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aracnoide
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leggo leggo...tiziano terzani...
HO VISTO
ho visto un sogno svanire proprio ieri...
STO ASCOLTANDO
male di miele, quello ceh non c'è, niente è per sempre
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
sto in boxer tzé tzé..quanto so coatto...tzé tzé
ORA VORREI TANTO...
Stringimi madre ho molto peccato ma la vita è un suicidio, l'amore un rogo e voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
privato..sigh sigh
OGGI IL MIO UMORE E'...
na merda grazie...ricordando qualcuno...tanto è un attimo...solespento troppo il migliore...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
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MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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| ...pensieri sparsi come bolle di sapone...non tanto della mia vita..molto riservata...ma in cerca di me stesso..nella volontà di porsi le domande quelle giuste..perché è più importante la domanda che la risposta!
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sabato 2 ottobre 2004
ore 15:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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sabato 2 ottobre 2004
ore 14:58 (categoria:
"Riflessioni")
I WILL CARRY MY BUCKET OF WATER FOR THE FLOWERS OF FILASTIN
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 18:53 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (2)
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 18:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
DA UN GIRO DI GIOSTRA: TIZIANO TERZANI
Eknath Easwaran, un mistico indiano morto nel 1999, che per quarant'anni ha insegnato prima letteratura inglese poi meditazione all'Universutà di Berkeley, raccontava come sua nonna, che era stata la sua guida spirituale, gli aveva dato una semplice, ma importante lezione. Quando, ancora bambino, era rimasto colpito dalla morte di un familiare, lei lo aveva fatto sedere su una grande sedia di legno e gli aveva detto di reggersi a quella con tutte le sue forze. Lui s'era aggrappato ai braccioli, ma lei era riuscita lo stesso a strapparlo via. Nel resistere lui aveva sentito male. La nonna gli aveva poi chiesto di sedersi di nuovo, ma questa volta senza fare alcuna resistenza. Lei lo aveva allora tolto dalla sedia gentilmente, prendendolo in braccio. «Così avviene con la morte. Sta a te scegliere come vuoi andartene. Ricordatelo.»
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 18:30 (categoria:
"Pensieri")
E IL NEMICO ISRAELIANO FUORI ASPETTA...PEACE FOR FILASTIN
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 11:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 1 ottobre 2004
ore 11:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tiziano era apparso come in una visione, nei giardini dell'ospedale di Emergency a Kabul: era l'inverno del 2001. Con la sua veste di cotone bianco come la barba, i sandali e una borsa di cuoio a tracolla, noi con giacche a vento e maglioni. Veniva dal Pakistan. Ha voluto girare subito per le corsie: salutava, chiedeva "come stai?" a gente sconosciuta, sorrideva ai bambini, ascoltava. Cenammo insieme quella sera, a "casa mia". E parlammo a lungo, dell'India - "dovresti venire a trovarmi nel mio rifugio vicino all'Himalaya", un'altra promessa che non ho mantenuto - del nostro lavoro e delle sofferenze della gente dell'Afghanistan, che lui amava. E soprattutto parlammo, con molta tristezza, della follia della guerra e dei suoi perché. Ascoltavo i suoi pensieri. Sulla incapacità di molte persone di diventare esseri "umani", sulla ricchezza talmente ricca da non avere più senso né uso possibile, sul razzismo, anche quello "democratico", che sembra dilagare ovunque, sulla necessità - per Tiziano un bisogno fisico - di ricominciare a studiare, a pensare, a riconoscere sé stessi per ritrovarci tutti con un qualche sogno, speranza, progetto comune. Quando riuscii a rintracciarlo per telefono, nel settembre 2002, per proporgli di unirsi a noi nel lanciare la campagna "Fuori l'Italia dalla guerra", Tiziano non esitò un attimo: "Ci sarò, ci vediamo a Roma per la conferenza stampa".
E per mesi fu un appassionato ambasciatore di pace, con la sua unica capacità di affascinare le coscienze e di riempirle di onestà e di verità. So che a Tiziano è costato molto quel periodo, togliendogli tempo alla meditazione che lo ha sempre accompagnato. "Per colpa tua - mi disse scherzando un giorno - sono rimasto prigioniero per troppo tempo in Italia. Parto per l'India la settimana prossima, ma sarò lo stesso con voi". Ed è stato così. In molti momenti, nei più belli e in quelli più difficili dell'impegno di questi anni, Tiziano era lì, è venuto in mente a me e a tantissimi di noi. Un esempio, una certezza, un uomo che sapeva dare umanità, "curare" altri uomini proprio perché si era sempre curato di tutti, nel sua vita e nel suo lavoro di straordinario uomo di pensiero. Pochi mesi fa ho cercato di contattarlo: avevo bisogno delle sue parole e dei suoi pensieri. Non è stato possibile, e il perché ora lo sappiamo tutti. Stava scrivendo, ancora una volta cose importanti, forse le più importanti. Un giorno mi è arrivato un regalo da Tiziano: il suo ultimo libro. Con una dedica che mi ha fatto piangere allora e non smette di farlo oggi. Finisce così: "...e questo per spiegarti alcune mie assenze. Ma non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!"
Gino Strada Khartoum, Sudan, 29 luglio 2004
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giovedì 30 settembre 2004
ore 12:36 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il mio mitra è il contrabasso che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita, si combatte una battaglia nelle strade della gente che sa amare...
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I COMMENTI (1)
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giovedì 30 settembre 2004
ore 12:36 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il mio mitra è il contrabasso che ti spara sulla faccia ciò che penso della vita, si combatte una battaglia nella strade della gente che sa amare...
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giovedì 30 settembre 2004
ore 09:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
è così
La casa la chiesa a modo e per bene, campana che suona, la notte che viene! cattolico decoro cattolico decoro...
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