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![]() ZorroBobo, 30 anni spritzino di San Francisco CHE FACCIO? Aiuto...Produco... Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO l’elenco del telefono HO VISTO tante cose STO ASCOLTANDO parecchio ABBIGLIAMENTO del GIORNO mutande ORA VORREI TANTO... tanto... STO STUDIANDO... tutto OGGI IL MIO UMORE E'... si ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) e se fuggissi via lontano? 2) Dimenticare 3) essere convinti d dare tanto a una persona e poi scoprire che in realtà nn gli hai lasciato nulla.... MERAVIGLIE 1) che l'inter vince lo scudeto 2) Riscoprire vecchie amicizie quando meno te l'aspetti... 3) Vedere qualcuno che ride, sapendo che ride PER TE e non DI TE. |
Galleria d’Arte Virtuale: LINK L’unica differenza fra me e un pazzo è che io non sono pazzo. O almeno credo. Le Domande della Settimana: LINK Sono GRADITISSIMI i Commenti... ![]() ![]() GuestBook Zorrobobo se ami qualkuno che ti ama, non smaskerare mai i suoi sogni. il più grande, e illogico, sei tu. Dov’era finito Zorrobobo?!?! IL MIO VIAGGIO IN USA!!!![]() -------------------------------------------------------
domenica 14 ottobre 2012 - ore 22:16 Giorno 4 Daje, questa volta sento che ce la posso fare ad essere più rapido e indolore. giorno quattro, sabato mattina. il mio sabato mattina fino a settimana scorsa iniziava verso le due e mezza del pomeriggio. bene, oggi la sveglia è stata (naturale) alle otto e dieci. ho anticipato la sveglia sul cell di ben mezzora! programma del mattino: raggiungere casa di Gio, prendere la bici, ragguingere il parco, giocare a calcetto, eventuale gitarella in bici a zonzo. la giornata procede abbastanza in linea con il programma. Mi perdo a Civic Center arrivando con mezzora di ritardo da Gio, per il resto tutto bene. Prendo possesso di quello che sarà uno dei miei mezzi fondamentali qui a SF, la bicicletta. e capisco da subito che sono fuori forma! qualche avvisaglia lavevo già avuta negli ultimi periodi, però ora è palese. certo, la tracolla con tutto il cambio per calcetto non facilita il compito, però è proprio una questione di fiato. rimedierò. Arriviamo al parco ed è una cosa enorme. penso che potrei perdermi tranquillamente per almeno un anno senza capire come uscirne. Anche qui, grazie alla mia guida troviamo agilmente la zona dove si gioca a calcetto. Certo, il campo non è dei migliori, disseminato di buche e mini irrigatori "mimetici", però è gratis e nessuno è di un livello troppo avanzato. quindi sto campo è pure troppo per cominciare a tornare in forma. Il fatto che ci aggreghiamo alle squadre viene preso come una delle cose più naturali del mondo. lunica accortezza è nellingrandire leggermente il rettangolo di gioco. Mano a mano che si gioca le persone si presentano, si fanno i complimenti per qualche giocata e si pigliano in giro per le (molte) vaccate fatte! dopo unoretta, forse più, si decide che può anche bastare... a parte un paio, gli altri son tutti distrutti, io in primis! stesi sullerba umida ci riscaldiamo al sole meraviglioso che ci regala questa giornata dottobre. Fa un caldo assurdo rispetto agli altri giorni, chissà quanto durerà. Iniziamo a chiacchierare con un paio di ragazzi. Uno si è sposato da poco, gli altri lo prendono in giro. arriva un cane a farci le feste, è da solo. uno dei ragazzi si preoccupa di chiamare il numero della targhetta. un po alla volta ognuno prende la propria strada di casa. alcuni vengono raggiunti dalle ragazze, uno da moglie con carrozzina. avranno tutti più o meno la mia età eppure sn già sistemati, casa, lavoro, famiglia.... mi piglia un po a male... Alla fine facciamo amicizia con un ragazzo della costa rica e decidiamo di andare a bere qualcosa lì in zona. Entriamo in uno dei tanti tipici locali americani, lungo bancone, tv appese sintonizzate sui canali sportivi, tavolo da biliardo in fondo al locale, vicino al bagno. ordino una coca alla ragazza al bancone, molto carina. gli altri mi sfottono e prendono della birra. Iniziamo a parlare del più e del meno, tanto poi si va sempre a parare nei soliti discorsi. io cerco di parlare in inglese. Gio cerca di parlare in spagnolo, Victor, il costaricano, risponde in una delle due lingue e ci invita a parlare pure in italiano perchè gli piace molto. passiamo un paio dore così e sembra che ci si conosca da sempre. è strano, ma non troppo. Ci salutiamo dandoci appuntamento online quanto prima per organizzare una serata alcolica. La pausa mha tagliato le gambe, temo di non riuscire a tornare a casa in bici. Mi faccio forza, Gio mi suggerisce le zone da evitare per le salite e un percorso ideale da seguire. Sono quasi sicuro di perdermi, ma non importa. Cè il sole, si sta bene, è un buon giorno per morire. Inizio la "traversata" e tutta la mia attenzione è focalizzata sui nomi delle strade, sulle precedenze, gli stop, levitare quei bestioni abnormi che qui chiamano macchine. preso da tutto questo, attraverso quartieri e quartieri e quasi non mi accorgo di essere già arrivato vicino a casa. sulla cartina sembrava una specie di tour de france, mò in 10 minuti son già arrivato, cosè sta storia?! Le gambe vanno da sole e la testa è bella concentrata. fila tutto liscio, se non per un vecchio in una plymouth che decide di accostare per far scendere la sua bella novantenne, ovviamente senza preoccuparsi minimamente di frecce, pedoni o ciclisti. per poco non ne mette sotto 7, compreso il sottoscritto. Gli improperi vari non sembrano colpirlo più di tanto. ammesso che non fosse sordo, il che non è da escludere. torno a casa e trovo la solita coinquilina simpa. chiacchieriamo un bel po e scopro che è sposata e ha almeno un bimbo. non chiedo dove sono e cm mai lei vive qui da sola. poi ognuno torna al suo daffare. io finalmente mi lavo e mi riposo. Gio pare sia abbastanza provato dalla settimana e non sembra intenzionato ad uscire. però ha la gentilezza di avvisare una sua amica e così mi organizzo con lei per uscire la sera. Melissa mi passa a prendere in macchina, con unaltra amica. siamo diretti a casa di un suo amico che da una festa, non troppo distante da casa mia. arriviamo e cerchiamo parcheggio. è difficile trovare parcheggio in questa zona perchè ogni casa ha il proprio garage, quindi gli spazi liberi a bordo strada sn pochi e troppo piccoli per parcheggiare. cmq, dopo un bel po troviamo posto e passiamo da un 24/7 per prendere una confezione di