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Charles Baudelaire
L’uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!










Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino.
[Charles Baudelaire]






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lunedì 2 aprile 2007 - ore 01:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Mercoledì 4 Aprile ore 21.15
Mira (VE) Teatro Villa dei Leoni
18 euro intero 15 euro ridotto
Etno Jazz
da Capoverde l’erede di Cesaria Evora


Lura 7tet




LURA voce

ANTONIO JESUS SANTOS VIEIRA piano

AURELIO BORGES DOS SANTOS chitarra

EDEVALDO JORGE CORREIA FIGUEIREDO basso

NUNES PAULINO BAPTISTA batteria e percussioni

CARLOS PARIS percussioni

GUILLAUME SINGER violino

Lura / M’bem di fora Versione giovane di Cesaria Evora, in ogni disco Lura dimostra di avere la classe e lo stile della grande artista; e questo fin dagli esordi. E così ogni sua incisione è una piccola perla da non perdere assolutamente. A questa regola non sfugge neppure M’ben di Fora miscela di ritmi e influenze, come deve essere tutta la buona musica. Il filo conduttore è, come sempre, il viaggio, l’appartenenza ad una cultura che vive di commistioni e il desiderio di raccontare la vita attraverso piccole storie comuni. Si potrebbe definirlo del neo realismo in musica se il paragone non fosse stato già fin troppo usato. Eppure quella poesia e quella semplicità è la stessa che affiora in ogni brano di questo disco, dalla cola sanjon diRomaria al batuque di Galanton, senza dimenticare la coladera di No Bem Fala. Insomma Lura riesce, usando un linguaggio nuovo comprensibile ai giovani e ritmi tradizionali, a mischiare l’antico con la modernità, e il miglior esempio è rappresentato dalla gaita di Festa di Nha Compari, canzone per una giornata di festa



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venerdì 30 marzo 2007 - ore 09:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tanta bella musica stasera, mhh dove andare??
deciderò all’ultimo come al solito

PATRIZIA LAQUIDARA

presentazione nuovo disco FUNAMBOLA
30/03/2007 •SAN VITO DI LEGUZZANO (VI)
• CSC CENTRO STABILE DI CULTURA
0445/531084•349/2943281•333/4321023•VIA LEOGRA SS. 46 KM.21•S. VITO DI LEGUZZANO•SCHIO•VI•www.centrostabile.it




Unforgettable 5et
, ensemble di musicisti jazz. La formazione spazia dal blues, allo swing, alla bossa nova , Con Alberto Berlese (pianoforte), David Minotti (voce), Nicola Facci (basso elettrico), Daniele Calore (sassofoni), Luca Lazzari (batteria). Dopo il concerto, Mr Robert con il suo dj-set ’Fusionjazzy’. Big Club, via Armistizio 68, Padova, ore 22


Soto Chero e Dos Santos
, duo nato dall’incontro tra il chittarista peruviano David Soto Chero e la cantante brasiliana Silvania Dos Santos. Il repertorio proposto ricerca le diverse sfumature musicali del Brasile, con un misto di bossa, samba e latin-jazz, Carichi Sospesi, via Vendramini 16, Padova, Ingresso euro 3 solo soci Arci. Per informazioni 049-8762216., ore 22


Dirty Sanchez
, avant-ensemble padovano composto da Giorgia Pollis (chitarra), Francesco Munegato (basso), Fabio Tognon (batteria), Simone Varroto (voce, chitarra), Alberto ghiro (tromba), Un sound intelligente e frizzante in bilico tra il noise-pop dei Blonde Redhead, l’emo dei Fugazi e l’indie più strampalato di Pixies e Deus. Molto più che una promessa. Unwound Club, via Fowst 1/3, Padova, Ingresso riservato ai soci Arci, ore 22.30


Cyann & Ben

Una delle più sorpendenti bands emerse dalla (a dir poco) vivace scena ’indie’ parigina
Nome a parte, non si tratta di un sempilce duo, Cyann (voce, testiere) e Ben (voce, chitarra, tastiere). Quanto di un poliedrico ensemble di quattro elementi in cui a ’Cyann & Ben’ si aggiungono Loïc (chitarre, tastiere) e Charlie (batteria, sampler, tastiere). Un arcobaleno di suoni, stilemi ed atmosfere, l’alternarsi delle voci, un’irresistibile vena pop, il tutto fa pensare al meglio della psichedelia di matice europea, quella che va dai primi Pink Floyd alla scena di Canterbury, al kraut-rock. Impensabile.
StalkeReloaded, c/o Associazione Altragricoltura Nord Est, Corso Australia 61, Padova www.stalkereloaded.org


