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Ciao a tutti! Questo blog è nato per scherzo, ma ho visto, anzi, abbiamo notato la necessità di aprire in questo sito, in questa sezione (quella dei blog), uno spazio di (contro)informazione, discussione e confronto su determinate tematiche, fatti a nostro avviso più o meno gravi, e fatti positivi che vengono volutamente taciuti per preferire, anzichè il bene comune cui la politica dovrebbe mirare,l’interesse di pochi. Il governo Berlusconi ne è la conferma eclatante, e da poco meno lo era il governo precedente.
Questo blog supporta la lista civica nazionale "Per il Bene Comune".

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Per motivi burocratici le donazioni non sono ancora possibili attraverso queste coordinate. A breve provvederò a linkare le coordinate giuste comunicatemi dal Dr. Montanari.

Per informazioni sul movimento in provincia di Vicenza contattate il 3932349498.
Se non rispondo subito vuol dire che non posso. Abbiate cura di lasciare un messaggio in segreteria, specificando il motivo della chiamata. Se non volete lasciare un messaggio in segreteria mandate un sms. Se non volete mandare un sms... esistono anche gli spritz-speedy!
P.S.: Questo blog non è ambientalista, nè di sinistra. é uno spazio dove vengono riportate informazioni che TV e giornali non riportano! Quindi si evitino commenti dettati da conclusioni affrettate e non da approfondimenti, i quali verranno risposti in un primo momento, quindi cancellati.

NO AL NUCLEARE!!!


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SONDAGGIO: INCENERITORI: CHE NE SAPETE?


Cosa sapete, o credete di sapere, degli inceneritori?



Non m’’interessa
sono l’’unica soluzione possibile, ma il riciclaggio è meglio
Sono l’’unica soluzione possibile, e oltretutto sono vantaggiosi, producendo energia elettrica e teleriscaldamento
Sono solo uno spreco di energia e risorse
Sono uno spreco di energia e risorse oltre al fatto che la cenere va riallocata nelle discariche
Cenere e posto per queste ultime, fumi e diossine, acqua, energia, materie prime riutilizzabili, multe dall’’UE, cip6. Cosa valorizzano, di grazia?

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mercoledì 28 maggio 2008 - ore 10:41


alcune esemplificazioni
(categoria: " Vita Quotidiana ")


c’è chi mi domanda come si potrebbe fare a meno degli inceneritori. qui sotto c’è un esempio lampante.









Siamo sicuri che in Campania vi sia bisogno di 4 dico 4 inceneritori, ed in Sicilia, una regione che ha si i suoi problemi ma che non si può certo dire che viaggi sull’onda dell’assistenzialismo come la Campania (infatti è autonoma), si stia creando dolosamente la stessa situazione campana, allo scopo di lucrare sugli appalti di costruzione degli impianti?
Anche in lazio stiamo messi maluccio.
Tutto ciò è per far passare (in malafede) il messaggio che l’inceneritore sia l’unica soluzione possibile. Mentre in città del calibro di San Francisco, Boston, Vancouver, Adelaide e Berlino (tutte città oltre il mezzo milione di abitanti) viene effettuata la raccolta porta a porta, raggiungendo (con l’obbligo di differenziare imposto ai grandi supermarket) il 60 per cento ed oltre di differenziata. Negli USA non ci sono inceneritori dal 1995. Ci sarà un motivo, o no? O sono stupidi, e siamo furbi a costruirli noi in Italia?
é meglio bruciare tutto indistintamente, recuperando eventualmente parte dell’energia contenuta nei materiali di scarto (il bilancio energetico di un inceneritore è sempre negativo) o è meglio riciclare e riutilizzare, evitando così di impoverire ulteriormente le risorse del pianeta terra? evitando d’inquinare l’acqua che serve per l’incenerimento dei rifiuti? evitando di dover riollocare le ceneri (che non sono inerti, in quanti qualche materiale tossico non differenziato, ivi compresi i metalli pesanti delle batterie, finiscono nel mucchio di scarti dati alle fiamme) in discariche apposite? evitando di appestare l’aria con diossine e nanoparticelle, che in virtù delle loro dimensioni infinitesimali non vengono trattenute da filtro alcuno?


