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NICK:
Xipe Totec
SESSO:
m
ETA': 21
CITTA': Novi Ligure
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
STATUS: single
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STO LEGGENDO
Alcuni libri sulla storia aztecha.
HO VISTO
Gentlemen, welcome to Fight Club!
STO ASCOLTANDO
Oggi avevo voglia di sentire Meravigliosa di Francesco Renga e l' ho beccata in radio in tre stazioni diverse.... troppo un figo quell'uomo! Ma anche Robbie Williams non scherza  Canzone preferita: Dream On degli Aerosmith, ma anche Just Open Your Eyes dei Waterproof Blonde
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Oggi camicia rosa e viola e pantaloni bianchi.

ORA VORREI TANTO...
Uccidere qualcuno di morbidoso...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Già.... che sto studiando?
OGGI IL MIO UMORE E'...
Oggi sono volatili per diabetici...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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"Tieni, prendi una sigaretta!" "No grazie, ormai ho smesso da un po'..." "Ma va, cosa vuoi che sia, tanto prima o poi si muore" "No, prima o poi si vive..."
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il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
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mercoledì 5 gennaio 2005
ore 00:01 (categoria:
"Riflessioni")
The "D" Way
Questioni di guerra:
Ho notato una cosa: i paesi più storicamente avvezzi alla guerra hanno tutte divise militari sul verde scuro (ad esempio gli USA, la Gran Bretagna, la Francia).
Le popolazioni invece belligeranti ma senza fondi, come l' Iraq o il Sudan hanno sempre le divise militari verde chiaro.
E gli altri stati tipo Brasile, Uruguay, Islanda o Samoa?
Non lo so, ma secondo me hanno le divise militari uguali a quelle della nazionale di calcio.
 (Militare olandese in servizio)
Stay Beautiful
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lunedì 3 gennaio 2005
ore 13:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Pasta di Riso
Con la Pasta di Riso all' italiana del dottor Scotti mi sento "LEGGERO".
"DIETETICA" perhè non contiene glutine. "VIVERE BENE MANGIANDO".
 (Emblema di leggerezza)
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I COMMENTI (1)
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domenica 2 gennaio 2005
ore 16:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
The "D" Way
Oggi stavo parlando al telefono con un'amica, il tema era "le canzoni che fanno commuovere".
Sarà che da quando ho comprato il gioco di canto per playstation e sto leggendo i testi delle canzoni sto rivalutando molti pezzi che prima mi erano indifferenti: comunque le canzoni sono queste:
Dido - Thank You Francesco Renga - Segreti Oro - Quando ti senti sola
E in aggiunta: Sugababes - Round Round
Non tanto perchè sia una canzone impegnata, quanto per il fatto che io AMO LA CANTANTE CON LA TRECCIA NEL VIDEO!!!!
Non so quale sia delle tre, cioè non so come si chiami... ma se assomigliate vagamente a lei... beh... VI AMO!
Un'altra ragazza che amo è la cantante dei Disco Inferno, ditemi se non è un amore!! E canta da Dio!!
LINK Sito Ufficiale Disco Inferno
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sabato 1 gennaio 2005
ore 12:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Auguri e sappiate che ovunque andiate.... Xipe Totec è con voi.
(Chorus: E con il tuo spirito)
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I COMMENTI (3)
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lunedì 27 dicembre 2004
ore 20:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Premiazione di Natale
GRANDE TURKISH! SEI L' UTENTE NUMERO 500 DEL BLOG DI XIPE TOTEC!!
Eh già, nonostante la pausa forzata del mio pc (distrutto a forza di scaricare i porno di cumfiesta con E Mash), il mio blog continua a fare proseliti, e il buon Turkish, numero 500, riceverà un premio speciale, ovvero...

...l'inestimabile Ippocampo di Sumatra... una rarità eh...? Vabbè non sapevo che cazzo regalare!
Stay Beautiful!
