Sempre il mare, uomo libero, amerai! perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell’infinito svolgersi dell’onda l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l’abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal tuo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d’ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli!
Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino. [Charles Baudelaire]
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lunedì 30 novembre 2009 - ore 12:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non mi possono tentare con un viaggio in Mali così ... impunemente grrrr
Quelli che seguono sono brani di interviste agli esclusi del Grande Fratello 10, riuniti in un video della Gialappa’s che impazza su YouTube.
Progetti per il futuro? «Vorrei aprirmi una serie di locali, stare nell’ambito del commercialismo». Personaggi storici preferiti? «A me mi piace Bud Spencer e Terence Hill».
La tua passione? «Di solito faccio viaggi incontinentali. Messico, questi viaggi qua». Se fossi un personaggio storico, chi vorresti essere? «Maldini».
Il tuo motto? «Otto?» Motto. «Morto?». Motto! «Ah, motto. Il mio motto? Normale, come sempre».
Sai chi è il presidente francese? «No. Saccio solo quello italiano. Berlusconi». Sì, ma il presidente della Repubblica chi è? «C’è Berlusconi che è il presidente della Repubblica. Poi c’è il presidente del Consiglio che è Carlo Azeglio Ciampi».
Chi è il presidente della Repubblica Italiana? «Piersilvio Berlusconi». Silvio o Piersilvio? «No, Piersilvio».
Cosa porteresti in un’isola deserta? «I profilattici». In un’isola deserta? «Sì, e poi la compagnia che posso dare agli altri».
Che mestiere fai? «Il barrista». Con quante erre? «Due». Qual è la tua passione? «Faccio bodibidink: sollevo anche sessanta pesi».
Il viaggio più interessante? «L’ondra». Come si scrive in inglese? «L - apostrofo - ONDHON».
Se questi sono gli esclusi, non oso immaginare quelli che hanno preso.
Scoperto perché a tavola il vino rosso e il pesce non legano
Due sono i motivi per evitare di abbinare il vino rosso con il pesce. Il primo è che i rossi, dal sapore robusto, tendono a coprire il gusto delicato delle pietanze. Il secondo, più spiacevole, è che la maggior parte dei vini rossi, se bevuti insieme al pesce producono un fastidioso retrogusto. Non è sempre così però, nel senso che non tutti i vini rosso hanno quest’effetto. Per questo motivo un gruppo di ricercatori giapponesi, che lavorano per la Mercian Cop di Fujiawa, una compagnia che produce vino e liquori, hanno condotto alcuni esperimenti in cui hanno comparato la composizione chimica del vino alle reazioni sensoriali che la bevanda provocava quando associata al pesce.
Otto sommelier esperti hanno assaggiato 38 varietà di vino rosso e 26 di vino bianco, mentre mangiavano un piatto di capesante, una delle pietanze che provocano con più intensità il retrogusto. Gli scienziati hanno poi eseguito un’analisi chimica del vino collegandola ai giudizi sensoriali degli esperti.
Come si legge nell’articolo pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Food Chemistry, il colpevole è il ferro: i vini che contenevano più di 2 milligrammi per litro di questo minerale, quasi tutti rossi, erano quelli che provocavano con maggior intensità il retrogusto. A riprova di questa osservazione gli scienziati hanno immerso dei pezzetti di capasanta nei diversi tipi di vino dimostrando che solo quelli con molto ferro disciolto facevano puzzare il cibo di pesce marcio.
I ricercatori non hanno ancora isolato la sostanza responsabile del cattivo odore, ma pensano che si tratti di un acido grasso insaturo che si degrada facilmente se esposto al ferro. Normalmente i produttori di vino non pongono grande attenzione ai contenuti in ferro ma secondo i ricercatori sarebbe opportuno valutare con attenzione il tipo di terreno e i metodi di lavorazione del prodotto, le principali fonti da cui proviene il minerale disciolto nel vino.