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mercoledì 28 maggio 2008 - ore 00:05


La dottoressa Patrizia Gentilini in azione!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa signora è un’oncologa abbastanza famosa, portavoce dell’asociazione nazionale medici per l’ambiente.
Infatti non va dimenticato da nessuno, medico o camionista, che la salute di un essere vivente passa per la qualità dell’ambiente in cui questo vive. Il medico (in questo caso la preparatissima dottoressa Gentilini, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente) si limita a fare il suo lavoro: informare la gente e cercare di fae prevenzione (anche se sappiamo che gli interessi dell’Impregilo sono più facili da fare, rispetto alla salvaguardia della salute di milioni di cittadinoi, anzi, di esseri umani). Di conseguenza si può desumere come il rispetto dell’ambiente, e gli sforzi volti a ridurre l’inquinamento non hanno fini meramente ideologici ed estetici, ma utilitaristici. O si smette d’inquinare, o ci restiamo secchi tutti entro pochi anni. Le previsioni degli esperti più ottimisti parlano di 2060 come anno limite (S. Latouche - La scommessa della decrescita).





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martedì 27 maggio 2008 - ore 15:21


Dal solito blog: www.stefanomontanari.net
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che gli uomini non imparino molto dalle lezioni della storia è la più importante di tutte le lezioni della storia. Non l’ho detto io, ma Aldous Huxley.

La storia, paziente e monotona com’è, continua ad insegnare sempre la stessa lezione e noi quella lezione continuiamo a non impararla, da somarelli che siamo.

Dopo anni di politica di piccolo cabotaggio nel corso del quale il bene comune è stato lentamente dimenticato per lasciare posto alla rapina sistematica di chi si doveva amministrare, dopo anni di buonismo di stato, quello di cui il linfatico Veltroni è il testimonial più icasticamente evidente, quello che altro non era se non il trionfo dell’inefficienza, dopo anni in cui si è lasciato che un venditore televisivo d’assalto reclamizzasse i suoi prodotti attraverso televisioni più o meno legali ipnotizzando le menti degl’italiani, per loro stessa natura distratti e per nulla interessati a tutto ciò che prevede la fatica di programmare al di là della giornata stessa (ridateci Wanna Marchi!), che cosa si pretendeva?

Torno ora da un viaggio di qualche giorno in Grecia dove ho partecipato ad un convegno mondiale d’“intellettuali” - sperando che il termine abbia un significato positivo - e

