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STO ASCOLTANDO

IL RUMORE DEI MIEI PENSIERI CHE A VOLTE E’ DAVVERO ASSORDANTE...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

INFRADITO, JEANS, POLO

ORA VORREI TANTO...

CHE I MIEI SOGNI SI TRASFORMASSERO IN REALTA’ PER DARMI ANCORA IL CORAGGIO DI GRIDARE:"CHE FANTASTICA STORIA E’ LA VITA!"

RIUSCIRE AD ESSERE FELICE ANCHE SENZA DI TE.

BELLUNO’07

BELLUNO’07

SCOUT ’07

CAMPO ’08

CAMPO ’08

CAMPO ’08


STO STUDIANDO...

QUALCOSA CHE NON CAPISCO...

OGGI IL MIO UMORE E'...

APERTO ALLE IMPREVEDIBILI SORPRESE CHE LA VITA QUOTIDIANAMENTE MI RISEVA ...


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
2) Litigare con le persone... soprattutto con chi consideri tuo amico!!
3) vedere tradita la mia fiducia
4) essere dimenticato da tutti
5) la cosa che odio di più...pensare di aver già perso in partenza... non provare a reagire e arrendersi....

MERAVIGLIE


1) sapere che le tue giornate sono cambiate nel giro di poco e che il sole finalmente è tornato e splendere dentro di te perchè nel tuo cuore hai scoperto di amare come mai prima d'ora
2) Passeggiare in un bella giornata di sole ascoltando la tua canzone preferita
3) guardare il cielo stellato con a fianco qualcuno di speciale...
4) Capire che ti basta un sorriso per essere felice
5) ...Essere se stessi,nella situazione più difficile come in quella più banale... e notare che in ogni circostanza le persone che valgono davvero,che ci stimano e apprezzano per ciò che realmente siamo sono sempre li... accanto a noi..pronti ad accoglierci con un sorriso.


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venerdì 29 agosto 2008 - ore 23:52


Vita-Morte : andata e ritorno a 340 Km/h
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[ Intervista ad Alessandro Zanardi ]
Mattino del 13 aprile 1998, isole Hawaii. Patrick de Gayardon, discendente ed erede dell’Icaro mitologico, non intuiva di spiccare il volo per l’ultimo viaggio. A differenza di mille altri, quello fu senza ritorno. Il giorno successivo, La Gazzetta dello Sport dedicava la quarta di copertina salutandolo con una frase: "Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere. Altri, quello di sognare". Sul Nanga Parbat, ad oltre 7.000 metri di quota, un lastrone di ghiaccio ingoia l’erede di R. Messner, l’altoatesino Karl Unterkircher. Nell’ultimo comunicato stampa postato sul suo sito scrisse: "sono le scariche di ghiaccio che mi procurano paura". Ma a rinunciarci nemmeno l’idea perché "una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama!" Qualche ora dopo lassù, dove l’aria rarefatta impedisce persino agli elicotteri d’alzarsi in volo, una scarica di ghiaccio l’ha annodato su se stessa.
Anche questo è sport. E’ l’altra faccia dello sport: il rovescio, il rischio, la follia, l’imprevedibile, l’angoscia, la testardaggine. Perché lo sport, prima di tutto, è sfida: con se stessi, con l’altro, con la Natura.



