste
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lo studio dell'astronomia parte necessariamente dall'analisi di quella immensa cupola che ci sovrasta e che viene chiamata anche cielo, firmamento o piu' generalmente volta celeste. Osservarla, e saperne decifrare le caratteristiche, sono i primi passi da compiere per esaminare ogni singolo aspetto dell'universo.
Tutto ciò sembrerebbe comunque un'impresa ardua e riservata solo a coloro che fortunati possessori di costosi telescopi, riescono a scandagliare ogni suo piu' recondito segreto grazie all'ausilio dei loro strumenti. Ma se questo è vero per gli oggetti del cielo profondo, non lo è altrettanto per iniziare a conoscere i fenomeni ed i corpi celesti più comuni e le relazioni che questi hanno con la nostra vita di tutti i giorni. Basta pensare che gli astronomi dell'antichità riuscirono in questo intento esclusivamente con l'ausilio di un solo strumento: l'occhio.
Iniziando dunque l'osservazione le prime cose che balzano agli occhi sono quelle miriadi di puntini, piu' o meno luminosi, sparsi per tutta la volta celeste senza un preciso ordine, senza un qualsiasi nesso logico. Eppure basta aguzzare un pò la vista, ed ecco come d'incanto apparire quelle figure ai quali gli antichi hanno dato il nome di costellazioni.

Un'ampia distesa stellata dunque che, ad un esame poco più approfondito e prolungato nel tempo, rivela anche le dirette conseguenze dei moti di rotazione e di rivoluzione del nostro pianeta, ovvero quelle lente e periodiche variazioni nel corso del breve (notte) e lungo periodo (anno), che ci permettono, nell'arco di un'intera orbita attorno al Sole, di inquadrare ed osservare l'intero scenario celeste.
Tutte le stelle allora, apparentemente ferme ed immutabili tanto da meritarsi l'appellativo di fisse, verranno trascinate in direzione da Est verso Ovest da una rotazione (moto apparente del cielo), contraria a quella della Terra ed imperniata attorno all'asse celeste, che farà descrivere ad esse delle traiettorie circolari che risulteranno essere parallele fra loro e concentriche ai poli celesti (le intersezioni dell'asse con la sfera).

La sfera celeste è però osservabile da un qualsiasi punto della superficie terrestre solo per metà. Le traiettorie stellari appaiono infatti come due semicerchi, situati uno sopra e l'altro sotto l'orizzonte, per cui i punti di massima e minima altezza del loro percorso giornaliero sono rispettivamente chiamati culminazione superiore e culminazione inferiore.
Fanno eccezione le cosiddette stelle circumpolari che, descrivendo dei cerchi completi attorno ai poli, non sorgono e non tramontano mai, rimanendo sempre al di sopra dell'orizzonte fra il polo celeste visibile e quel cerchio, distante dallo stesso polo di un angolo pari alla latitudine geografica del posto d'osservazione, e che perciò viene chiamato cerchio di perpetua apparizione. Viceversa, quelle distanti lo stesso angolo dall'altro polo celeste, quello invisibile, perchè sotto l'orizzonte, saranno occultate da quest'ultimo e delimitate dal cerchio di perpetua occultazione.

Risulta dunque evidente come l'altezza dei poli celesti sia legata alla latitudine del luogo d'osservazione. Infatti, tanto piu' ci si allontana o ci si avvicina all'equatore, e dunque tanto piu' cresce o diminuisce la latitudine, di altrettanto essi si alzeranno o si abbasseranno nel cielo. Conseguentemente si verificherà anche che:
ai poli:le stelle visibili non sorgeranno e non tramonteranno mai descrivendo delle traiettorie parallele all'orizzonte;
all'equatore:tutte le stelle appariranno sorgere e tramontare descrivendo delle traiettorie perpendicolari all'orizzonte;
alle latitudini intermedie:solo alcune stelle sorgeranno e tramonteranno descrivendo delle traiettorie inclinate rispetto all'orizzonte.