Fishmarket
ROY PACI
: ANANGA RANGA
L’Ananga Ranga è un opera del medioevo indiano.... istruzioni per una corretta vita di coppia. Nella performance, i tre artisti si cimentano in un’interazione estemporanea di suoni e di immagini, con magie audiovisive che muovono la narrazione per scambi reciproci ed in maniera quasi telepatica.
Roy Paci, tromba, filicorno, laptop e noise;
Vincenzo Vasi, della band di Vinicio Capossela, basso, voce, theremin ed electronics Massimo Ottoni, video installazioni


Ostetrika Gamberini

Este Sottosopra



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mercoledì 28 marzo 2007 - ore 11:55


corso introduttivo di shiatsu
(categoria: " Vita Quotidiana ")


inizia oggi il nuovo corso introduttivo allo shiatsu della scuola professionale per operatori Shen Shiatsu . Dieci incontri per imparare un trattamento base, tecniche di respirazione e auto-shiatsu e per saperne di più su questa disciplina e la scuola professionale. Gli incontri si terranno presso la sede dell’ass. cult. "Shiatsu & Arti per la salute" in via Rinaldi 18 a Padova.


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sabato 24 marzo 2007 - ore 01:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


beh oggi correndo sull’argine vedo venire verso di me un vecchietto in bici con la faccia stralunata e gli occhialetti tondi che mi dice qualcosa ma non capisco cosa
appena arrivo a portata di voce sento che mi dice: " no sta corere no sta corere, varda drio varda drio... (MI VOLTO UN ATTIMO INDIETRO, AVEVO LE CUFFIETTE),
i se ga fermà!! no te core più drio nesun!"


volevo rovesciarmi per terra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



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martedì 20 marzo 2007 - ore 12:36



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Il grande amore oggi non è più di moda
di Alessandra Graziottin

Quando l’amore è grande? Quando fa (ri)fiorire l’altro, quando lo fa sbocciare, quando lo incoraggia ad esprimersi al meglio. Questo è vero non solo per l’innamoramento. Vale per il rapporto tra genitori e figli, come nel rapporto tra amici, e perfino nella professione.
Nell’impero dei sensi che caratterizza l’urgenza erotica dei nostri tempi, si ritiene che l’amore grande sia quello in cui i feromoni fanno cantare la pelle, in cui l’odore dell’altro diventa una sirena cui non si può resistere, in cui la sua vista diventa un fantasma che ci seduce come una musica o ci perseguita come un problema. In cui la voce crea vibrazioni profonde, in cui la gelosia può essere più tormentosa di una malattia e l’assenza lacerante quanto la morte. E il desiderio così imperioso da vanificare qualsiasi senso del dovere e della responsabilità, e da portare dal paradiso all’inferno, e viceversa, in un battere di ciglia. Questo, tuttavia, non è amore , è passione, anche se spesso ( a torto) ne viene vissuto come la forma più alta, per l’esaltazione dei sensi e della mente che la caratterizza. Chi ha vissuto una passione squassante (ne basta una, in una vita) conosce per esperienza la verità del suo étimo: che non a caso deriva dalla radice di "patire". A ben sottolineare la sofferenza che si intreccia con il desiderio e che può rivoluzionare la vita.

La passione ardente si nutre di impossibilità, scardina per sua natura regole e vincoli: e tende a lasciare sul terreno morti (affettivi, s’intende) e feriti. Il volto istintivo, urgente, primitivo e pervadente della passione può renderla molto distruttiva, per la vita personale come per la professione, per non parlare dell’immagine di sé, pubblica e privata. "Ha perso la testa" è il commento sintetico, preoccupato, disperato, ìlare o inquieto di chi, a vario titolo, sia direttamente o indirettamente coinvolto dal ciclone passione.In quest’epoca di passioni tristi e surrogate, una passione vera e travolgente, ancorché rischiosamente distruttiva, conserva una grande attrazione. Perché dà la sensazione di essere finalmente e veramente vivi, dopo anni di automatismi, schiacciati da ritmi frenetici, in cui alla fine ci sentiamo marionette impazzite in uno scenario di cui si è perso il senso. E perché il sentirsi "trascinati" in una esaltante "folie à deux", in una follia a due, dominati dall’urgenza e dal piacere dei sensi, invece che dal frigido controllore cognitivo che regge molta della nostra vita, può essere liberatorio, anche se foriero di molti altri guai, come spesso succede quando gli impulsi prendono la guida della nostra esistenza.