E’ ricerca appassionata e ostinata di un limite da spostare, da correggere, da abbassare. Di una meta inedita da raggiungere, da tracciare, da segnare. Di una legge da sfidare, da correggere, da ri-scrivere. Ma l’estremo è anche ragionevolezza, studio, calcolo, programmazione. Silenziosa meditazione dell’immaginazione. Limite che, una volta braccato, diventa la partenza per un’altra sfida. Un altro viaggio. Un’altra competizione da cercare. Morte e vita spesso s’incrociano laddove l’uomo si mette nudo di fronte allo spazio, al tempo, alla Vita. Storia di prodigiosi duelli, d’affascinanti battaglie, di portentose scintille divenute eroiche storie di avventurieri. O tristi epigrafi. Dalla polvere agli altari. O dagli altari alla polvere. Chi ha la fortuna di tornarci, decide di spendere il resto dei suoi giorni per cantare la bellezza del vivere. Come Alessandro Zanardi, pilota bolognese e padovano d’adozione, classe 1966. Una vita corsa sempre sul filo del rasoio. Soprannominato "il Parigino" per la sua guida estremamente pulita e "pineapple" (ananas) per la sua testardaggine e pignoleria, è semplicemente un uomo a cui il Cielo ha regalato una seconda vita. La battaglia tra la vita e la morte ha un nome preciso: pista Eurospeedway del Lausitzring (Germania). Nome pesante e tristemente famoso per aver rubato all’Italia l’Alboreto pilota. La sua è la storia di un campione: le prime vittorie e la lunga scalata alla Formula Uno. Gli anni nei paddok, i rombi dei GP. Il salto in America (l’ennesima "fuga dei cervelli"), l’incontro con un uomo che ha creduto in lui. Il celebre sorpasso di Laguna Seca. L’amore: la moglie Daniela, il figlio Nicolò, gli amici. Un uomo che sognando ha grattato coi denti la vita. E se l’è gustata fino in fondo. Il 15 settembre 2001, quattro giorni esatti dopo il crollo delle Twin Towers, a tredici giri dalla vittoria la macchina gli si gira, attraversa un pezzo di prato e, in testa coda, rientra in pista dove il gruppo sfreccia a 340 km/h. Un brandello di carne, un mucchio di lamiere accartocciate, il sangue sulla pista. Cala profondo il buio, anche per uno come lui al quale, dice nella sua autobiografia, "da piccolo il buio piaceva, mentre agli altri faceva paura".



"Fosse tutto bello, sai che noia?". Parole tue, raccolte all’ospedale di Berlino, appena qualche giorno dopo l’amputazione di entrambe le gambe. Confermi?
«Questa è parola attestata di Alessandro Zanardi. Davvero, sai: andasse tutto bene nella vita, sai che noia mortale! Credo appassionatamente che la vita perfetta non è quella nella quale va sempre e solo tutto bene. Per vivere l’uomo ha bisogno di obbiettivi, di sfide, di lotte. Vivere è impegnarsi a dribblare le avversità per sentirsi soddisfatti a serata conclusa. La vita è bellezza e bruttezza, armonia e disarmonia: ma il brutto ti accende la nostalgia del bello. Fosse tutto bello, come faresti a parlare del brutto?».

Il titolo della tua autobiografia recita: "...Però, Zanardi da Castelmaggiore" (Baldini Castoldi Dalai editore, 2003). Una frase che ti ripeti ancor oggi quando sul podio t’attende lo champagne del vincitore. Come dire: vedi che se ci credi arrivi? Immagino sia partito tutto da Castelmaggiore. Cioè da un paese sconosciuto, piccolo, estraneo alle luci della ribalta. Dove abitava un bambino sognatore.
«Come s’accendono i sogni di tutti i bambini. E’ bastato un go-kart e s’è accesa una luce. Da baco sono diventato bruco. E da bruco mi sono trasformato in farfalla. Strada facendo la passione è diventata lavoro, il lavoro impegno, l’impegno poesia. Sulla strada ho costruito la mia fortuna. La stessa strada che mi ha portato via Cristina, la mia sorella. Li ho capito che la disgrazia abita fuori dalla porta di casa, non occorre cercarla. Avverto tristezza quando m’accorgo che oggi ci siamo abituati ai "bollettini di guerra". Tanto - pensiamo tra di noi - non busseranno mai a casa nostra. Poi un giorno ti alzi... Adesso a guardarmi non capisco se lo sport ha fatto di me una grande persona. Posso però dirti che lo sport mi ha reso la migliore persona che potessi diventare. Mi ha offerto grandi occasioni per accelerare la mia capacità di leggere lo strano percorso della vita di ognuno di noi».