mi ritrovo che lo statista di plastica cui ci siamo affidati ha preso in pugno la situazione e ha risolto l’“emergenza rifiuti” e l’ “emergenza energetica” con un sol colpo di bacchetta magica. Si costellerà l’Italia di “termovalorizzatori” (traduco per i non italiani: inceneritori) e si rispolvereranno le centrali nucleari (traduco ancora: quegl’impianti che un referendum nazionale bocciò).
- Che importa se per costruire ambedue gli ecomostri s’impiegheranno anni, anzi, decenni e l’emergenza, così minuziosamente preparata, resterà cronica?
- Che importa se i rifiuti saranno trasformati in veleni ben più insidiosi di quanto non siano in partenza, provocando emergenze sanitarie di gran lunga più gravi di quelle di cui soffriamo adesso?
- Che importa se altrove, nei paesi dove la corruzione è quasi sconosciuta e dove la politica è fatta da persone meno impreparate che non sguazzano nel lusso sibaritico da tramandare di padre in figlio o da vendere ai clienti, esistono tecniche consolidate da cui, trattando i rifiuti (laggiù in diminuzione) senza sporcare, si ricavano quattrini (per la comunità) e posti di lavoro?
- Che importa se questa fungaia d’inceneritori dovrà essere sfamata producendo sempre più immondizia?
- Che importa se il nucleare è la fonte in assoluto più costosa di energia ed è, per di più, una fonte cui noi italiani non abbiamo accesso se non indiretto e che ci rende ancor più dipendenti dall’estero?
- Che importa se il nucleare non ha alcun futuro, trattandosi di una fonte ovviamente non rinnovabile e altrettanto ovviamente destinata ad esaurirsi?
- Che importa se questa dipendenza, unita a quella del petrolio, del gas e del carbone, ci rende sempre più deboli e ricattabili, oltre che più poveri?
- Che importa se un nostro Premio Nobel ha condannato senza appello una scelta così demenziale?
- Che importa se quel Premio Nobel ci ha dimostrato ciò che ogni fisico sa, e cioè che non si può pretendere di vivere prelevando energia dall’interno di un sistema, ma bisogna per forza prenderla da fuori (il Sole)?
- Che importa se, per mettere in atto queste follie si deve far ricorso ad una classe accademica mascalzonesca che distrugge spregiudicatamente i cervelli dei propri allievi?
- Che importa se si premia qualche “grande oncologo” per portare a compimento l’anestesia? Che importa se i nostri enti di controllo ci daranno, più di quanto non abbiano fatto finora, informazioni false?
- Che importa se i cosiddetti media diventeranno ancora più bugiardi o autocensurati? Che importa se, a supporto di una situazione molto alla Orwell, si è pensato opportuno vibrare una coltellata alla democrazia e alla libertà come da Gazzetta Ufficiale del 1° maggio?
In galera chiunque conosca un po’ di scienza, un po’ di tecnica, un po’ di quanto si fa da altre parti del mondo e contesti il regime, magari con delle prove inoppugnabili in mano! È così che fa un vero uomo di stato.

E l’opposizione? Ma quale opposizione? La strana coppia Pappa e Ciccia ha lavorato benissimo e adesso è padrona di tutto grazie ad un vero e proprio plebiscito. È così che partiranno quei grandi lavori che tanto entusiasmano Di Pietro e compagnucci (tanti ossequi all’onorevole Misiti) e che daranno linfa vitale a Mafia, Camorra e Politica, tutte e tre con la maiuscola, tutte e tre affratellate nel malaffare.

Come avevo previsto, cosa, del resto, facilissima da fare, adesso mi si chiama da tutte le parti perché si farà un “termovalorizzatore” dietro casa (non ad Arcore o a Villa Certosa), perché lì vicino ci sarà una turbogas (grazie Verdi!), perché un treno passerà a trecento all’ora quasi in cortile mentre i pendolari continueranno ad andare al lavoro nei loro carri bestiame che passeranno quando ne avranno fantasia, perché il sindaco ha in progetto una centrale a biomasse, e via discorrendo.

Ma, cari lettori, io le mie proposte le avevo fatte, le alternative le avevo date e mi ero addirittura offerto come politico pronto a dare una mano. Il risultato lo abbiamo visto tutti: il 99,7% degl’Italiani ha preferito altrimenti e, si sa, in democrazia contano i numeri, come il senatore Gasparri, che di democrazia se ne intende, ebbe a farmi notare. E se uno ha lo 0,3% dei consensi, non è nemmeno uno scienziato, aggiunge lo statista per concludere il pensiero.

E allora, che si pretende da me?

P.S. di servizio: in questi cinque giorni di assenza ho ricevuto circa duemila mail. Abbiate pazienza e, se potete, contenete il testo entro le due o tre righe.



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lunedì 26 maggio 2008 - ore 14:53


Mappa dell’inqunamento in Europa
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Pianura padana e Olanda...
Siamo sicuri che vogliamo continuare così?

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lunedì 26 maggio 2008 - ore 14:25


Segreto di stato
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il 1° maggio è entrato in vigore il D.p.c.m. (G.U. 16 aprile 2008, n.90) che estende all’Energia il segreto di Stato.
Direttamente o indirettamente potranno essere segretate non solo le infrastrutture ma anche le motivazioni della loro esistenza.
Insomma, un’autostrada anche per i cancrovalorizzatori, le centrali a carbone e per il ritorno al Nucleare.
testo del regolamento
Che ne pensate?