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I COMMENTI (2)
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lunedì 27 dicembre 2004
ore 20:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Non sense...
Succedeva ogni tanto che Filippo sentisse il bisogno soffocante di prendersi una pausa dalla vita. Non sto esagerando con le parole, era davvero così. Capitava di botto, senza una motivazione particolare. Magari si trovava sdraiato sul divano, durante una noiosa serata, mentre faceva zapping da un canale all’ altro, senza particolare attenzione per le trasmissioni. Quei momenti in cui fai scorrere le dita sul telecomando e senza vedere nemmeno cosa trasmetta un canale in particolare già pigi il pulsante successivo, sorprendendoti che alla fine non ci sia nulla di buono. Una sera d’ inverno, e le programmazioni prevedevano un film western, di quelli noiosissimi pieni di luoghi comuni e colpi di pistola, con lo sceriffo che non fa niente e beve whiskey tutto il giorno. Un programma sulle truffe in Italia, col presentatore che sembra amico dei poveracci raggirati. Un quiz. Paperissima. L’ approfondimento culturale sulla crisi in Medio Oriente. Era una sera del genere. Lo stare in casa, fra le sue cose, nella sua stanza, in momenti come questi, faceva soffrire Filippo: era come una cella, senza sbarre, ma comunque una cella. In questi momenti lui desidererebbe andarsene, chissà dove. Non sogna delle fughe in posti lontani, come i Caraibi o simili. Gli basterebbe prendere la macchina e macinare strada, da solo, per chilometri e chilometri. Molte volte ha avuto l’ intenzione di andare in qualche città solo perché attratto dal nome; ad esempio, qualche mese fa, ha infilato di fretta il suo cappotto verde scuro ed è corso in autostrada, alla volta di Piacenza, circa 150 km di distanza. Era un anonimo mercoledì sera, anonimo di un anonimato pesante e fastidioso. Filippo aveva voglia di fare una cosa qualsiasi per scrollarsi di dosso questa sorta di pressione impalpabile: andare a Piacenza poteva essere un’idea. Tuttavia dopo pochi chilometri passati fra cartelli verdi e bivi è uscito dallo svincolo ed è tornato a casa. Per lui le partenze improvvise sono sempre eccitanti e ricche di promesse, salvo poi essere abbandonate dopo pochissimi istanti. In effetti un mercoledì sera d’ inverno passato per andare a Piacenza non era poi il massimo. Niente amici, nessun luogo conosciuto: che avrebbe fatto? Molto spesso gli capitano occasioni simili. Una volta sola ha mantenuto il suo proposito, raggiungendo Reggio Emilia all’ una passata di notte, ma non è stata assolutamente un’esperienza degna di nota. Il fatto è che in certi momenti, senza preavviso, egli sentiva su di se un peso insopportabile, una consapevolezza acuta e dolorosa, che lo portava a ripudiare tutto e tutti, una sorta di amara comprensione dei meccanismi sui quali si basa il mondo, e ve lo dico senza timore di esagerare. Ma Filippo, forse per fortuna, era un tipo del tutto umorale, così come si sentiva a terra ecco che subito si rifaceva ottimista. A volte bastavano pochi minuti, a volte delle ore, ma mai più del tempo di una buona dormita. Certo che è strano come nessuno riesca a imprigionare quel dolore passeggero ma così consapevole che a volte tutti noi abbiamo, diciamo così, la fortuna di sperimentare. Si possono avere reazioni diverse a riguardo, spesso per difenderci da questo male svelato. Durante questi momenti di dolore egli sembrava voler rinunciare a tutto, scendere dal mondo per così dire. Tutto questo vorticare di passioni, di tormenti, di nulla, di normalità gli procurava una forte nausea e, consapevole del fatto che nulla sarebbe intervenuto a cambiare lo stato delle cose, si sentiva perso, privo di punti di riferimento. Ed ecco che una qualsiasi cosa, specialmente se vuota di senso, appariva paradossalmente come un’ ancora di salvataggio. In queste occasioni Filippo pensava, parlava ed agiva proprio come se questa consapevolezza fosse un acquisto eterno, rivelava i punti più fastidiosi del suo essere e criticava tutto