Karl Unterkircher, lo scalatore altoatesino divorato dal ghiaccio del Nepal qualche settimana fa, scrisse alla partenza della sua missione: "Siamo nati e un giorno moriremo. In mezzo c’è la vita. Io la chiamo il mistero, del quale nessuno di noi ha la chiave. Siamo nelle mani di Dio e se ci chiama dobbiamo andare. Sono cosciente che l’opinione pubblica non è del mio parere, poiché se veramente non dovessimo più ritornare, sarebbero in tanti a dire: "Cosa sono andati a cercare là? Ma chi glielo ha fatto fare?". Nel preventivo di uno sportivo c’è la voce "non ritorno"? «Prima che mi capitasse l’incidente dicevo guardando immagini simili: "Se mi capitasse io mi toglierei la vita". Ma credimi che ad incidente avvenuto mi si sono fatte avanti energie nascoste che nemmeno immaginavo. Vedi. Lo sport mi ha insegnato un metodo: concentrarmi sempre su un obbiettivo da inseguire fino a farlo diventare un sogno. Un sogno che guardi in continuazione, che accarezzi, che sfiori. Che ti aiuti a tenere alta l’attenzione. Poi si va: traguardo dopo traguardo». A studiare le statistiche presenti nei canoni della Nasa, tu dovresti essere morto. Il tuo caso ha spostato il limite tanto da dover riscrivere le tabelle scientifiche e reintrodurre una nuova casistica. Sai che tanti vedono in te un eroe? «I veri eroi sono i pendolari che ogni mattina alle quattro prendono il treno per andare a lavorare. Io ho semplicemente tracciato una strada, ho mostrato cosa combina la grinta quando s’allea con la volontà e chiama in aiuto la passione. Sono un uomo fortunato perché la malattia mi ha offerto un’opportunità nuova di ricominciare a vivere e di tornare alle cose di sempre. Ho sconfitto chi riesce solo a dire: "E’ inutile provarci". Ecco, credo che questa sia stata la vittoria più bella: sfatare tanti luoghi comuni sulla carta impossibili da abbracciare». Lo sport e il limite: una battaglia continua. Davvero l’importante è partecipare?
«Sport è dare tutto, giocarsi tutti gli assi e accettare il risultato. Non significa che l’importante sia partecipare: sapessi come mi arrabbio quando perdo! Ma il campione sa anche congratularsi, magari digrignando i denti, con il vincitore. Convinto che un giorno s’invertiranno i ruoli. Sei vincente se hai dato tutto quello che potevi dare. E’ ovvio che ad alcuni la natura ha dato un punto di partenza privilegiato. Ma pensa che bello se tu, che magari sei partito più indietro, riesci a mettere la testa fianco a fianco con chi ti è partito davanti. Chi ti ferma? Nella vita i veri fuoriclasse sono quelli partiti da molto lontano, che hanno sposato un metodo semplicissimo e funzionale: se uno ce l’ha fatta, perché non dovresti farcela anche tu?»
Adesso non c’è nessuno. Dimmi: "Chi è Alessandro Zanardi?"
«Un uomo non-perfetto, innamorato della la vita e stimatore della salute. Tutto il resto viene dopo. Ed è divertente conquistarlo piano piano sapendo che la cosa più bella rimane il tentativo d’averci provato. Se conquisti la vetta sarà gioia piena: in caso contrario ti sarai divertito da morire nel provarci.
Non smetterò mai di sognare».



Il 15 agosto 2001 Zanardi entrò all’ospedale di Berlino senza sangue, esausto, vinto. Quando lo vide steso sul lettino, il dottor Costa (lo storico medico del Motomondiale) disse: "Questo uomo tornerà a fare tutto quella che faceva prima, camminare, guidare, sciare e soprattutto portare in spalla suo figlio". Lo presero per pazzo.
Solo un uomo, a operazione avvenuta, gli diede ragione: Alessandro Zanardi da Castelmaggiore. L’uomo che fa venir voglia di alzarsi e camminare. O, addirittura, correre. Per abbracciare la vita, questa volta!


