TUTTI VEDONO QUELLO CHE SEMBRI, MA POCHI CAPISCONO QUELLO CHE SEI!
JIM MORRISON
E’ inutile preoccuparsi del fatto che oggi potrebbe essere la fine del mondo. In Australia è già domani.
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giovedì 4 dicembre 2008 - ore 22:32
Luchar o no luchar?
(categoria: " Amore & Eros ")
Elisabetta dice (20:20):
secondo te è giusto lottare x quello che vogliamo anche se sappiamo che molto probabilmente perderemo?
Ra dice (20:21):
se crediamo fermamente in quella lotta sì, non ha importante se poi si perde... penso che non ci si perdonerebbe mai di aver abbandonato a metà
Elisabetta dice (20:22):
sì ma se sappiamo di perdere si rischia di star dietro a qualcosa di irrelizzabile
Ra dice (20:22):
dipende appunto a quanto crediamo in quella lotta
Elisabetta dice (20:23):
va bene anche solo credere nella lotta e non nel risultato?
Ra dice (20:23):
io credo in una lotta per un certo risultato
Ra dice (20:23):
posso avere la sicurezza di non ottenerlo
Ra dice (20:23):
ma continuo a lottare perchè voglio ottenerlo e non si sa mai
Ra dice (20:24):
oppure se so che il risultato non varrà tanta spesa si molla
Elisabetta dice (20:25):
il risultato vale sì la spesa e anche molto di più, ma non si dice che a volte vince chi fugge?
Ra dice (20:26):
pensi che fuggendo potresti ottenere qualcosa? se è così fallo. se no non serve fuggire, stai lì e lotta. perchè magari bisogna ancora arrivare al risultato in cui se fuggi vinci
Elisabetta dice (20:27):
onestamente penso che fuggendo perderei tutto definitivamente
Elisabetta dice (20:27):
ma quasi tutti dicono il contrario, che bisogna fare i misteriosi e tutte ste cose qua
Ra dice (20:29):
sinceramente non ti posso dire di fare la misteriosa o ste cose se mi dici che perderesti tutto, non avrebbe proprio senso... prima di arrivare a quello bisogna lavorare... quando avrai qualche sicurezza in più allora potrai permetterti di fare la misteriosa, prima non lo so... io non me la rischierei
Elisabetta dice (20:30):
secondo me fare i misteriosi è una cazzata.. è un gioco che potevamo fare quando avevamo 15 anni, ma ora mi sembra che siamo abbastanza adulti x guardare in faccia le cose e smetterla di giocare... non so, poi magari sbaglio perchè io la misteriosa non è che labbia mai tanto fatta, anzi..
Ra enviado 04/12/2008 20:34:
se sai già quello che vuoi fare e che ritieni giusto, fidati di te stessa... può darsi tu prenda lennesima cantonata come no, non puoi saperlo però se seguissi i consigli di qualcun altro poi ti chiederesti come sarebbe andata se avessi seguito la tua testa
Ra enviado 04/12/2008 20:34:
e seguire la propria testa è quasi sempre meglio
Elisabetta dice (20:35):
almeno poi la colpa è solo mia...