birra. Melissa mi vuol far provare la Big Daddy, birra locale. Perchè no? arriviamo alla festa. E in un appartamento allultimo piano, non troppo grande ma accogliente e spazioso quanto basta. troviamo un bel po di gente, più o meno della stessa età ma dalla provenienza chiaramente differente. Melissa sembra conoscere quasi tutti, io e la sua amica ovviamente non conosciamo nessuno, ci sentiamo in imbarazzo così fraterniziamo tra noi. Nel giro di poco comunque quasi tutti i presenti passano a salutare e presentarsi. Non ricordo nemmeno un nome, anche perchè per la maggior parte sono nuovi per me. Nomi indiani, africani, coreani ed ebraici. Tra tutti il più simpatico e predisposto al dialogo è il padrone di casa. Non ho capito perfettamente il nome, suonava come una specie di Dauid. E un ragazzo Kenyota con una selva di dread in testa e un viso duro ma allo stesso tempo buono. Parliamo pure con lui del più e del meno, soprattutto della disponibilità sentimentale delle presenti alla festa. scopro che lunica che mi interessa è sposata, poco male. Il clima interno, già a livelli di estate tropicale, birra dopo birra si alza sempre di più. Non ne soffro pure io, tutti sudano in modi indecenti. labbiocco è dietro langolo, anche se la musica è alta (tra laltro la selezione di Dauid non è niente male. e ha due casse da concerto con tanto di windup per alzarle fino al soffitto). quasi in contemporanea, gruppetti di persone decidono di lasciare la festa. cè chi ha altri impegni, chi è stanco, chi ha troppo caldo e deve uscire. Noi facciamo parte delle due ultime categorie. salutiamo persone a caso e cavviamo verso casa. Melissa e Stefany si scusano per questa festa-fiasco e mi promettono serate migliori il prima possibile. Io le ringrazio perchè comunque è gia tantissimo per me. Ricordo i primi tempi a roma, quando prima di uscire per una festa ho dovuto aspettare almeno un mese abbondante. Qui sono arrivato da 4 giorni e sempre uscito! insomma, in effetti non è stato un sabato sera strepitoso, ma se penso agli ultimi 4 giorni, non mi posso assolutamente lamentare! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 14 ottobre 2012 - ore 20:38 Il mio Viaggio in USA ecco un piccolo riassunto di tutte le puntate ![]() -1 alla Partenza Giorno 1 - di odori e premesse, cellulare e abbonamenti Giorno 2 - di banche e calcetto Giorno 3 - di test e breakfast Giorno 4 - di biciclette e nomi nuovi Giorno 5 - di concerti senza musica Giorno 6 - di primi giorni di scuola e nachos Delle strade Aggiornamento Random Sfogo Grazie, Prego, Scusi Progressi - 1° Parte LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 14 ottobre 2012 - ore 04:55 Giorno 3 Il risveglio post sbronza non è così traumatico quanto temevo. Noto una cosa, non solo non ho avuto il jet lag, ma non faccio nemmeno più gli orari assurdi di prima. Ok, sono appena arrivato e probabilmente potrei stockare adrenalina per l’intera Madagascar, però bho, ho orari umani adesso. Mi alzo al mattino verso le 8emezza,9 e la sera comincio ad avere sonno verso mezzanotte l’una. Chi mi conosce sa benissimo che è una cosa dalirante per me, abituato a fare le 4emezzo,5 di notte e svegliarsi per il dopo pranzo. Va a finire che sn nato proprio dalla parte sbagliata del Mondo. Detto questo, oggi è il giorno del Test. Non ho studiato. Ah, giusto! non dovevo studiare. e non devo nemmeno preparare i bigliettini!Esco di casa e comincio già ad avere i miei automatismi. So dove girare per far prima, dove prendere il bus per arrivare una zona o per un’altra, evitare di togliere le cuffiette per capire cosa mi sta dicendo il matto di turno. E, vi assicuro, è fottutamente pieno di gente skizzata. Il guaio è che molte volte si mimetizzano con il resto della popolazione. Perchè, diciamo, il senso estetico non è contemplato nella grande potenza americana (almeno, qui.) e confondere il proprietaro di un negozio con un barbone matto e contento è abbastanza facile. Arrivo a scuola con un tempismo perfetto. Sembra una stronzata, ma anche iniziare a capire le tempistiche per spostarsi da una parte all’altra della città è importante. Infatti quando mi do appuntamento con i miei nuovi "conoscenti" in posti che non conosco arrivo puntualmente o con ore di anticipo o con decine e decine di minuti di ritardo. Che, per uno puntuale come me, corrispondono a macigni di vergogna da portare sul groppone al mio arrivo. Il test è lungo ma facile da capire. Ci sono 100 domande a crocette con esercizi di varia natura (comprensione, grammatica, lessico, struttura...), un tema di una facciata e un colloquio con il Direttore della scuola. Che si rivela un uomo molto simpatico e alla mano. Lo so, per tutto il tempo ha analizzato il mio modo di parlare e probabilmente fingeva più interesse del necessario, però è stato molto carino e m’ha raccontato un bel po di cose. Cmq. Risultato, livello 5 su 7. avrò lezioni tutte le mattine, da lun a gio, con una lezione facoltativa venerdì pomeriggio tenuta dal direttore e riguardante la Cultura Americana. Da quel che si è capito si tratterà di piccole gite in giro per la città facendo cose all’apparenza fiche. vedremo. Una volta espletate le burocrazie varie, entro in possesso del mazzonatto travestito da libro scolastico. e scopro che entrerò in possesso di un ID stuentesco. il che mi fa molto ridere, anche se non so perchè. di sicuro dovrebbe tornarmi utile per sconti vari ed eventuali. Lavooraaatoooooriiiii.... PPPPRRRRRRRRRRR. Scherzo. Vorrei i vostri soldi. Solo quello, vorrei i vostri soldi. ![]() Esco dalla scuola e vado a pagare in banca (si, in banca...bho..) il libro che m’ha dato la scuola, passando davanti ad una ragazza che lava una vespa rossa. (scoprirò poi che nn era proprio una vespa, ma na cosa simile. però più fika perkè va ad energia Elettrica. Sapevo pure il nome ma, stranamente l’ho dimenticato!) Torno dalla banca per consegnare la ricevuta alla scuola e la ragazza della vespa mi intercetta chiedendomi una cosa. mi tolgo le cuffiette e scopro che vuole sapere se ho visto la partita la sera prima. Che partita? quella di baseball. mmm...no, mi sa che no. Ah, ma non sai neanche il risultato? mmm, si, mi sa che dovremmo aver vinto. (avremmo chi?!?! non ricordo nemmeno il nome della squadra del posto!) Oh, fiko! e adesso come sono i playoff quindi?! mmm, guarda, devo esser sincero...io sono arrivato giusto due giorni fa e non ne ho la più pallida idea.... aaaah...scusa... ma