ciò che per quieto vivere taceva nella vita di tutti i giorni. Diventava assai sensibile e vulnerabile. Sì, perché in questi momenti è un po’ come essere ubriachi: ti lasci andare senza più freni, dici le cose esattamente come te le senti, senza alcun tipo di compromesso. Solo che poi, spesso ti trovi a pentirti. A pensarci, dev’essere frustrante mandare a cagare il mondo intero e il giorno dopo ritrovartici dentro e conviverci come se nulla fosse accaduto. Bisognerebbe che tutti gli altri la pensassero come te, viaggiassero sulla tua lunghezza d’ onda, così da capire cosa si intende davvero in questi momenti, essere disposti a perdonare le escandescenze e, magari, condividerle. Ma non c’è nessuno che faccia cosi e, se siamo sinceri, anche noi stessi non siamo disposti a lasciar passare come se nulla fosse un qualcosa che ci ha urtato, anche se solo una volta. Anzi, più siamo consapevoli di queste, chiamiamole così, eventualità, tanto più saremo intransigenti verso chiunque abbia un atteggiamento simile al di fuori di noi. Così la pensava Filippo, e forte di tale pensiero, quando si sentiva invischiato in questi acquitrini mentali, preferiva rimanere solo. Di solito prendeva la macchina e usciva, senza una meta particolare. Questa sera non si è fatto attrarre dal fascino di un viaggio in autostrada, si è limitato ad una breve capatina ad Alessandria, pochi chilometri da lui. Bene o male, se il suo dolore si fosse dissolto strada facendo, avrebbe potuto telefonare a qualche amico e passare il resto della serata in compagnia, in qualche pub, come se niente fosse. E così ha fatto, si trovava vagando senza meta per le vie del centro, con la pioggia battente che infastidiva la sua visuale. Filippo amava la pioggia in momenti come questi, pareva che anche il paesaggio si volesse accordare alla sua tristezza, e si sentiva un po’ più importante. Questo di solito è uno dei passi avanti che lo tira fuori dal dolore; basta un nonnulla, anche una canzone di quelle allegre che piacciono a lui, passata in radio. Però questa sera la radio di Filippo era spenta: voleva soffrire, voleva esorcizzare una volta per tutte questi momenti tramite una serata di nostalgia e dolore puro. Non voleva correre il rischio che una banale canzone potesse trafiggere l’ atmosfera cupa del momento. Sembrava quasi che questo veleno, che lentamente si insinuava e si mischiava al suo sangue, lo facesse stare bene e gli permettesse una visuale del mondo che, per quanto più desolante e avvilente, era comunque più nitida di quella comune. Si sentiva superiore, di una superiorità attestata dal dolore. Filippo faceva perciò in modo che questo avvilimento rimanesse costante. Pensava a tante cose e a nulla. A volte i suoi pensieri erano profondi, profondi come quelli che spesso ti scorrono limpidi quando sei ubriaco marcio, ma altrettanto incomunicabili. Certo è comunque peggio rendersi conto che nessuno parla la tua stessa lingua, nonostante tu sia perfettamente sobrio. Il nostro amico sentiva spesso questo fastidio, questa sensazione di incapacità di comunicare fra le persone; solo non aveva ben chiaro se fosse colpa sua che non riesce ad esprimersi, colpa dell’ interlocutore che non sa comprenderti o forse entrambe le cose. Capitava in occasioni per altro del tutto banali, come ad esempio il sabato sera, quando dopo una settimana di lavoro si aspettava qualche ora di relax e divertimento, e invece rimaneva nel tavolo di un pub con gli amici, divertendosi di maniera e maledicendo nella sua testa di aver sprecato in questo modo il suo tempo prezioso. Da una parte immaginava che avendo scelto un altro modo di impiegare la serata si sarebbe divertito un sacco, dall’ altra sapeva benissimo che non sarebbe cambiato nulla, ma il primo pensiero era assai più forte in quei momenti, probabilmente perché faceva perfettamente pendant con la rabbia e la frustrazione tipica dei fallimenti. Spesso gli capitava che qualcuno lo rimproverasse in maniera assai banale e stupida; ad esempio qualcuno gli diceva che il sabato sera non ci si può non divertire. E