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Allanoon
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ETA': 31
CITTA': Padova
COSA COMBINO: architetto abilitato!!!!
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storie fantastiche di un mago terrestre
Genesi
Le mie prigioni
..e venne chiamata due cuori..
La regina degli Straken
Il Tiranno
L’enigma del solitario
HO VISTO
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti.. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli, si dica che ho vissuto al tempo di Achille.
e...
STO ASCOLTANDO
Beethoven...Op27,n°2 my way the end Margherita Hotel California Op.n2 Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
oggi mi vesto di te... e ti spoglio!
ORA VORREI TANTO...
..un pensiero profondo..molto più profondo...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
...come un supereroe non conclude nulla, mai nulla!!!..
OGGI IL MIO UMORE E'...
..da Capitano Dan.. e strano..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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Come fare a esternare la miglior parte di noi, cercando di comunicare i nostri sentimenti, le nostre paure, i nostri desideri se in realtà dentro di noi coviamo un profondo scetticismo verso il prossimo o una disillusione tale da credere che tutto sia perduto? Così, acquisisce un senso la frase:"..AIUTO!!...no, tu no.."
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giovedì 18 settembre 2008
ore 13:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mercoledì 17
Non mi sento bene. Una spiacevole sensazione s’è insinuata tra i meandri della mia mente. Una sensazione che è diventata dapprima un pensiero, che di quando in quando rimbalzava tra un neurone e l’altro, facendo capolino nella mia lucidità saltuariamente. Ora ne sono quasi ossessionato. La sensazione di rivivere una storia già vissuta. La sensazione dettata da emozioni già vissute. La sensazione di aver perso già, nel finale. Sergio Leone non avrebbe potuto far meglio. Un primo piano infinito, carico di cruccio e tensione. Un suono fastidiosamente malinconico riecheggia nelle desolate lande del mio sogno oramai vuoto. Solo la polvere accompagna il mio viaggio, solo la polvere sarà testimone dell’epilogo. Un tragico epilogo. La consapevolezza di poter essere i fautori del proprio destino si scontra con un unica realtà, concreta e indissolubile . La fine. Per quanto si sogni, per quanto si provi e per quanto si riesca, pure, a cambiare le carte in tavola, a tutti gli uomini è destinata un’unica fine. Sensazione che ripercorre i canali lasciati perire da chi non ha saputo percorrerli. Da chi non ha voluto che venissero riempiti. "No, tu no!" Frase che mai e poi mai mi sarei sognato di attribuire ad una persona. Mai avrei osato, mai avrei pensato, mai avrei voluto vivere. Il mai è divenuto ora, e l’ora diviene inesorabilmente lenta e quindi eterna. Eterna come un mai che covo dentro da tempo immemore.
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I COMMENTI (3)
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giovedì 18 settembre 2008
ore 09:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mercoledì 17..
Che dire?Che ieri è stata una giornata piena di spunti.Piena di spunti positivi. Ma nn sarebbe stato un mercoledì 17 senza che le positività fossero condite da qualche neo. Tuttavia, per contrasto, questi nei hanno aumentano le sensazioni di positività della giornata stessa. Altro? si si...ancora non ho digerito.... ..sia la cena...che il neo..
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I COMMENTI (1)
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mercoledì 17 settembre 2008
ore 15:58 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SI SAPEVA....
SAREBBE STATO TUTTO PIU’ DIFFICILE. SI SAPEVA ANCHE CHE LA SOLUZIONE SAREBBE STATA IL GUARDARE OLTRE. NON ALTROVE, OLTRE. PER ORA. PER ORA, SI SAPEVA. BENE
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martedì 9 settembre 2008
ore 11:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ORA, ANZI PRIMA..... QUANTO SI LEGGE NEI DUE POST PRECEDENTI, SONO DEDICHE CHE AIUTANO ME, AIUTANO TE E AIUTANO NOI, SOLO SE VORRAI CONTRIBUIRE, SE IO VORRO CONTRIBUIRE, SE NOI VORREMO CONTRIBUIRE.
da leggersi preferibilmente in ordine temporale di inserimento..