sai mica se oggi gioca Oakland?! eh, guarda, non so nemmeno di che sport stai parlando purtroppo... oooh, scusa...buona giornata e ben venuto in città! buona giornata anche a te! ancora adesso mi chiedo se era un tentativo di abbordaggio o veramente questa alle due del pomeriggio voleva sapere da un perfetto sconosciuto il bollettino sportivo. Nel primo caso, mi spiace per lei ma deve allenarsi di più. Nel secondo, dovrebbe allernarsi di più a provarci con i ragazzi. In ogni caso, apprezzo sempre più questa città. Sento i miei contatti per pranzo, ma ormai sono già sazi. Decico di tornare a casa e provare a far la spesa. Sono quasi arrivato a destinazione quando uno dei miei piccoli sogni a stelle e strisce mi si palesa al di la del finestrino. Scendo di corsa e, come un bimbo che vede il regalo dei propri sogni alla vigilia di natale, mi attacco alla vetrina del ristorante che porta l’insegna "Colazione tutto il giorno". Entro e mi siedo. non ai tavolini. al bancone. e non i banconi alti da bar italiano, ma quelli bassi, quelli che danno direttamente sulla cucina, con i bussolotti di sale e ketchup tra una persona e l’altra, i menù infilati orizzontali nell’apposito porta menù tra il bancone e la cameriera. che non è esattamente come nei sogni-usa (la cameriera di un posto del genere me la immagino molto simile a mia nonna, solo più magra e più scattante. Capelli grigi/bianchi, divisa arancio con traversa bianca sul davanti e brocca di caffè nero bollente sempre in mano, mentre s’aggira tra i clienti dispensando sorrisi, consigli ed ettolitri di caffeina.) Si tratta in realtà di una donna latina come ne è pieno il messico. cerco di ordinare ma ricordo di non sapere come si dice Uova Strapazzate in inglese. la mia mimica compensa e nel giro di poco mi trovo davanti al tesoro del Capitano J. Flint. Riflessi dorati provenienti dal piatto illuminano il mio volto (almeno, nella mia fantasia). Uova strapazzate, patate, bacon, pane bianco imburrato e un bicchierone di coca cola (non bevo il caffe...). Ora vivrò molto molto meglio. (il mio colesterolo applaude.) La cameriera sembra molto simpa e provo a parlarle in spagnolo: Genio. Quando scopre che so parlare anche in spagnolo la situazione cambia incredibilmente. ora sono a casa. comincia a trattarmi come se fossi suo nipote. ogni tot passa a controllare se ho abbastanza coca cola nel bicchiere e che mi piaccia tutto e mi racconta perchè il becon què così buono rispetto agli altri posti dove ha lavorato e parliamo del più e del meno e quando scopre che sto cercando casa chiede ad altri lì nel ristorante dove posso andare in cerca. E dopo aver pagato mi accompagna fino a fuori dalla porta stringendomi la mano e augurandomi tutto il meglio. Insomma, non credo sia una strategia astutissima per acquisire un nuovo cliente (anche perkè le ho spiegato che nn abito proprio a due minuti a piedi...) più che altro le faceva piacere. credo veramente piacere. tutto qui. Aver realizzato cn un niente il mio piccolo sogno ha reso la giornata la migliore ad entrambi quindi. ![]() Dopo un po di meritato riposo, raggiungo (in ritardo) il mio amico Giovanni in una nuova (per me) zona della città. Devo essere sincero, le premesse con Gio non erano delle migliori. Siamo amici dall’università, ma naturalmente il fatto di vivere in due continenti diversi da un bel po di anni c’aveva divisi, tanto è vero che nn si è fatto sentire molto prima del mio arrivo. Eppure credo di dover ringraziare un miliardo di volte lui per questo mio adattamento così veloce in città. Senza il suo appoggio sarei stato perso e non avrei fatto il 90% delle cose che vi sto raccontando. o meglio, se avrei fatte ugualmente, ma chissà in che modo e quando. invece poche dritte, un paio di serate cn qualche amico, una mini guida a Sf cn nozioni random... insomma, tante piccole cose, ma che agilitano enormemente l’adattamento. Superare lo step di sentirsi soli. In una città nuova. con una lingua diversa. probabilmente me ne rendo conto solo adesso ma si, può essere una grande sfida. eppure, bho, ancora oggi io nn la vedo così. se poi hai anche una sola persona che conosci, hai vinto. Ringrazio Gio quindi, e spero di poter contraccambiare in qualche modo quanto prima. Cmq, dicevo, lo raggiungo in un centro commerciale in centro città. Qui pare che non esista l’idea di metter fuori città questi bestioni onnivori, anzi, l’idea è di metterli in zone "malfamate" e riqualificarle. e sembra funzionare. Se non me l’avesse detto Gio non avrei mai pensato che solo un paio d’anni prima quella fosse una zona in stile bronx! Facciamo un giro per le corsie e i miei occhi non sanno più dove guardare. Prodotti nuovi ovunque. Stili differenti eppure conosciuti grazie a film e telefilm, la mia quotidianità parallela. Marche sentite nominare e mai provate. oggetti abituali riscoperti da occhi vergini. insomma, dovrei scrivere un post solo su quel che si trova in un supermercato. altra cosa che farò probabilmente. come scriverò un post sulla "viabilità". Usciamo da lì e andiamo a una festa in stile Oktoberfest vicino a dove vivo, nel quartiere Messicano. I dubbi a riguardo sono molti. Eppure, il cibo e la birra sono proprio in stile oktoberfest. ma il tutto si ferma lì. schermi e maxischermi monopolizzano l’atmosfera trasmettendo una partita di baseball, mentre musica r&b sostituisce la voce dei commentatori e rende complicato parlare. Infatti, nn capisco una parola di quel che dicono tutte le nuove persone che mi vengono presentate. però è un gruppo ben consolidato, tutti americani non californiani che si conoscono da tempo e , pare, non molto propensi ad avere nuovi membri. in perfetto stile americano penso, who cares e mi metto a guardare la partita. Rispolvero quindi le mie conoscenze in materia e nel giro di un inning mi appassiono dimenticando di essere in una specie di oktoberfest. Viste le quantità indecente di partite di tutti gli sport che trasmettono qui ogni giorno, potrei impazzire molto presto. Il gruppo ha rimbalzato con molta più gentilezza pure Gio ed Ed, così decidiamo di andare al cinema all’insegna del "who cares". Vediamo Taken 2 e poi a casa per la ninna. Per chi fosse interessato ecco il link: taken 2 - recensione LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK sabato 13 ottobre 2012 - ore 02:39 Giorno 2 2 sono le cose da fare nella lista "cose da fare di oggi". La lista è scritta sulla piccola lavagna che