Al contrario delle stelle, praticamente incastonate sullo sfondo celeste, i pianeti variano continuamente la loro posizione muovendosi da Ovest verso Est (moto diretto), per fermarsi (stazione), invertire la direzione (moto retrogrado) e tornare poi a seguire il senso normale. Queste loro particolari traiettorie, fatte di curve ed anelli, li rendono quindi spesso protagonisti di interessanti fenomeni (le congiunzioni) e di una vera e propria danza celeste dove il palcoscenico è rappresentato dallo zodiaco, quella fascia concentrica all'eclittica (la proiezione del piano orbitale della Terra) entro cui si muovono anche il Sole e la Luna.
Approfondendo ancora di più l'osservazione appariranno tuttavia anche altri corpi, comete, asteroidi, anche se essendo lo spazio talmente esteso, tutto quello che noi riusciremo a distinguere, sia ad occhio nudo, che con l'ausilio degli strumenti ottici, sarà sempre solo una minima parte della sua immensità. Basta pensare che la stella piu' vicina, Proxima Centauri, distante 4 anni luce, appare come un minuscolo puntino, per non parlare di nebulose, ammassi stellari e galassie che occupando spazi sempre più remoti divengono praticamente invisibili ad occhio nudo.
Ecco allora quell'involucro, il cielo, che separa la Terra dal resto dello spazio esterno, che in sostanza può essere paragonato ad una finestra sull'universo dalla quale possiamo vedere ed ascoltare (radioastronomia) tutti i fenomeni e corpi celesti visibili. Non avendo però nessun riscontro nella realtà, esso è solo una mera astrazione fisica, frutto dell'atmosfera terrestre, che diffondendo la luce solare gli conferisce di giorno il classico colore azzurro.
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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 19:46
RIFLESSIONI
(categoria: " Pensieri ")
Atlantide è il luogo della memoria , è una panoramica sul passato insondabile che appartiene all’uomo di tutti i tempi. Mito e storia intrecciati e confusi. Il posto ideale dove le briglie della ragione sono finalmente sciolte
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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 19:36
ASTROLOGIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L'Astrologia fonda i suoi principi su basi scientifiche ed astronomiche e si può definire uno strumento di conoscenza per aiutare l'uomo a conoscere meglio le sue qualità, partendo dal presupposto che i pianeti del nostro sistema solare, con i loro ritmi orbitali esercitino delle influenze.
L'astrologia occidentale è nata in Mesopotamia nel 3000 a.c. circa ed è stata tramandata fino ai nostri tempi attraverso i Greci e i Romani. Il più importante "documento" antico, giunto fino ai nostri giorni, è l'Enuma Anu Emil, composto di 70 tavolette scritte intorno al 900 a.c., in cui venivano esplicitati dei riscontri di correlazioni tra fenomeni celesti ed eventi relativi alla vita degli uomini. L'iconografia zodiacale risale invece al tardo Egitto: avendo riconosciuto che un gruppo di stelle influiva su certe disposizioni vitali, a queste si è associato un geroglifico, scegliendo il tipo animale, o in generale, il gesto che incarnava o simbolizzava questa attività. Ad esempio l'Acquario corrispondeva alla costellazione in cui si trovava la Luna piena quando iniziò la piena del Nilo. I segni sono andati così a rappresentare degli animali (Ariete, toro, Granchio per il cancro, Leone, Scorpione, Pesci), dei personaggi fantastici o umani (Gemelli, Vergine, Sagittario, capricorno) o degli oggetti (Bilancia, Acquario). Dall'antichità fino al XVIII secolo, l'astrologia è stata effettivamente considerata come una scienza e non si differenziava in modo sostanziale dall'astronomia. Molti saggi erano infatti anche grandi conoscitori dell'astrologia, come Pitagora, Talete o Newton. Il sistema dell'astrologia occidentale classica è basato, come quello dei suoi illustri antenati, sull'osservazione degli astri e l'applicazione di statistiche; viene organizzato intorno al Sole e attribuisce specifici caratteri e qualità ai pianeti. Si sviluppa secondo lo zodiaco tropicale: i segni dello zodiaco sono una divisione arbitraria della cintura zodiacale delle costellazioni, attraverso le quali passano i pianeti. Sono immagini del tempo, e/o archi d'eclittica, contati dal punto d'Ariete e aventi tutti un'ampiezza pari a 30° di longitudine. Sono quindi una rappresentazione del tempo solare, delle stagioni e dei cicli vitali della natura.
Oggi segni e costellazioni non hanno più una loro coincidenza, a causa della precessione degli equinozi.
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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 12:44
Astrologia: scienza o superstizione?
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Da oltre quattro millenni l’uomo osserva sistematicamente il cielo, traendone regolarità e analogie con gli eventi terrestri, con il duplice scopo di rassicurarsi e di prevenire le difficoltà che, inevitabili, gli si presentano. Dalla Mesopotamia alla Grecia, dal mondo romano a quello arabo, dal Rinascimento alla crisi dell’Illuminismo, dalla rinascita dell’Ottocento all’attuale diffusione, l’astrologia è un fenomeno culturale dal quale qualsiasi storia della civiltà non può prescindere, indipendentemente dal giudizio che se ne possa dare sui suoi fondamenti teorici e sulla sua pratica
La più importante sistemazione del corpus teorico astrologico la dobbiamo a Claudio Tolomeo