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lunedì 26 maggio 2008 - ore 13:08


Conversazioni con l’oltreoceano part 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Juri scrive: Io mentre venivo qui parlavo al telefono con la Julie (ti ricordi quella che e’ uscita con noi tutti una sera poco prima di venire qui negli U.S.A.?); vorremmo tornare in Italia insieme andando avanti, per passare un po’di tempo in Veneto.

Mauro scrive: come sta lei?

Juri scrive: Bene: ora vive a Hoholulu, alle isole Hawaaii, e finalmente, d aquando e’ venuta qui, si trova bene; appena arrivata era a San Antonio, in Texas, e diceva che non le piaceva; poi si e’ spostata vicino a Baltimore, in Maryland, e li’ credeva di trovare il paradiso, ma poi si e’ accorta che faceva molto piu’ schifo di San Antonio.

Mauro scrive: perchè baltimora è peggio di san antonio?

Juri scrive: Il problema e’ che qui se non hai un’auto non ti danno un lavoro, e se non hai un lavoro non ti puoi comprare un’auto; lei non aveva quindi ne’ l’uno ne’ l’altro, e mentre quando era a San Antonio viveva nella "periferia integrata" della citta’ (quindi a contatto con il resto del mondo), mentre era in Maryland si trovava in un condominio di quattro appartamenti con tre o quattro fast food ai quattro angoli dell’incrocio, e quello e’ stato il suo mondo per un sacco di tempo: non aveva i $ per farsi la patente, e da li’ poi non aveva comunque quelli per comprarsi un’auto, e quella che aveva il marito se la portava con lui per tutto il giorno quando andava a lavorare...

Mauro scrive:che sistema assurdo, da questo punto di vista...
e i trasporti pubblici sono quasi ignorati o inesistenti, mi dici

Juri scrive:Tu hai presente quanto e’ grande la Georgia, vero? Le stazioni dei treni per persone sono 2.
Ed i treni comunque viaggiano alla stessa velocita’ del mio Scarabeo...

Mauro scrive:
poi ci si domanda perchè le cose vanno male...

Juri scrive:
La Greyhound fa delle corse tra le varie citta’, un po’come la Atlassib in Europa, ma quelli che ci montano sono molto spesso tossici, disadattati, criminali o persone a cui il Giudice ha sospeso la patente per qualche motivo inerente l’ordine pubblico.

Mauro scrive:
ma gli USA non possono investire in mobility management, così da incrementare il trasporto pubblico a discapito di quello privato, consentendo a chi non può permettersi un’auto di andare ugualmente al lavoro, anzichè inventarsi le motivazioni più fantasiose pur di non aderire ai protocolli di kyoto?

Juri scrive: E tu pensi che il contadino medio in Georgia voglia lasciare parcheggiato il pick up per andare alla Stazione?

Mauro scrive:
I contadini possono anche spostarsi con il pickup, ma chi lavora lontano da casa pòtrebbe risparmiare muovendosi in treno o in bus anzichè in auto ogni giorno. Si comincerebbe poi a disincentivare l’uso dell’auto con dei concorsi: si mettono i sigilli al contakm, e chi entro un anno ne ha fatti x meno proporzionalmente a quanti ne fa di solito, riceve un rimborso sul prezzo dell’abbonamento della corriera
Juri scrive: Nelle grandi citta’ come Washington o New York c’e’ la metropolitana, e la gente la utilizza; ma qui il discorso e’ decisamente differente. Qui se fai una cosa simile le associazioni a tutela dei consumatori ti fanno causa perche’ stai cercando di limitare la loro liberta’ di spostarsi con i mezzi di loro proprieta’.

Mauro scrive nessuno limita la libertà di nessuno... Solo si propone un concorso a chi voglia partecipare.