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mercoledì 19 novembre 2008 - ore 21:19
Questioni di cultura
(categoria: " Amore & Eros ")
Cosa succede quando quello che fino a un secondo fa credevi fosse il tuo ragazzo ti dice: "i miei genitori vogliono che mi sposi e presto inizieranno a cercarmi una fidanzata"? Eh?? Ma che razza di discorso è questo?? Siamo nel 2008 -quasi 2009- o nel 1302?? Ok, riproviamo, forse non ho capito bene, dopotutto il mio inglese non è ancora così perfetto... "I miei genitori vogliono che mi sposi e presto inizieranno a cercarmi una fidanzata"... Oh my gosh... Allora NON HO CAPITO MALE........... Sono nel 2008, in Inghilterra, nella vecchia Europa, e il mio pseudo ragazzo mi dice che i SUOI GENITORI GLI STANNO PER CERCARE UNA RAGAZZA DA MARITARE... Suona assurdo, proprio come in uno di quei film che parlano di un mondo così lontano e di avvenimenti così strani che facciamo fatica a capirli.. Anzi, a dir la verità neanche ci proviamo perchè ci sembra tutto così lontano e assurdo che sembra essere preso da un vecchio libro di favole del Medioevo, guardiamo il film e diciamo "incredibile" e poi torniamo a svolgere le nostre faccende, a chiamare il fidanzato x andare a fare un pò di shopping e se magari gli strappiamo anche un tenero peluche tanto meglio.. Il problema è che queste cose succedono proprio oggi e non in quel lontano laggiù, ma proprio nel vicinissimo qui... Improvvisamente, in un nanosecondo, tutto il tuo mondo, il tuo piccolo mondo ti crolla addosso.. E non credevi potesse essere così pesante il tuo piccolo mondo, ma invece ecco che ti schiaccia come se fossi un inutile insettino.. Cerchi di rialzarti, di capire, di elaborare le parole per trovare prima un significato GRAMMATICALE alla frase e poi uno di senso compiuto, ma è così difficile.. Chi? Cos..? S-sorry, I didn’.. I didnt... Più provi a regire meno capisci, ti sembra di essere in un limbo, sai quando sei in quello stato di dormiveglia, che senti la sveglia in sottofondo ma non capisci cosa stia succedendo intorno a te? Ecco, la sensazione di smarrimento è più o meno quella. Alla velocità della luce capisci di non aver capito. Capisci di non aver capito niente della persona con cui sei stato questi mesi, capisci di non aver capito niente di te in relazione a questo mondo, capisci di non aver capito niente di tutte le persone indiane che hai conosciuto nella tua vita, capisci di non aver capito niente di qualunque cultura diversa dalla tua. E capisci di aver perso tutto, tutto quel che credi di aver avuto ma che in reltà non avevi mai capito. Capisci che non puoi più avere lui, le sue carezze, i suoi baci, le sue parole, le sue attenzioni e che presto (1 anno? 2? 3? 7? Poco importa in reltà) che presto le avrà un’altra ragazza. Una ragazza indiana, ovviamente, che lui non conosce se non per aver visto qualche sua foto e aver scambiato qualche chiacchiera al telefono. Solo lei avrà tutto questo e solo lei potrà dare tutta se stessa a lui. Non tu che ti sei fatta il mazzo per ritornare ad avere fiducia negli uomini, per accettare senza fare domande un mondo completamente diverso dal tuo, non tu che col tempo ti sei affezionata a lui e ora sai che non puoi farne a meno. Non tu. Lei. Ma lei chi è? Lei è solo una foto, che ancora non esiste, ma presto apparirà, lui la guarderà e dirà ok, voglio conoscere questa ragazza. E tu? Tu alla merda. Proprio alla merda e chissenefrega perchè i miei genitori vogliono che mi sposi. Bello schifo. Però onestamente non mi pento di niente, col senno di poi, vedendo cosa ne è uscito fuori sono comunque contenta di essere stata con lui, anche se per poco, la verità è che vorresti cambiare le cose. Vorresti fosse tutto un brutto sogno, l’ennesimo brutto sogno, e al risveglio allungare la mano e trovare lui che ancora dorme come un angioletto.. Vorrei davvero avere una super gomma per cancellare tutto ciò ma purtroppo non si può.. Questo fatto c’è e ci resta, c’è ben poco da fare. Nemmeno lui può cancellarlo. Potrebbe solo parlare con i suoi e dirgli "ho 29 anni e penso di essere in grado di scegliermi una sposa da solo, come e quando vorrò". Ma questo succede in Italia, in Spagna, In Inghilterra, in Germania, in Svezia, in Argentina, negli Stati Uniti e da un sacco di altre parti nel mondo, ma non in India. In India succede che i figli obbediscono ai genitori. In India succede che si fanno i matrimoni e non i fidanzamenti. In India succede che non si mischiano due culture diverse. In India succede che ci si deve sposare. Con chicchessia.
L’unica cosa che a suo avviso può fare lui è dire ai suoi che ora non si vuole sposare, ma loro inizieranno comunque a presentargli infinite foto di ragazze indiane e lui continuerà a dire di no, questa no, questa no, questa no.. Continuerà a dire di no fino a quando? Fino a quando non arriverà QUELLA foto...
Perchè non importa quello che vuole lui o che vogliamo entrambi, conta che lui è indiano e si deve sposare.
Ovviamente con una ragazza indiana.
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domenica 16 novembre 2008 - ore 22:43
Mi faccio quasi paura da sola..
