dal MANUALE DEL GUERRIERO DELLA LUCE
Per il guerriero della luce non esiste amore impossibile. Egli non si lascia intimidire dal silenzio, dall’indifferenza o dal rifiuto. Sa che, dietro la maschera di ghiaccio che usano gli uomini, c’è un cuore di fuoco. Perciò il guerriero rischia più degli altri. Ricerca incessantemente l’amore di qualcuno, anche se ciò significa udire spesso la parola "no", tornare a casa sconfitto, sentirsi rifiutato nel corpo e nell’anima. Un guerriero non si lascia spaventare quando insegue ciò di cui ha bisogno. Senza amore, egli non è nulla.
(PAOLO COELHO)
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giovedì 28 aprile 2005 - ore 11:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 27 aprile 2005 - ore 11:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Nuovi orizzonti, nuovi confini da superare.
Sono serena, sicura, determinata nel raggiungere determinati obbiettivi. Non mi fermerò davanti a nulla.
Sì, è una minaccia.
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mercoledì 27 aprile 2005 - ore 09:26
Vari tipi di vampiri - TOO-ROO-DUN
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Spirito dell'acqua della mitologia australiana che dopo aver afferrato le sue vittime si cibava delle loro carni e beveva il loro sangue.
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martedì 26 aprile 2005 - ore 09:44
Calma e sanguefreddo
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Cerco di trovare la mia identità
Senza chiedere aiuto, ma sono lontano.
Busso e non risponde neanche un’anima
Menomale che non ho paura del buio.
Non ho niente per me, ma non dispero.
Mangio solo pane e cattiveria ormai
E non è un buon motivo per esserne fiero.
Cammino da solo e non mi volto mai
Non posso perdere
Disposto a sbagliare solo per crescere, non soccombere.
Ci vuole calma e sanguefreddo,calma yeeh
ci vuole calma e sanguefreddo oh yo yo oh yo yo
Marca l’uomo tutta l’aggressività
Ma non posso privarmi del nome che porto.
Conscio di una brutta popolarità
Perché a volte mi faccio giustizia da solo
Odio nascondermi e mendicare,
credo solo in quello che fa bene a me
e non chiedo alla vita niente di speciale.
Cammino da solo e non mi volto mai,
continuo a correre,
Disposto a sbagliare solo per crescere, non soccombere
Ci vuole calma e sanguefreddo,calma yeeh
ci vuole calma e sanguefreddo oh yo yo oh yo yo
E prendo di mira il peggio, il futile gli stolti e tutti i re,
Non presto favori per poi riceverne, per non soccombere Ci vuole calma e sanguefreddo,calma yeeh
ci vuole calma e sanguefreddo oh yo yo oh yo yo
(Luca Dirisio)
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lunedì 25 aprile 2005 - ore 18:58
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
11 minutiC'era una volta un uccellino, con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose. Insomma un animale creato per volare in libertà nel cielo e ralegrare chiunque lo vedesse. Un giorno, una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta, si fermò a osservarne il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei, e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccelllino. Ma poi pensò: "E se volesse conoscere le montagne lontane?" Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare. Si sentiva sola. E allora si disse:"Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via!". L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente, cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia. Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni. Era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche, che dicevano:"Ma tu hai davvero tutto."

Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione: visto che possedeva l'uccellino, e non aveva più bisogno di conquistarlo, lentamente perse interesse per lui. E l'uccellino, non potendo volare ed esprimere il senso della propria vita, a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto. La donna non gli prestava più attenzione, se on per nutrirlo e pulirgli la gabbia. Un giorno, l'uccellino morì. Lei ne fu profondamente rattristata e iniziò a pensare sempre a lui. Tuttavia non si ricordava della gabbia, rammentava soltanto il giorno in cui lo aveva visto per la prima volta, mentre volava felice fra le nuvole. Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellino era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento, e non il suo corpo fisico. Senza l'uccellino, la sua vita perse di significato, e la Morte andò a bussarle alla porta. "Perchè sei venuta?" le domandò lei. "Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo," rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare, lo avresti amato e ammirato anche di più. Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."
Paolo Coelho
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lunedì 25 aprile 2005 - ore 15:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Proprio non ce la faccio in questo caso ad applicare il Tao, Colin, mi spiace.
Devo farlo, eliminare, depennare.
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domenica 24 aprile 2005 - ore 14:23
La religione celtica
(categoria: " Accadde Domani ")
La religione celtica era fondata sulla fede nell’immortalità dell’anima. I celti pensavano che essa, al momento del trapasso, entrasse nel corpo di un neonato e ciò costituiva uno dei principali incentivi del loro valore militare.
Tra le divinità che essi veneravano, ve ne erano alcune comuni a tutta la popolazione ed altre locali, associate a singole tribù o a luoghi sacri.
I siti destinati al culto comprendevano recinzioni sacre (blocchi di pietra noti come dolmen disposti in circolo), ma anche strutture più complesse, quali pozzi, forse collegati al culto della terra.
Anche una serie di elementi naturali aveva significato religioso: l’agrifoglio e il vischio, ad esempio, erano sacri, così come le querce e i boschi. Gli animali erano venerati come totem tribali.
Le più importanti divinità celtiche erano Tuatha De Dannan, la dea madre; Nuada, il re degli dei; Dagda, il dio padre, Bobd, la dea del fuoco; Brigid, la dea della poesia; Angus, il dio dell’amore. Oltre a questi erano venerati Donn, il signore dei morti, Lir e Manannan gli dei del mare, Ligh Bracciolungo il dio guerriero, Diancecht e Miach gli dei della medicina, Artaios il messaggero degli dei, Goibniu il fabbro degli dei e infine Credne il dio metallurgo.
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domenica 24 aprile 2005 - ore 14:06
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nonostante la rabbia del momento, ormai passata, il mio spirito si ritrova in questa immagine, leggera e soffusa.
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domenica 24 aprile 2005 - ore 11:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non esistono più giustificazioni.
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domenica 24 aprile 2005 - ore 11:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Senza parole.
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