Juri scrive:
Ti ripeto che non funzionerebbe qui; io, piuttosto, proporrei una supertassa sui mezzi che consumino piu’ di tanto per 100km., per poi, con quelle entrate, finanziare sgravi fiscali per chi acquista utilitarie. Una volta che comprimi con decisione il consumo di benzina del maggior consumatore di pertolio al mondo vedrai che anche il prezzo al barile smettera’ di salire, con tutto quello che ne consegue: viene da se’, a quel punto, che tutti avrebbero una maggiorsomma di $ nelle proprie tasche da destinare a scopi differenti che non alimentare un motore ad otto cilindri; quindi tra questi anche chi desidera farsi la patente avrebbe una famiglia alle sue spalle piu’ propensa all’investimento stesso; poi se proprio la patente non se la riescono a fare si possono anche comprare una bici, e se ne vanno in giro con quella...


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lunedì 26 maggio 2008 - ore 12:33


Incenerimento. dal blog di Stefano Montanari. Scritto da Patrizia Gentilini
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La dottoressa Gentilini è il portavoce dell’associazione medici per l’ambiente. Funzione di un medico è infatti quella di prevenire, oltre che di curare. E questi medici si sono accorti di come nelle zone interessate dagli inceneritori vi sia solitamente registrato un aumento delle malattie tumorali e non.
Con che faccia e con che coscienza allora, il dr. Francesco Nardello, sindaco di Marano Vicentino, dà l’OK all’ampliamento dell’inceneritore di Schio, ben sapendo che esistono tecniche meno inquinanti (inquinamento pari a 0) e che recuperano il 100% dei prodotti post-consumo e non solo parte dell’energia contenuta entro questi?
Invito voi tutti a informarvi su questa signora, Patrizia Gentilini, e a fare pressione sull’ordine dei medici, con il vostro medico, ginecologo, dentista ecc. affinchè aprano una battaglia di vaste proporzioni contro gli inceneritori... anche se con Veolia che finanzia la fondazione Veronesi la vedo dura.
Cos’è Veolia? Un’impresa che costruisce inceneritori. c’è il link tra gli sponsor della fondazione Veronesi. quindoi veronesi studia il cancro che producono i suoi sponsor.

Dal blog di stefano montanari.

Il 2 aprile u.s. , sul sito http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l’ aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4%. Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi:

sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.
Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). Lo studio di Forlì, ricordiamo, aveva valutato l’esposizione a metalli pesanti (altro inquinante tipico degli inceneritori) e non può non destare particolare attenzione il fatto che studi indipendenti, condotti con metodi diversi, abbiano comunque portato a risultati fra loro così paragonabili. La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.

D’ altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell’ Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l’ 8 marzo 2008, è dell’ 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l’ immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell’ ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a “ monitorare” i danni che si continuano a recare.

Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i “rifiuti” (o meglio i “materiali post-consumo”) sono risorse, ma, se anche fossero una “malattia”, come viene costantemente propagandato, la “cura” che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.

Sul sito http://ec.europa.eu/research/headlines/news/article_05_10_21_en.html dell’UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l’ altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all’ ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell’ inceneritore di Brescia, secondo tale software che –si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro!
Che altro resta da dire? Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta “porta a porta” al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali, che altro non sono che mini discariche all’ aperto, e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l’ incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che si inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica…preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio.

Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano – tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il “secco non riciclabile” che prima andava alla discarica o all’ incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese, per la precisione presso ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV). Qui, senza sovvenzioni pubbliche, si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l’ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali e, fortunatamente, in diverse parti del nostro paese amministratori accorti hanno già imboccato questa strada virtuosa.

Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.
Ma ancora una volta, proprio all’ interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare.

Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l’ Italia riconosce ai “fuochisti” di turno?
Patrizia Gentilini


Portavoce per l’ Emilia Romagna del Coordinamento Nazionale dei Medici per l’ Ambiente e la Salute

13 Aprile 2008



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