(categoria: " Viaggi ")
Test psicologico Questo è il tuo tipo psicologico:
Tipo INT
Orientamento prevalente dell’energia psichica: Introverso
Funzione dominante: Intuizione
Funzione d’appoggio: Pensiero
Funzione terza: Sentimento
Funzione inferiore: Sensazione
Tendenza: Percettiva
Questo tipo introverso intuizione è probabilmente il più astratto di tutti i 16 tipi. Distaccato e intellettuale è dotato di una personalità complessa. È creativo, curioso ed è capace di percepire molto rapidamente e prima degli altri le possibilità o potenzialità che una situazione presenta. Possiede una grande capacità di concentrazione ed ha una notevole capacità di sintetizzare in maniera immediata le informazioni che riceve. Presta però una scarsa attenzione ai dettagli. Come tutti gli intuitivi, è stimolato dai nuovi problemi da risolvere. Riesce ad elaborare soluzioni originali ed argute ma è poco interessato dal metterle in pratica. La sua funzione inferiore è la sensazione. A questa caratteristica si aggiunge la sua introversione. Il risultato è una bassa propensione ad immergersi nel mondo o a cercare di dominarlo. Può avere difficoltà a prendere delle decisioni. Si muove con maggiore destrezza ed audacia nel mondo delle idee che in quello materiale. La forza delle idee può essere tale da fargli compiere delle imprese anche straordinarie, ma questo tipo corre il rischio di trascurare aspetti importanti della realtà e di perdersi nei suoi pensieri. È comunque sicuramente più adatto ad avviare un progetto che non a stabilizzarlo o a gestirlo quando è diventato maturo. Malgrado una frequente timidezza in ambito sociale, possiede una marcata sicurezza o forza interiore. È molto indipendente, poco influenzabile, scettico. Sovente capace di ironia. Nelle situazioni di crisi o molto complesse sa mantenere la calma ed esser paziente. È in compenso molto impaziente con i dettagli di routine. Grazie alla sua funzione secondaria, il pensiero, è una persona molto logica e analitica. Possiede pertanto un’ottima capacità di organizzare le sue intuizione. È molto aperto alle nuove idee. Sul piano delle relazioni possiede una certa difficoltà di comunicazione: la sua tendenza ad essere astratto e intellettualmente preciso rischia di renderlo poco chiaro ai comuni mortali! Inoltre non è particolarmente portato a prestare attenzione agli aspetti che appartengono alla sfera emotiva e sentimentale. Esteriormente viene percepito come una persona calma e riservata. Sul piano professionale può svolgere lavori intellettualmente impegnativi. È bene che eviti lavori con dettagli di routine. Le sue capacità di sintesi e innovazione possono essere preziose per risolvere problemi anche molto complessi.
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Copyright © 1999,2008 Altamira S.r.l.
Idea post spudoratamente coppppiata
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giovedì 13 novembre 2008 - ore 17:05
Che brutto film vedete in Italia...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Polanski: che brutto film vedete in Italia...
Berlusconi? Un furbastro. E poi il ritorno della destra in Europa, l’ignoranza dei giovani sull’Olocausto. In arrivo
al Festival di Torino diretto da Nanni Moretti, il premio Oscar lancia un allarme: attenti ai fantasmi
dal nostro inviato inviato EMILIO MARRESE (Il Venerdi di Repubblica)
PARIGI - Al minuto 27 della chiacchierata, iniziando a parlare di cinema italiano, Roman Polanski si alza dal divano di pelle nera del suo studio e va a prendere sulla scrivania una foto ritagliata da un giornale inglese. È un’immagine di Berlusconi colto mentre sale in auto sorridente e saluta a mano aperta: "Guardi che espressione. Mi fa molto ridere questa foto ed è emblematica: ha un sorriso da clown, pare una maschera, e saluta come Hitler. E guardi il contrasto tra il suo sguardo da giullare e quello truce e solenne delle sue guardie del corpo. Dice così tanto questa foto...".
"Onestamente io l’Italia non la capisco" prosegue il regista premio Oscar nel 2002 con Il Pianista. "Per me è del tutto impossibile prevedere dove state andando. Berlusconi sfida ogni norma, ogni regola alla base del funzionamento del Paese. È sorprendente. Una cosa che mi ha sempre preoccupato, sin da quando abitavo a Roma trent’anni fa, è che il vostro eroe nazionale, dalla letteratura al cinema - soprattutto al cinema - è sempre una specie di imbroglione. Piccoli truffatori, furbastri disonesti. Gli italiani amano questi furfanti: si danno di gomito e dicono "ah ah, guarda quello come li ha fregati tutti" (in italiano, ndr). Non so se è un’eredità dell’impero romano, ma è pericolosa. In ogni cultura c’è il personaggio un po’ mascalzone e canaglia, ma mai al livello italiano. E ora avete eletto il re degli imbroglioni: uno come Totò"...