che nel suo “Tetrabiblos” attua anche la prima distinzione tra “astronomia”, scienza certa del movimento degli astri, e “astrologia”, scienza, non ugualmente esatta, del rapporto tra i fenomeni celesti descritti dall’astronomia con la vita sulla Terra. Tolomeo, diversamente da quanti fanno perentorie previsioni ancora oggi, sapeva bene che le ipotesi astrologiche sono sì probabili, ma non certe, dato che si applicano ad un soggetto complesso, quale è l’uomo. Eppure in quei primi secoli dopo Cristo, la fiducia nel responso degli astri era talmente forte da obbligare i Padri della nascente Chiesa cattolica a pronunciarsi in difesa del “libero arbitrio” rispetto alle “inclinazioni degli astri”, comunemente accettate (“astra inclinant, non necessitant”, S. Tommaso d’Aquino).

Nella storia dell’astrologia il momento più oscuro è probabilmente l’Illuminismo, almeno in certi suoi eccessi “scientisti”, che portarono alla negazione pregiudiziale di qualsiasi teoria non basata sulla verifica della scienza sperimentale galileiana. L’astrologia, cacciata dalle Università, rimase, con tante deformazioni, negli almanacchi per i contadini, nelle frammentarie conoscenze “occulte” di sedicenti maghi e fattucchieri, o élitaria conoscenza riservata a ristrette cerchie di esoteristi. La rinascita avviene grazie al diffondersi delle teorie teosofiche e alla rivalutazione delle discipline sapienziali, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Si tratta ancora di un’astrologia piena di residui medievali, con una forte componente deterministica, figlia della cultura dominante che vede nella legge meccanicistica di causa ed effetto una delle leggi fondamentali della vita.
Sarà necessario attendere Carl Gustav Jung, per liberare gli astri e l’uomo da questo rapporto di dipendenza, recuperando la dimensione simbolica di questa disciplina e rendendo l’individuo libero di vivere la sua costellazione interiore secondo le proprie valutazioni.
Una bella definizione dell’astrologia mi sembra quella data recentemente da Liz Greene: “L’astrologia è un sistema simbolico. E’ una lente che utilizza un genere particolare di immagini o modelli simbolici, per dare un senso a modelli di vita più profondi che sarebbe, altrimenti, difficile comprendere a livello intellettuale."
BASI ASTRONOMICHE DELL'ASTROLOGIA
Visti dalla Terra, i pianeti del sistema solare sembrano ruotare intorno a noi lungo una fascia, lo Zodiaco, che circonda simbolicamente il globo terrestre.

Questa visione “geocentrica” è solo uno degli innumerevoli punti di osservazione del sistema solare: dalla Luna avremmo un’altra rappresentazione, come pure da Marte o dal Sole.

