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Angelodinome, 30 anni
spritzino di Padova
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Camicia di Forza, mascherina di Hannibal The Cannibal e
sombrero

ORA VORREI TANTO...

Si tanto









STO STUDIANDO...

No

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Quando si confonde quella perenne voglia di sorridere...di divertirsi...di essere spensierati,di sognare ad occhi aperti col fatto di non avere problemi e di essere sempre felici..
2) Fare i conti con la propria coscienza
3) Sentirti fuori luogo in mezzo agli amici
4) La gente che non sa ancora come si usano le rotonde!!!!!
5) Quando cominci a recitare anche con te stesso.
6) La malinconia...quel senso di disagio e di sconforto che a volte ti prende senza nessun motivo..
7) I ciclisti in mezzo alla strada con la pista ciclabile a fianco!!!!!

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) Innamorarsi della stessa persona come la prima volta
3) B A D O L E !





Angelodinome@hotmail.it (MSN)





---------------------------------------------------------------------------------

La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo...
Cosa ottieni alla fine?
La morte.

Che significa? Che cos’è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perché troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant’anni, fino a
che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono feste,
alcool, erba e il liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai
responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i
tuoi ultimi nove mesi... galleggiando e... finisci il tutto con un
bell’orgasmo!




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martedì 5 giugno 2007 - ore 15:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Era un po’ curioso pensare che il cielo
era lo stesso per tutti, in Eurasia,
in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo,
anche, era sempre la stessa gente...
dovunque, in tutto il mondo,
centinaia o migliaia di milioni di individui,
tutti euguali, ignari dell’esistenza di altri individui,
tenuti separati da mura di odio e di bugie,
eppure quasi gli stessi..."




- PERMALINK



lunedì 4 giugno 2007 - ore 18:02


Tempi Moderni (parte II)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Un Happy miiiiiiiiiiil"








- PERMALINK



lunedì 4 giugno 2007 - ore 15:34


Tempi moderni
(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Le camicie rosse ricucirono il paese,
le camicie nere lo portarono alla guerra,
le camicie verdi vi si son pulite il culo,
gli stilisti dello stivale sono quelli più apprezzati,
quando c’era lui i treni partivano in orario,
quando c’era lui ci deportavano in orario,
quando c’era lui non c’eravamo noi,
che se c’eravamo noi saremmo stati impallinati,
allora votami e vedrai, ti trovo un posto di lavoro,
votami e vedrai, che non ti farai male,
votami e vedrai, da domani ti vorrò bene, figliolo,
una volta qui era tutta campagna elettorale.
Vuoi fare il cantante? Ti servirà una spinta.
Vuoi fare l’assessore? Ti servirà una spinta.
Vuoi fare carriera? Ti servirà una spinta.
Sull’orlo di un burrone avrò bisogno di una spinta."


- PERMALINK



domenica 3 giugno 2007 - ore 19:03


On the Road
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Ma dove stiamo andando?"





"Non lo so, però bisogna andare"


- PERMALINK



domenica 3 giugno 2007 - ore 15:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")



"La configurazione tattica eccellente,
dal punto di vista strategico,
consiste nell’essere privi di configurazione tattica,
ossia nella condizione"senza forma".





Quando si e’ senza forma,neanche gli agenti
segreti piu’ profondi sono in grado di spiarci,
ne’ gli uomini piu’ intelligenti di tramare progetti.."


- PERMALINK



venerdì 1 giugno 2007 - ore 19:09


Modi di dire
(categoria: " Riflessioni ")


Se l’unione fa la forza,





perchè chi fa da sè fa per tre?



- PERMALINK



giovedì 31 maggio 2007 - ore 16:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")






"And I can feel one of my turns coming on.
I feel, cold as a razor blade
Tight as a tourniquet
Dry as a funeral drum"


- PERMALINK



giovedì 31 maggio 2007 - ore 14:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")





D’accordo, allora diciamo che,
escluso il fatto che sei di legno e che non cresci,
sei proprio come tutti gli altri bambini.
Ma allora come te lo spieghi che quando
dici una bugia il naso ti si allunga a dismisura?


Pinocchio: CHECCOSA?
Eppoi sarei io il malanno che passa le giornate
a bighellonare invece di leggere libri?
Non mi dire che hai creduto anche a questa fanfaluca?


Vuoi dire che non è vero?

Pinocchio:
Il mio bel naso non si è mai allungato
più di come lo vedi. Sono di legno io, mica di gomma.
Io le bugie le dico quando e quante mi pare.
Queste storie che si allunga il naso o
che arriva l’uomo buio, le hanno inventate per
spaventare i bambini che così,
anche se diventano bravi e buoni,
la notte non chiudono occhio per la paura.
Non sono queste pure bugie? Bugie che i grandi
si inventano per non far dire le bugie ai bambini.
Io dico che questo è proprio buffo.


Non ti fidi degli adulti?
Eppure loro hanno più esperienza.
Cercano solo di trasmetterla a chi non ne ha,
per evitare che i più piccoli facciano i loro stessi sbagli.


Pinocchio: Curiosa razza i grandi.
Dicono più bugie dei bambini, anche se hanno meno fantasia,
e poi pretendono sempre di dare consigli,
convinti che loro hanno trovato la strada giusta.
Ma i consigli dei grandi servono solo a disimparare,
perché se uno vuole imparare davvero qualcosa
mi sa che è molto meglio che la vive di persona.
Così trova la sua strada senza che deve
andare a scuola a sentire tante noiose lezioni di
qualche maestro, buono solo ad alzare la voce
e a menar di bacchetta.


Ma tu che ne sai? A scuola non ci sei mai andato.

Pinocchio:
Ci sono stato quel tanto che basta per capire
che è tutta una buffoneria. Come ti ho detto,
io delle spiegazioni degli altri non ne ho bisogno.
Le cose le imparo da me. Se gli altri vogliono andare a scuola, contenti loro. Io me ne guardo bene.
E poi ció la fortuna che io non ho bisogno di andarci.
Sono burattino. Per me è sempre festa.
A me i maestri non mi picchieranno mai perché io
non ho bisogno di loro. Per me non esistono.
Non ho bisogno di nessun pezzo di carta
che dice quanto sono bravo.




- PERMALINK



giovedì 31 maggio 2007 - ore 13:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"For millions of years mankind lived just like animals
Then something happened which unleashed
The power of our imagination



We learned to talk"



- PERMALINK



lunedì 28 maggio 2007 - ore 10:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")





[...] "A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni,
poi senza che accada nulla, ma nulla dico,
fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo,
nessuno gli fa niente,
ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi.
Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno,
non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione.
Perchè proprio in quell’istante? Non si sa. Fran
Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere
che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto?
Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro,
erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere,
da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto,
un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio,
i due, era già tutto combinato,
guarda io mollo tutto fra sette anni,
per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio,
okay, verso le sei, facciamo le sei meno un quarto,
d’accordo, allora buona notte, ’notte.
Sette anni dopo, 13 maggio,
sei meno un quarto: fran.
Non si capisce.
E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi,
se no ci esci matto. Quando cade un quadro.
Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più.
Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra.
Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui.
Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.
Quando, in mezzo all’Oceano,
Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse
"A New York, fra tre giorni,
io scenderò da questa nave".

Ci rimasi secco.

FRAN."


- PERMALINK




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