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lunedì 10 novembre 2008 - ore 14:28
Diaz - in una settimana la sentenza per i 29 poliziotti
(categoria: " Accadde Domani ")
CRONACA
Da http://www.repubblica.it/index.html
Pestaggi, violenze. In settimana la sentenza per i 29 poliziotti
accusati delle violenze nella scuola di Genova nel 2001
Quelli della Diaz: le verità negate
La notte nera della democrazia
di GIUSEPPE DAVANZO
UNO STATO che vessa e maltratta le persone private della libertà non è uno Stato democratico. Una polizia che usa la forza non per impedire reati, ma per commetterne, non può essere considerata "forza dellordine". Fatti di questo genere distruggono la credibilità delle istituzioni più di tanti insuccessi dei poteri pubblici". Valerio Onida, giudice emerito della Corte Costituzionale. Sono parole che bisogna tenere a mente ora che il processo per le violenze della polizia nella scuola "Diaz", durante i giorni del G8 di Genova, è prossimo alla sentenza.
* * *
Il 21 luglio del 2001 è il giorno più tragico del G8 di Genova. È morto Carlo Giuliani in piazza Alimonda in una città distrutta dai black bloc ? che riescono inspiegabilmente a colpire indisturbati e a dileguarsi senza patemi. Per tutto il giorno, Genova è insanguinata dai pestaggi della polizia, dei carabinieri, dei "gruppi scelti" della guardia di finanza contro cittadini inermi, donne, ragazzi, anche anziani, spesso con le braccia alzate verso il cielo e sulla bocca un sorriso.
Ora, più o meno, è mezzanotte. Mark Covell, 33 anni, inglese, giornalista di Indymedia.uk, ozia davanti al cancello della scuola Diaz, diventato un dormitorio dopo che i campeggi sono stati abbandonati per la pioggia. Covell si accorge che la polizia sta "chiudendo" la strada. Avverte subito il pericolo. Estrae laccredito stampa, lo mostra, lo agita. I poliziotti, che lo raggiungono per primi (sono della Celere, del VII nucleo antisommossa del Reparto Mobile di Roma), lo colpiscono con i "tonfa" o "telescopic baton", più che un manganello unarma tradizionale delle arti marziali: rigido e non di caucciù, a forma di croce: "può uccidere", se ne vanta chi lo usa. Colpiscono Mark senza motivo. Come, senza ragione, un altro poliziotto con lo scudo lo schiaccia ? subito dopo ? contro il cancello mentre un altro, come un indemoniato, lo picchia alle costole. Gli gridano in inglese: "You are black bloc, we kill black bloc" ("Tu sei un black, noi ti uccidiamo").
Covell cade finalmente a terra. E semisvenuto, in posizione fetale. Potrebbe bastare anche se fosse un incubo, ma per Mark il calvario non è ancora finito. Tutti i "celerini" che corrono verso la scuola lo colpiscono a terra con calci (il pestaggio di Covell è ripreso da una videocamera). Covell rimarrà, esanime, circondato dallindifferenza, in quellangolo di via Cesare Battisti, al quartiere di Albaro, per oltre venti minuti. Ha una grave emorragia interna, un polmone perforato, il polso spezzato, otto fratture alle costole, dieci denti in meno. Quando si sveglia in ospedale, viene arrestato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, concorso in detenzione di arma da guerra e associazione a delinquere. (E ancora aperta lindagine per individuare i poliziotti che lo hanno quasi ucciso. Laccusa: tentato omicidio).
* * *
Distruggere. Annientare. E con questo obiettivo che, dopo aver abbattuto con un blindato Magnum il cancello, le prime tre squadre del Reparto Mobile di Roma (trenta uomini) invadono, a testuggine, il pianoterra della scuola. Arnaldo Cestaro, "un vecchietto", è sulla destra dellingresso. Viene travolto. Lo gettano contro il muro. Lo picchiano con i "tonfa". Gli spezzano un braccio e una gamba. Ora ci sono urla e baccano. Nella palestra, ai piani superiori ragazzi e ragazze - anche chi si è già infilato nel sacco al pelo per dormire - comprendono che cosa sta accadendo.
