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"Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente.
L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero ...anche qui in questo mondo"

Giordano Bruno


“Dove finiscono le nostre capacità
inizia la nostra fede.
Una forte fede vede l’invisibile,
crede l’incredibile
e riceve l’impossibile.”

Detto Buddista


"Happiness’ only real when shared".
"Christopher McCandless"


Non vediamo le cose come sono,
ma vediamo le cose come siamo.

Vadim Zeland


Noi non diveniamo, noi siamo.
Non sforzatevi di divenire.
Siate.

Bruce Lee






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mercoledì 8 luglio 2015 - ore 14:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non fare mai nulla per il senso del dovere, di responsabilità o perché qualcuno si aspetta che tu lo faccia. Io insegno una sola responsabilità: quella verso se stessi.
Tutte le altre seguiranno da sole, senza che tu debba fare alcuno sforzo.
E quando le cose accadono senza sforzo, possiedono un’incredibile bellezza.

Osho – Il gioco della vita


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venerdì 3 luglio 2015 - ore 13:45


"IL BLUFF DEL PENSIERO DI POSITIVO"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La tecnica del pensare in positivo non è una tecnica che ti trasforma: si limita a reprimere gli aspetti negativi della tua personalità. E’ una tecnica basata sulla scelta. Non può giovare alla consapevolezza: va contro la consapevolezza. La consapevolezza è sempre senza scelta. Pensare in positivo, significa semplicemente forzare il negativo ad andare nell’inconscio, e condizionare con pensieri positivi la mente cosciente. Ma il guaio è che l’inconscio è molto più forte, è nove volte più forte della mente cosciente. Per cui, quando una cosa diventa inconscia, essa diviene nove volte più forte di quanto non lo fosse prima. Magari non si manifesta più nella vecchia maniera, ma trova nuovi modi di espressione.
Quindi, la tecnica del pensare in positivo è poco efficace, priva di una profonda comprensione, e continua a fornirvi idee sbagliate su voi stessi. Il pensare in positivo è nato da una setta cristiana americana, che prese il nome di “Christian Science”. Per evitare la parola “Christian” e avere in tal modo più presa sulla gente, un po’ alla volta fu abbandonata la vecchia etichetta, e si limitò a parlare della filosofia del “pensiero positivo”. Christian Science – questa è la fonte originale – avanzò l’idea che tutto quello che vi succede nella vita, non è altro che una proiezione del pensiero. Se volete essere ricchi, “pensate alla ricchezza e arricchitevi”. E’ attraverso il pensare in modo positivo che ci si arricchisce, che si diventa più ricchi… che i dollari cominciano a venire verso di voi.
Mi viene in mente un aneddoto. Un giovane incontra per strada un ‘anziana signora. La signora chiede: “Cos’é successo a tuo padre? Non viene più alle nostre riunioni settimanali di Christian Science, ed è il membro più anziano, quasi il fondatore della nostra società”. Il giovane risponde: “E’ malato, e si sente molto debole”.
La donna ride, e ribatte: “E’ solo il suo pensiero e nient’ altro. Lui pensa di essere malato, ma non lo è. E pensa di essere debole, ma non lo è. La vita è fatta di pensieri: diventi ciò che pensi! Digli di ricordarsi l’idea che ci ha predicato per anni. Digli di fare pensieri sani, di pensarsi forte e vigoroso!” Il giovane conclude: “Gli riferirò il suo messaggio”.
Otto, dieci giorni dopo, il giovane incontra di nuovo la donna, che gli chiede: “Cos’è successo? Non gli hai riferito il mio messaggio? Perché continua a non venire alle riunioni settimanali?” E il giovane risponde: “Gli ho riferito il suo messaggio, signora; ma ora lui pensa di essere morto. E non lo pensa solo lui… tutti i vicini, la mia famiglia, perfino io stesso, pensiamo che sia morto. E non vive più con noi: è andato a stare al cimitero!”
Christian Science ha un approccio superficiale… può aiutare in certi casi: in particolare, si possono modificare quelle situazioni che sono realmente create dalla vostra mente. Ma non tutta la vostra vita è creazione della mente.
Il pensiero positivo deriva da Christian Science.
Parlano un linguaggio più filosofico, ma la base è la stessa: se pensi in negativo, ti accadranno cose negative; se pensi in positivo, ti accadranno cose positive. E in America questo genere letterario ha molta fortuna. In nessun altro posto al mondo il pensare in positivo ha avuto alcuna presa… perché è una cosa puerile. “Pensa di essere ricco e diventalo”… tutti sanno che è una pura e semplice assurdità. Ed è nocivo, è pericoloso per te.
Le idee negative della tua mente devono essere rilasciate, non devono essere represse da idee positive. Occorre che tu crei una coscienza, che non è positiva, né negativa. Quella sarà una pura coscienza. In quella pura coscienza, vivrai la più naturale e gioiosa delle esistenze.
Se tu reprimi una qualsivoglia idea negativa perché ti fa star male per esempio, se sei arrabbiato, e reprimi la tua rabbia sforzandoti di cambiare quell’energia in qualcosa di positivo, come cercare di sentirti in amore verso la persona verso cui provavi rabbia, oppure di sentire compassione per lei, sai benissimo che stai ingannando te stesso. A un livello molto profondo la rabbia rimane tale: stai semplicemente dando una mano di bianco, per coprirla. In superficie puoi sorridere, ma il tuo sorriso si limiterà alle tue labbra. Sarà una ginnastica delle labbra: non sarai connesso con te, col tuo cuore, col tuo essere. Tra il tuo sorriso e il tuo cuore, stai mettendo una barriera: l’emozione negativa che hai represso.
E non si tratta di una sola emozione: nella tua vita ci sono migliaia di emozioni negative… non ti piace una persona; non ti piacciono tante cose; tu stesso non ti piaci; non ti piace la situazione in cui sei. Tutta questa immondizia, continua ad accumularsi nell’inconscio, e in superficie prende forma un ipocrita, che dice: “Amo tutti quanti. L’amore è la chiave della beatitudine”. Ma non traspare alcuna beatitudine nella vita di una persona così! Dentro di lei esiste un vero inferno. Può ingannare gli altri, e se continui a ingannarli per un tempo sufficientemente lungo, finisce per ingannare anche se stessa. Ma questo non è un cambiamento. E’ solo sprecare la propria vita… che ha un immenso valore, perché una volta buttata via, non si può riaverla indietro.
Il pensare in positivo, se lo si vuole chiamare col suo vero nome, non è altro che la filosofia dell’ipocrisia. Quando vi viene voglia di piangere, essa vi insegna a cantare. Ci puoi riuscire se ci provi, ma quelle lacrime represse verranno fuori in un altro momento, in un’altra situazione. Esiste un limite alla repressione. E la canzone che stavi cantando è del tutto insignificante: non la sentivi, non nasceva dal tuo cuore. Essa nasceva solo dal fatto che questa filosofia dice di scegliere sempre ciò che è positivo.
Io sono assolutamente contrario al pensiero positivo. Sarai sorpreso di sapere che se non scegli, se rimani in una consapevolezza libera da scelte, la tua vita comincerà a esprimere qualcosa che non è né positivo né negativo, qualcosa di superiore a entrambi. Per cui, non sarai un perdente. Non sarà positivo, non sarà negativo, sarà esistenziale. Quindi, se ci sono lacrime, esse avranno una loro bellezza; avranno una loro canzone. Non occorre che tu sovrapponga ad esse un’altra canzone: esse provengono dalla gioia, dall’appagamento, non dalla tristezza o dal fallimento. E se la canzone esplode, non sarà contro le lacrime o la disperazione: è semplicemente l’espressione della tua gioia… non è contro nulla né a favore di qualcosa. E’ semplicemente il fiorire del tuo essere; ecco perché la chiamo esistenziale.
Il pensare in positivo, ha condotto l’America su una strada sbagliatissima: ha reso la gente ipocrita. Oggigiorno, è la filosofia che, in America, ha maggior presa. Di fatto non è nemmeno una filosofia: è solo spazzatura. Essa non comprende la psicologia dell’uomo, non è radicata nelle scoperte della psicologia, né in quelle più profonde della meditazione. Si limita a dare speranza alla gente, a persone che stanno perdendo ogni speranza.