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Alessandro Zanardi nasce a Castelmaggiore (Bologna) il 23 ottobre 1966. A 13 anni inizia a sfrecciare con i kart e a 23 anni esordisce nel Campionato di Formula 3. Ottimo pilota, nel 1991 passa in Formula 3000 dove vince 2 gare e arriva secondo nel campionato. Il 1991 è anche l’anno dell’esordio in Formula 1 chiamato da Eddi Jordan a sostituire per 2 gare Michael Schumacher. Rimane nel mondo della Formula 1 dal 1991 al 1994 e ci ritorna per un anno nel 1999. In tutto colleziona 41 Gran Premi a bordo della Jordan, della Minardi, della Lotus e della Williams. Nel 1996 trova la sua fortuna in America esordendo nel campionato statunitense Cart. Celebre rimase il sorpasso a Laguna Seca ai danni di Bryan Herta all’ultimo giro. Il 15 settembre 2001 fu vittima di un tremendo incidente. Il cappellano gli amministrò l’estrema unzione, lo caricarono sull’elicottero e lo condussero all’ospedale di Berlino. Amputate entrambe le gambe e dato ormai per spacciato, incredibilmente si riprese. Nel 2003 torna sulla pista del Lausitzring e termina gli ultimi tredici giri che gli mancavano il giorno dell’incidente. Il tutto sotto l’urlo da stadio di un ovale vestito a festa per lui. La BMW gli affida un contratto per gareggiare. Nel 2005 diventa Campione italiano di Superturismo ed è tuttora pilota BMW.



Stimato e temuto come prima. Più di prima.

da: www.sullastradadiemmaus.net

Con affetto
Aly

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mercoledì 20 agosto 2008 - ore 17:09


después de unos pocos dias
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Hola a todos,
como pueden ver mi regreso de España, pero me sirvió hijo de días para arreglar mis cosas, sobre todo a nivel personal. Una experiencia de este tipo no puede dejar de dejar una marca. Quiero dar las gracias a mis compañeros de viaje, grandes y pequeños. Un bonito que voy a luchar para olvidar. A mi manera, mis compañeros de viaje saber por qué, trato de escribir en español. Gracias amigos.
Yo sólo puedo inserirò algunas fotos.

Con afecto
Aly

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giovedì 7 agosto 2008 - ore 09:15


... E FINALMENTE SI RI-PARTE ...
(categoria: " Viaggi ")


"Perchè ai sogni non bisogna mai spezzare le ali"

7-14 agosto 2008



Un saluto affettuoso a tutti quelli che in questa settimana passeranno di qua.

Aly

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mercoledì 30 luglio 2008 - ore 23:54


... STA SERA: I PRIMI PASSI PER LA REALIZZAZIONE DI UN GRANDE SOGNO ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo post, lo vorrei dedicare a due persone che per me sono speciali ... persone che hanno tirato fuori il loro coraggio per difendere l’amicizia che ci lega... persone che si sono prese un impegno per me ... molto profondo mi è sembrato il vostro gesto nei miei confronti ...



"Perchè un amico è qualcuno che sa la canzone nel tuo cuore, e te la può cantare quando ti sei dimenticato le parole."


Con affetto
Aly

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sabato 26 luglio 2008 - ore 15:38


... LA FELICITA’ DIVISA E’ RADDOPPIATA ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.. Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l’altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicino al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.’Forse, voleva farle coraggio..’ disse.
Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a
dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. L’oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama presente. L’origine di questa lettera è sconosciuta, ma porta fortuna. Non tenere questa lettera, spediscila agli amici ai quali vuoi augurare buona fortuna...