Eppure, gli astronomi rimproverano agli astrologi di ostinarsi ad usare un punto di vista “geocentrico”, come se ciò fosse dovuto all’ignoranza rispetto al modello copernicano! Vorrei chiedere loro quale sarebbe l’utilità di una rappresentazione del sistema solare visto dal Sole: noi abitiamo forse lì? Quindi, noi manteniamo la visione geocentrica, per il semplice fatto che la nostra vita, le nostre esperienze, si svolgono su questo pianeta, qui confluiscono e si imprimono nel nostro animo le immagini e i simboli che osserviamo in un cielo stellato… Inoltre, è importante tener presente che l’infinita varietà di rapporti angolari fra i pianeti (armonici, dissonanti, consonanti), avvengono avendo come punto focale l’individuo, nel suo esistere in un dato luogo e in un dato tempo.
L’astrologia ci permette di ricostruire la “qualità del tempo” in cui avviene un evento, un inizio, sia esso una nascita, la fondazione di una città o la semplice messa a dimora di una piantina.
Per farlo, utilizziamo gli strumenti dell’astronomia, ricostruendo esattamente la situazione del sistema solare, visto dal luogo in cui si svolge l’evento e in quel preciso momento. Disegniamo quindi il Sole, la Luna e il cerchio dello Zodiaco, con i pianeti da Mercurio a Plutone, nel cerchio delle “case”, i dodici settori in cui dividiamo la volta celeste vista dalla Terra, da un preciso punto.

Gli elementi oggettivi di un tema di nascita sono dunque:
· Posizioni planetarie del sistema solare
· Posizioni dei pianeti da un preciso punto del globo terrestre (luogo di nascita)
· Distanze fra i pianeti espresse in angoli.
Partendo da tali elementi, l’astrologo elabora la propria analisi, tenendo conto dei principi della disciplina e del contesto sociale e culturale in cui le potenzialità espresse nella carta del cielo si sviluppano. Soltanto a quel punto, l’astrologo potrà avanzare delle ipotesi realistiche relative al carattere, al temperamento, alle predisposizioni e alle capacità dell’individuo a cui si riferisce il tema.
ASTROLOGIA E LEGGE DI SINCRONICITA'
Anche se non tutti gli astrologi condividono tale teoria, una delle spiegazioni più logiche del perché l’astrologia “funzioni”, nonostante la sua apparente irrazionalità, è il principio o legge di “sincronicità”, formulato da Carl Gustav Jung.

Nel suo saggio “Sulla sincronicità”, Jung spiega le basi delle diverse forme di divinazione con un’unica legge, fino a quel momento sconosciuta, che poteva consentire di superare il meccanicismo del diffuso e accettato principio scientifico della “causa ed effetto”. Egli afferma che non tutti i fenomeni connessi hanno un rapporto per il quale uno è causa dell’altro. Due fenomeni possono, invece, essere in relazione di “significato”, non causale, e di “sincronicità”. Così, se io osservo il volo degli uccelli per trarre gli auspici relativi all’andamento di una battaglia in corso a mille miglia di distanza, quel fenomeno non è causa di qualcosa, ma semplicemente, la indica, ne è un “significatore”. Allo stesso modo, le posizioni planetarie al momento della nascita di un individuo, non lo “influenzano” in qualche strano modo, ma semplicemente ne indicano la “natura”: “Come è in alto, così è in basso” (“Tavola smeraldina”, Ermete Trismegisto).
LE RICERCHE SCIENTIFICHE IN ASTROLOGIA
Negli ultimi decenni si sono moltiplicati i lavori di ricerca in campo astrologico, metodologicamente sempre più corretti. Ciò ha spinto uno scienziato del livello di Hans J. Eysenck a dare vita ad una Commissione internazionale per l’analisi delle Ricerche Obiettive in Astrologia (C.O.R.A.). Tale Commissione si è data il compito di vagliare le più significative ricerche condotte con metodo scientifico in campo astrologico. Un ottimo risultato del lavoro di Eysenck e del suo collega Nias è il saggio “Astrologia:scienza o superstizione”4 , del quale sono debitore per il titolo che ho dato a questa conferenza. Gli autori, con obiettività e rigore scientifico, analizzano numerose ricerche prodotte in campo astrologico, al fine di dare una risposta alla domanda se l’astrologia si possa considerare una scienza o meno.