ho in camera. piccola. sostanzialmente è la parete alla destra del mio letto. tutta. Per ora ci sono disegnati un fuore rosa con le stelline, un vulcano blu (o almeno sembra), tanti piccoli omini stilizzati gialli sovrastati da quella che doveva essere una donna enorme. Rimangono solo due gambe cn ginocchia quadrate e una gonna. in mezzo a tutto questo il benvenuto lasciato dalla ragazza dalla quale sono ospite e dalla sua amica (che al momento si trovano ad LA): "Hey Dude, Welcome Home! Enjoy San Francisco. Katie & Heidi e adesso c’è la mia tristissima lista d cose da fare oggi: - Conto in Banca - Calcetto fisso la lista e non capisco cosa c’è di stonato. bhe, lo capisco benissimo ma fingo che anche no. decido che la stonatura sta nel fatto di non aver scritto il tutto in inglese. si. intanto resto disteso a letto. Sono a San Francisco. lì fuori tutti parlano fottutamente bene in inglese. pure i bambini. maledetti. OK, decido che non c’è più tempo per indugiare. bisogna agire, bisogna affrontare questo mondo crudele. e grigio. Come grigio!? ma nn c’era sempre il sole? no, è grigio. e fa fresco. e non ci sono odori oggi. nessuno. bho, strano. esco dalla mia stanza pieno di buoni propositi, La missione è Aprire un conto in banca in America. andiamo con ordine. Il giorno prima ero andato in una banda della San Francisco Federal Credit Union, molto invogliato dal loro conto senza alcun tipo di spesa. L’impiegata di turno mi dice che nn si può aprire subito, prima devo farmi dare il Social Security Number o, altrimenti, il Tin Tax Id. E non fate di si con la testa, della serie, si bhe, ovvio, io lo sapevo già, ci vuole il Social Number Coso per il conto in america, me l’aveva detto mio cugino già nel ’79... Io non ne sapevo nulla e decido di fidarmi. quindi tutto fiero della mia missione esco dalla stanza e trovo una delle mie coniquiline, l’unica che mi calcola e che riesco a vedere ogni tanto. Iniziamo a chiacchierare e quasi impettito le narro la mia giornata. Tempo 30 secondi, mi smonta come se fossi di Lego. Dice che non devo nemmeno avvicinarmi a quei posti per chiedere il SSN o per il TinTax. Che una volta che entri in quel giro sei fottuto e che cmq devo informarmi meglio online perkè da quel che sa lei, per un conto in banca nn serve altro se nn un paio d documenti di riconoscimento validi. Comincio ad immaginare gli agenti del fisco con 24 borchiata, giacche con maniche strappate, dentiere d’argento e armi varie ed eventuali. No, niente SSN, è deciso. ![]() comincio a fare una ricerca online per capirci qlkosa ed ecco che mi suona il cellulare. è uno degli amici del mio amico. si è ricordato che dovevo passare in centro e mi chiede se voglio incontrarmi in centro per pranzare assieme. ci accordiamo sul dove e quando e mando affanculo la banca e tutto il cucuzzaro. L’amico si chiama Ed ed è cinese. andare al ristorante cinese con lui mi sembra l’idea migliore. mangiamo e chiacchieriamo allegramente, finalmente scopro come si dice "riso alla cantonese" (l’ho già scordato!) e lui scopre che in italiano si dice letteralmente "Cantonese rise" e s’ammazza dal ridere. Le porzioni sono enormi e lascio lì metà roba prima di scoppiare. Guadagno la mia prima doggy bag e mi porto a casa gli avanzi. Venuto a conoscenza del mio problema con la banca, anche Ed si premura per darmi una mano. prima di tornare a lavoro andiamo assieme ad una filiale random di una banca random. Scopro così che la mia coniquilina ha ragione. non serve praticamente nulla se non un paio di documenti. Che il SSN può essere dato solo ai residenti o ai lavoratori, che serve alla banca sostanzialmente se vuoi pagare le tasse e che cmq a me come studente non lo daranno di sicuro. ringraziamo la donna della banca che insiste in tutti i modi per aprire direttamente lì il conto. ringraziamo e salutiamo, non prima di esser stati riempiti di bigliettini manco fossero stelline ninja. Decido così di tornare dalla Bancara che mi voleva fregare. perchè turista si, mona no! (mona è un’espressione tipicamente veneta e traducibile con l’italiano allocco, stolido, sprovveduto, baggiano, minus habens, Insomma, un mona!) Torno alla filiale e la tizia di/ce che non è vero niente, che dovevo dire che mi serviva per pagare le tasse e non per la scuola e blablabla. Capisco che è una furbacchiona e lascio perdere. Prima di uscire mi dice che magari le altre banche non chiedono sti dati perchè sono differenti, magari meno sicure, e di pensarci due volte... ci penso due volte e la saluto. Nella mia top ten di Banche americane preferite (non esiste nessuna lista del genere e credo non esisterà mai. Però è stato bellissimo crederci per un mometo...) al secondo posto troviamo la Chase Bank. Punti a favore: moltissimi sportelli ATM, molti sedi in giro, una delle sedi attaccata alla mia scuola e quasi sicuramente nessuna cifra esosa da pagare. Entro nella filiale ed una simpatica ragazza asiatica incinta mi prende in carico, diventando da quel momento la mia bancaia Usa di fiducia. posso spuntare la prima cosa della lista. visto che mi ero ripromesso di accorciare i post, parlerò dei trasporti pubblici un giorno meno denso di avvenimenti e novità. cmq sappiate che sono molto molto molto comodi. e pieni di matti. Saltiamo quindi alla sera, alla seconda voce della lista: Calcetto. Mi spiegano, durante il viaggio in macchina, che praticamente tutti i "campetti" di calcio, calcetto, baseball e football sono stati spostati fuori città. In città ci sono altri tipi di campi sportivi, ma ne parlerò nello specifico sabato, visto che giocherò lì. Stiamo andando a giocare l’ultima partita di un torneo di calcio ad 8 con squadre miste maschi/femmine. Arriviamo al campo costeggiando una zona di ghetto e mi trovo davanti un prato verde di erba sintetica che manco fosse il centro sportivo del Barcellona. ok, forse esagero, però difficilmente ho visto un posto "pubblico" così ben curato. dopo i due campi da calciotto si può vedere un campo da baseball, ma nessuno gioca e le luci son spente. purtroppo. Lo stile di gioco predominante sembra essere il famoso "stile Parrocchiale", ovvero palla lunga a cazzo di cane e interventi assassini pallaE/Ocaviglia. In tutto questo popò di bravura, le ragazze sono almeno due spanne più tecniche degli altri. e corrono come dannate. Pure quelle che potrebbero farmi da custodia in stile Matrioska corrono e si sbattono manco fosse na finale di champions. E, in