Con affetto
Aly

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giovedì 24 luglio 2008 - ore 22:16


ARTE DI ASCOLTARE E MONDO POSSIBILI
(categoria: " Riflessioni ")


In un momento in cui sento il bisogno di qualcuno che mi ascolta, ecco che dopo 10 mesi mi è venuto a trovare un mio amico di Assisi che mi ha regalato un libro bellissimo che si chiama "Arte di ascoltare e mondo possibili". Di M.Sclavi. Non so se la posso definire fatalità, se posso pensare a semplici coincidenze...! Forse Lui ha scommesso su di me, e sapeva già come sarebbe andata a finire!" ...
Grazie Fede

Le sette regole dell’arte di ascoltare

1)Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.

3)Se vuoi comprendere quello che un altro ti sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva

4)Le emozioni sono degli elementi conoscitivi fondamentali, se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5)Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perchè incongruenti con le proprie certezze.

6) Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasione per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7) Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sè.

M.Sclavi, "Arte di ascoltare e mondo possibili", mondadori
E tu che ne pensi?

Con affetto
Aly



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venerdì 18 luglio 2008 - ore 11:16


... QUANDO INIZIA IL GIORNO ... ?
(categoria: " Riflessioni ")


Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno.

"Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?". "No", disse il rabbino. "Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?". "No", ripeté il rabbino. "Ma quand’è, allora?", domandarono gli allievi.

Il rabbino rispose: "E’ quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore".

Cortesemente preso in prestito dal blog di dpa

Con affetto
Aly

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martedì 15 luglio 2008 - ore 22:25


HO BISOGNO DI SENTIRMI DIRE TI VOGLIO BENE, QUESTA E’ L’UNICA ESIGENZA CHE HO
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Questa è l’unica esigenza che ho
Davanti a due milioni di persone o da solo
Dentro un vicolo
Ho bisogno di guardarti negli occhi
E di vedere la verità
Se non puoi non te ne preoccupare
[ma ti prego vattene di qua
Perché…
Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Oggi più che mai
Davanti ad un mondo pieno di promesse
[perdute rispettate mai
Ho bisogno di dare il mio amore
Di dare proprio tutto quel che ho
Di staccare l’allarme del cuore e finalmente
[riposarmi un po’
Da quella gente che ti gira intorno
E sorridendo dice sempre sì
Ma non appena ti volti di spalle
Devi iniziare a difenderti
Quelli che vendono le illusioni
O regalano solo bugie
In cambio di qualche notte d’more
O solo stupide vigliaccherie…ma io
Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Questa è l’unica esigenza che ho
Davanti a due milioni di persone o da solo
Dentro un vicolo
Ho bisogno di guardarti negli occhi
E di vedere la verità
Di sentirmi vivo e più felice senza paura
[di quello che verrà
Lasciami prendimi
E’ tua la decisione ormai
Ma fa che sia la verità
Stavolta quella vera
Prendimi stringimi
Ancora più che puoi se vuoi
Ma ti prego non farmi soffrire
Non potrei ancora…
Perché ho bisogno di guardarti negli occhi
E di sentire la verità
Se non puoi non te ne preoccupare
[ma ti prego vattene di qua
Perché ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene
Questa è l’unica esigenza che ho…


Jacopo Troiani
Sanremo 2008

Con Affetto
Aly

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domenica 13 luglio 2008 - ore 01:20


... OGGI: UN INCONTRO ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... Oggi: un incontro...

Ho pensato di mettere queste parole come titolo riassuntivo di questa giornata, terribile e fantastica allo stesso tempo. Sembra impossibile crederci, dopo quasi un anno di assoluto silenzio, e di finta presenza... ti sei fatto vivo...! Ritornare a Parlare con te era diventato ormai un sogno, un sogno che grazie all’aiuto di moltissime persone si è realizzato...sta sera... parlare con te in un campo verde sotto le stelle, mi ha fatto passare per la mente mille flasch che hanno ricostruito la storia della mia vita... dopo tre ore e mezza di chiacchierata posso solo dirti Grazie... ma un Grazie di cuore davvero...! Grazie vecchio amico, grande amico!

Con affetto
Aly

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mercoledì 9 luglio 2008 - ore 14:30


9 LUGLIO 2006 - 9 LUGLIO 2008 per non dimenticare ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")







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