Hans J. Eysenck
Con molta onestà, la conclusione dei due scienziati è che, allo stato attuale delle ricerche, non sia possibile dare una risposta certa: non si può affermare, senza un ragionevole dubbio, né che essa sia del tutto valida, né che sia del tutto infondata.
Fin qui arriva la voce del mondo scientifico più rigoroso. Per andare oltre, per comprendere il messaggio astrologico, è necessario, a questo punto, fare un salto qualitativo, usare “l’intelligenza del cuore”.
ASTROLOGIA:L'ARTE DI INTERPRETARE I SEGNI CELESTI
L’interpretazione di un tema di nascita è qualcosa di complesso, in cui confluiscono anche elementi scientifici, quali quelli astronomici. Soprattutto, una seria difficoltà è costituita dalla presenza, nello stesso tema, di significati contrastanti. Facciamo un esempio: un soggetto che abbia il Sole in Ariete e l’Ascendente in Capricorno, verrà considerato, per la sua natura solare, impulsivo e generoso, incostante e temerario, e, al tempo stesso, per la natura dell’Ascendente, prudente, schivo, riflessivo e tenace. In effetti, tali caratteristiche (ed altre ancora!) saranno presenti nella sua personalità: compito dell’astrologo è valutare il peso di ciascun elemento e integrarlo nella struttura complessiva della personalità.
E’ evidente che si tratta di un lavoro in filigrana, di sfumature, percezioni, intuito: in una parola, un’opera d’arte!
Ogni astrologo darà la sua personale lettura dello “spartito” rappresentato dal cielo di nascita di un soggetto, diversa, in misura maggiore o minore, da quella di ogni altro astrologo, eppure ugualmente valida, partendo tutti da una comune base oggettiva, che è il tema natale.
Ma perché dovremmo conoscere la nostra carta del cielo? Credo che uno dei motivi sia la possibilità di confrontarsi con le proprie costellazioni interiori: l’astrologia è una delle vie che possono favorire una più profonda conoscenza del proprio mondo interiore, dei propri simboli, dei propri miti, al di là delle convinzioni più o meno fondate che il mondo esterno ci fa sorgere.
L’astrologia, a condizione di non scivolare nel determinismo, ci può rendere più consapevoli delle forze che ci muovono e, quindi, più liberi.
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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 12:33
Alcune considerazioni sulla consultazione astrologica
(categoria: " Ricette ")
La pratica dell’astrologia è una delle attività più complesse e delicate che ci siano, per i tanti risvolti che presenta, dalle premesse teoriche alle tecniche, agli aspetti psicologici, umani ed etici. Sicuramente due ingredienti sono essenziali, per un’accettabile pratica dell’astrologia: sensibilità ed esperienza. Non è raro, infatti, constatare come la mancanza di una delle due componenti, pur in presenza di una ampia e puntuale preparazione teorica, si risolva in un rapporto di scarsa utilità per il consultante.
Spesso si pensa che l’astrologia, nel suo aspetto pratico, possa avere una vaga somiglianza con il “setting” psicoterapeutico: analoghi i preparativi, la durata, il colloquio, l’autorevolezza attribuita dal consultante all’esperto. Ci sono prestigiosi autori che hanno favorito una certa tendenza “psicologista” nella pratica astrologica, fino a ingenerare l’idea di una stretta affinità tra la pratica astrologica e quella psicoanalitica. Eppure, è profondamente errato, a mio avviso, forzare le analogie oltre ad alcuni punti di contatto fra le due discipline, che non possono e non debbono essere assimilate, per diversi validi motivi.
Dal punto di vista oggettivo, le due discipline sono profondamente diverse. La psicologia, con le sue aree di incertezza ed ancora lontana da uno status di scientificità, possiede comunque un corpus dottrinario e metodologico consistente e, in parte, con rigore oggettivo, specie per alcune sue correnti; l’astrologia, dal suo canto, è una disciplina che, prescindendo consapevolmente dalla “scientificità” (tranne alcune correnti, come la cosmobiologia), si fonda su una visione del mondo che affonda le sue radici nell’ermetismo e nel pensiero mitico-magico, fatto di simboli, di sincronicità, di concezione non-lineare del tempo e di una visione della realtà come unità a diversi livelli di densità; di fatto, tutto ciò rende la pratica astrologica più vicina all’arte che alla scienza moderna.
