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chiara-ky, 33 anni
spritzina di Cosmopolita
CHE FACCIO? Arpista e Prof. di Arpa
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STO LEGGENDO



HO VISTO

che ho una vita trooooppo incasinata, ma va benissimo così!

STO ASCOLTANDO

il silenzio

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

jeans e camicia

ORA VORREI TANTO...

Un po’ di vacanza?

STO STUDIANDO...

La mia tesi!

OGGI IL MIO UMORE E'...

Tranquillo, proiettato nel futuro

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) essere continuamente giudicati da persone che nemmeno ti conoscono
2) darti così tanto da fare per gli altri e scoprire che alla fine nè tu nè gli altri hanno fatto qualcosa per te...
3) rompere una corda nel bel mezzo del concerto...
4) quanta cioccolata posso mangiare oggi per non essere depressa domani??
5) ...aprire il vasetto e vedere che è finita la Nutella.....

MERAVIGLIE


1) vedere che nel giorno del tuo compleanno anche le persone che mai avresti immaginato...si ricordano di te!
2) ...svegliarsi la mattina guardare fuori dalla finestra e trovarsi la scritta, TI AMO PRINCIPESSA, dipinta nella strada.....
3) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
4) poter anche solo per un attimo mettere il cuore in stand-by per non provare alcun sentimento...per non soffrire
5) Sapere che per Dio sono speciale, che non si vergogna di me, che mi ama per quello che sono e di un amore immenso.
6) una gran risata di cuore insieme a 20 bambini che ridono con te, con lo stesso sentimento e la stessa intensità
7) mettere le mani attorno ad una tazza di cioccolata calda con panna in pieno inverno



"La Musica è la patria eletta di coloro che sanno estraniarsi dalle miserie del mondo..." G. Puccini














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domenica 15 marzo 2009 - ore 23:07


Il Vangelo di oggi
(categoria: " Riflessioni ")


Dal Vangelo secondo Giovanni (2, 13-25)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel Tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal Tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe dissee: "Portate via di qui queste cose e non fate della casa di mio Padre un mercato!". I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: "Lo zelo per la tua casa mi divorerà".
Allora i Giudei presero la parola e dissero: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?". Rispose loro Gesù: "Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere". Gli dissero allora i Giudei: "Questo Tempio è stato costrito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?"
Ma egli parlava del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo e credettero alla Scrittura e alla parola di Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.



Questo passo del Vangelo, non mi vergogno a dirlo, mi appartiene, perché come Gesù (il più buono, il più giusto) si è diciamo... Alterato, anch’io, a volte, mi altero.
C’è chi mi ha rimproverato di essere impulsiva e di non poter sopportare sopra a tutto questo lato del mio carattere.
Non posso fare a meno di tollerare le ingiustizie a qualsiasi livello, non accetto i compromessi e tantomeno mi va di essere sottomessa ad un uomo. Non voglio nemmeno sottomettere l’uomo che finalmente mi sceglierà per la vita... Che ho fatto di male?
Non sono perfetta e non pretendo di esserlo, ma se alzo la cresta non è per superbia, ma per giusta ragione.
Qualcuno si è dimenticato che anch’io ho la mia dignità di donna e che non posso più farla calpestare dal mondo intero.
Non vado bene perché non faccio un lavoro che rende molto (i cambiamonete del Tempio), non vado bene perché lavoro di sera e torno a casa tardi la sera (anche Gesù andava alle cene e anzi mangiava con puttane e pubblicani, io vado a scuola ad insegnare o a fare concerti, non faccio il mestiere).
Insomma, non sarà la vita regolata delle galline, ma è la mia vita...
Sfido chiunque a sopportare per mesi il disprezzo di una persona che dovrebbe amarti e che invece si fa influenzare anche dal cane che passa.
Dove sono finiti gli uomini veri, quelli che affrontano tutto, che amano senza riserve e che hanno il coraggio di vivere facendo fatica?
Intorno a me vedo solo età anagrafiche non corrispopndenti all’età mentale...
Non sarò perfetta, ribadisco, ma voglio una persona che mi ami, ma veramente, non che cambi idea a seconda di dove giri il vento.