tutto questo, nonostante i falli e le entratacce, il fair play è una cosa naturale. è tutto un ringraziarsi o scusarsi e sorridere. detta così sembra che giochiamo con bombetta e baffi come perfetti gentiluomini di inizio secolo, con tanto di canotte a righe bianconere orizzontali e bastoncino di bambù... (nell’immagine una rappresentazione di calcio femminile invece...) ![]() eppure è molto più rilassata la cosa... tutto qui! Per quanto mi riguarda invece, pur avendo fatto 4 assist (così, giusto per vantarmi) la velocità di gioco è stata praticamente dimezzata. e non tanto per questioni fisiche (ok, non sono in formissima ma...mi riprenderò a breve dai. spero.) più che altro per un blocco mentale. Pensare in inglese pure giocando è un’impresa troppo stancante! Quando non hai palla vorresti urlare indicazioni, ma ora che ti esprimi dovresti chiedere il time out, portare un tavolino in mezzo al campo, far sedere due o tre compagni, illustrare la tua idea di gioco, bere un’ottimo the caldo, commentare en passant lo strano fenomeno della rappresentazione ormai classica degli extraterrestri come privi di peli, stilare la lista delle migliori dieci banche americane a proprio gusto, compiere un rito pagano che comprende una vergine, un baobab e i filtrini che vanno messi sotto le sedie, cantare l’inno nazionale dell’Uzbekistan. Insomma, ci si impiegherebbe un po troppo tempo. quindi, lasci perdere e stai zitto, perkè tanto vorresti già dire altro e chiamare un altro time out... Insomma, la prima partita è cmq andata vinta. nonostante la frustrazione e la voglia di migliorare in tutti i sensi. Lo sport è bello anche per questo. Finita la partita ci si sposta in zona universitaria per bere una birra tutti assieme. alcuni salutano per impegni già presi, gran parte s’aggrega però. Finiamo in un bar molto sportivo, purtroppo non il classico bar americano. questo è un po più fighetto, poco. Perchè comunque una selva di maxischermi proiettano in contemporanea La partita di Baseball degli Okland (purtroppo han perso), Repliche di Football, il talk show di Conan, un canale random di informazione sportiva. Beviamo e Beviamo e così conosco altre persone. Ed esce e torna con del cibo Thailandese. Finalmente provo le tipiche specialità Thailandesi!!! nei prox mesi credo proverò molte tipiche specialità di cucine a me sconosciute. cmq, ammetto che il Thai Food non è affatto male. Viste le mie condizioni però non ricordo assolutamente i nomi di ogni piatto, ma rimedierò quanto prima. Rientro e ricordo che il mattino successivo avrò il test della scuola. Ubriacarsi prima del test mi riporta ai tempi dell’Università. molte cose in questi giorni mi riportano ai quei tempi. ho anche lo stesso vuoto nel cervello. Decido di dormire. un cane non è d’accordo. credo sia per il riferimento ai cani fatto ieri. un cane? ma nn abbiamo un cane in casa. eppure qualcuno abbaia dal soggiorno. scendo e trovo un cane sul divano. ringhia un pochino. ha il collare e sembra un ottimo stato. resta la domanda, che cazzo ci fa un cane in soggiorno?! a casa non sembra esserci nessun altro...bho. ok, forse ho bevuto un po troppo questa volta. mi avvicino meglio e il cane, con molta prudenza e ringhiando, si avvicina. dopo 2 minuti è già il mio migliore amico. Puttano! un po di coccole e ti fai comprare... vabbè, lo saluto per andare a nanna, mi segue per le scale. No, amico, io salgo, tu no. Non è d’accordo. OK, guarda, mi lavo i denti e ne riparliamo. Si, io mi lavo i denti, tu puoi pure uscire dal bagno, non li lavo pure a te. Ecco, puoi pure scendere dal letto perchè anche se t’ho detto che sei un Puttano, non pensare chissà cosa. ok. come famo?! nn mi puoi seguire ogni passo, ki minkia sei?!?! senti cucciolo, io devo dormì, famo così, io mò chiudo la porta della stanza e te resta qui vicino, ok? daje, notte. dopo aver grattato ed essersi lamentato un pochino, penso sia tornato in divano. bho. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 11 ottobre 2012 - ore 11:30 1 giorno Premessa: Questa è la mia personalissima esperienza di viaggio. La mia parola non è legge. Non vuol dire che unaltra persona che è già stata o verrà a visitare questa città possa riprovare le stesse esperienze, notare le stesse cose o ritrovare le stesse sfumature. Questa è SF attraverso la mia mente. Non è come fare il riassunto di un libro ma quasi. Non è come fare la recensione di un film, ma abbastanza vicino. Non è come cantarvi una canzone che conoscete perchè non sono molto intonato! ![]() Credo sia piuttosto come descrivervi una pietanza o un vino. Dovrei usare filtri e ricordi solo miei per trasmettervi le sensazioni dati qualcosa che tutti conoscete ma dalle infinite variabili. Mi spiego meglio: un film o un libro sono sempre quelli. chiunque lo vede ritrova le stesse parole e immagini, non si scappa. poi ognuno le interpreta come vuole, ma sono le stesse per tutti. un cibo invece varia ogni volta. se dico di aver mangiato una bistecca, tutti capiamo di che parlo, tutti c facciamo unidea. Però quella bistecca può essere più o meno cruda. più o meno salata. più o meno calda. più o meno stopposa. più o meno blablabla. infinite variabili. Spero di aver reso lidea. e di avervi fatto venir voglia di una bistecca! (chiedo scusa a tutti i vegetariani-vegani-chipiùnehapiùnemetta ma nn riuscivo a far lo stesso esempio con una carota. potevo, ma è contro i miei principi morali.) Fine premessa. Dopo il viaggio eterno di ieri (di cui probabilmente scriverò nei prossimi giorni) ho ben deciso di evitare il jet lag e dormire assaje. quindi, pur essendomi svegliato alle 9.30 (ora locali), me ne son rimasto sdraiato a letto a poltrire fino alle 11 e pica... questo per dire che non posso iniziare la prima frase del mio "diario" cn una frase fika. avrei voluto iniziare dicendo "la città si sveglia tra forti afrori di..." ma in effetti non ho idea di come si sveglia la città, perchè quando sè svejata io stavo bellamente a ronfare! quindi inizierò tipo... Due sono gli odori della città, non sono romantici e non sono emblematici. Eppure sono forti e ti prendono a cazzotti inaspettatamente. Li trovi al mattino, in centro come in periferia. E alla sera, giusto per darti la buonanotte e ricordarti che si, vivi ancora qui. Durante la giornata sembrano quasi sparire, come se avessero anche loro un posto ben preciso dove andare, una occupazione da rispettare. Al momento non abito in centro. probabilmente