Tutti raccolgono le loro cose, il bagaglio leggero che si portano dietro da giorni. Si sistemano con le spalle al muro; chi in ginocchio; chi in piedi; tutti con le braccia alzate in segno di resa; chi ha voglia di unultima "provocazione" mostra al più indice e medio a V. Daniel Mc Quillan, quando vede le divise, si alza in piedi e dice: "Noi siamo pacifici, niente violenza". "Come se fossero un branco di cani impazziti, sono su di lui in un istante e lo colpiscono, lo colpiscono, lo colpiscono?", dicono i testimoni. La furia dei celerini si scatena contro chiunque e dovunque, irragionevolmente, con furore (si vede uno che mena colpi con una specie di mazza da baseball).
Melanie Jonach racconterà di essere svenuta subito al primo colpo che la raggiunge alla testa. Gli altri, che vedono la bastonatura inflittale, ricordano i suoi occhi aperti ma incrociati, le contrazioni spastiche del corpo. Anche in queste condizioni, continuano a picchiarla e a prenderla a calci. Un ultimo calcio sbatte la sua testa contro un armadio: ora è "aperta" come un melone. Il comandante del VII nucleo, a quel punto, grida "Basta!". Raggiunge la ragazza. "La tocca con la punta dello stivale. Melanie non dà segni di vita e quello ordina che venga chiamata unautoambulanza". (Melanie Jonach ci arriverà in codice rosso con una frattura cranica nella regione temporale sinistra).
Nicola Doherty ancora piange in aula mentre racconta: "Hanno cominciato a picchiarci immediatamente. Cera gente che piangeva e implorava i poliziotti di fermarsi. Anchio piangevo e chiedevo che la smettessero. Uno mi è venuto vicino e con fare dolce mi ha detto "Poverina!" e mi ha colpito ancora. Sembrava che ci odiassero. Ho visto un poliziotto con un coltello in mano, bloccava le ragazze, i ragazzi e tagliava una ciocca di capelli con il coltello". Voleva il suo personale trofeo di guerra. Altri continuano a gridare, dopo aver picchiato duro: "Dì, che sei una merda". Mentre colpiscono gridano: "Frocio!", "Comunista!", "Volevate scherzare con la polizia?", "Nessuno sa che siamo qui e ora vi ammazziamo tutti!".
Lena Zulkhe, colpita alle spalle e alla testa, cade subito. Le danno calci alla schiena, alle gambe, tra le gambe. "Mentre picchiavano, ho avuto la sensazione che si divertissero". La trascinano per le scale afferrandola per i capelli e tenendola a faccia in giù. Continuano a picchiarla mentre cade. La rovesciano quasi di peso verso il pianoterra. "Non vedevo niente, soltanto macchie nere. Credo di essere per un attimo svenuta. Ricordo soltanto - ma quanto tempo era passato? - che sono stata gettata su altre due persone, non si sono mossi e io gli ho chiesto se erano vivi. Non hanno risposto, sono stata sdraiata sopra di loro e non riuscivo a muovermi e mi sono accorta che avevo sangue sulla faccia, il braccio destro era inclinato e non riuscivo a muoverlo mentre il sinistro si muoveva ma non ero più in grado di controllarlo. Avevo tantissima paura e pensavo che sicuramente mi avrebbero ammazzata".
Dei 93 ospiti della "Diaz" arrestati, 82 sono feriti, 63 ricoverati ospedale (tre, le prognosi riservate), 20 subiscono fratture ossee (alle mani e alle costole soprattutto, e poi alla mandibola, agli zigomi, al setto nasale, al cranio).