Io c’ho messo l’anima, non è stato nemmeno considerato, bene, peggio per lui.
Tanto per citare un’altra frase "La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo".
Mi scarti? Benissimo, ci sarà chi mi riterrà importante.

Soprattutto, io me la saprò cavare, come ho sempre fatto. La mia preoccupazione è per te che vivi un momento di euforia, ma quando passerà...
Sbatti pure il naso, forse riuscirai a maturare e allora ne riparleremo, ma credo che sarà troppo tardi.

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domenica 15 marzo 2009 - ore 00:22


Delusione!!
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Potevano anche dirmi che il passo d’orchestra di "Iris" che devo portare al settimo non si sente se suonato con il resto degli strumenti dell’orchestra!!!

Quando arrivo alla fine, ho il fiatone, perché devo fare anche le doppiette per riuscire a muovere tutti i pedali, ma che sola tremenda!
Suoni suoni e nessuno ti sente!



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venerdì 13 marzo 2009 - ore 22:17


Vissi d’arte, vissi d’amore
(categoria: " Musica e Canzoni ")


"Vissi d’arte, vissi d’amore,
Non feci male ad anima viva!
Con man furtiva
Quante miserie conobbi, aiutai.
Sempre con fe’ sincera
La mia preghiera
ai santi tabernacoli salì,
Sempre con fe’ sincera
Diedi fiori all’altar.
Nell’ora del dolore
Perché, perché, Signore,
Perché me ne remuneri così?
Diedi gioielli
Della Madonna al manto,
E diedi il canto
Agli astri del ciel, che ne ridean più belli.
Nell’ora del dolor
Perché, perché, Signor,
Perché me ne remuneri così?"


Tosca, libretto di Giacosa-Illica, musiche di Giacomo Puccini









Penso che chi mi conosce bene sappia che mi sono sempre sentita molto Tosca: innamorata del suo Cavaradossi e quindi comprensibilmente gelosa di qualsiasi donna si avvicinasse al suo amore...
Per non parlare poi di quello che Tosca arriva a fare pur di salvare il suo Mario.
Ed è proprio qui che nasce il mio interrogativo: a cosa è servito farsi strappare una promessa di grazia da Scarpia, il perfido capo della Polizia, se poi questo ordina comunque di fucilare Cavaradossi? Inoltre, a cosa è servito il sacrificio di Tosca?
Scoperto l’inganno si è gettata da Castel Sant’Angelo dice "O Scarpia, davanti a Dio!", ma a cosa serve se poi muoiono entrambi? O siamo stupide noi donne...
Nell’opera poi lei muore sempre, lui o se ne trova un’altra o muore...
La cosa comune con la vita poi è che tra due persone se ne devono sempre intrufolare altre per rovinare tutto... Questa cosa non l’ho mai digerita.
Mi ricordo sia in conservatorio che all’uni mi è stato insegnato che "l’opera è la storia di un soprano che vuole andare a letto con un tenore, ma c’è sempre un basso insieme ad un mezzosoprano che glielo volgliono impedire".
Ma perché??
Perché due persone non possono essere felici insieme ed in pace? Da una parte non è bello permettere agli altri di entrare nella storia, ma a volte è inevitabile...
Un’amica mi ha detto: "Se due si vogliono bene, chi li invidia ci si butta a pesce".
Sacrosanta verità, soprattutto quando tu lasceresti tutti fuori e lui è convinto di potersi fidare...
Non c’entra molto con Tosca, piuttosto mi viene in mente la storia di Otello e Desdemona...


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giovedì 12 marzo 2009 - ore 15:01



(categoria: " Pensieri ")



Finalmente posso postare qualche foto del concerto di novembre!!

Questa è l’unica cosa che conta: la mia arpa è sempre con me e non mi può tradire.

Poi ci sono i miei bambini!!! I miei allievi che mi vogliono tanto bene!!!



La realizzazione di un sogno: suonare con la mia Prof.!!