L’amore grande, invece, è oggi relegato nell’ombra, quasi dimenticato. Perché ha bisogno, per crescere, di nutrienti sempre più rari. Ha bisogno di tempo, per sviluppare tutto il suo calore, perché non divampa come un incendio ma cresce e si mantiene con la quieta costanza del fuoco in un camino ben curato. Ha bisogno di dedizione. Ha bisogno di attesa, perché i cambiamenti che comporta hanno un tempo di gestazione che non può essere compresso. Ha bisogno di pazienza, qualità sempre più negletta e invece essenziale allo sviluppo di tutti i progetti grandi: dalla crescita di un figlio ad un amore che sappia diventare il centro pulsante e generoso della propria vita. Ha bisogno di tenacia, perché le difficoltà, nell’amore come nella quotidianità, sono ineludibili: ed è attraverso le prove che la forza -ma anche la convinzione - di un amore aumentano la sua capacità di abitare in modo luminoso la nostra esistenza. Ha bisogno di umiltà e di autocritica: perché non si può essere sempre nel giusto, né aver sempre lo sguardo migliore su cose e persone, e nemmeno su noi stessi. Ha bisogno di fiducia, data e ricevuta: quel credere profondamente nell’altro, fino a farne emergere la parte migliore. Ha bisogno di reciprocità: durano a lungo - e in crescendo, e sono grandi - gli amori che sanno dare e ricevere, con consapevolezza e dolcezza. L’amore oblativo, unilaterale, può sembrare grande, ma spesso è anche (o solo) compensatorio: perché nasce da bisogni personali che vengono in parte colmati sentendosi generosi, "buoni". Proprio per questa asimmetria, finisce spesso per presentare conti salati, o essere distruttivo, in un sol colpo di rabbia, di tutto il bene che ha dato prima. L’amore che trasforma ha una reciprocità speciale: non il triste "do ut des", tipico dell’Homo oeconomicus, fatto di oggetti, cose o anche quantità di sentimenti misurati con il bilancino. "Io che per te ho fatto questo o quest’altro" e viceversa. No. L’amore grande è una capacità, un’attitudine dell’anima, e, insieme, frutto di un’attenzione morbida e continua: nasce dal sentire, dal saper riconoscere, molto prima con l’intuizione e con il cuore, che non con la ragione, la parte più vera e autentica dell’altro. La sua ricompensa? Sentire e vedere che l’altro sboccia, si riconosce, esprime finalmente il meglio di sé perché ha sentito su di sé quello sguardo amoroso. E sentire il piacere profondo, la gioia, la soddisfazione di vedere che quell’amore sa nutrire, sa far sbocciare, sa far crescere. E che può essere sublimato, come l’amore di un padre per un figlio, di un’insegnante per un allievo, di una nonna per il nipotino. Chi di noi ha vissuto un amore grande, che lo ha fatto crescere, sa e sente che la sua vita ha ricevuto una benedizione speciale. Ma sente, e questo lo rende libero, che, nel farlo, è cambiato in meglio anche chi ama.Qualche settimana fa dicevo che il dolore non ci lascia mai dove ci ha trovati. Questo, è vero, per fortuna, anche per l’amore. Soprattutto per l’amore grande, che non finisce, anche quando la relazione si trasforma, anche quando conosce separazioni e distacchi: basti pensare a quanto è importante che un figlio, alla fine, si distacchi per fare la propria strada. Sta a noi non smarrire questa straordinaria forza della vita, riscoprendo, tuttavia, che non va avanti per forza d’inerziao perché è partita con un grande incendio. L’amore grande ci chiede di riscoprire il senso del tempo, della dedizione, dell’attesa, dell’impegno, della fiducia, della pazienza, dell’umiltà, della responsabilità: alla fine, nulla andrà perduto in un sentiero d’amore ben tracciato.




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lunedì 19 marzo 2007 - ore 20:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


beh sabato allenamento
le foto danno l’idea del relax no
domenica regata (mancano le foto purtroppo) :
partenza mitica aggressivi poi si rompe lo spi ... l a frittata è fatta
anche la seconda prova non va troppo bene
speriamo nelle prossime



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giovedì 15 marzo 2007 - ore 10:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da LUNEDI 19 primi temporali sul nordest, e MARTEDI 20 aria fredda da nord sia dalla Valle del Rodano che dalla Porta della Bora, neve in calo fino a 300m. Poi FREDDO