Filippo, in questi momenti, si arrabbiava. Anzi, si arrabbiava moltissimo, perché si sentiva preso in giro, e poi si sdegnava, forte della sua consapevolezza circa l’ amaro vivere, la stessa consapevolezza che gli impone di spegnere la radio e godersi il dolore fino all’ ultima goccia. Pigiando forte sull’ acceleratore Filippo continua a imboccare diverse strade cittadine, con l’ unico scopo di pensare e sentirsi un po’ solo. Si diverte nel prendere tutte le pozzanghere, nel vedere l’ acqua che si solleva lateralmente, è una cosa che fa ogni qualvolta piova, come fosse un riflesso condizionato. La sua mente intanto è sempre impegnata nel formulare i pensieri più strani e contorti, gravata continuamente da quell’ afa fastidiosa, della quale non conosce il rimedio, né probabilmente vuole trovarlo. Pensa, e i suoi occhi si amalgamano al rosso vivo del semaforo a pochi passi da lui. Si ferma. Il rosso intenso si trasforma in un verde squillante, un colore poco consono al momento, e allora via, con l’ acceleratore ben premuto, schizza nell’ ennesimo anonimo viottolo di periferia. Può definirsi una fuga? Può essere, tuttavia non sono del tutto sicuro che Filippo voglia davvero fuggire. Probabilmente è una finta fuga, una voglia di mentire a se stessi fingendo di cercare una soluzione, usando metodi che, gia in partenza, si conoscono come assolutamente inconcludenti. Eppure è cosi di sollievo in queste occasioni andare senza destinazione, senza nessun obbiettivo e senza nessun senso; un’ esatta allegoria della vita. Forse proprio una vita nella vita, un modo di vedere, in scala ridotta, quello che sta accadendo a noi stessi, ed estraniarlo. Non funziona, ve lo assicuro, ma in certi momenti rinunciarvi avrebbe il sapore di una resa incondizionata. E’ più di un ora che Filippo percorre Alessandria, e proprio all’ altezza di un semaforo si accende sul quadro una spia arancione. L’ automobile era quasi a secco. Filippo maledice tutto ciò che incrocia con i suoi occhi castani durante il tragitto: le case, le poche persone che si cimentano in strada con questo maltempo, i bar. Era veramente la ciliegina sulla torta. Durante questi viaggi senza senso si vorrebbe continuare il percorso per ore e ore, e anche il fermarsi per far benzina può rovinare questa sensazione di continuo allontanamento. Davvero, non è una bugia: anche una piccola pausa ad un distributore può significare la fine delle riflessioni, dei dispiaceri, dell’ acquitrino psichico di cui parlavo. Un po’ come quando si è impelagati in un problema di logica particolarmente complicato e ci si distrae per prendersi un bicchiere d’ acqua: un’ inezia, ma poi riprendere il filo logico diventa un’ impresa davvero ardua. Questo nuovo, banale, fastidio caricava Filippo di una cupa rabbia, del tutto insensata agli occhi di chi fosse fuori da queste atmosfere, avvolgenti e squisitamente personali. Ma questa rabbia era in perfetto accordo con la serata, quindi, anche se non lo avrebbe mai ammesso, il nostro amico ne era assai contento. Filippo decide così di fare rotta verso casa, fregandosene della scarsa benzina, come se, nel microcosmo che il suo viaggio si era incaricato di rappresentare, questa fosse la sfida verso la sorte avversa. Ma i pensieri pesanti e negativi andavano dissolvendosi di pari passo con l’ avanzare del sonno. Erano ormai le due passate. La macchina procedeva sulle strade quasi deserte senza incertezze, e Filippo era molto seccato: sapeva che col sonno sarebbe presta giunta la mattina, e con questa la fine dei suoi dolori piacevoli, dei suoi tormenti cosi famigliari, e sarebbe tornato, come tutti, a prendere la vita così com’è, ad accontentarsi di uscire con gli amici e ritenersi soddisfatto dei quiz in tv. Arrivato a casa si è fumato una sigaretta sul terrazzo, cosa che Filippo adora fare, e si è infilato nel letto vestito così com’ era, giubbotto escluso, addormentandosi quasi subito. Fine del tormento, e il giorno seguente Filippo sarebbe stato il Filippo di sempre, quello anonimo che tanto fa comodo a se stesso e agli altri.