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giovedì 12 marzo 2009 - ore 14:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ho deciso di riprendere qualcosa che mi ha insegnato mia nonna: mi confezionerò a ferri una bella stola di lana per i concerti.
Certo, sarà difficile, ma un’amica mi ha detto che mi aiuterà, quindi per il prossimo inverno avrò una specie di mantello per suonare anche nelle chiese dove fa freddissimo.

Ho anche deciso di spuntarmi i capelli, perché altrimenti non mi cresceranno più.

Sono in overbooking con l’arpa: mi tocca cedere qualcosa alle colleghe, altrimenti non ce la faccio!!
Insomma, va tutto bene.
Sono disordinata, dormo con i libri sul letto, ceno alle undici di sera, vado a dormire tardi e mi alzo presto...

Non è che stando lontano da una persona si stia meglio, anzi.
Si fa fatica a continuare, soprattutto se vedi che la strada intrapresa da quella persona non è compatibile con il suo bene.
Non è l’abbandono che mi fa star male, nemmeno dover trovare un’altra persona.
Non è nella mia natura.
Nella mia natura c’è sempre mettere davanti l’altra persona e dare tutto.
Solo che ricevere in cambio tanta ingratitudine è tremendo. Senza parlare del fatto che quella persona farà una brutta fine senza rendersene conto.
Io non posso imporre nulla a nessuno, mi dà fastidio non riuscire ad aprire gli occhi alle persone. Non penso di poter cambiare però...
Cerco di non fermarmi, perché fermarmi mi farebbe male.





Questa è la mia espressione: sguardo al cielo pensando che è il caso di farmi dare una benedizione!


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mercoledì 11 marzo 2009 - ore 20:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando torno a casa da Bologna, sono sempre in coma, ma non importa.
Ogni volta che rivedo le mie montagne, mi sveglio e sono felice.
Mi sento protetta, avvolta a 360 gradi dalle montagne, ma più ancora non mi sento sola, perché scopro molte persone che mi vogliono bene e mi stanno vicino in un momento della vita piuttosto duro.
Mi dispiace tanto per quello che è successo, perché non doveva finire così. Non perché io voglia comandare il mondo (come qualcuno sostiene), ma perché non sono stata ascoltata abbastanza e soprattutto non sono stata presa sul serio.
Pazienza, a me non brucia nulla, mi sento solo tradita da una persona di cui mi fidavo e che piuttosto che far fatica, ha gettato la spugna nascondendosi dietro un dito.
Non sono l’unica delusa, ci sono molte altre persone deluse che come me credevano nella buona fede del prossimo.
In un momento di stizza, ieri sera ho detto che non voglio più essere onesta, voglio essere tutto il contrario di quello che sono... Voglio far del male, restituire tutto il male che ho ricevuto, perché addosso mi pesa, ma una persona molto saggia, che da qualche mese mi ha accolto sotto le sue ali protettive, mi ha detto: "Chiara, hai tutte le tue ragioni, non meritavi tutto questo male dopo aver dato tutto a quella persona, ma tu sei Chiara, limpida, onesta e piena di ottime qualità. Non cambierai mai la tua natura buona, non smetterai mai di amare, di donarti agli altri. Ti sei appena affacciata alla vita e vedrai che il tuo animo buono darà i suoi frutti. Chi poi ti ha scartato, ritornerà sui suoi passi."