Osho

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lunedì 29 giugno 2015 - ore 16:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando pensate a qualcosa di brutto o di bello, emettete energia mentale nello spazio delle varianti. L’energia modulata di dispone su un determinato settore e questo comporta i relativi cambiamenti nella nostra vita.

Di fatto siete voi con i vostri pensieri a dirigere la vostra realizzazione in zone problematiche dello spazio delle varianti. Se credete di superare gli ostacoli con le azioni, il risultato che otterrete è, di fatto, quello che voi stessi avete scelto. Se scegliete di lottare contro gli ostacoli, ne troverete in abbondanza. Se siete assorbiti da pensieri sui problemi da affrontare, state certi che ne avrete sempre tanti nella vostra vita. Questo succede perché dirigete le vostre azioni in modo tale da cambiare la situazione sulla linea corrente della vita ma non potete cambiare lo scenario nello spazio delle varianti. Siete solo in grado di sceglierne un altro. Mentre tentate di cambiare i momenti sgradevoli del vostro scenario voi pensate per l’appunto a quello che non vi piace. In questo modo la vostra scelta si realizza perfettamente e voi ottenete quello che non volete.

-Vadim Zeland-

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domenica 31 maggio 2015 - ore 00:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


“Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissuaderlo; cerco questa persona DEL FUTURO che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo il mezzo in vista di uno scopo.”

(Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein)

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sabato 23 maggio 2015 - ore 15:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Volete un segno evidente del fatto che siete addormentati?
Eccolo: state soffrendo.
La sofferenza indica che da qualche parte c’è del falso.
Altrimenti, non c’è sofferenza.