visti i prezzi non ci abiterò mai. Sto a sud, quartiere messicano, Mission. Esco di casa e lo spettacolo non è dei migliori. Spieghiamoci, non sto in una favela. Ma nemmeno nel sogno americano. E un cazzo di quartiere messicano, e non si scappa alla definizione. Maschere di quel cazzo di lottatore di wrestling, che conosco solo di vista e non di nome, vengono vendute ad ogni angolo. Più o meno originali, non importa. Negozi che vengono tacos. burritos, Si vedono scheletri con baffi e sombreri. una volta mi avevano spiegato il significato e il nome della festa etc, ora non ricordo. Murales con immagini sacre. ragazzi con carnagione leggermente più scura e baffi da adolescente. anche se channo minimo trentanni. Paraiso del masaje. e barboni. Vado verso il Bart, che è una specie di metro, ma non è così semplice. insomma, prima o poi vi spiegherò. cmq mi piace chiedere alla gente dove posso trovare il Bart. ovviamente nella mia testa lunico Bart esistente prima di ieri era giallo e cn i capelli a punta. per un po di giorni chiederò alla gente dove posso trovare il Bart. cmq, vado verso il Bart e comincio a notare questi due odori. penso sia il quartiere, e vado avanti. arrivo da Bart e vado in centro. o meglio, quello che per ora reputo il centro. scoprirò se è davvero così. Arrivo e chiedo info per capire come funziona la questione dei biglietti e dei mezzi pubblici. una donna di colore mi spiega molto gentilmente cosa devo fare. inizialmente è nella sua stanzetta con vetro e parliamo (in maniera molto buffa per me) attraverso un telefono. alla fine mi prende in simpatia (o forse mi prende per scemo) ed esce per fare assieme a me loperazione giusta. in pratica come in ogni città esistono bilioni di biglietti possibili-immaginabili. il più conveniente è labbonamento. ma al 10 del mese nn conviene affatto. a questo punto meglio un settimanale. cmq, qui funziona che quando ti fai un biglietto, chai un tesserino d plastica che è ricaricabile. Se ti fai un abbonamento è di plastica più grossa e si chiama Clipper. e di volta in volta potrai caricarci quel che ti pare. mensile, settimanale, 10 corse, quel che vuoi. laltra cosa da sapere è che ci sono i mezzi Muni, che coprono tutto il centro della città, e quelli Bart, che sostanzialmente partono da fuori città. Con labbonamento Bart puoi prendere tutti i mezzi che vuoi quante volte vuoi. con i Muni sl i mezzi del centro città. fine. fatto questo, esco e cammino per il centro. turisti. e barboni. e ancora gli odori di prima. comincio a pensare che forse sono io che ce li ho attaccati addosso, spero vivamente di no. Secona missione della giornata, munirsi di cellulare americano. già il giorno precedente avevo chiesto info in uno dei negozi della Verizon, uno degli operatori grossi qui. Oltre ad aver ricevuto il numero della commessa, gentilissima e carina, mi faccio unidea di massima. online vedo le offerte di altri operatori e conoscenze del posto mi suggeriscono svariate compagnie. da un rapido controllo, capisco che più o meno i prezzi sono uguali per tutti. con 50$ al mese hai chiamate, messaggi e traffico internet. poi ci sono le varie differenze. chi ti da il telefono ma nn internet compreso. chi il contrario. chi ti fa pagare 40$ ma con limiti di traffico. insomma, più o meno siamo sempre lì. becco il prima negozio T-mobile e chiedo info. la risposta è la stessa inizialmente. chiedo per qualcosa di più economico fingendo d aver visto unofferta a 20$ e il commesso mi corregge dicendo che a 30$ cè la possibilità di avere sim e 1500 minuti o messaggi. 1messaggio corrisponde a 1minuto. Dura un mese e poi posso cambiarla e passare ad altre tariffe. Visti i pochi contatti in zona al momento mi sembra più che onesto. proviamo la scheda sul mio cell e tutto funziona. 5 minuti e sono di nuovo per strada, con abbonamento mezzi e sim americana. mi avvio verso la banca, che sta più verso la zona ovest del centro. lascio i turisti alle mie spalle e mi ritrovo in un quartiere afro. vecchi seduti ai tavolini giocano a scacchi mentre i più giovani fumano, cazzeggiano e giocano a dadi accucciati a terra puntando soldi. Non sono in un film di Spike Lee solo perchè nessuno tira fuori "il pezzo" o mi urla contro incazzato. continuo a camminare e di nuovo gli odori mi prendono a pugni. questa volta lo stomaco. non ho fatto colazione. ormai dovrei pranzare. catene di fast food si trovano sparsi qua e là. ristoranti con specialità cinesi. coreani. thailandesi. indonesiane. messicane. toscane. vietnamite. mi domando cosa mangiano in vietnam. un ristorante scrive sulla porta " se siete a dieta questo posto non fa per voi". ottimo. guardandolo da fuori penso che non fa neanche per me. un antipasto costerà minimo quanto le mie scarpe. arrivo alla banca e la donna di colore allingresso prende i miei dati e mi dice di attendere. detta così suona easy e impersonale. in realtà la cosa è stata molto divertente e la signora molto simpatica. abbiamo riso un sacco entrambi. ho notato che le persone di colore, soprattutto donne e anziani, mi stanno troppo simpatiche. Non so, forse è una sorta di razzismo al contrario. più che altro è la maniera in cui parlano. mi fanno venire il sorriso istantaneo e voglia di chiacchierare. penso sia questo che mi fa sembrare più tonto di quel che sono. cmq sia, dopo poco una donna, credo messicana, cmq latina, mi "prende in consegna" e mi spiega che per aprire un conto in banca mi serve un social security number, che ancora non ho. lo sapevo, ma mavevan detto che alcune banche riuscivano a fornirtelo direttamente allapertura del conto. forse era una balla. forse questa banca nn lo fa. La signora mi spiega cosa devo fare e mi chiede dove ho comprato la maglietta che indosso, perchè al figlio piacerebbe. Budapest. no, troppo lontano, le chiedo di suggerirmi un posto, possibilmente economico, dove mangiare. mi consiglia un ristorante a tale indirizzo. ho un sospetto. arrivo allindirizzo. è quello col cartello simpa. no, troppo caro. mi perdo nei dintorni spinto dalla fame. mi domando di nuovo cosa cazzo mangieranno di così tipico i vietnamiti. mi domando come si dirà riso alla cantonese. la sera prima ho scoperto che il formaggio verde qui è tradotto in formaggio blu. riso alla cantonese potrebbe essere qualsiasi cosa. decido di non rischiare. giro un angolo e la scritta pizza mi salva il culo. langolo è dei peggiori, ma nn voglio guardare, pizza si traduce pizza e vaffanculo il resto. la scritta pasta from Italy sotto non mi rassicura più di tanto. quando entro e vedo un messicano al bancone e il sosia di sasha baron cohen che impasta nn ho dubbi. la cosa più italiana dentro quel posto è la mia certezza che mangerò qlkosa di moooolto diverso da una pizza. ciò non mi spaventa. ordino una fetta di margherita, che si chiama semplicemente piazza cheese. sulla lavagna usata come menù è segnata anche una pizza roma, nn oso chiedere gli ingredienti. La fetta di pizza assomiglia in tutto e per tutto ad una fetta di margherita. e la forma è quella cara alle tartarughe ninja. la consistenza nello stomaco corrisponde alla cena di capodanno, frutta e dolce compresi. 