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sabato 25 dicembre 2004
ore 14:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
E che cazzo, non posso più deliziarvi col mio blog, a forza di andare sui siti porno mi è saltato in aria il computer.
Vi lancio una sfida: io in mezza settimana ho preso 4 kg, qualcuno di voi sa fare di meglio?
Stay Beautiful!
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lunedì 20 dicembre 2004
ore 18:57 (categoria:
"Riflessioni")
Il "Profumoso"
Il titolo del post, tratto da un celeberrimo soprannome, già dice tutto. Chiunque ne sappia di più o voglia dire qualcosa sull'argomento, lo faccia senza remore.
Stay Beautiful!
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lunedì 20 dicembre 2004
ore 18:46 (categoria:
"Sport")
The "WC"
Oggi il "WC" si scaglia contro una cosa che definire IGNOMINOSA sarebbe un complimento.
Ho or ora comprato il calendario 2005 della WWE e ho constatato una marea di pecche!
1) Ci sono due divas: Torrie Wilson (ed è sempre un piacere) e Gail Kim, che hanno licenziato già da due mesi, percui che cazzo ci fa li? Oltretutto ci sono altre divas molto più gnocche e conosciute... scelta del cacchio!
2) C'è il tamarro Nunzio, lottatore che nessuno si caga mai, però in compenso manca Kurt Angle, a detta di tutti il più forte e rappresentativo di Smackdown.
3) Manca Triple H... poco male visto che è solo il campione dei pesi massimi... Sarebbe un po' come fare il calendario dei più forti calciatori italiani, non metterci Nesta ma metterci in compenso una riserva del Cervia.
4) L'unica foto presente del mitico Christian lo vede mentre subisce una devastante presa di sottomissione... insomma quando perde!
Che schifo, va bene che almeno ci sono Benoit e Kane, terrò il calendario sempre aperto sulle loro pagine 
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lunedì 20 dicembre 2004
ore 18:41 (categoria:
"Riflessioni")
The Labyrinth
Ieri, mentre ero in treno tornando da Padova, ho notato diversi posti liberi in uno di quei scompartimenti chiusi con la porta di vetro. Apro e chiedo all'unico personaggio li presente se fosse libero.
Lui mi guarda e fa un gesto con la mano aperta, come a dire "Fa un po'te, coglione, mi pare siano tutti liberi..."
Io ci sono rimasto male, ero mediamente incazzato, avrei voluto rispondergli, sempre a gesti: "Vabbè guarda che tanto mi sedevo uguale, non me ne frega un cazzo del tuo parere, era solo per non fare lo stronzo come fai tu".
Insomma dopo un quarto d'ora che ancora pensavo a queste cose squilla il cellulare del personaggio che risponde e parla un idioma sconosciuto, sicuramente non italiano.
Allora avevo capito, il suo era un semplice invito a sedermi, solamente non sapeva come dirmelo nella mia lingua.
Questa piccola sciocchezza mi ha fatto pensare che in fondo è sempre sbagliato giudicare pesantemente al primo impatto, sia in bene che in male.
Farò tesoro di questa piccola esperienza 
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