Passando al punto di vista soggettivo, notiamo come, in genere, l’astrologo abbia una preparazione che, per quanto ampia e approfondita, basata su esperienza e sensibilità, è pur sempre personalissima e, nella maggior parte dei casi, non soggetta a valutazioni esterne (encomiabili sono, in proposito, gli sforzi che il CIDA sta attuando da anni in questa direzione). Tuttavia, anche se “certificato”, l’astrologo dovrà comunque fare...l’astrologo, cioè muoversi in quel complesso mondo fatto di simboli archetipici, fra i cui significati molteplici egli dovrà sentire quello giusto in una data circostanza, per una specifica persona. L’altro soggetto del consulto, il cliente, è in genere diverso dal tipico cliente dello psicologo, a parte la considerazione ovvia che in entrambi i casi si tratta, per lo più, di una relazione d’aiuto. Quali le differenze più comuni tra i due clienti? Mentre il consultante, spesso pieno di incertezze, è alla ricerca di rassicurazioni, conforto, sostegno o, peggio, assoluzioni, il cliente dello psicologo, in genere, parte da una situazione di disagio da cui ha deciso di uscire, per cui i contorni del “setting” sono abbastanza chiari. Il cliente dell’astrologo è per lo più una persona che, pur essendo in situazione di disagio, non ha ancora deciso di cambiare, ma desidera solo alleviare la sua ansia o il senso di colpa o altri sentimenti del disagio.
Il rischio, allora, è che l’astrologo, qualora accetti tale impostazione del consulto, si ritrovi ad essere condannato ad ascoltare infinite volte le domande ossessive dei clienti, non tanto interessati a conoscere se stessi, nella loro intima essenza astrale, quanto ad essere rassicurati su un futuro che vedono minaccioso o blanditi con prospettive di cambiamento di una quotidianità insoddisfacente.
Fino a quando l’astrologo si presterà a soddisfare queste richieste del consultante, estremamente riduttive, rispetto all’importanza che può avere un consulto astrologico, la pratica dell’astrologia ne risulterà svalutata. L’astrologo dovrebbe sempre avere ben presenti sia la peculiarità della sua disciplina (che, pur con i suoi limiti, ha delle potenzialità di trasformazione reale e profonda), sia lo scopo della sua professione, la sua “mission”: calcolare correttamente gli elementi celesti del tema natale e offrire con sensibilità e chiarezza il senso che lui vede in quella particolare esistenza, rapportandolo alla reale situazione vissuta dal consultante.
Partendo da una buona analisi del tema natale, si potranno successivamente ipotizzare gli sviluppi, le possibili alternative che si presentano in certi momenti. I consulti potranno allora divenire un utile momento di confronto tra il consultante ed il suo mondo interiore, grazie alla mediazione interpretativa dell’astrologo, che in questo senso dovrà essere un maestro dell’arte di interpretare i segni celesti, lasciando che essi si esprimano senza forzature. Mi sembra importante che l’astrologo sia il più possibile in sintonia con il consultante, e che per entrambi il momento scelto sia favorevole: se necessario, meglio rifiutare o rinviare ad altri momenti più propizi quelle consultazioni che si presentano come problematiche. Non sembri eccessiva prudenza la pratica di stilare, prima dell’incontro, oltre al tema del cliente, anche la comparazione con il tema dell’astrologo e i transiti su entrambi i temi.
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PERMALINK
venerdì 4 febbraio 2005 - ore 12:27
La mia carta preferita
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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PERMALINK
venerdì 4 febbraio 2005 - ore 11:59
malattia
(categoria: " Riflessioni ")
mia nonna ha fatto un ictus.....l'ho saputo mentre lavoravo....che bella la vita......
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mercoledì 2 febbraio 2005 - ore 15:25
La cura
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Straniero......Ho una cura contro la tua dipendenza
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