2.50$ e sto apposto fino a sera. comincio a girare la città aspettando che il mio unico amico a SF esca da lavoro. noto piccole stronzate, ma mi fan capire che si, sono negli stati uniti. Altrimenti nn me ne renderei conto. niente shock culturale. niente jet lag. niente paura o chissà che. sono in America e mi sento parecchio a casa. e questa è la cosa che mi spaventa. cmq, noto che i barboni sono tanti. e ovunque. penso che il motivo sia il clima. Non fa troppo caldo o troppo freddo. chiedo il mio amico e dice che è una costante e che non si scende mai sotto lo zero. non nevica da anni. questanno nevicherà, lo rassicuro. altra cosa, in centro ci sono i grattacieli e più ci si allontana più le case diventano basse e "perfettine". gli stili architettonici cambiano praticamente ogni metro e spiazzano per la loro strana armonia di insieme. Riflesso in un palazzo a vetri vedo il colosseo. in realtà sono tre palazzi di altezze diverse visti da una strana angolazione. faccio una fotografia mentale. Da noi di solito è il contrario comunque. in centro ci sono i palazzi bassi e "coordinati" per stile. quartiere barocco, quartiere neo classico, zona roccocò... attorno al centro palazzoni e mix fritto misto. prendo un the per ripararmi dal vento. e smaltire la pizza. son passate due ore e il macigno persiste. passo davanti un posto molto stiloso. costerà un botto. mi innamoro di tutte le cameriere. decido di entrare. un the, 7 dollari. decido di salutare tutte le cameriere in compenso. in uno schermo fanno vedere i Giants in trasferta a Cincinnati. ogni tanto qualche tifoso esulta. alla fine vinceranno portanto il complessivo sul 2a2. lo scoprirò più tardi, quando raggiungo il mio amico e vado con lui verso la zona chiamata Presidio. il mio amico si dimostra un ottimo cicerone e apprezzo moltissimo. Penso che se un amico venisse a Venezia farei fatica a spiegargli qualsiasi cosa. Mi vergogno come un cane. mi domando perchè un cane si dovrebbe vergognare. decido di vergognarmi e basta. dalla macchina vediamo il Presidio, Alcatraz, il Golden Gate, lOceano, il Palazzo dellExpò. torniamo a casa per cena. ci guardiamo un film e torno a casa. con i mezzi. attraverso la città di notte, da solo, per la prima volta. forse allinizio ho un po paura. poi no. capisco che era paura di sbagliare strada. comincio ad orientarmi e torno tranquillo, come il ritorno a casa negli ultimi 15 anni di vita... (prima nn uscivo solo la sera...non cera un cazzo da fare a campalto la sera a 15 anni...) torno a casa e di nuovo, i due odori mi saltano addosso. per strada poche persone. giovani. chi esce da teatro. chi dai "pub". qualche barbone. molti ubriachi. arrivo e trovo la stanza vuota. i quattro coinquilini, che nn vedo da quando sono arrivato e mi sn presentato, o dormono o sono fuori. salgo in camera e annuso. nessuna puzza, nessun odore. Allora non ero io a puzzare di piscio e marijuana cazzo! ps: mentre scrivo tutto sto popò di roba è rientrata la mia vicina di stanza. non lho vista, ma lho sentita da subito. ha aperto la porta singhiozzando e facendo cadere a terra tipo 12mila cose. e le nostre stanze sono al piano superiore... in questora ha continuato a fare un bordello assurdo, sbattendo addosso a pareti, porte e facendo cadere di tutto. mi vien da ridere e spero d poter fare delle serate del genere qui molto presto. so che ci si può divertire benissimo pure senza bere e ridursi a delle merde. però chissà come cazzo parlo in inglese da urbiachissimo!?!? vado a nanna. buona giornata. e se siete arrivati fino a qui, mi spiace per esser stato così prolisso. cercherò d asciugare la stesura. c ya. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 8 ottobre 2012 - ore 21:16 un martedì da 34 ore è arrivato il giorno. il giorno più lungo. e non solo per la pesantezza e lintensità che probabilmente mi riserverà. è pure una mera questione fisica/matematica. domani, aggiungendo fuso orario e tutto, vivrò un martedì d 34 ore. vabbè, sticazzi, penserete giustamente voi. ogni giorno un sacco di persone fanno voli intercontinentali e nessuno fa una piega. giusto, dico io. ma allora che minkia leggete a fare il mio blog?! ![]() scherzi a parte, tempo fa, anni fa, una o due vite fa, scrivevo un post su come ogni tanto si debba prendere in mano la propria vita e cambiarla. Se nn si è felici o se si desidera cambiare, bisogna farlo. per quanto possa essere egoistico e magari far male ad altre persone. Già una volta ho preso questa decisione e rivoluzionato un bel po le cose. Domani ci sarà il bis. e che bis. per quanto possa essere stupido e infantile, realizzo quello che da sempre è uno dei miei sogni più grandi. e non è giocare in serie A o diventare luomo più sexy dellanno (cosa di fatto già avvenuta nel 2006 secondo fonti NON attendibili). Bensi andrò a vivere in America. in America. A ME RI CA. è una cosa troppo grande anche solo da immaginare. infatti nn ci riesco. nn me ne rendo ancora conto. la mia mente è troppo piccola per riuscire a conterene tutti i possibili scenari che comporta andare in AMERICA. poi, giusto per far le cose al meglio, me ne vo in California... San Francisco baby. quindi, non so se e quando scriverò qui. vorrei scrivere molto spesso. però vorrei limitare al minimo il mio Italiano da domani. e già le chat d fb e le chiamate obbligatorie a casa scasseranno un bel po i miei piani. cmq, vi terrò informati. ammesso che qlkuno legga ancora queste pagine. magari lo scoprirò xkè mi fischieranno le orecchie. Un saluto a chi non mi ha voluto e a chi nn mi ha più cercato. questo passo lo faccio anche grazie a voi. mò so cazzi vostri. un ringraziamento speciale allanno 2012, per ora uno tra i migliori di sempre. daje così! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 1 ottobre 2012 - ore 01:22 cinematt 1) Prevista per il 2015 luscita di Avatar 2. James Cameron dichiara: "Dopo le critiche alla sceneggiatura del primo Avatar, abbiamo pensato a qualcosa di completamente rivoluzionario! La protagonista sarà questa sirenetta, di nome Ariel, che....." 2) directed by :Ami Canaan Mann producer: Michael Mann co-producers: Andrew Mann & Travis Mann Production designer: Aran Reo Mann non so, vogliamo far lavorare anche il cane della famiglia Mann visto che c siamo?!?! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 8 settembre 2012 - ore 02:35 il giorno dopo ok, scrivo adesso perkè sono abbastanza scosso. era da giorni che avevo in mente di scrivere, ma ora ho bisogno di uno sfogo immediato enn posso chiamare nessuno, vista lora, snza destare sospetti (infondati). Perkè a me personalmente nn è successo nulla (si, probabilmente sto facendo un sacco di refusi, stikazz) cmq, a me nn è successo nulla. ma ho assistito ad una cosa che di solito si vede nei film e poi cè un taglio a nero e si cambia scena. invece nella vita reale no. cè tutto, il seguito amaro e imbarazzante. venerdi sera, esco. voglio festeggiare il fatto ke ho ottenuto il visa e quindi partirò per San Francisco. è ufficiale. chiamo un po di persone. persone che non vedo da un mesetto. nel frattempo sn stato in giro, reggio calabria, berlino, venezia, insomma. in giro. ho conosciuto gente fantastica e fatto cose che mai avrei immaginato. insomma, avevo voja di uscire e raccontare e sentire racconti sulle avventure degli altri. si decide per san lorenzo, sanlollo. a me va benissimo. ormai la conosco, zona tranquilla, posti dove bevi o mangi tanto con poco. molto poco. ok, nn saranno ristoranti cinque stelle, makemmminkia me ne frega, anzi! e inizia la serata. tutto apposto. conosco pure gente nuova, iea. poi si decide di cambiar zona. macchina, trastevere. ok. nn apprezzo più di tanto. trastevere visivamente è bellissima. sia come zona, sia perkè è piena di turiste che si aspettano chissà cosa. sia perkè è piena di fighette insopportabili che spendono lira di dio per aperitivi mediocri che in altri posti trovi ad un terzo del costo. cmq sia, nn mi interessa. la serata sembra buona, niente in vista, ben chiaro, ma ormai nn c penso nemmeno più. devo partire, il mio futuro è lontano. quel che viene viene. parlo parlo parlo, poi, bho. mi giro e vedo unamica che versa il suo cocktail addosso al ragazzo. il ragazzo è un mio carissimo carissimo carissimo amico. che decide di versare la sua birra addosso alla ragazza. lei si alza e decide d andar via. con lamica. ora, nn me ne fotte un cazzo che eravamo in macchina cn lei e quindi il viaggio d ritorno nn è stato dei più agevoli. sticazzi. il punto è che una scena del genere...no! e nn per la teatralità, stikazzi pure per quella. ma perkè no! nn le so più affrontare ste cose vojo peace and love nn litigi. nn li so trattare rido come istinto di sopravvivenza, ma dentro soffro e poi nn porta nulla d buono. per loro in primis. cioè, possono pure farlo, ok. ma poi ke si mettano a ridere e discutano su quel che è successo. quel film mi piace. ma nn così cn lei incazzata che se ne va e lui incazzato per tutto il viaggio. e dice che vuole lasciarla. io spero di no. nn vojo. stanno bene assieme. vojo sapere solo di persone che si fidanzano. che si sposano. che han figli. che vivono felici e contenti. non vojo cose tristi. basta. nn è giusto. nn ne vojo più ho raggiunto il limite. sarà per quello che nn riesco più a impegnarmi. almeno nn cè una fine. una fine triste. credo mi spezzerei. ancora. stavolta del tutto. quindi, ok, sarò uno stupido egoista femminuccia pisciasotto e pensate a tutte le peggio cose. ma per me è cmq uno shock. e nn ne ho bisogno. odio. nn concepisco. dormo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 6 agosto 2012 - ore 22:48 sbuffando Non so se augurarmelo o meno, non so se questo fa di me una persona superficiale ed egocentrica, solo che ogni tanto, mi domando come serebbe se un giorno tutte le persone che adesso nn mi calcolano, mi evitano o più semplicemente mi trovano inutile, bhe, un giorno avessero bisogno di me, volessero vedermi, incontrarmi, sapere chi sono realmente. Non si dovrebbe mai dare niente e nessuno per scontato. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 1 agosto 2012 - ore 20:16 Sindrome del Cocco e della Banana partendo dalla premessa che il titolo non è inventato (Sindrome del cocco e della banana: nasce alle Hawaii dove il cibo si può raccogliere direttamente dagli alberi. In genere coinvolge individui giunti in tali luoghi paradisiaci per alleviare uno stato di malessere interiore. All’inizio si sospende la realtà e sembra che tutto sia tornato a posto ma poi gli antichi problemi ritornano aggravati dalla solitudine e dal disadattamento) ci son grosse novità. o meglio, una grossa novità. o meglio, nn è manco una novità. perkè di solito quando dico una cosa poi la faccio. sempre. o quasi. diciamo sempre se dipende da me in prima persona, ecco. cmq sia, da ottobre basta Roma. mi trasferisco di nuovo. questa volta un po più in là. questa volta a San Francisco. ma torniamo al presente per un attimo. settimana scorsa ho terminato un corto, sulla carta ha grosse potenzialità, speriamo bene... mi farebbe molto piacere che prendesse vita e crescesse pure se io sto lontano... insomma, sarebbe molto fico, ecco. poi, cè stata la serata finale del concorso del 48 ore. dopo aver vinto la finale a Roma, c siamo scontrati cn i finalisti di tutta Italia, più ripescati. e proprio uno dei ripescati ha stravinto ledizione. noi cmq non ci possiamo lamentare. abbiamo raggranellato 1 premio e 4 nomination, le più importanti diciamo... miglior montaggio, miglior regia e miglior cortometraggio, oltre a quella vinta come miglior uso del genere... vabbè. tanto i secondi nn se li caga mai nessuno, no?! mò probabilmente c sarà un altro progetto interessante ad ottobre, proprio subito prima d partire... vedremo. Non ho altro da dire, per ora. lavventura è d quelle toste, mi sa... eppure per ora sto tranquillo... ho molte immagini in mente, per ora restano immagini però. e San Francisco resta una parola nella mia testa. Un sogno. chissà quando e se comincerò a capire quello che sto facendo e poi farmela sotto! ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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