* * *
Che cosa ha provocato questa violenza rabbiosa e omicida? Come è stata possibile pensarla, organizzarla, realizzarla. Il 22 luglio, il portavoce del capo della polizia convoca una conferenza stampa e distribuisce un breve comunicato che vale la pena di ricordare per intero: "Anche a seguito di violenze commesse contro pattuglie della Polizia di Stato nella serata di ieri in via Cesare Battisti, si è deciso, previa informazione allautorità giudiziaria, di procedere a perquisizione della scuola Diaz che ospitava numerosi giovani tra i quali quelli che avevano bersagliato le pattuglie con lancio di bottiglie e pietre. Nella scuola Diaz sono stati trovati 92 giovani, in gran parte di nazionalità straniera, dei quali 61 con evidenti e pregresse contusioni e ferite. In vari locali dello stabile sono stati sequestrati armi, oggetti da offesa ed altro materiale che ricollegano il gruppo dei giovani in questione ai disordini e alle violenze scatenate dai Black Bloc a Genova nei giorni 20 e 21. Tutti i 92 giovani sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio e detenzione di bottiglie molotov. Allatto dellirruzione uno degli occupanti ha colpito con un coltello un agente di Polizia che non ha riportato lesioni perché protetto da un corpetto. Tutti i feriti sono stati condotti per le cure in ospedali cittadini". Il portavoce mostra anche le due molotov che sarebbero state trovate nellingresso della scuola, "nella disponibilità degli occupanti".
* * *
Il processo di Genova ha dimostrato ragionevolmente (e spesso con la qualità della certezza) che nessuna delle circostanze descritte dal portavoce del capo della polizia (capo della polizia era allepoca Gianni De Gennaro) corrisponde al vero. Quelle accuse sono false, quelle ragioni sono inventate di sana pianta. Si dice che lassalto (la "perquisizione") fu organizzato dopo che un corteo di auto e blindati della polizia era stato, poco prima della mezzanotte, assalito in via Cesare Battisti con pietre, bottiglie e bastoni. Il processo ha dimostrato che non cè stata nessuna pattuglia aggredita. Si dice che gli ospiti della Diaz fossero già feriti, quindi coinvolti negli scontri in città.
Nessuno dei 93 arrestati era ferito prima di essere bastonato dai "celerini". Poliziotti, comandanti, dirigenti hanno riferito che, mentre entravano nella scuola, cè stata contro di loro una sassaiola e addirittura il lancio di un maglio spaccapietre. I filmati hanno dimostrato che non fu lanciata alcun sasso e nessun maglio. Il comandante del Reparto Mobile di Roma ha scritto in un verbale che ci fu una vigorosa resistenza da parte di "alcuni degli occupanti, armati di spranghe, bastoni e quantaltro". Assicura che nella scuola (entra tra i primi) sono stati "abbandonati a terra, numerosi e vari attrezzi atti ad offendere, tipo bastoni, catene e anche un grosso maglio".
Nella scuola non cè stata alcuna colluttazione, nessuna resistenza, soltanto un pestaggio. Nessuno degli occupanti ha tentato di uccidere con una coltellata il poliziotto Massimo Nucera. Due perizie dei carabinieri del Ris hanno smentito che lo sbrego nel suo corpetto possa essere il frutto di una coltellata. Nella scuola non cerano molotov. Come ha testimoniato il vicequestore che le ha sequestrate, quelle due molotov furono ritrovate da lui non nella scuola la notte del 22 luglio, ma sul lungomare di Corso Italia nel pomeriggio del giorno precedente. La prova falsa, manipolata, è stata inspiegabilmente distrutta, durante il processo, nella questura di Genova.
* * *
In settimana il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia. Quel che qui conta dire è che la responsabilità non penale, ma tecnico-politica di chi, impotente a fronteggiare i black bloc, si è abbandonato (per vendetta? per frustrazione? con quali ordini e di chi?) a pestaggi ingiustificati e indiscriminati, non può e non deve essere liquidata da questa sentenza. Centinaia di agenti, sottufficiali, ufficiali, dirigenti di polizia, funzionari del Dipartimento di pubblica sicurezza hanno mentito durante le indagini e al processo.
E chi non ha mentito, ha negato, taciuto o dissimulato quel che ha visto e saputo. Dellassalto alla "Diaz" non inquieta soltanto il massacro di 93 cittadini inermi diventati in una notte "criminali" a cui non si riconosce alcuna garanzia e diritto. Quel che angoscia è anche questo silenzio arrogante, lomertà indecorosa che manipola prove; costruisce a tavolino colpevoli; nasconde le responsabilità; sfida, senza alcuna lealtà istituzionale, il potere destinato ad accertare i fatti. Le apprensioni di sette anni raddoppiano ora che, decreto dopo decreto, si fa avanti un "diritto di polizia". Il Paese ha bisogno di sapere se il giuramento alla Costituzione delle forze dellordine non sia una impudente finzione. Perché quel che è accaduto a Mark Covell e ai suoi 92 occasionali compagni di sventura rende chiaro, più di qualsiasi riflessione, come uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, laltro diventa un "nemico" da annientare.