Ora, con tutto quello che è successo, credo che chi mi ha scartato sia stato investito da un TIR nel vero senso della parola e quindi non veda la cazzata che ha combinato, ma io non voglio puntare il dito contro nessuno. Per carità, non sono perfetta e tantomeno sono convinta di esserlo, però faccio del mio meglio per essere una persona buona.
Mi ferisce che tutti i miei sforzi vengano visti solo da chi era al di fuori della situazione, mentre chi era dentro insieme a me, invece che mangiare pancetta, se l’era messa davanti agli occhi.
Pazienza, io aspetto che una persona prima o poi si ravveda. Mi sono ravvista io, insomma, ce la possono fare tutti!
Poi credo che certe persone abbiano solo bisogno di misericordia, perché per colpa della famosa pancetta non vedono avanti.
Oggi, parlavo con un’amica che mi conosce mooolto bene, diciamo che nonostante ci dividano otto mesi (ci salutavamo da dentro le pance delle rispettive madri), siamo cresciute insieme ed essendo entrambe figlie uniche, siamo un po’ come due sorelle.
Anche lei è rimasta malissimo per quello che è successo e mi ha detto che non siamo né vittime né è la vita. C’è qualcosa che non va...
Poi la mia sorella acquisita, ormai mamma, mi ha detto che quando era piccola sognava cose grandi e ora che è madre sogna piccole cose.
Ecco, invece che perdere tempo a litigare, a cercare altre persone, secondo me sarebbe meglio studiare la situazione.
Penso a quante volte stamattina la Prof. mi ha fatto ripetere una battuta di "Iris" perché avevo paura dei troppi pedali da muovere. Lascio immaginare quante volte in dieci minuti io abbia studiato una battuta in quattro quarti prima con i pedali da muovere senza suonare e poi suonando.
Credo che la musica mi abbia insegnato le regole della vita: devi stare entro certi paletti, ma l’interpretazione è sempre permessa. Poi se un punto non riesci a suonarlo, ci stai sopra un po’ e a volte riesce. Se poi non riesce, lo si lascia lì e lo si riprende dopo qualche tempo. Insomma, non bisgna arrendersi mai, aver pazienza, parlare e non mollare tutto. Mollare è sempre sbagliato, perché se non superi l’ostacolo, resti lì senza concludere nulla.

Ops... Mi sa che ho parlato troppo a ruota libera.


Per il resto, dalle ultime due settimane di questo mese fino alla fine di aprile io e la mia arpa saremo sempre in giro!!!




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martedì 10 marzo 2009 - ore 12:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Felicità di una stella,
Perché finalmente sono libera.
Libera di essere me stessa.
Posso mettere i tacchi alti,
Posso truccarmi,
Posso vestirmi come mi pare,
Posso frequentare chi voglio,
Posso guardarmi un film,
Posso essere felice dei miei risultati senza che qualcuno sia pronto a rimproverarmi di tirarmela.


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domenica 8 marzo 2009 - ore 13:46



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando uno è cieco, rischia di perdere la fortuna che ha (non sto parlando di me).

Quando uno ha paura e si tira indietro, ha fallito.

Quando uno ti dice "è la vita", significa che della vita non ha capito nulla e preferisce vivere facendosi portare dal vento, senza mai prendere una decisione definitiva.

Quando uno ti vuole cambiare, è meglio che cominci a cambiare per primo.

Quando uno ti dice che ha perso tempo, vuol dire che non vuole meritare di impegare bene il suo tempo.


Quando uno ti dice che lo vuoi ingabbiare, significa che non sa stare al mondo.

Quando uno si fa prendere a sberle da sua madre davanti a te, vuol dire che ne è succube.

Quando uno ti promette il mondo, non credergli, perché ti promette quello che non ha mai visto.

Quando uno ostenta una fede grande con gesti plateali, non credergli, perché chi ha fede prega nel silenzio e non facendosi vedere.

Quando uno va alle apparizioni per cercare emozioni forti, prega per lui, perché è solo un esaltato.

Quando ti innamori di uno che ha una sorella, stai attenta: lei farà di tutto per distruggervi.

Quando uno ti dice che sei d’ostacolo per il suo cammino di fede, non hai colpa, è lui che non è abbastanza forte per ammettere che è un debole.

Quando uno ti dice che sei su un piedistallo, non credergli: conosce solo la sua superbia e non la sa distinguere dalla dignità che ogni persona possiede.

Quando uno cresce in una famiglia dove la madre non sa fare le lavatrici, si rifiuta di far da mangiare, è meglio scappare, perché non è in grado di amarti.


Quando non sei accettata, quando hai amato senza riserve ed ottieni solo umiliazioni...



... Non potendo sbattere i sandali dalla polvere, prendi un tappeto pieno di polvere e sbattiglielo addosso!


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lunedì 16 febbraio 2009 - ore 16:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono qui con un anno di più (da ieri)...
Avviso che mi si è rotto il modem, quindi non posso navigare.
Spero di riuscire a tornare presto...


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