Tempo stabile e mite fino a Domenica. Lunedì 19 nel corso del pomeriggio/sera e notte ci sarà un vero e proprio colpo di scena: aria più fredda di origine polare groenlandese, scorrendo lungo il margine orientale dell’Anticiclone delle Azzorre esteso in modo anomalo in senso longitudinale secondo i meridiani sul vicino Atlantico, si getterà nel Bacino del Mediterraneo sia dalla Valle del Rodano che dalla Porta della Bora, producendo un vistoso guasto del tempo. Rovesci e temporali verso il centrosud, neve in calo fino a 400m, residue piogge su Riminese.
Contributi freddi continentali, dalla giornata di Mercoledi 21, faranno abbassare le temperature, con gelate



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lunedì 12 marzo 2007 - ore 17:51


TUINA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A CHI INTERESSANO LA MTC E LO SHIATSU, LA MIA SCUOLA ORGANIZZA UN INTERESSANTE SEMINARIO (a cui purtroppo non potrò partecipare...)


L’Associazione Culturale "Shiatsu & Arti per la Salute" organizza due seminari introduttivi di tuina : sabato e domenica 17 e 18 marzo si terrà "Tecniche di tuina " condotto da Paolo Ercoli che ha studiato medicina tradizionale cinese e tuina nelle principali scuole italiane e con maestri di livello internazionale, si è specializzato a Nanjing in Cina ed insegna Taiji e Qigong dal 1999 e Tuina dal 2001. Sabato e domenica 14 e 15 aprile si terrà "Tuina per i bambini" che sarà condotto da Susanna Taccola, massofisioterapista che studia e pratica da vent’anni Mtc ed insegna alla scuola di agopuntura di Firenze. Tui-Na significa spingere ed afferrare ed è un antica tecnica della medicina tradizionale cinese, fondamentale per l’operatore la pratica del Qi Gong. I seminari sono indirizzati ad operatori shiatsu che vogliano allergare il loro bagaglio tecnico e a chi, avendo già una base di medicina tradizionale cinese, vuole sperimentare questo trattamento del corpo. I corsi si terranno presso la sede dell’associazione in via Rinaldi 18. Info 049 656252.




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lunedì 12 marzo 2007 - ore 14:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Solo la metà trova impiego a un anno dalla laurea. E’ il peggior risultato dal 1999 a oggi

Nel 2006 hanno guadagnato, in termini reali, meno di 5 anni fa. L’indagine di AlmaLaurea


Laureati, colti e disperati
è l’esercito dei senza lavoro



di FEDERICO PACE


Iperqualificati, con qualche sogno in testa e sempre meno pagati. Destinati a emigrare, pur di evitare la disfatta. I laureati mostrano sul loro volto i segni delle sempre più acute contraddizioni di un intero paese dove il merito e le qualifiche non vanno quasi mai di pari passo con le opportunità e i compensi. Sul loro volto sono sempre più evidenti i segni del disagio provato di fronte a quella porta, quasi sempre socchiusa, che dovrebbe portarli al lavoro e alla maturità.

Quando una ragazza o un ragazzo con in tasca la laurea cerca un posto, pare di vedere un gigante che prova ad entrare attraverso la piccola porticina di una minuscola casa di lillipuziani. Loro sono tanti mentre sembrano sempre più inadeguati i posti di lavoro che il sistema economico e il mondo delle aziende italiane mette a disposizione. Addetti per i call center o cassieri di negozio che siano. Con il paradosso, che a questo punto pare quasi logico, che sono proprio i più preparati, quelli che prendono i voti più alti di tutti a ritrovarsi con il più basso tasso di occupazione. Tanto che a un anno dalla laurea, trovano lavoro solo quattro su dieci di quelli che hanno preso 110 e lode. Con la triste constatazione che nel 2006 un laureato guadagna al mese, in termini reali, meno di quanto percepiva cinque anni fa il fratello maggiore.


Fenomeni conosciuti si dirà, ma il fatto è che quest’anno le cose sono andate ancora peggio. Tanto che per trovare un impiego non è neppure sufficiente aspettare un anno. I dati del triste record dicono che dopo la fatidica laurea, a un anno dal giorno della discussione della tesi, dai festeggiamenti e dai sorrisi e dalle congratulazioni, trova lavoro solo il 45 per cento dei laureati "triennali" (erano il 52 per cento l’anno scorso) e il 52,4 per cento dei laureati pre-riforma, ovvero il dato più basso dal 1999 (vedi tabella). I dati sono quelli della nona indagine sulla "Condizione Occupazionale dei laureati italiani" presentata (vedi la diretta) a Bologna da AlmaLaurea, il consorzio interuniversitario a cui aderiscono 49 università italiane. Ed è forse utile sapere che il convegno prevede per la mattina di sabato (3 marzo) anche una tavola rotonda (la presentazione e la tavola rotonda possono essere seguite in diretta sul sito di Almalaurea) che dibatterà su questi temi e a cui parteciperanno anche Fabio Mussi, il ministro dell’Università, e Cesare Damiano, il ministro del Lavoro, insieme ad Andrea Cammelli, il direttore di Almalaurea, e il presidente Crui Guido Trombetti.