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martedì 9 settembre 2008
ore 11:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Storie
Un contadino della terra di "Nessuno" era solito viaggiare molto col proprio carro. Durante questi viaggi era usanza e buoncostume da parte del contadino, dar passaggio a degli sconosciuti. Uno alla volta. Questi viaggi, diventavano così, non più pesanti trasferte di lavoro, bensì occasioni per conoscere nuove persone. Più persone conosceva, più il contadino si rendeva conto di quanto fosse bello il mondo. Capitava anche che con alcune persone, il contadino riuscisse a stabilire un legame più profondo che con altre, e anche in questi casi il contadino continuava a lodare il Signore e ad esserne grato per amare ed essere innamorato del mondo. Capita un giorno che il contadino riceve in dono uno strumento da lavoro, proprio da una delle persone di cui s’era "innamorato". Il contadino, accecato dall’amore per il mondo e fidandosi di questa persona, pur non sapendo utilizzare questo strumento, senza tanti pensieri ha iniziato il proprio lavoro con lo strumento nuovo. L’insapienza del contadino lo ha portato ad utilizzare lo strumento contro sè stesso, tanto che nell’incidente è stato menomanto degli arti inferiori. Dovete sapere che anni addietro, il contadino aveva già sperimentato la perdita temporanea delle gambe, causa un brutto incidente con il carretto causato involontariamente da alcuni sconosciuti cui aveva dato un passaggio. Dopo faticosi anni di riabilitazione e con l’aiuto di persone veramente care e a lui vicine, era tuttavia riuscito a riprendere a camminare. Questo dono, così carico di sacrificio e frutto della costanza delle persone che lo circondavano, senza domandargli passaggi con il carretto, lo aveva così caricato di morale che le sole camminate per i colli con gli amici gli davano l’impressione che potesse volare. Torniamo a noi. Ora il nostro contadino è di nuovo immobile su un lettino a casa propria. Egli è memore di come ci si debba comportare durante questa esperienza, sa a chi ci si debba affidare. Nonostante tutto, però, affianco al proprio letto conserva gelosamente lo strumento di lavoro donatogli e che è stato causa, per sua imperizia, dei propri guai. Ora sta scritto... "...Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato..." Concordo, però rimane un problema: come far capire al contadino che la vicinanza dello strumento potrebbe causargli ancora più male, senza che egli si senta giudicato?
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martedì 9 settembre 2008
ore 10:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LA MANO...
La mano è uno strumento meraviglioso. La mano ci permette di creare attività, ci permette di trasformare oggetti in arte, di rendere reali le nostre idee. Molti studiosi sono concordi nell’attribuire alle speciali capacità prensili della nostra mano i meriti dell’evoluzione umana. Il pollice opponibile è quella peculiarità della nostra mano che ha maggiormente contribuito alla nostra civilizzazione. Eppure, la mano non è indispensabile all’uomo. Mi chiedo se siamo veramente liberi di scegliere per il nostro bene, indistintamente dalle conseguenze. Ora capirete perchè. In tempi molto più che sospetti, qualcuno che SICURAMENTE rappresentava una certà AUTORITA’ (per chi crede si parla dell’Autorità con la A maiuscola, per chi non crede è un dato oggettivo che questo personaggio all’epoca dei fatti, chiunque egli sia stato, abbia rivestito un ruolo importante) una volta disse a proposito della mano: "...E se la tua mano destra ti è causa di scandalo, tagliala e gettala via da te; conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna...".
Per uscire dai testi biblici e lasciare che vengano utilizzati solo da coloro che ne hanno fatto una professione (di Fede, e li ammiro..), citerò anche un certo Niccolò Machiavelli, e per non fare un torto alla Fonte precedente, cercherò di banalizzare e strumentalizzare anche le sue parole. "...Dal momento che l’amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati..." e ancora "...Gli uomini in universale giudicano più agli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei..." e per finire "...Ma la poca prudenza degli uomini comincia una cosa che, per sapera allora di buono, non si accorge del veleno che vi è sotto..." Ora la mia riflessione giunge alla fine. Fino a che punto siamo disposti a sacrificarci per dimostrare quello che a parole vogliamo che la gente creda di noi?
Parafrasando l’ultima, precedente citazione: Se qualcuno ci fa dono di una freccia e noi la utiliziamo contro noi stessi, per quanto le intenzioni di chi ce l’ha fornita siano state lodevoli, ai nostri occhi non ci accorgiamo che alla fine, quando oramai è troppo tardi, del "veleno" insito in quell’azione.
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martedì 2 settembre 2008
ore 00:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Certo è che non mi aspettavo una situazione del genere. Certo è che le prospettive di quanto dovrà avvenire, ora cambiano la situazione. Certo è che ho bisogno di aiuto, di consigli e perchè no, di supporto.
La domanda fondamentale era, rimane e rimarrà sempre:perchè?
Ecco. Non me lo aspettavo proprio. L’unico sentimento che riesco a provare, assieme ad un nervosismo crescente.
Ne parlo qui chissà perchè. Spero forse che il tutto si sistemi, spero forse che si giunga ad una fine. Sinceramente non so che pensare anche se in queste situazioni si tende a vedere egoisticamente solo il proprio punto di vista.
Ciò non toglie che la domanda era, rimane e sarà sempre:perchè?
p.s. per essere più espliciti...che sia il caso di darsi semaforo verde?
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lunedì 1 settembre 2008
ore 13:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ET VOILA’T!
Mezz’ora abbondante...progetto completato!
.JPG)
P.S. Trattasi di pseudo prospettiva e pseudo assonometria....no schizzo insomma..! Le piante sono a posto..quasi.. Ora il retro!
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