(10 novembre 2008)
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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 14:35
La Liberta’ che guida il popolo
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Da "La Repubblica":
A tre anni da un documento della Congregazione per l’educazione cattolica (2005), lo stesso dicastero della Santa Sede pubblica un testo di più ampio raggio, "orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio", che torna anche sul tema dell’omosessualità in seminario.
"Il cammino formativo - si legge nel documento - dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, etc). Lo stesso - aggiunge il documento - deve valere anche nel caso in cui risultasse evidente la difficoltà a vivere nel celibato, vissuto come un obbligo così pesante da compromettere l’equilibrio affettivo e relazionale".
Più specificamente, "nella valutazione della possibilità di vivere, in fedeltà e gioia, il carisma del celibato, quale dono totale della propria vita ad immagine di Cristo capo e pastore della Chiesa, si tenga presente che non basta accertarsi della capacità di astenersi dall’esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l’orientamento sessuale, secondo le indicazioni emanate da questa congregazione".
Nel 2005 la Congregazione vaticana responsabile dell’educazione pubblicò una "Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri". L’iniziativa venne assunta sulla scia dello scandalo pedofilia negli Stati Uniti, anche se, all’interno della stessa Chiesa cattolica, diverse voci si levarono contro una connessione tra pedofilia e omosessualità. "La castità per il regno - scrive oggi il dicastero vaticano - è molto di più della semplice mancanza di relazioni sessuali".
(30 ottobre 2008)
Ogni tanto mi vergogno davvero di aver avuto un’educazione cattolica..
Date un po’ un’occhiata a questo link per vedere cosa ne pensa l’Islam. Mi chiedo quanto ci manchi per arrivare a quei livelli!
Leggi dei Paesi islamici contro la sodomia
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lunedì 20 ottobre 2008 - ore 12:42
Poveina..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono malata, poveina.. Oggi niente office
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domenica 12 ottobre 2008 - ore 00:46
Mia madre
(categoria: " MMS & SMS ")
Poi la gente non mi crede quando dico che mia madre è squilibrata..
Oggi ero a fare shopping in Oxford Street-London- e mentre mi provo un bellissimo cappotto rosso mi arriva un sms di mia mamma che dice:
"Vai sul sito del Quirinale www.quirinale.it e scrivi al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto Gelmini. Diffondi sms."
Ora, la vedete normale una cosa del genere?? Soprarattutto visto che era letteralmente sparita dal giorno prima.. Ogni tanto lo fa, sparisce, non mi considera minimamente x qualche giorno (ricordo che io vivo a Londra e lei a Genova) e poi improvvisamente ricevo un sms che dice "Elisabetta, che fine hai fatto?". Io?? Ripigliati mamma!!!
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martedì 30 settembre 2008 - ore 17:41
Si pudiera encontrar una razón..
(categoria: " Amore & Eros ")
Silencio
Ya no tengo palabras,
de todo y de nada el tiempo se las llevó,
solo queda la noche en mi interior y este frío de amor,
hoy esta calma que rompe el corazón,
de esta guerra yo he sido el perdedor
y se clava muy dentro este..
Silencio, eterno y mudo como el recuerdo
del amor que tu me diste,
silencio, tan grande, tan vacío y tan muerto,
como quema este dolor del silencio
que llena cada espacio en mi cuerpo,
Como duele este silencio de amor.
Que difícil se ha vuelto
seguir respirando sabiendo que tú ya no estas,
si pudiera encontrar una razón
que me ayude a entender que no vas a volver
y esta herida que sangra en mi interior,
y esta espina clavada sin razón
y el inmenso dolor de este..
Silencio, eterno y mudo como el recuerdo
del amor que tu me diste,
silencio, tan grande, tan vacío y tan muerto,
como quema este dolor del silencio
que llena cada espacio en mi cuerpo,
Como duele este silencio de amor.
David Bisbal
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martedì 23 settembre 2008 - ore 18:40
Perche?
(categoria: " Pensieri ")
Ma perche il ragazzo semplicemente perfetto e semplicemente sparito dalla mia vita?
Perche io, nonostante tutto, ma proprio tutto, continuo a pensarci ogni singolo giorno?
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