Secondo l’indagine, l’instabilità che caratterizzava già molti degli impieghi degli anni scorsi si è fatta ancora più acuta. Sia per i laureati "triennali" che per quegli ultimi che stanno uscendo dal percorso previsto dal vecchio ordinamento. Solo un giovane su tre che ha conseguito una laurea breve - e ha trovato un impiego - è riuscito a siglare un contratto a tempo indeterminato. L’anno scorso l’impresa era riuscita al 40 per cento di loro. Stessa storia per i giovani che hanno ultimato il percorso di laurea del "vecchio ordinamento", la quota di chi è riuscito ad avere un contratto stabile è scesa al 38,4 per cento. Il lavoro atipico dal 2001 a oggi è cresciuto di ben dieci punti percentuali.




C’è poi lo stipendio. Quel sostegno che dovrebbe permettere alle nuove generazioni di prendere iniziative e decisioni, di mettere su famiglia, di provare a superare la sindrome di Peter Pan. Quel sostegno, è sempre più esile. I giovani laureati del post-riforma si ritrovano in tasca a fine mese solo 969 euro. Meno di quanto non fosse l’anno scorso (vedi tabella). Prendono qualcosa in più i laureati pre-riforma che a fine mese arrivano fino a 1.042 euro. Poco più dell’anno scorso ma, al netto del costo della vita, ancora meno di quanto un neolaureato guadagnava cinque anni fa.

Senza dire che l’Italia vanta il minor numero di laureati che lavora a cinque anni dalla laurea (l’86,4 per cento contro una media europea pari all’89 per cento). Scorrendo i dati dell’indagine di AlmaLaurea si ricava la triste conferma che nel cuore delle nuove generazioni, anche lì dove è opportuno che l’Italia sia più moderna e vicina all’Europa, covano e crescono le stesse antiche contraddizioni e disparità che gravano da tempo infinito sul corpo del malato Italia.

Le donne sono meno favorite rispetto agli uomini, hanno un tasso di occupazione più basso, sono più precarie e guadagnano meno dei loro colleghi uomini (vedi tabella). A un anno dalla laurea lavora il 49,2 per cento delle laureate pre-riforma contro il 57,1 per cento degli uomini. E il gap salariale nel tempo non fa che crescere, tanto che a cinque anni dalla laurea le donne guadagnano un terzo meno di quanto non prendono gli uomini. Quanto alla precarietà a un anno dalla laurea il 52 per cento delle donne ha un contratto atipico contro il 41,5 per cento degli uomini. E la disparità è ancora più acuta per le laureate "triennali", visto che solo il 34 per cento delle donne ha un impiego stabile contro il 48 per cento dei loro colleghi uomini.

Stesso discorso per le disparità territoriali. Nel 2006 sei laureati del Nord su dieci trova lavoro dopo un anno mentre per le regioni del Sud le cifre si fermano al 40 per cento. Ovvero le stesse quote nel lontano 1999. Senza dire che a cinque anni dalla laurea, i giovani del Mezzogiorno prendono 1.167 euro al mese mentre i ragazzi del Nord arrivano a 1.355 euro al mese.

Non c’è da stupirsi se allora molti di loro non si sentono valorizzati per quello che valgono e, seppure a malincuore, decidono di muoversi oltre confine per trovare migliori occasioni. All’estero, lì dove sembrano trovare rifugio e compenso. I laureati italiani che lavorano fuori dai confini nazionali, a cinque anni dalla laurea, arrivano a guadagnare quasi 2 mila euro, ovvero il 50 per cento in più di quanto non accada alla media complessiva dei laureati. Se non si mette mano a questo problema, se non si trova un articolato piano per valorizzare i talenti che escono dalle nostre facoltà, poco si potrà fare per dare slancio al nostro paese.


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sabato 10 marzo 2007 - ore 22:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi piacevole allenamento a vela a Caorle
sole mare e ... ci siamo seccati 3 bottiglie
poi Stefano ha portato il suo tirami su, mhhh che bontà

e domani si replica con l’allenamento

incomincerà ’sto campionato, o no?

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