Anthony De Mello – Messaggio per un’aquila che si crede un pollo

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mercoledì 20 maggio 2015 - ore 11:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non permettetevi mai di disprezzare le altre persone per alcun motivo.
E’ il tipo di condanna più pericoloso giacché,
a seguito dell’azione delle forze equlibratrici,
potreste ritrovarvi al posto di coloro che disprezzate.

Vadim Zeland

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domenica 17 maggio 2015 - ore 11:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pensa a cosa vuoi, e poi non desiderarlo più: lo hai già.
Adesso distaccatene, sarà lui a muoversi verso te.
Con quanta più indifferenza vi mettete in attesa del vostro ordine, tanto più velocemente esso verrà realizzato.

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sabato 9 maggio 2015 - ore 14:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avrete certamente sentito parlare del Kali Yuga, e saprete che il Kali Yuga è adesso, ed è una cosa bruttissima, individuata dagli indiani qualche millennio fa: è un periodo in cui tutto va storto e non c’è alternativa.
Prima c’era l’Età del Bronzo, che era così così ma comunque sempre meglio di adesso; prima ancora c’era l’Età dell’Argento, dove si stava veramente bene; e prima ancora c’era l’Età dell’Oro, che era una cosa straordinaria. Solo che gli indiani aveva avvertito, nel tremila o quattromila avanti Cristo: “Comincia il Kali Yuga, e va bé, che ci vuoi fare. Tuttavia, le crescita spirituali, mentali e culturali che nell’Età dell’Argento richiedono un anno di tempo per attuarsi, nell’Età del Bronzo richiedono un mese, e nel Kali Yuga richiedono un giorno soltanto”.
Perché si cresce più in fretta nel Kali Yuga? Perché non ti importa più niente di quello che hanno da dirti gli altri. Sono in decadenza, gli altri; e tu, se cresci, non lo sei.
Ti senti un po’ solo, certo; ma vai più veloce. Per esempio: se avessi avuto la sfortuna di nascere a New York negli anni “30 e di vivere lì negli anni “50, “60, “70, quando New York era una vivacissima capitale mondiale della cultura – una specie di ora di ricreazione del Kaly Yuga – avresti fatto molta più fatica a crescere per conto tuo. Sì, avresti partecipato ad ambienti intellettuali meravigliosi, avresti letto tantissimo e con grande piacere, avresti visto dei film splendidi, avresti visto formarsi e crescere una cultura che ha irradiato tutto quanto il mondo. Ma avresti perso tante occasioni di scoprire te stesso: avresti magari avuto bisogno, come Castaneda, di andare in Messico da Don Juan, e di rovinarti il fegato con il peyote.
Invece – pensa che bello! – hai avuto la fortuna di nascere in Italia, adesso, cioè in uno dei posti più sventurati dell’Occidente e in uno dei suoi momenti peggiori.

Igor Sibaldi – Eros e agape

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mercoledì 29 aprile 2015 - ore 15:13



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cominciamo con il perdere le speranze. Perderle veramente e completamente. La speranza che le cose cambino, che diventeremo qualcuno, che saremo finalmente riconosciuti, che finalmente saremo amati.
Fino a che non perdiamo le speranze, ci afferreremo sempre a qualcosa nel futuro, a qualcosa che non c’è.
Perdere la speranza è il necessario inizio. Quando la perdiamo allora possiamo vedere quanto ci sentiamo nella merda. Da questo iniziamo a dirci la verità. A guardarci negli occhi. A vedere veramente dove siamo.
Allora possiamo renderci conto della nostra disperazione, del nostro dolore, della nostra paura, e possiamo fare finalmente i conti con quanto ci odiamo e quanto giudichiamo noi stessi.
La speranza è un gancio che ci fa galleggiare su tutto questo. Che stende una nebbia protettiva sulla realtà-
Solo quando perdiamo la speranza possiamo entrare nel Presente.

Marina Borruso – Essere nel presente

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sabato 25 aprile 2015 - ore 10:33



(categoria: " Amore & Eros ")


La libertà provoca una paura sottile: tutti vorrebbero essere degli schiavi. Tutti, naturalmente, parlano di libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero; infatti, quando sei davvero libero sei solo. Puoi essere libero unicamente se hai il coraggio di essere solo. Ma nessuno ha il coraggio sufficiente per essere solo. Hai bisogno di qualcuno. Perché? Tu hai paura della solitudine, ti annoi di te stesso. In realtà, quando sei solo, nulla sembra avere un significato. Se c’è qualcun altro, hai qualcosa da fare e crei significati artificiali intorno a te. Poiché non sei in grado di vivere per te stesso, cominci a vivere per qualcun altro. Ma anche a lui accade la stessa cosa: poiché non sa vivere da solo, cerca qualcuno. Due persone, spaventate dalla propria solitudine, si mettono insieme e cominciano una recita: la recita dell’amore. Ma in profondità stanno cercando l’attaccamento, il vincolo, la schiavitù.
(Osho, Con te e senza di te)

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